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Gunman Tales, Recensione

Uno sparatutto che ricorda Blood Bros ambientato nel vecchio west con una modalità “storia” ed un tesoro da scovare

Il vecchio Far West ha sempre affascinato. Dai capolavori del cinema a quelli videoludici. Su quest’ultimo fronte è facile ricordare capolavori come Red Dead Redemption ed il suo recente sequel.

Ma ci sono progetti anche molto più piccoli e sicuramente meno ambiziosi. Tra questi ricordiamo Gunman Tales, titolo dell’indie FobTi Interactive (che più recentemente ha realizzato il simpatico Numgeon), uscito la scorsa estate su Pc.

Si tratta di un titolo ambientato nel vecchio e selvaggio West, dunque, che però ricorda molto Blood Bros, arcade di Tad Corporation pubblicato nel lontano 1990 che a sua riprendeva le dinamiche di Cabal, sparatutto a schermata fissa sviluppato sempre dalla stessa software house e pubblicato nel 1988.

Ecco la nostra rapida recensione.

SPARATUTTO MA ANCHE UN PO’ D’AVVENTURA

Come ogni produzione moderna, anche se a bassissimo costo, che si rispetti è bene dire che Gunman Tales riprende le dinamiche dei titoli sopracitati ma aggiunge una modalità Storia. Obiettivo di questa variante, che è poi la componente più importante e corposa del gioco, è quello di trovare un grande tesoro.

Interpretiamo il ruolo di un cowboy che cerca l’oro nella Golden Valley ma oltre a lui ci saranno altri tre “concorrenti” che proveranno a prendere questo tesoro accessibile soltanto quando sarà messa insieme una grande mappa composta da quattro frammenti.

Fatta questa breve introduzione, possiamo parlare del gameplay di Gunman Tales che è principalmente uno sparatutto a schermata fissa. Ricorda molto, come detto, Blood Bros perché con esso condivide l’ambientazione. Nella modalità Storia dovremo scegliere il nostro pistolero tra quattro alternative. Ognuno ha le proprie caratteristiche: sparo triplo, più bombe e così via.
Fatto questo si aprirà la mappa della Golden Valley con segnate le località di interesse. Queste possono essere gli scenari delle nostre sparatorie, o alcuni punti dove poter fare determinate azioni come comprare armi o merci di contrabbando dagli indiani o andare in città per comprare armi, cure, rimedi contro il veleno, ed altro o accettare incarichi per acquisire taglie. Nondimeno si può anche tentare la fortuna giocando a carte (semplice gioco carta alta-carta bassa).

In modalità Storia ci si muoverà nella mappa a turni. Scegliendo le nostre azioni potremo quindi anche andare in location dove dovremo sparare ad una moltitudine di nemici. Varie le ambientazioni: un laghetto infestato da indiani, un cimitero non molto rassicurante, la classica entrata di una miniera ed altri posti. Troveremo 12 punti dove si affronteranno sparatorie, due città dove trovare riparo, una miniera ed un insediamento indiano. Non è così deserto questo deserto…

In queste fasi a schermata fissa dovremo eliminare i nemici sparando aiutandoci col mirino ma al contempo dovremo evitare i colpi altrui spostandoci e tentando di ripararci laddove possibile. Come in Cabal ed in Blood Bros, gli ambienti sono distruttibili. Il che rende più divertente la contesa. Durante l’azione i nemici possono anche lasciare dei bonus come pozioni salute, monete, candelotti di dinamite, o funghi di varia natura che possono allucinarci (rendendo il tutto ancora più movimentato) o rallentare i nemici.

C’è anche una spruzzatina di gdr perché si avanzerà di livello aumentando così i nostri punti vita. Il gameplay alterna queste fasi ad altre dove si dovrà comunque andare in altre location. Alla conclusione del nostro turno vedremo gli spostamenti degli altri cowboy. Calerà la notte con tanto di luna crescente ed un avvertimento: guardarsi dalle notti di luna piena evitando di passarle in location “aperte” perché si potrebbero incontrare i lupi. Incontri non certo raccomandabili.

Ci sono anche i duelli, sia con gli altri cowboy che con i malviventi ai quali daremo la caccia per intascare la ricompensa della taglia. Insomma, in modalità Storia, benché sia molto elementare, ci sono alcune cose da fare ed una discreta sfida. Abbiamo tre vite a disposizione e queste si perdono se non si superano i livelli delle sparatorie o se si perdono gli scontri singoli. All’interno di queste vite, ci sono i punti ferita rappresentati da cuoricini che, come già accennato, salendo di livello aumentano.

Dopo aver raccolto i quattro pezzi di mappa sarà il momento di affrontare il guardiano del tesoro perduto. Non sarà facile. Anche perché si dovrà rifare la stessa cosa altre 11 volte, tante sono le location della mappa.

La variante della Storia è rappresentata dalla modalità Arcade che ci fa affrontare in sequenza le varie location presenti nella Storia. Il nostro compito sarà unicamente sparare a più non posso e rimanere in piedi.

C’è anche la modalità duello. Facile da intuire di cosa si tratti. Tale fase è piuttosto semplice, in quanto è necessario premere un tasto specifico quando la parola bang viene visualizzata sullo schermo. Farlo più veloce dell’avversario significa guadagnare tutti gli oggetti nel suo inventario che potrebbero includere un pezzo della mappa.

PIXEL ART GRADEVOLE, COLONNA SONORA DI LIVELLO

Dal punto di vista tecnico, Gunman Tales è un titolo semplice. Si avvale di una grafica pulita in pixel art che richiama i tempi andati. L’effetto retrò può essere amplificato dall’applicazione dei filtri per simulare l’effetto tubo catodico nonché le linee dello schermo.

Colorata, ben animata, la grafica di gioco è comunque gradevole ed anche varia grazie a diverse location. Poco più di una dozzina, alcuni intermezzi e qualche schermata. Tutto nella norma e nell’equilibrio di un titolo a basso budget. Vari anche i nemici che sono anche abbastanza caratterizzati: gli indiani, ad esempio, lanciano i tomahawk e tirano frecce. Belli anche gli “effetti” speciali come il senso allucinogeno (in verde) quando si prende un determinato fungo.

Ottima la colonna sonora che trova il massimo punto, secondo noi, negli scontri contro più nemici. Molto orecchiabile ed incastonata bene nell’azione.

Complessivamente, Gunman Tales è un gioco molto gradevole da guardare ed ascoltare oltre che immediato da giocare al punto che non si sente la mancanza dell’italiano.

COMMENTO FINALE

Gunman Tales è un gioco abbastanza semplice ed adatto a chi vuol divertirsi senza troppe complicazioni in un’ambientazione Western ben fatta. Il gameplay è immediato mentre la difficoltà si estende su tre livelli. L’ultimo è chiamato “Clint Eastwood” e potete immaginare che non sarà una passeggiata di salute.

Fobti ha puntato sull’immediatezza anche dal punto di vista grafico e sonoro che rappresenta un po’ il fiore all’occhiello di questo titolo uscito su Steam in estate.

Come inizio 2019 abbiamo voluto recensire questo titolo che ci è parso simpatico ed interessante con un buon gameplay. Su quest’ultimo punto preferiamo giocarlo con mouse e tastiera più reattivo rispetto al joypad.

Pregi

Buona grafica in pixel art. Gameplay immediato. La modalità Storia è carina e dura il giusto con tante cose da fare ed una spruzzatina di gdr. Ottima musica. Complessivamente bella esperienza retro.

Difetti

Per quanto sia ottimo, con qualche contenuto e variante in più staremmo parlando di altro.

Voto

8

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1 commento su “Gunman Tales, Recensione”

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