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Smoke and Sacrifice, Recensione

Già uscito su Pc a maggio 2018, arriva anche su Ps4 e Xbox One. Andiamo a scoprire il titolo di Solair Sail Games

Da anni c’è una tendenza a riunire vari generi videoludici. Innovazione o semplice moda? Certo è che, come tanti altri titoli usciti negli ultimi anni, anche Smoke and Sacrifice cerca di riuscire in questo difficile compito. Ci troviamo infatti di fronte ad un gdr, survival, con una importante componente narrativa.

Il risultato? Ne parliamo nella nostra recensione del titolo firmato da Solair Sail Games già uscito a maggio dello scorso anno su Pc. Noi vi parliamo della versione PS4 uscita oggi assieme a quella Xbox One grazie anche all’apporto del publisher Curve Digital.

Buona lettura.

L’AMORE INCONDIZIONATO DI UNA MADRE

Il gioco inizia subito male per noi poiché Sachi, la protagonista, si vede costretta a sacrificare suo figlio primogenito all’Albero del Sole per far si che la luce continui ad illuminare il mondo. Inoltre, intuiamo subito che questa “usanza” viene richiesta da sempre all’interno del suo villaggio. Nonostante questo sacrificio, dopo qualche anno la perdita del figlio, l’Albero del Sole si spegne e le creature della notte fanno la loro comparsa.

Sachi, che negli anni non aveva mai perso la speranza di rincontrare il figlio tanto amato, tramite “l’aiuto” di un misterioso personaggio, cerca di scoprire cosa si celi dietro alla pratica sacrificale ma viene catapulta in un oscuro mondo, pieno di strane e oscure creature. Qui inizia il nostro cammino e solo qui il giocatore potrà trovare risposta alle proprie domande. In che mondo si trova? Come ha fatto ad arrivare li ma soprattutto, il figlio è ancora vivo?

Un mondo oscuro, strane creature, mostri da evitare: nonostante i presupposti di una trama avvincente ci siano tutti, non illudiamoci che il viaggio intrapreso dalla madre in questo mondo sconosciuto, rappresenti anche un viaggio interiore, no. Nessuna morale, nessun significato nascosto e nessun insegnamento.

SOPRAVVIVERE IN UN OSCURO MONDO FIABESCO

In questo mondo malvagio, spicca subito l’elemento principale del gioco: il survival. Sachi per sopravvivere, deve cercare risorse (niente di così complicato), creare oggetti, armi, equipaggiamento e strumenti di cura e non dimentichiamoci della possibilità di cucinare, come ogni survival che si rispetti. Tutte queste “creazioni” possono essere facilmente realizzate grazie ad un grande inventario che compare premendo il tasto direzionale destro.

Successivamente, dopo aver controllato che ci siano tutti gli ingredienti, basterà tener premuto il tasto azione per creare l’oggetto. La maggior parte degli oggetti (armi, accessori ecc) sono soggetti a usura, quindi sarà nostra premura ripararli. Gli oggetti inoltre, in determinate occasioni, devono essere usati o su altri personaggi o su particolari luoghi della mappa, per sbloccare la missione successiva e nella progressione, avremo ovviamente bisogno di oggetti migliori e difficili da trovare e per ottenerli dobbiamo far fuori nemici belli tosti.

Le meccaniche sono caratterizzate quindi, da operazioni molto facili da compiere e non dobbiamo quindi aspettarci un survival estremo, anzi. Siamo sempre accompagnati per tutta la durata dell’avventura e proprio per questo, alcune aree saranno inaccessibili fino a quando non abbiamo fatto tutto quello che serve per poter proseguire, ad esempio, realizzare degli scarponi per poter attraversare le zone piene di neve. Inoltre la nostra protagonista è fornita di una mappa, dove sono indicate le varie missioni, sia quella principale sia quelle secondarie, nelle quali non ci viene chiesto niente di diverso dal cercare oggetti e parlare con altri NPC (personaggi non giocanti) e che ci servono per poter esplorare tutto il mondo di gioco.

Sui combattimenti poco da dire: Sachi può anche combattere, ma il tutto si limita alla pressione di un tasto per l’attacco e di un altro per la schivata. A cercare di spezzare questa monotonia ci sono i nemici, ognuno con una propria tipologia di attacco ma tutto sommato, nulla di cui spaventarsi.

IL MONDO CHE NON TI ASPETTI

Per quando riguarda l’aspetto grafico i ragazzi di Solar Sail Games hanno ricreato un bellissimo ambiente dettagliato, disegnato e animato a mano, pieno di vari riferimenti al mondo fantasy, ma anche al genere steampunk, grazie a edifici industriali diroccati. Lo stile grafico e l’ambiente rappresentano in sostanza, l’aspetto migliore del gioco. Nonostante questo, a causa di una mappa non cosi grande, risulta ripetitivo. Ambiente che non riesce ad essere valorizzato dalla telecamera, poiché, nonostante un mondo in 3d, i personaggi e tutti gli oggetti vengono mostrati in 2d, andando quindi a svuotare l’ambiente stesso e compromettendo il gameplay.

Non contemplato inoltre, il doppiaggio dei personaggi, completamente assente, che rende ancora più noioso il dialogo con i vari personaggi, semplici assegnatori di quest. A questo si aggiunge una colonna sonora che fa il suo dovere e riesce a farci compagnia in questa avventura.

COMMENTO FINALE

Smoke and Sacrifice prova a unire vari elementi, ma non ci riesce fino in fondo. Nonostante il buon elemento survival e narrativo, la componente gdr si ritrova schiacciata e non riesce ad emergere veramente, mostrandosi solo in qualche sprazzo di gioco.

È un buon titolo, molto semplice da giocare, ma non riesce a soddisfare del tutto, lasciando un po’ l’amaro in bocca, soprattutto a livello di gameplay. Ottimo per chi vuole affacciarsi al genere survival, Smoke and Sacrifice spicca per il suo lato artistico e narrativo che provano a colmare il vuoto lasciato dalle fasi di combattimento.

Pregi

Sistema survival facile da apprendere. Crafting intuitivo. Narrazione. Lato artistico.

Difetti

Sistema di combattimento inesistente. Dialoghi assenti.

Voto

7

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