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Grave Keeper, Recensione

Il nostro DannyDSC ha provato questo veloce (e discretamente profondo) hack and slash per Pc

Tra i tanti generi abbracciati dagli sviluppatori indipendenti, abbiamo anche quello dei rpg action, o più propriamente hack‘n Slash.  Grave Keeper, opera prima di Baldur Games (notiamo alcune reminiscenze forgotteniane nel nome) vuole essere un action divertente e piacevole da giocare, bello da vedere, ma senza darci troppo da pensare. Il gioco è disponibile su Steam dal 29 marzo. DannyDSC lo ha provato, ce ne parla in questa recensione.

A FIL DI LAMA

Gli hack’n Slash sono da sempre un genere che può dare belle soddisfazioni, ed è sbagliato sottovalutare questo tipo di giochi solo perché non si naviga tra tanti menu pieni di numeri, caratteristiche, modificatori. Basti pensare a Titan Quest, ad esempio o Grim Dawn se proprio non si vuole nominare la sempreverde trilogia di Diablo.

Grave Keeper, vuole ulteriormente semplificare la formula, facendoci vivere un’avventura scanzonata e divertente, ma non per questo, priva di sfida. Avviato il gioco, capiamo subito che non troveremo una storia con quest, sottoquest, romance, e mappe da seguire. Si parte subito con l’azione, con il nostro cavaliere che entrato nel dungeon, vuole accaparrarsi il tesoro custodito dal guardiano supremo, il Re Scheletro. Le cose non vanno però come previsto e, quando siamo vicini alla disfatta nemica, il supremo re ci scaraventa fuori dal castello. Ma noi, valorosi e vogliosi di sfide e tesori, non ci fermeremo, continueremo la nostra avanzata fino a tornare lì, nella stanza del tesoro. Questo è più o meno l’incipit di gioco.

Semplice e senza alcuna pretesa, ma grazie ad una grafica colorata e ad una comica regia, funziona. Anche il gameplay è semplice ed immediato, con un tasto per l’arma a distanza, uno per quella da corpo a corpo, e la barra spazzatrice utilizzata per gli attacchi speciali.

Ogni livello si compone di tre o quattro ondate di nemici che sciameranno da tutte le posizioni per farci la pelle. Una barra in alto sulla nostra interfaccia ci informerà su quanti nemici mancano alla fine dell’ondata.

Se riusciremo a sopravvivere a tutte le ondate del livello, potremo scontrarci contro il boss, che se sconfitto, ci garantirà l’accesso al dungeon successivo, con la nostra “guida” (una formosa signorina senza nome che inizialmente ci fornirà varie informazioni sulle fasi di gioco durante il tutorial), a passarci un bel baule con qualche arma, armatura o abilità da equipaggiare.

Dal nostro inventario, oltre a vedere il materiale a disposizione, potremo spendere le monete che i mostri fanno cadere quando vengono uccisi per migliorare il nostro equipaggiamento. Ogni arma o armatura che recuperiamo può avere anche dei bonus, come ad esempio rendere l’attacco più veloce, o un’armatura dotata di una percentuale di difesa superiore o in grado di farci schivare gli attacchi.

Più i dungeon si susseguono, più la sfida diventa ardua, i bottini più sostanzioni, e ingente la quantità di monete rilasciata dai nemici. Raggiunto il livello 31, potremo nuovamente sfidare il Re Scheletro, che anche in questo caso ci rifilerà un bel calcio nel sedere riportandoci al dungeon di livello uno e con l’equipaggiamento azzerato. Ma ripartire, non sarà una vera e propria sconfitta, questo perché otterremo delle pietre da usare per potenziare il nostro personaggio (più punti vita, e addirittura un cavaliere fantasma che combatte insieme a noi, davvero una bella trovata), garantendoci una più facile sfida per quelle a venire. Ci sono diverse armi, dalla spada al martello, dall’ascia allo spadone.

Ma anche balestre e armature godono di una certa varietà, come anche gli attacchi speciali. Avremo un colpo in grado di attaccare ad area i nemici vicini, una pioggia di frecce, un attacco a turbine, che possono essere potenziati e fare sempre più danni.

Ovviamente, fermarsi di volta in volta al livello 31 e poi andare a caccia del Re è monotono, quindi il nostro consiglio è potenziare per bene il personaggio e poi tentare la scalata il più possibile fino a quanto riusciamo ad arrivare. Durante il nostro gameplay il record è stato il livello 74, e il grado di sfida era davvero alto. Molto interessanti anche le missioni giornaliere e quelle durante il gameplay, ossia determinati obbiettivi da raggiungere per ricevere monete, pietre, pozioni che ci permetteranno di continuare la nostra avventura.

I glifi, come spiegato prima, servono per potenziare il nostro personaggio, mentre le pietre possono essere utilizzate per acquistare bottini, monete e pozioni grazie al negozio incluso nel gioco. Attenzione, anche se a prima vista potremmo subito pensare ad un pay to win (frettolosamente, l’avevamo pensato anche noi durante i primi gameplay), mai considerazione potrebbe essere più sbagliata.

Lo store usa la moneta del gioco, quindi non troveremo alcuna traccia di micro-transazioni con valuta reale. In caso di morte poi, ripartiremo sempre dal livello nel quale siamo, e anche questo la dice lunga sulla volontà della software house di sviluppare un prodotto semplice, divertente ma appagante, senza troppi pensieri.

MA QUANTO MI DURI?

Grave Keeper, ci dà la possibilità di cimentarci in tre modalità, due delle quali verranno sbloccate solo dopo aver giocato per un certo periodo di tempo a quella principale, ossia il re degli scheletri.

Le altre due, a prima vista sembravano modalità legate al multiplayer, ma ci sbagliavamo. La software house è stata davvero geniale a presentare modalità che sembrano adatte a più giocatori portando in campo npc guidati dall’AI che hanno differenti posizioni di classifica in base alla loro bravura. Questo gioco, è un singleplayer puro, ne va fiero.

La seconda modalità è una sfida per con un npc guidato dall’AI su chi uccide più nemici durante un’ondata. Battendo il personaggio in questione, avanzeremo di grado e ci sfideremo con quello successivo, fino ad arrivare alla testa della classifica.

La seconda modalità, “sopravvivenza”, vedrà noi e altri 3 npc alle prese con un’ondata infinita di nemici mescolati anche ai boss dove vincerà chi riuscirà a rimanere in vita per ultimo. Una sorta di “ne rimarrà soltanto uno” (quanto adoriamo certe citazioni).

L’abbiamo provata ed è davvero divertente.

E QUANTO SEI BELLO?

Il gioco, che gode di una visuale in isometrica chiara e che mai va a cozzare con gli elementi del livello, è graficamente molto bello da vedere. Le animazioni sono diverse, goffamente scherzose e molto ben fatte. Gli effetti, soprattutto quelli delle abilità speciali, sono davvero ben fatti e si “fondono” in maniera perfetta con il mondo di gioco.

Non ci troviamo di fronte ad una grafica da fotorealismo, ma a qualcosa più in stile cartone animato, ed è una cosa buona. Anche la palette cromatica è ben dosata, con sotterranei bui e pieni di ombre, livelli “simil-inferno”, e cimiteri pieni di lapidi e tombe a fare il verso a titoli ben più blasonati. Nonostante questo, la grafica e il design sono così ben fatti da dare al prodotto una sua anima, pur risultando ovviamente ripetitivo alla lunga.

La colonna sonora è nella media, ed in effetti forse questo è l’unico punto davvero debole del gioco, che non sprizza per varietà. Ma nel mezzo dell’azione, possiamo assicurarvi che non ve ne accorgerete.

COMMENTO FINALE

Grave Keeper è un hack’n slash veloce, bello da vedere, semplice all’apparenza ma difficile e appagante sulla lunga distanza. Intrinsecamente ripetitivo, ma non annoia, e anzi, ci spinge a cercare di superarci di volta in volta.

Una bella grafica, un sistema di crescita del personaggio semplice ed intuitivo, e completamente localizzato in italiano. Con qualche quest, ed un po’ di varietà in più, sarebbe un must have senza se e senza ma. In ogni caso, la formula dei ragazzi di Baldur Games non ci dispiace affatto.

Pregi

Veloce ed immediato. Buon comparto grafico. Divertente.

Difetti

Intrinsecamente ripetitivo. Comparto audio poco vario. Manca un po' di varietà.

Voto

7+

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