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Path of Exile, Recensione PlayStation 4

Lo abbiamo giocato su Pc, ci ritorniamo su PS4. L'action RPG di Grinding Gear Games farà faville sull'ammiraglia Sony? Danny DSC ci dice come è andata

Il panorama degli action rpg, specie quelli hack and slash, è rappresentato da un Olimpo di mostri sacri affiancato da una moltitudine di cloni e reinterpretazioni. Dall’epica serie Diablo, ai fasti di Grim Dawn e Torchlight si passa ad alcune perle di cui oggi non si sente più parlare come Sacred (rigorosamente il primo, nella sua versione Gold interamente localizzato da FX Interactive). E non dimentichiamoci Titan Quest, saga che forse non ha avuto il successo meritato, ma vanta un lore e una cura molto particolare. Path of Exile, prodotto dalla neozelandese Grinding Gear Games, uscì su Pc nel lontano 2013. Qui la nostra recensione Pc dell’epoca.

Con alle spalle una campagna crowdfunding capace di portare a casa la somma di 1.2 milioni di dollari, il prodotto sviluppato da questo team indie è stato capace di far breccia nel cuore degli appassionati, anche i più scettici. Il motivo è molto semplice: Path of Exile è free to play, quindi non è necessario alcun pagamento mensile o all’acquisto per poter giocare.

I più, soprattutto chi non conosce né il gioco, né gli sviluppatori) avranno pensato subito ad una qualche forma di pay to win o noiose micro transazioni invasive, e invece no. Il team di sviluppo riuscì a mantenere la promessa, proponendo un prodotto immediato ma dall’ottimo grado di sfida, completamente gratuito e con micro transazioni completamente laterali, finanche inutili. Dopo diversi anni e molti miglioramenti, lo scorso 26 marzo è approdato anche su Playstation 4.

L’espansione denominata Legion, è seguita il 10 giugno scorso. DannyDSC, si è quindi messo alla prova con questo interessante action rpg, ed ha scritto per noi questa recensione.

UN CONTINENTE BRUTALE, OSCURO

Il continente dove si svolgono le vicende di Path of Exile è Wraeclast, un bel posticino tranquillo. La lore di base è la prosecuzione degli eventi avvenuti 300 anni prima, dopo la fondazione del primo impero sul continente.

Meta turistica di assassini briganti e ladri, viene sfruttata come centro benessere da tutti i rifiuti della società che vengono gentilmente condotti su queste lande e abbandonati al proprio destino. All’inizio del gioco avremo la possibilità di scegliere una delle sei classi disponibili in partenza (la settima verrà sbloccata tramite quest). Ci sono 3 classi che possiamo definire “pure”, ossia focalizzate su una singola abilità, più altre 3 definite “ibride”, le quali ad una abilità di base, ne accorpano una secondaria. In gioco le caratteristiche principali sono:

Forza, Intelligenza, Destrezza.

Andiamo ad analizzare le classi:

Classi pure

  • Marauder: Il guerriero, focalizzato sulla forza (userà abilità di tipo rosso)
  • Ranger: focalizzato sulla destrezza (userà abilità di tipo verde)
  • Witch: la strega, il mago del gioco, si focalizza sull’intelligenza (userà abilità di tipo blu)

Classi ibride

  • Duellista: classe che si focalizza su forza e destrezza
  • Templare: il buon “Pala” della situazione, si focalizza su forza ed intelligenza
  • Shadow: a differenza di altri action rpg, questa volta il ladro si distingue perchè poggia le sue basi su due abilità, la destrezza e l’intelligenza

Quale che sia la classe scelta in partenza, non potremo cambiare il sesso del personaggio.

Pur trattandosi di un fattore meramente estetico questa scelta non ci è sembrata azzeccata, soprattutto considerando che il sesso non ha alcun tipo d’impatto nell’economia di gioco, trattandosi di un hack and slash e non un rpg.

Deciso classe e nome ci ritroveremo con il personaggio appena sveglio e mezzo incosciente sulla spiaggia, di notte, con un npc a darci alcune indicazioni. Non avremo nemmeno il tempo di guardarci attorno e prendere confidenza con mappa e meccaniche, perché verremo immediatamente assaliti da una piccola orda di non morti che hanno voglia di mangiarsi un po’ di carne umana dal dolce gusto di sale marino.

Prendendo a piene mani da altri mostri sacri del genere, ai quattro tasti del joypad verranno affidati gli attacchi e l’uso delle abilità speciali. I dorsali e i tasti direzionali verranno sfruttati per le varie pozioni di cura e mana, mentre nella parte alta dell’interfaccia è rappresentata la barra della vita (una bella ampolla color rosso sangue) e la nostra energia mentale (mana, utilizzato per incantesimi e per le abilità). Premendo il tasto direzionale basso, avremo a disposizione una versione stilizzata della mappa che stiamo percorrendo. Tale mappa, a tratti, risulta un po’ poco visibile a seconda della luce del giorno.

Il percorso che seguiremo sarà irto di pericoli, con orde di nemici a cercare di farci la pelle ad ogni metro che percorreremo. Il combattimento è veloce e frenetico e l’uso frequente del “pigia pigia” è sempre dietro l’angolo, anche se bisogna stare molto attendi al consumo di mana se usiamo skill speciali. L’aspetto divertente è che ad ogni mappa le orde che affronteremo sono davvero numerose, con tanti mostriciattoli pronti a rovinarci la festa rimandandoci al checkpoint precedente.

UN MINUTO DI PAUSA

Giunti in un villaggio avremo la possibilità di acquisire nuovo equipaggiamento, accettare qualche quest e stipare qualche prezioso artefatto nel nostro baule.

Parliamo un po’ dell’inventario e della gestione dell’equipaggiamento.

Il nostro inventario ha discendenze tipiche di Diablo 2 e del primo Sacred, in quanto ogni oggetto occupa un determinato numero di slot e la sacca a nostra disposizione è tutto tranne che infinita.

A differenza di molti esponenti del genere, nel gioco non è presente una vera e propria valuta, sostituita dagli Orbi, artefatti magici che verranno scambiati sia tra i giocatori che gli npc; ce ne sono di vario tipo e i più rari garantiranno accesso alle migliori armi o armature. Guadagnare orbi dalla vendita del materiale sarà fondamentale, sia durante le fasi iniziale che quelle end game, e anche quelli che all’apparenza risulteranno inutili all’inizio potranno rivelarsi preziosi andando avanti con l’avventura.

Abbiamo poi gli slot affidati all’equipaggiamento, che potrà venir potenziato con artefatti che garantiranno migliorie all’attacco, alla difesa, e molto altro. Al solito, è preferibile un oggetto inferiore ma con più slot che non il contrario.

Sempre nell’ambito dei villaggi, i dialoghi ci daranno informazioni sulla lore del gioco, mentre le quest permetteranno di acquisire valuta ed equipaggiamenti migliori. Il livello di scrittura è molto base, e ci ricorda da vicino altri esponenti del genere.

Path of Exile fa del gameplay e del grinding il fulcro dell’intera esperienza e non verrà certo ricordato per la storia, pur se interessante.

TROVA LA TUA STRADA IN PATH OF EXILE

Uno degli aspetti peculiari di Path of Exile è il profondo sistema legato alla crescita del personaggio.

Il team di sviluppo neozelandese, ha preso a piene mani dalla sferografia di Final Fantasy X, ampliandola a livelli gargantueschi. Le skill a cui potremo aspirare durante lo sviluppo del personaggio sono innumerevoli. Ci sono più di 100 abilità (avete letto bene, più di cento), che permetteranno di creare build praticamente infinite e sarà quasi impossibile che ci siano più build simili, se non si è seguito qualche guida dedicata.

Questo, unito agli slot legati all’equipaggiamento, rende questo prodotto praticamente infinito in quanto a rigiocabilità e senso di progressione. Ad inizio gioco, quando abbiamo preso in mano il personaggio per verificare il sistema di progressione, siamo impalliditi di fronte alla quantità di possibilità offerte da questo gioco.

Il problema è venuto dopo, in quanto la mole di opportunità è controbilanciata da un inventario forse troppo ristretto che ci spesso ci vedrà fare scelte davvero difficili mentre giochiamo. Questo perché durante la prosecuzione in un livello, starà a noi decidere se tenere questo o quel pezzo, rinunciando a possibili guadagni.

Potremo decidere di tornare sulla mappa precedente (cosa che abbiamo fatto spesso durante le prove), cercando di recuperare quanto più materiale possibile (le mappe vengono resettate ogni 8-15 minuti) e racimolare altri orb, ma tutti quei giocatori che non sono fan accaniti ai giochi orientati al grinding più assoluto, potrebbero stancarsi presto. Fortunatamente la progressione è talmente variegata che pur non tornando sui nostri passi potremo facilmente accedere ad equipaggiamenti sempre più rari e costosi. C’è poi il baratto tra giocatori che funziona grazie anche ad un hub e una bacheca, per mezzo della quale potremo facilmente procurarci armi o acquisire risorse.

L’avventura in singolo può portare a durare una ventina di ore, più quelle che spenderemo nell’endgame e nella parte cooperativa.

L’ULTIMO ARRIVATO

Dopo essere approdato su Pc e Xbox One, la versione PS4 è arrivata per ultima. L’opportunità di divertirsi con un gioco totalmente gratuito ed estremamente completo è resa ancor più interessante dalla mole di miglioramenti ed espansioni di cui Path of Exile ha goduto in questi anni. C’è da dire che a parte qualche bug e qualche glitch, l’engine di gioco fa il suo lavoro in maniera egregia.

Certo, rispetto a produzioni dal budget decisamente più alto mostra il fianco, ma in ogni caso il lavoro è pregevole pur non portando alcun miglioramento ai possessori della versione PRO. Considerata la mole di miglioramenti grafici apportati alla versione XboX One X, questa scelta ci ha lasciato con l’amaro in bocca perché a parte i caricamenti più veloci, non c’è altro.

Graficamente il gioco è ad un buon livello, con un buon level design. Pregevoli gli effetti di luce e ben fatti anche quelli relativi agli attacchi speciali, tutti molto vari tra loro. Le animazioni sono nella media, anche se di tanto in tanto ci è parso che qualche movimento risulti inutilmente legnoso. Ottimo invece il design dei mostri, davvero molto vario, pesca a piene mani dal fantasy e da altre produzioni, specialmente Diablo 2.

Buona anche la colonna sonora, anche se non si attesta su altissimi livelli e il tema principale è poco ispirato rispetto ad altre produzioni.

Ma la mole contenutistica è talmente alta che ci dimenticheremo presto della musica e della grafica, troppo presi ad andare avanti per proseguire la storia e migliorare il nostro alter ego.

MONDI A CONFRONTO

Oltre al lato prettamente contenutistico di cui abbiamo parlato con orgoglio, vogliamo soffermarci qualche secondo sull’ampiezza del mondo di gioco. Rispetto a Grim Dawn, Diablo 3, Torchlight, Path of Exile non ha nulla da invidiare. Quello che forse paga, è la mancanza di un mondo davvero aperto, visto che i livelli sono separati da istanze. La varietà è assicurata dai molti biomi presenti, tra foreste, paludi, grotte, montagne. Insomma, sarà davvero difficile sentire puzza di ripetitività. Facendo un’ipotesi, un what if “aggressivo”, ci viene da pensare. Cosa sarebbe stato un prodotto con il gameplay e la profondità di Path of Exile associato ad una mappa immensa come quella del primo Sacred? Non lo sapremo mai.

Quel titolo, quasi dimenticato dai più, ha una delle mappe più grandi (e fisse) mai costruite, con un’intera espansione per il sottosuolo ad aumentarne la longevità. Cosa accadrebbe se un agguerrito ed ispirato sviluppatore, magari indie, decidesse di proporre qualcosa del genere? Stiamo parlando del Santo Graal di ogni appassionato di hack and slash? È più che probabile. Possiamo solo dirvi che giocando e rigiocando al prodotto di Grinding Gear Games, ci è tornata la voglia di prendere in mano quel titolo e entrare nuovamente nella Shadow, uno dei tantissimi easter eggs che il gioco portava sui nostri schermi.

COMMENTO FINALE

Path of Exile è un prodotto sviluppato e portato avanti con cura, passione e voglia di stupire. Fosse anche a prezzo pieno, nessuno potrebbe criticarlo tanta è la carne al fuoco. Innumerevoli possibilità di personalizzazione, un loot system tra i migliori mai sviluppati, ed una progressione ai massimi livelli sia in termini contenutistici, sia prettamente “tecnici”.

La grafica e il level design pur non svettando sono di buona qualità e donano una varietà che tiene lontano il senso di già visto. Considerando che l’eventuale acquisto di uno dei pacchetti a disposizione è dettato solamente dalla voglia di supportare lo sviluppatore, possiamo dire che il prodotto di Grinding Gear Games ha davanti ancora molti anni e molti saranno gli eroi che si sfideranno in questa landa dimenticata da Dio, ma che verrà ricordata da molti videogiocatori.

Pregi

Completamente Gratuito. Gameplay profondo. Loot System ben sviluppato. Longevo. personalizzazioni infinite.

Difetti

Solo in inglese. La versione PS4 è visivamente meno appariscente. La trama è solo laterale.

Voto

9-

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