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Super Hydorah, Recensione Pc

Uno shoot’em up vecchio stile di indubbio pregio firmato da Locomalito ed Abylight Studios

Locomalito è uno sviluppatore spagnolo che realizza da qualche anno giochi in stile retro di notevole livello. Citiamo Matilda Castilla così come Curse of Issyos che sono scaricabili gratuitamente su Pc Windows dal sito ufficiale di questo autore da tenere d’occhio.

Così come Hydorah che è uno shoot’em up tradizionale che a settembre dello scorso anno è uscito in versione Super su vari store online tra i quali Steam.

Parleremo proprio di Super Hydorah, versione migliorata ed ampliata di Hydorah (uscito nel lontano 2010), un titolo che fin da subito crea un feeling retro di altissimo livello.

Giusto ricordare come il gioco sia uscito anche recentemente su Nintendo Switch ed ancora prima anche sugli store di altre console quali PSN per PS4 e PS Vita e Microsoft per Xbox One grazie anche all’etichetta di Abylight Studios che già realizzò Matilda Castilla EX.

Ecco la nostra recensione della versione Steam. Non ci resta che augurarvi buona lettura.

IN UNA GALASSIA LONTANA LONTANA…

La storia di Super Hydorah è semplice, al limite del banale come quella di tutti gli shoot’em up sostanzialmente, ma la accenniamo per dovere di cronaca.

La solita forza maligna soverchiante si è lanciata in un’invasione. Questa volta non sulla Terra ma sulla stella Omios. Soltanto noi, i più esperti (e mortali) piloti della galassia, possiamo affrontare la terribile minaccia dei Meroptians, creature biomeccaniche progettate per una spietata guerra di conquista. Preparate la vostra navicella, scegliete un percorso e attraverso i pianeti combattendo le orde dei Meroptians.

AFFIORANO I RICORDI DEL PASSATO

Super Hydorah è uno sparatutto a scrolling orizzontale (da destra a sinistra, quindi) realizzato per regalare un’esperienza stimolante e memorabile che prende a piene mani dagli shoot ’em up classici. E non fa niente per nasconderlo. Non solo l’atmosfera ma anche il tipo di gameplay e le ambientazioni offrono tanti richiami ai classici del passato.

Pensiamo subito a Gradius (o Nemesis visto che il titolo dell’edizione internazionale era questo): la Delta Lance, la navetta di Super Hydorah, ricorda moltissimo la Vic Viper. Ma pensiamo anche ad R-Type per alcune sfumature dell’ambientazione e nemici. Il gioco prende a piene mani da una vasta antologia di titoli che ne hanno segnato la storia. Troviamo spruzzi di X-Out e Z-Out qua e la, così come un po’ di Delta ed Armalyte (classici C64) nonché di Project X, difficilissimo titolo di Team 17 per Amiga.

La nostra avventura si diramerà per 21 stage a percorso non lineare. Già perché è possibile, una volta sbloccato il segmento decidere l’area da affrontare su una semplice mappa spaziale. Questo da una maggiore longevità al titolo. Ogni area ha le proprie insidie, nemici specifici ed ambientazione e si potrà anche tornare indietro per affrontare quel determinato segmento che si era tra lasciato in precedenza.

Ed è qui che il lavoro di Locomalito è grandioso offrendo una varietà che teme pochi confronti se consideriamo altri esponenti del genere. È altrettanto vero che non troviamo livelli particolarmente lunghi ma sono piuttosto densi di nemici. Una media di 4-5 minuti concentrati. Non ci troviamo di fronte ai bullet hell alla giapponese ma alcuni passaggi sono decisamente complicati e bisognerà studiare bene movimenti dei nemici nonché l’incidenza delle varie ambientazioni.

In nostro aiuto ci sono alcune armi ed i vari potenziamenti. Le armi più potenti però si sbloccano dopo aver superato determinati nemici. Fatto questo potremo selezionare queste prima di ogni stage. L’operazione sarà utile soprattutto più avanti, quando si potrà optare su un arsenale più completo. Sarà infatti fondamentale scegliere l’armamentario più adatto ad un determinato stage. Non sempre le armi più potenti sono quelle vincenti e questo perché ogni livello ed i vari tipi di astronavi ed insidie naturali hanno comportamenti diversi.

Ed è il trionfo di missili, laser, spari multipli, e così via. Senza dimenticare i relativi potenziamenti che si raccolgono durante le nostre sortite offensive. Distruggendo i nemici potremo raccogliere questi potenziamenti che saranno decisivi. Si possono anche raccogliere preziosi scudi perché va detta una cosa: avremo una potenza di fuoco notevole ma saremo vulnerabilissimi. Un colpo e saremo abbattuti. Serve quindi lo scudo che permette di subire un colpo supplementare. E potremo anche impossessarci di preziose smart bomb nonché migliorare ulteriormente la velocità della nostra preziosa navetta.

Il gameplay di Super Hydorah è dunque molto valido e divertente in grado di offrire ore ed ore di sfida grazie ai numerosi tipi di nemici (oltre 100), 35 tra boss e mini-boss a difesa delle 35 sotto-aree dei 21 stage principali. Facile da imparare ma difficile da padroneggiare come è consuetudine dire. Per fortuna la citazione è veritiera grazie anche ad un’ottima manovrabilità della nostra navetta. Il grado di sfida, come accennavamo, è comunque da tenere in considerazione e non sarà una passeggiata fin dai primi 4-5 livelli.

A dare un pizzico di sale ulteriore è anche la presenza delle istallazioni civili che non devono essere distrutte. Si perché noi ci scagliamo contro gli invasori che attaccano territori nostri. Ovvio, dunque, trovare delle strutture da non abbattere: pena preziosi punti tolti al nostro punteggio. Nei vari stage possono anche trovarsi delle biforcazioni multi scrolling che danno anche quel tocco di “metroidvania”.

Il divertimento è accentuato quando ovviamente si gioca in due. C’è anche la modalità Robot Chase sempre dedicata a due giocatori che devono guidare due robot che devono realizzare un collegamento laser e prendere delle creature.

Ah, dimenticavamo, ci sono anche finali multipli da sbloccare, la presenza di segreti molto ben nascosti, ed il supporto agli achievement di Steam. Questo non fa altro che aumentare il tasso di rigiocabilità. E per fortuna, aggiungiamo noi, ci sono i “Continue” infiniti anche se questi azzereranno il punteggio.

GRAFICA DA COIN OP, SONORO DI ALTISSIMO LIVELLO

Il lato tecnico di Super Hydorah è sicuramente uno dei punti forti di questa produzione indie. Il talento mostrato dall’autore è indubbio. L’aspetto grafico è un tripudio della pixel art ed è un inno ai coin op 16 bit che tanto hanno rapito una generazione di videogiocatori tra gli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90.

L’aspetto (e non solo quello), infatti, sarebbe perfetto in sala giochi e non sfigurerebbe accanto ai numerosi classici ai quali si ispira e che abbiamo citato.

Ogni livello ha la sua ambientazione e le sue peculiarità ed è sempre bello scoprirle. Non mancano i dettagli nelle ambientazioni (che avranno anche delle insidie), nei nemici, nelle animazioni, né tanto meno le finezze e molto altro in questo titolo.
C’è anche la possibilità di utilizzare il filtro CRT per emulare la visione dello schermo a tubo catodico (con tanto di linee su schermo) ed accentuare, se ce ne fosse bisogno, il gusto 16 bit. Artisticamente splendido ed animato molto bene, dai piccoli nemici, agli effetti ambientali quali tempeste di sabbia o ramificazioni di piante giganti o ancora al ghiaccio. Senza dimenticare i boss e mini-boss che dovremo affrontare. Una vera e propria meraviglia.

È eccellente anche l’accompagnamento sonoro firmato da Gryzor87, un compositore specializzato nella realizzazione di brani retro. Una sicurezza. E questa si concretizza con oltre 60 brani inclusi nel gioco che si accompagnano perfettamente all’azione dando quel senso di adrenalina che aumenta la voglia di sconfiggere il malefico nemico. Alcuni passaggi ci hanno ricordato le sonorità di Turrican I, II e III su Amiga.

Non mancano anche i momenti epici come nel brevissimo dialogo di avvio nel quale ci viene presentata la minaccia. A chiudere un quadro più che lusinghiero anche i classici effetti sonori che fanno il loro dovere.

COMMENTO FINALE

Non c’è tanto da aggiungere a quanto scritto su Super Hydorah. Questa versione a pagamento aggiunge moltissimi contenuti a quella gratuita migliorandola ed ampliandola sotto tutti i punti di vista. Il lavoro svolto da Locomalito ed Abylight Studios è esemplare. Una produzione indie di livello molto alto che senza dubbio farà gola ai nostalgici ma anche ai semplici appassionati degli shoot’em up di stampo classico.

Anche in questo caso, infatti, nonostante i tanti riferimenti ai capolavori passati, il titolo riesce ad avere una propria anima, a dire qualcosa di proprio e ad aggiungere qualcosa di nuovo ad una base solidissima.

Esemplare sotto ogni punto di vista, Super Hydorah, vanta un comparto artistico da applausi che fa sempre il proprio dovere ed a tratti strappa anche applausi. È tutto bilanciato, anche la stragrande maggioranza del livello di sfida, il numero di stage, la longevità ed il tasso di rigiocabilità per questo genere di giochi. Il tutto accompagnato da una strepitosa colonna sonora.

Davvero un esempio di titolo indie. Bello da vedere, da ascoltare, appassionante da giocare. Non sfigurerebbe in sala giochi anche oggi.

 

Pregi

Shoot’em up allo stato puro. Grafica pixel art splendida. Eccellente colonna sonora. Difficile al punto giusto in quasi tutti i suoi passaggi. Longevo. Ri-giocabile.

Difetti

Alcuni passaggi sono davvero problematici. Un colpo (massimo due se con lo scudo) per abbatterci rende la vita a volte impossibile.

Voto

9-

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