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Book of Demons, Recensione

Conosciamo questo gioco di ruolo… fatto di carta. Una vera e propria lettera d'amore a Diablo

Quando molti generi videoludici vengono riuniti in un unico gioco, non pochi dubbi sorgono sulla qualità e sul gameplay del titolo. In questo caso ci troviamo di fronte a Book of Demons, gioco sviluppato da Thing Trunk e primo elemento della serie Return 2 Games che strizza molto l’occhio a Diablo. Hack ‘n’ slash, azione, gdr e carte da equipaggiare: qual è il risultato di questo miscuglio?

Scopritelo con noi in questa nostra recensione realizzata col nostro Giuseppe Stecchi. Il titolo, lo ricordiamo, è uscito dall’early access di Steam lo scorso 13 dicembre.  Non ci resta che augurarvi una buona lettura.

IL MONDO DI CARTA E’ IN PERICOLO

Ciò che salta subito agli occhi è proprio lo stile artistico, abbastanza insolito. Non una novità assoluta, intendiamoci, ma assolutamente da guardare. Tutti gli elementi del gioco sono  visualizzati come elementi papercraft ed è un po’ come tornare indietro nel tempo e aprire un pop-up book. Quelli adatti ai bambini… di tutte le età…

Nonostante la presenza sul mercato di moltissimi titoli simili per genere e gameplay, la resa grafica di Book of Demons rappresenta una ventata di freschezza soprattutto per gli hack and slash con classica visuale isometrica… alla Diablo, per intenderci, e non va assolutamente a sminuire l’approccio al gioco anzi, lo rende ancora più interessante.

Il lato artistico ci ha colpito favorevolmente: se lo stile dei nemici e dei personaggi è comunque audace nelle linee e negli angoli, i dettagli, i colori ed i vari effetti “particellari” (lo scriviamo tra virgolette perché lo stile grafico non è in 3d ma è in una sorta di 2,5d), sono di alto livello.
Si ha la sensazione di stare giocando ad una vera e propria lettera d’amore al primo Diablo, l’originale uscito il 31 dicembre del lontanissimo, ormai, 1996. E questo è, senza dubbio, un pregio perché l’atmosfera del leggendario hack and slash è riportata alla grande. E scusate se è poco. Merito dei toni cupi ed oscuri che fanno tanto dark fantasy.

STORIA (?)

Gli sviluppatori sicuramente, non hanno puntato sulla storia per colpire gli appassionati. La trama, infatti, si rivela essere fin troppo semplice e lineare per non dire inesistente.

Impersoniamo un guerriero (ma andando avanti nel gioco sbloccheremo altre classi, mago, ranger e così via) che dopo essere tornato al proprio villaggio, scopre che quest’ultimo è stato invaso da demoni. La situazione è disperata e la maggior parte della popolazione è scappata o è stata trasformata in esseri malvagi.

Il nostro compito sarà quindi, quello di addentrarci nella cattedrale (ma dove abbiamo visto questa ambientazione?), scendere sempre più in profondità e sconfiggere l’origine di questi mali: l’Arcidemone.

Questa è, e rimarrà, durante tutto il gioco, la sola e unica missione.

GAMEPLAY DI BUON LIVELLO PER UNA SFIDA “FLESSIBILE”

Nonostante i numerosi richiami alla serie Diablo ed in particolare al primo capitolo della serie Blizzard, Book of Demons sfodera un gameplay semplice e lineare. Con una comoda visuale isometrica il nostro personaggio cartaceo affronta i vari livelli (cartacei anch’essi, ovviamente) in maniera guidata. Egli non può spostarsi liberamente all’interno della mappa ma deve seguire il percorso rappresentato da una passerella nera che attraversa tutte le varie stanze e dal quale non può deviare. Si tratta di un’arma a doppio taglio. Tutto questo risulta molto comodo ma anche frustrante dopo un po’ di tempo, vista la possibilità di trovarci circondati da nemici e quindi non poter scappare.

Come ogni gdr che si rispetti, si può salire di livello ma questa volta, non c’è un albero delle abilità da sbloccare. Qui infatti, entrano in gioco le carte che rappresentano le nostre abilità. Le carte possono essere trovate per terra, in un baule o dopo aver sconfitto i vari mini-boss e per ogni carta e, affinché possa essere equipaggiata (abilità passive) o usata (colpi speciali o incantesimi), bisogna pagare un prezzo, rappresentato dal mana.
Le carte sono suddivise in tre categorie: incantesimi, oggetti e artefatti. All’inizio, il giocatore ha a disposizione un solo slot per le carte, ma nel corso dello stesso possiamo acquistarne altri, ad un prezzo via via sempre maggiore e quindi creare e modificare il set da utilizzare in battaglia, in base al tipo di approccio scelto. Le carte inoltre, posso essere potenziate usando apposite rune.

Book of Demons è però, per molti aspetti, un gioco con delle sue caratteristiche peculiari. Il primo è il sistema dei livelli procedurali: gli stage che si vanno a superare sono generati casualmente e quindi non si troveranno mai due mappe uguali tra di loro e anche i tesori, nemici e segreti si troveranno in posizione diverse, il che permette una buona rigiocabilità ed evita la ripetitività, vista la possibilità inoltre, di scegliere altre classi. Continuando, nel villaggio, l’hub del gioco dove si trovano gli NPC (personaggi non giocanti) con cui interagire, troviamo il Calderone che permette di potenziare e sbloccare abilità e carte che si vanno ad aggiungere nel mazzo. Nello specifico, ogni oggetto che viene scartato non è perso, ma confluisce in questo Calderone, consultabile per ottenere gli oggetto scartati sotto forma di potenziamento.

Un’altra caratteristica assolutamente apprezzata è il Flessiscopio. Questa è sostanzialmente la grande peculiarità in termini di gameplay della produzione firmata Thing Trunk . Book of Demons infatti rispetta il tempo dei giocatori e permette di determinare la durata di ogni sessione di gioco.
Esso osserva inoltre lo stile di gioco di ognuno per fare una stima del tempo necessario per completare i vari dungeon. Poiché ogni sezione durante la discesa verso il boss richiede sempre più tempo per essere completata, si può impostare un limite di tempo: se si hanno solo 10 minuti per giocare, si può decidere di avviare il dungeon in base a quel limite e il livello viene quindi creato in modo tale da poter essere concluso in questa tempistica.

Una soluzione molto comoda per chi non può cimentarsi in lunghe sessioni di gioco. Al contrario, chi invece desidera una sessione più lunga, può scegliere una durata maggiore del dungeon con avventure singole che possono superare anche l’ora di gioco. Questo per i completisti e per gli amanti delle sfide più lunghe. Ce n’è per tutti i gusti.

COMMENTO FINALE

In generale Book of Demons riesce nell’intento di riunire vari generi e innovare ma non osa di più. Il gioco, alla fine, ottiene un risultato bilanciato e comunque interessante. Almeno secondo noi.

L’affascinante stile grafico infatti, si scontra con la mancata possibilità di esplorare le mappe a proprio piacimento.  Di contro, l’innovativo sistema di carte cozza con la ripetitività dei livelli che, nonostante la loro generazione procedurale, risultano un po’ monocorde.

Ottimo invece, lo strumento del Flessiscopio che permette di modificare a proprio piacimento la longevità di questa produzione indie. Una caratteristica utile per chi vuole subito affrontare l’Arcidemone o per chi è dedito più all’esplorazione e al looting. Infine, Book of Demons è l’ideale sia per i fan del genere hack ‘n’ slash, sia per i nuovi arrivati che approdano in questo mondo per la prima volta perché le meccaniche, all’apparenza complesse, sono molto abbordabili e funzionano abbastanza bene. Forse con maggior varietà e libertà nel percorso parleremmo di un capolavoro da ricordare negli anni. Nel complesso, però, è veramente interessante. Ci sentiamo di consigliarlo soprattutto ai neofiti ma anche agli appassionati.

Pregi

Stile grafico cartaceo davvero ben fatto. Strumento Flessicopio piuttosto interessante. Sistema delle carte. Alla portata di tutti. Rigiocabile.

Difetti

Monotonia livelli. Pesa l’assenza di una vera storia. Mancato approfondimento delle abilità. Poco vario.

Voto

7,5

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