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Quantum Replica, Recensione

Uno stealth game dalle molteplici ispirazioni e dal buon potenziale. Manterrà le sue promesse?

Nell’affollato panorama dei titoli stealth, magari declinati con ibridazioni multi-genere strane e variopinte, non possono mai mancare titoli che sembrano voler raccogliere in un unico, onnicomprensivo calderone le maggiori tendenze attuali del genere, per poi riproporle al pubblico in una forma personale.

Così hanno agito, sembrerebbe, gli sviluppatori di ON3D Studios, che – coadiuvati dal publisher 1C Entertainment – hanno voluto creare Quantum Replica, titolo che recupera i fasti degli esponenti di più recente successo del genere, da Dishonored in poi, confezionandoli in una cornice futuristica che fa dell‘atmosfera distintamente cyberpunk il proprio punto di forza. Quantum Replica, disponibile ora su Steam, promette tante guardie da cui nascondersi, livelli ricchi di trabocchetti e un setting che farà la gioia di chiunque abbia visto più di una volta Blade Runner. Ma basterà per distinguersi in un settore in cui, ogni giorno di più, ognuno sembra voler dire la propria?

L’ALPHA SENZA L’OMEGA

Non si può dire, purtroppo che il gioco inizi nel migliore dei modi. Quantum Replica parte infatti da una premessa narrativa di cui si è quantomai abusato in passato: il protagonista, un tale dal nome in codice Alpha, si risveglia senza memoria in un complesso di proprietà del tentacolare Sindacato, tirannica organizzazione che ha in mano le redini del potere assoluto.
Perennemente aiutato dalla voce via radio (anche questa una lunga e onorata tradizione del genere) di Althus, leader dell’immancabile Resistenza, il nostro amnesiaco protagonista dovrà farsi largo tra le guardie del Sindacato e diversi boss – per un totale di circa 6-8 ore di gioco – per raggiungere la verità finale.

E non si può certo dire che il tessuto del racconto sia il punto forte di Quantum Replica. Esilità è infatti, come ci si poteva aspettare dalla premessa narrativa già spiegata, la parola d’ordine della trama e dei suoi personaggi: questi ultimi, infatti, non saranno mai nulla di più che macchiette abbastanza banali per tutto il gioco, mentre l’intreccio in sé si contraddistingue anch’esso in negativo per la scarsezza dei colpi di scena e per la loro prevedibilità.

Il numero di personalità con le quali avremo a che fare è anch’esso ridotto di numero, e per la maggior parte del gioco potremo solamente assistere a battibecchi continui tra Alpha e Althus che, per quanto assolutamente ben recitati dai rispettivi doppiatori – il cui lavoro di interpretazione è senza dubbio da lodare, non riescono a sostituire completamente la mancanza di altri personaggi di rilievo. Anche i vari boss con i quali avremo a che fare nascono e muoiono nell’esclusivo ambito delle boss fight a loro concesse, ed è davvero un peccato dato che è possibile individuare, tra le pieghe dei loro risicatissimi dialoghi, alcuni spunti che sarebbe stato veramente interessante poter approfondire più pienamente.

LACRIME NELLA PIOGGIA

È quindi evidente che gli sviluppatori abbiano voluto puntare, più che sulla qualità intrinseca della scrittura, sull’ambientazione in sé.
Quest’ultima ha l’indubbio pregio di presentarsi in modo familiare e apprezzabile per tutti coloro che vivono a pane ed impianti cibernetici: le strade cyberpunk del gioco rispettano appieno i canoni estetici del genere, tra luci al neon soffuse, notte e pioggia perenni, complessi dal distinto sapore sci-fi, campionamenti musicali rigorosamente al sintetizzatore (ma anche un po’ ripetitivi e privi di spessore), e una classica megacorporazione abituata a schiacciare qualunque cosa sotto i propri piedi.

Gli ingredienti, insomma, ci sono tutti, e gli artisti di ON3D Studios dimostrano, il più delle volte, di saperci fare, destreggiandosi con un art design funzionale e sufficientemente gradevole, seppur forse un po’ derivativo e non particolarmente originale.

Il tutto è supportato da un comparto grafico che, sebbene non si distingui per l’utilizzo di particolari virtuosismi tecnici, riesce a portare in vita con sufficiente abbondanza di dettagli la visione di ON3D Studios.

Il gioco è contraddistinto da una particolare visuale isometrica che limita, nel suo raggio ridotto, il campo visivo del giocatore, ma al tempo stesso permette una chiara visuale sulle minacce presenti nelle immediate vicinanze. Tale tipologia di telecamera permette anche qualche orpello grafico in più senza dover pesare troppo sui componenti hardware, ravvisabile soprattutto nel buon utilizzo delle luci e nel lavoro di texture sufficientemente particolareggiato, anche se non certo eclatante. Considerando, tuttavia, il bassissimo budget della produzione, non ci si può proprio lamentare delle inevitabili carenze grafiche.

FIGHT THE POWER

In Quantum Replica, dunque, dovremo farci strada attraverso più livelli ben delimitati fra loro, superando marchingegni di sicurezza di vario tipo e guardie più o meno accessoriate con strumenti che ci renderanno la vita via via sempre più difficile. Gli elementi più canonici degli stealth sono sempre tenuti in gran conto, ma non mancano alcuni sprazzi di ispirazioni maggiormente eterogenee, e il gioco si contraddistingue per una fusione di elementi distinti fra loro che, quando funziona, dona un particolare e benvenuto dinamismo.

Quantum Replica ha, per sua natura, un ritmo di gioco molto elevato, il che non vuol dire che non si possa procedere a stendere metodicamente le guardie (in maniera letale o non letale, ma poco conta nell’economia complessiva del titolo) e a “ripulire” completamente i livelli. Tuttavia, dopo pochissimo tempo il protagonista si ritroverà tra le mani diversi poteri particolari che, a seconda delle tendenze del giocatore, possono permettere di osare con un approccio molto più fluido rispetto alla media del genere.
Lo scatto, per esempio, offre la possibilità di destreggiarsi tra i coni visivi dei nemici, muovendo con agilità il personaggio per evitare di essere scovato dalle guardie, ma bisognerà stare attenti perché tale strumento tende a surriscaldarsi abbastanza velocemente. Il potere dell’ombra offre invece la possibilità di rallentare il tempo, e nel gioco potremo sfruttarlo in una varietà di modi ingegnosi, per esempio quando si avrà a che fare con delle mine a tempo.

Quando non ci si diverte a sperimentare con i vari poteri di Alpha, il gioco assume dei toni che ricordano un Metal Gear Solid in versione isometrica: le guardie, come già detto, dispongono di coni visivi – delineati dalle luci delle loro torce – che sarà fondamentale evitare, e saranno attirate dai rumori (in particolare dalla corsa di Alpha) e a da altri tipi di occorrenze inaspettate, come un corpo disteso per terra (che sarà fondamentale occultare – magari in un armadietto). Insieme alle guardie saranno presenti altre tipologie di nemici, come dei rapidissimi droni e, più avanti, persino dei cecchini.

Ovviamente, al giocatore vengono dati diversi gadget più o meno iper-tecnologici per sopperire alla superiorità numerica degli avversari, da granate EMP con cui stordire i nemici per pochi secondi a più demodé bottiglie di vetro utili per distrarre il malcapitato di turno, passando per vari tipi di proiettili, letali o meno. Sebbene tali strumenti siano senza dubbio utili, non si può fare a meno di notare come le loro tipologie siano tutto sommato decisamente poche: avrebbero fatto comodo delle risorse in più per diversificare maggiormente lo stile di gioco, come delle mine o altri modi per distrarre i nemici.

In alcune sezioni, Quantum Replica osa essere qualcosa di più che un mero omaggio ai classici: utilizzando i poteri già menzionati, bisognerà a volte destreggiarsi in sezioni dallo spiccato sapore platform, spesso e volentieri con pavimenti a tempo; oppure ancora, ci si troverà spesso a ragionare su particolari enigmi, come spostare delle casse in un determinato ordine oppure trovare il percorso giusto in un labirinto. Nulla di particolarmente trascendentale, ma tali sperimentazioni riescono comunque a spezzare un po’ delle meccaniche che altrimenti rischiavano di essere un po’ troppo fossilizzate sulla tradizione. Non mancano neppure alcuni minigiochi, come quello relativo all’hacking dei numerosissimi terminali presenti nel mondo di gioco.

EVOLUZIONE IMPERFETTA

Il problema è che spesso questi tentativi di diversificazione della formula di gioco non sempre riescono. Quando essi si dimostrano ben integrati, allora Quantum Replica diventa un esperimento davvero interessante e sapientemente poliedrico, ma è quando avviene il contrario che vengono a galla le diverse storture che impediscono al titolo di raggiungere l’eccellenza.

Le già menzionate sezioni platform si rivelano, più che altro, frustranti, noiose e monotone: spesso sono solamente un tripudio di inaffidabilità e imprecisione, dato che le tempistiche non sono mai chiare né precise, e si ha la distinta sensazione che le summenzionate piattaforme a tempo cadano prima del previsto, forse per un qualche tipo di bug. I checkpoint sono, parimenti, in generale ben poco permissivi, il che, se unito all’approccio rigidamente “trial and error” del level design, logora ulteriormente i già provati nervi del giocatore. Le boss fight – che, a ben vedere, stonano già per il fatto di essere inevitabili in uno stealth game – osano proporre spunti addirittura da bullet hell, ma il risultato finale è una difficoltà artificiosa e incoerente.  Per esempio, abbiamo trovato il primo boss di gran lunga più difficile di tutti quelli seguenti.

Altre sezioni, ancora, sono talmente convolute e ben poco appaganti da far seriamente considerare l’abbandono in toto del titolo, con particolare riferimento a diverse occasioni in cui bisogna sfuggire ad un carro armato con un pilota dal grilletto troppo facile e dalle finestre temporali ristrettissime. E ci fermiamo qui per evitare spoiler.

In generale, Quantum Replica dà spesso e volentieri la sensazione di un cattivo bilanciamento e di un codice non perfetto, tra proiettili letali che perdono di efficacia dopo i primissimi livelli a causa dell’alta quantità di salute dei nemici, comportamenti imprevedibili da parte di una IA a volte deficitaria e altre volte onnisciente, e strane hitbox che generano risultati inaspettati, con conseguente riavvio da parte del giocatore e nervi sempre più tesi.

Ad ulteriore conferma del tutto, arriva una sequela non indifferente di bug, tra fastidiosi crash nelle occasioni più disparate (non mi è parso di intravedere un particolare motivo o una causa scatenante per queste occasioni) e un sistema di controllo ben poco responsivo. Addirittura, per un bug mi è capitato di saltare del tutto una particolare boss fight al momento del caricamento di un salvataggio durante la stessa, senza aver nemmeno terminato di affrontare il boss in questione.

COMMENTO FINALE

Nello sviluppo di uno stealth game è bene avere ben chiare le idee su cosa si può e cosa non si può fare. E lo dimostra perfettamente Quantum Replica, un titolo che di per sé non è particolarmente deludente o inavvicinabile, nel complesso; anzi ci sono, sparsi qua e là, degli occasionali sprazzi di brillantezza.

Tuttavia, in questo caso gli incroci con elementi di gameplay estranei, seppur effettuati nel tentativo di portare una ventata di novità, raramente si dimostrano riusciti. Ciò che contraddistingue una playthrough del gioco è, quindi, alla fine soprattutto una sensazione mista di frustrazione per determinate sequenze dichiaratamente “rotte” e di delusione per un titolo che comunque offre alcuni momenti di criterio ed eleganza, e che avrebbe potuto –  e dovuto – distinguersi in maniera molto più marcata e vivace.

 

Pregi

Una buona concezione dello stealth classico, non rinunciando a qualche ibridazione (quando riuscita). Atmosfera cyberpunk ben restituita. Discreto doppiaggio.

Difetti

Decisamente frustrante e mal bilanciato. Intreccio prevedibile e noioso. Diversi bug.

Voto

6,5

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