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Nairi: Tower of Shirin, Recensione

Una avventura grafica disegnata a mano ricca di puzzle e molto fascinosa

La storia dello sviluppo di Nairi: Tower of Shirin è di quelle da raccontare. Sia pure brevemente, per la semplicità e linearità. Una volta tanto un percorso, sicuramente non privo di difficoltà ma positivo. Nel 2016, da Breda, in Olanda, un piccolissimo team guidato da Joshua van Kuilenburg, fece partire una campagna Kickstarter che ebbe successo… e vissero tutti felici e contenti.

L’obiettivo basso, fissato a 7.500 euro, e l’accattivante stile grafico incoraggiarono più di 250 persone a finanziare il progetto che raggiunse quota 8.253 euro grazie al supporto di 278 finanziatori. A questi, vanno aggiunti ulteriori fondi ottenuti su Paypal. L’avventura grafica di Home Bear Studio è così venuta alla luce ieri, 29 novembre, su Pc e Switch dopo un paio di anni di ulteriori lavori e puntualmente dopo l’annuncio del mese scorso.

Noi parliamo della versione Windows di questo titolo che anticipiamo subito essere parecchio simpatico ed accattivante sotto lo stile grafico. Ma avrà anche costrutto? Leggetelo nella nostra recensione.

UNA STORIA DA VIVERE E DA RACCONTARE…

Iniziamo col parlare della storia facendo attenzione, chiaramente, alle anticipazioni che certamente non faremo. Soprattutto se si tratta di punti salienti. Basti sapere che la protagonista è Nairi, come facile intuire dal titolo del gioco, una bambina (poco più che ragazzina) dei quartieri nobili della sua città stato di Shirin, un’oasi esotica incastonata nel deserto. Improvvisamente, però, lei è costretta ad abbandonare la sua famiglia e la sua posizione di privilegio.

A quanto sembra, un evento grave ha messo fuorigioco politicamente i suoi parenti. Per salvarsi è costretta a fuggire precipitosamente e di nascosto ma viene intercettata nel deserto da una banda di ladroni.  Successivamente incontra Rex, un topo antropomorfo con il quale farà amicizia e condividerà il resto delle avventure.

Nel complesso si tratta di una storia molto articolata e ben orchestrata. Tra le cose che possiamo dire senza incorrere nel classico “spoilerone” è la presenza di un’antica civiltà sommersa… ma non troppo.
Una storia non lunghissima ma sicuramente ben realizzata nel quale anche alcuni misteri verranno fuori pian piano che si andrà avanti aiutandosi con la risoluzione di diversi puzzle. Il tutto forma, comunque, un background narrativo piuttosto solido anche se a tratti semplicistico con un mondo in cui anche i quartieri malfamati sembrano belli e comunque vivibili. Insomma, la città di Shirin è una bellissima oasi in un deserto fatto di sabbia ma anche di grigiore giornaliero grazie ad una realizzazione al di sopra delle righe. Ma di questo ne parleremo a breve.

… TANTI ENIGMI DA RISOLVERE IN MEZZO A TANTI DIALOGHI

Una delle peculiarità del gameplay di Nairi: Tower of Shirin è senza dubbio la presenza massiccia di enigmi. Molti di questi, soprattutto durante l’avventura, sono abbastanza logici e piuttosto intuibili. Inoltre sono presentati in modo simpatico.

Verso l’ultima parte della nostra avventura, però, tali puzzle ambientali saranno un po’ più complicati. Bisognerà tenere a mente visivamente diversi simboli di una lingua antica, persa nel tempo della storia che fa da ambientazione al gioco. Una volta, però, entrati nel meccanismo, tutto fila in maniera tutto sommato liscia benché la difficoltà aumenti più che sensibilmente. Bisognerà fare attenzione anche ai dialoghi. Interpellando anche molti personaggi secondari, infatti, si potranno ottenere informazioni utili. Consigliamo vivamente di farlo anche per scorgere… degli infimi, ops, intimi segreti.

I dialoghi con i personaggi più importanti, invece, prevedono anche risposte multiple ma – come quasi di consueto nelle avventure grafiche punta e clicca – le risposte sono si decisive ai fini della prosecuzione ma non sono letali. In Nairi: Tower of Shirin non si muore. Al massimo ci si blocca per un enigma perché le risposte, benché multiple, avranno un solo risultato che sarà quello di portarci al nuovo segmento della storia.

Tradotti in un buon italiano, nonostante qualche errore di battitura, i testi evincono molto bene la caratterizzazione dei personaggi disegnati stupendamente bene (ne parleremo dopo) ed in grado di essere ricordati.

Di facile intuizione, invece, il gameplay: il cursore prende la forma di una lente di ingrandimento quando si passa sopra ad un punto di interesse dell’ambientazione. Se si tratta di un oggetto, questo viene automaticamente raccolto nell’inventario e potrà essere usato con l’ambiente o combinato con altri oggetti nell’inventario. Tutto semplice grazie anche ad un’interfaccia piuttosto elementare che va al sodo senza fronzoli. È, inoltre, presente un libro degli appunti di Rex che servirà ad aiutarci in qualche modo negli enigmi tenendo conto dell’obiettivo che si deve raggiungere in quel momento.

DELIZIOSA E TONDA GRAFICA FATTA A MANO, OTTIMA COLONNA SONORA

Dal punto di vista tecnico, Nairi: Tower of Shirin si presenta molto bene. La grafica, completamente in 2d e realizzata a mano, offre per la maggior parte del tempo degli scorci deliziosi con ambientazioni ricche, a tratti sfarzose, e dettagliate in prima persona. Inoltre si apprezza anche la varietà delle numerose location presenti.

Punto di forza assoluto è la caratterizzazione dei personaggi. Nel mondo di Nairi incontreremo tantissimi animali antropomorfi, sembrerà a tratti di trovarsi di fronte a personaggi di diversi cartoni animati ma fedeli allo stile unico degli sviluppatori. Certo, esistono gli umani, come Nairi ed i suoi familiari, ma conosceremo il quartiere delle anatre, oltre a quello dove vivono cani, volpi, ratti, coccodrilli ed altri simpatici animali umanizzati.

A tratti sembra di vedere un artwork animato. Questo soprattutto in alcune scene di intermezzo che servono da congiunzione tra una parte e l’altra del gioco  caratterizzata anche dalla presenza del salvataggio automatico È, chiaramente, presente anche il salvataggio manuale da applicare quando lo si desidera per riprendere esattamente da dove abbiamo lasciato.

Di rilievo anche le musiche che riescono a creare un’ottima atmosfera ed a variare più volte a seconda delle tante ambientazioni che troveremo. A brani sono a tratti “tondi”, un po’ come la grafica paffuta, ma altri sono più dinamici, che ricordano le sonorità del Mediterraneo ed arabe.

Insomma, un compito svolto molto bene dagli sviluppatori indie che hanno confezionato – ma lo si evinceva già fin dalle battute iniziali della campagna Kickstarter – un titolo accattivante che fa della grafica e del sonoro, due armi di attrazione formidabili.

COMMENTO FINALE

Nairi: Tower of Shirin ci ha senza dubbio convinti. Possiamo parlare di una scommessa vinta grazie ad una realizzazione grafica e sonora in grado di accattivare e di uscire ampiamente dall’anonimato facendosi notare per la sua graziosità.

Si, Nairi vanta un aspetto veramente ben fatto e curato sotto tutti i punti di vista. Sono buoni anche i dialoghi (benché a tratti siano davvero semplicissimi, con qualche errore di battitura, e con dei font che pur essendo pratici, sono poco attinenti con il resto dell’ambientazione) mentre i vari puzzle sono ben orchestrati, peccato che nel finale siano oggettivamente un po’ ostici. Si tratta di far lavorare un po’ più le meningi, per carità, ma a tratti – almeno a nostro avviso – è diventato un po’ complicato. Avremmo preferito, invece, qualche risposta multipla in più. Oggettivamente quasi tutti i dialoghi sono stati pilotati. Forse qualche indovinello invece della sola risoluzione di puzzle avrebbe fatto ancora meglio al gioco che, tuttavia, ha un suo equilibrio.

Abbiamo apprezzato anche la caratterizzazione dei personaggi. Alcuni di essi sono memorabili anche per il loro carisma mentre altri sembrano usciti da un cartone animato (ricordate “Niente paure, c’è Alfred”? Ndr).

Se vi piacciono le avventure grafiche punta e clicca dovete senza dubbio dargli una possibilità. I neofiti non si scoraggino: il titolo è alla loro portata e basterà memorizzare qualche cosa in più (soprattutto nelle parti finali) per venire a capo della situazione e godersi il finale.

Pregi

Grafica disegnata a mano in modo (a tratti) spettacolare. Anche le musiche sono buone ed ottimamente caratterizzate. Storia gradevole. Discreto ritmo. Enigmi buoni…

Difetti

… Ma a tratti un po’ complicati. Buoni i dialoghi ma le risposte multiple sostanzialmente sono inutili. Qualche errore di battitura nei testi.

Voto

8+

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