RecensioniMulti

City of the Shroud, Recensione Pc

Strategia e GdR al servizio di una storia scritta dai giocatori

Uscito dall’accesso anticipato ad inizio agosto, City of the Shroud di Abissal Arts prometteva di rinverdire i fasti di The Banner Saga e XCOM con un’ambientazione tutta particolare e tutta da scoprire. Un po’ strategico e un po’ GdR, con particolare enfasi sulle fasi narrative: tutto sembra concorrere a consegnare alla scena indie un gioco da ricordare.

A proposito di ricordi, è giusto menzionare la campagna Kickstarter dell’aprile 2016 del gioco finanziato grazie all’interesse di 302 sostenitori che hanno donato 16.239 dollari a fronte di una richiesta da parte degli sviluppatori di 14.000 dollari.

Ecco cosa ne pensiamo del primo dei quattro episodi del gioco su Pc che comunque arriverà l’anno prossimo anche su PS4 ed Xbox One.

STORIA IN QUATTRO PARTI

La storia di City of the Shroud propone una campagna episodica vivente: in ogni capitolo, le azioni di ogni giocatore influiscono sul mondo, cambiando il modo in cui la storia si svolge per l’intera comunità nel prossimo capitolo.

Ognuno dei quattro episodi sarà realizzato in base all’influenza cumulativa delle scelte e delle azioni di ogni giocatore dagli episodi precedenti.

FANTASY, STEAMPUNK E SUD AMERICA

Pochi fronzoli e tanta azione sono le cose che ci accolgono subito giocando la storia di City of the Shroud. Arrivati in una grande città che fa il verso alle metropoli sudamericane, ci troviamo costretti a difendere i più deboli da quella che sembra un’invasione di esseri strani e per nulla amichevoli.

È solo l’inizio di una (nemmeno troppo) lunga catena di battaglie ed eventi, che affrontiamo. Ogni nostra decisione è conseguenza vengono pesate e registrate, insieme a quelle di tutti gli altri giocatori, e determinano come si evolve la storia in una sorta di città condivisa da magici portali e mistiche energie.

Ci ritroviamo ad avere a che fare con creature e personaggi di fantasia, ma anche accenni di steampunk e quel dieselpunk strano che affrontiamo un Dishonored. Un mix di influenze che si uniscono all’insieme colorato ordito da Abissal Arts, per nulla sgradevole, anzi, in alcuni casi è anche piuttosto accattivante.

STRATEGIA IN TEMPO REALE

City of the Shroud, contrariamente a The Banner Saga e XCOM, punta forte l’acceleratore sulla totale assenza di turni di combattimento. Questo ha un duplice effetto: rendere altissimo il ritmo dell’azione e meno ragionato l’approccio di base. Fortunatamente, una comoda pausa tattica viene in aiuto per non abbandonare tutto, o quasi, al caso. Pausa tattica che non è presente, per ovvi motivi, durante il PvP.

Sebbene nei già citati titoli che definiscono l’intero genere per standard di qualità visiva e gameplay, fosse presente una sorta di coordinazione delle azioni per innescare delle potenti combinazioni di colpi, in City of the Shroud si fa praticamente lo stesso, ma in tempo reale, come in StarCraft e WarCraft per intenderci. Tutta un’altra faccenda insomma.

Quel poco che non ci ha convinto, oppure entusiasmato poco, riguarda la modalità multiplayer, davvero poco esaltante e poco utile ai fini della storia (pur comprendendo pienamente la sua presenza nell’offerta). L’altra cosa che ci fa storcere il naso è la natura episodica del tutto, più in linea con i giochi Telltale e Dontnod che con le pietre miliari del genere di appartenenza.

COMMENTO FINALE

City of The Shroud è uno strategico in tempo reale con elementi da videogioco di ruolo che, tuttavia, può essere messo in pausa per permettere di ponderare meglio il da farsi. Il punto di massima forza, del gioco di Abissal Arts, è quello di eseguire tutta l’azione in tempo reale permettendo un grande numero di variabili e mosse concatenate da un personaggio all’antro.

Graficamente si affida ad uno stile dalle tonalità accese e allegre, le battute ironiche e pungenti, che contrastano con le battaglie e i drammi degli eroi. Una presentazione tipicamente sud americana, che ricorda Guacamelee e Grim Fandango ma fa giocare su una scacchiera, come in XCOM e The Banner Saga.

Mouse e tastiera alla mano, come già detto, ricorda i grandi classici del genere GdR-Strategia ma con notevoli sforzi per non passare in modo anonimo: l’azione in tempo reale aiuta anche in questo. La campagna solitaria prevede l’uscita di diversi episodi, che saranno raccolti in una versione completa per console nel corso del prossimo anno. Le fasi PvP non sono malvagie ma non ci hanno entusiasmato.

Pregi

Artisticamente gradevole. Buone musiche di accompagnamento. Semplicissimo da giocare ma profondo

Difetti

PvP senza infamia né lode. Struttura episodica che frena gli entusiasmi iniziali.

Voto

7+

Tags

Commenta questo articolo