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Legendary Eleven, Recensione

Dopo un po’ di early access, il titolo calcistico di Eclipse Games è pronto per il calcio di inizio. Pronti a respirare l'atmosfera degli anni '70, '80 e '90?

La storia dei giochi calcistici in stile Arcade è lunga e costellata da titoli di assoluto rilievo. I frequentatori delle sale giochi ricorderanno nomi altisonanti come Exciting Soccer, Football Champ, Virtua Striker e così via dicendo benché gli autori si siano ispirati a Super SideKicks, Nintendo World Cup ed anche i primi ISS Pro.

Nelle scorse ore è uscito dall’accesso anticipato per essere pubblicato in “versione finale”, Legendary Eleven, titolo sviluppato da Eclipse Games e che offre un tuffo nel passato facendoci tornare ai fasti degli anni ’70, ’80 e ’90. Periodo d’oro per molti. Gli (ultimi) anni di Pelè, ma anche di Maradona, Cruijff, e di assi più recenti, Conti, Rossi, Zoff, Valderrama, Higuita e così via. Erano gli anni di un calcio diverso, forse meno fisico ma ugualmente spettacolare ed in piena evoluzione. Perché bastava un pallonetto di Maradona o una punizione di Platini e Zico per far saltare in aria uno stadio e far applaudire anche i tifosi avversari.

Il team indipendente ha voluto ricreare quelle atmosfere. Ci sarà riuscito? Noi, dopo le prime impressioni di un paio di settimane fa, siamo pronti per la recensione della versione Pc anticipando, inoltre, che si tratta di un gioco di calcio arcade comunque di discreta fattura ed interessante sotto tutti i punti di vista.

Ricordiamo anche che Legendary Eleven è disponibile anche per Xbox One e Switch e che a fine mese arriverà anche su PS4.

RITMO FLUIDO E COMPASSATO, ARCADE MA DISCRETAMENTE PROFONDO

Come già intuito e come già fatto notare nelle nostre prime impressioni, il gameplay di Legendary Eleven punta all’arcade. I più smaliziati troveranno un mix ed alcune caratteristiche che hanno reso grandi e famosi alcuni giochi già nominati. Di Exciting Soccer prende il fatto di avere in dote l’offside, ovvero il fuorigioco. Da Football Champ prende la presenza del super tiro mentre da Virtua Strike prende la profondità del gameplay con presenza di finezze e di giocate spettacolari, efficaci e comunque varie.

Si può segnare, infatti, in tantissimi modi più o meno spettacolari con cross e conclusioni al volo o ancora con forti botte da lontano o con azioni ben coordinate. Legendary Eleven permette tanto se si considera che stiamo parlando di una concezione prettamente arcade lontana dall’essere simulativa benché i falli ed i fuorigioco siano sanzionati.

Filtranti e sprint danno ulteriore profondità e danno quel tocco di classe alle rifiniture di un gameplay arcade di pregio ed al tempo stesso di sostanza in grado di divertire grazie ad una discreta profondità.

Non sono male neppure i portieri che anche con interventi a volte poco ortodossi riescono nella maggior parte dei casi a sventare situazioni pericolose o anche di salvare (letteralmente) la partita.

Tutto quello che di buono abbiamo notato nelle prime impressioni è stato confermato ulteriormente in questa versione “finale” ed è bello alternare conclusioni a rete spettacolari o in acrobazia a quelle di potenza o di giustezza. I sistemi di calci piazzati sono rimasti quelli della early access e quindi è positivo.
A dare ulteriore pepe la possibilità di sfruttare “carte” che si applicano durante il match. Queste danno bonus temporanei come, ad esempio, usare lo sprint più a lungo, avere la barra pronta per il super shot (che si carica col possesso di palla), avere arbitri più permissivi e molto, molto altro.

Abbiamo, trovato un buon titolo con ritmi arcade fluidi ma al tempo stesso coerenti con la velocità dei match di quelle epoche che a noi sembrano lontane. In sostanza ritmi buoni ma più compassati rispetto ad ora.

Essendo un gioco ispirato al passato è contemplata la regola del retropassaggio al portiere che prenderà con le mani la sfera dai nostri piedi. I tre punti a vittoria, invece, è – probabilmente – un piccolo controsenso.

Il gioco è piuttosto divertente e coerente con i valori in campo che ci sono sembrati equi. Legendary Eleven si basa sulle nazionali. Colossi come Germania Ovest (già), Italia, Brasile, Argentina ed Uruguay sono molto forti con valutazioni attorno alle cinque stelle (o quattro). Troviamo oltre 40 nazionali del passato. Consigliamo di giocare il titolo a livello più difficile perché offre il meglio di se con partite equilibrate e comunque un giusto grado di sfida che non è mai frustrante ed anzi spinge a migliorarsi ed a trovare la giusta soluzione di gioco. Gli altri due livelli sono oggettivamente facili. Li ci aspettiamo un lavoro di bilanciamento che possa rendere la sfida più stuzzicante. I portieri, invece, fanno il loro dovere ma a volte fanno alcune ingenuità alternando interventi strappa applausi e molto eleganti ad altri veramente goffi.

MONDIALI, COPPE CONTINENTALI, PARTITE LEGGENDARIE ED AMICHEVOLI

Proprio come nell’accesso anticipato, Legenday Eleven offre un discreto quantitativo di contenuti. Andiamo con ordine: oltre al match amichevole, ed ai match multigiocatore locale ed online, si possono disputare partite di Coppa Del Mondo (formula nomala con ben cinque partite di eliminatorie e poi ottavi, quarti, semifinali e finale) nonché organizzare tornei continentali (Europei, Coppa D’Asia, D’Africa). Ci sono anche le Partite Leggendarie, ovvero degli scenari che hanno fatto la storia della Coppa del Mondo partendo dal ’70. Peccato che, stranamente, manchi la partita del Secolo, ossia la semifinale di Messico ’70 tra Italia e Germania finita 4-3 per noi.

Troviamo però alcune partite importanti come ad esempio il derby tedesco da Germania dell’Ovest e DDR nel ’74, la tanto chiacchierata partita tra Argentina e Perù del 1978 (vinsero i padroni di casa per 6-0, risultato ampio che permise loro di raggiungere la finalissima davanti al pubblico di casa, ndr), o la storica vittoria dell’Algeria sulla Germania ai Mondiali dell’82 e tanti altri match nei quali bisogna conseguire un determinato risultato. Ah, si, c’è Italia-Brasile 3-2.

Legendary Eleven ha pure un editor per modificare le squadre dove è possibile intervenire su nomi, attributi (giostrandoli però attraverso un massimale predefinito: in pratica si possono ridistribuire i punti esistenti tra le varie abilità) e caratteristiche fisiche come l’altezza, i baffi, la barba ed i vari (e stravaganti) tagli di capelli. Piccola nota di colore: abbiamo aperto l’editor sulla nostra nazionale con tanti giocatori bassi, o meglio alti 1,70 o poco più. Al giorno d’oggi l’altezza media è sicuramente aumentata di almeno una decina-quindicina di centimetri. Una piccola chicca per segnalare la coerenza di gioco.

QUELLA GRAFICA CHE HA UN SUO STILE… E QUALCHE INCERTEZZA

Eclipse Games ha svolto un discreto dal punto di vista tecnico. I bug non mancano ed alcuni piuttosto strani come ad esempio il pallone che esce fuori dal campo, non viene sanzionata la rimessa laterale o dal fondo ed il tempo continua a scorrere. Per fortuna capita raramente.

Il lato visivo è senza dubbio quello più appariscente con le figure sinuose e stilizzate dei giocatori che si muovono molto fluidamente in campo. Si viva appieno l’atmosfera più anni ’70 ed ’80 che quella dei più recenti anni ’90. Un lato artistico, dunque, da apprezzare. Peccato ci sia un numero di stadi davvero inadeguato.

Le animazioni sono molto buone e fluide sia nei giocatori di movimento che nei portieri che, però, alternano movimenti eleganti e spettacolari ad alcuni movimenti goffi e fuori tempo.

Troviamo interessanti come gli effetti particellari: neve, pioggia, tramonto, ombre, luci, partite notturne e quant’altro sono quasi tutte al loro posto. Forse c’è troppo effetto sfumato frutto probabilmente di un uso eccessivo del Blur soprattutto quando le inquadrature si soffermano sui calci piazzati (punizioni, angolo e rimesse dal fondo che siano).

Confermiamo la bontà delle musiche (quelle dei menu) e degli effetti sonori.

COMMENTO FINALE

Legendary Eleven è un titolo rivolto agli appassionati di calcio che cercano un po’ di divertimento. Abbraccia in toto il passato prendendo a piene mani dai miti degli anni ’70, ’80 e ‘90. E per miti non parliamo di giochi arcade del passato ma proprio del calcio e dei calciatori di quegli anni. E lo fa con un suo stile particolare, artisticamente interessante che ne fa respirare più che degnamente l’atmosfera. Almeno secondo il nostro punto di vista.

Gradevole sotto diversi aspetti. Nulla di rivoluzionario ma il gameplay arcade è ben strutturato e può offrire la via della rete in diversi modi dandoci anche la sensazione di ricordare i fasti di molti classici.

A volte sembra di trovarsi di fronte ad una delle ultime versioni di Virtua Striker ma con un aspetto molto più “stiloso” ed una intelligenza artificiale comunque migliore. Si può segnare in ogni modo: di potenza, di astuzia o in modi spettacolari o con azioni manovrate. Il gioco è divertente, non ha tante pretese se non quella di far passare qualche ora in allegria. Certo, se aggiungessero una modalità carriera come si usa oggi staremmo parlando d’altro ma sarebbe comunque una componente da studiare bene per integrarla in un contesto che fino ad ora funziona senza grossi fronzoli. Legendary Eleven è consigliato se amate divertirvi. Chi vuole un titolo simulativo passi altrove.

Pregi

Un gioco di calcio arcade ben fatto. Rievoca molto bene i fasti degli anni ’70, ’80 e ’90 grazie anche ad un gameplay ben assestato e coerente. Stilisticamente gradevole. Editor squadre. Molte modalità…

Difetti

… ma manca la Carriera che al giorno d’oggi sta bene ovunque. Pochissimi stadi. Alcuni bug presenti anche nella versione finale.

Voto

7,5

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