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Sega Mega Drive Classics, Recensione PS4

Una raccolta di 53 titoli della celebre console 16 bit proposti in un’unica soluzione ad alto effetto nostalgia

C’è sempre qualcosa di magico nello scrivere di videogiochi o di console di 30 anni fa. I più giovani ne avranno solo sentito parlare probabilmente ed i più grandi sono sempre nostalgici. La prova sta nelle tante remastered proposte per le nuove piattaforme nonché la riproposizione di storiche console ad 8 e 16 bit, basti pensare al NES Classic Mini, al Super NES Classic Mini o al THEC64 Mini.

Senza dilungarci troppo in un discorso su quanto fossero belli i tempi andati nonostante le estreme ristrettezze hardware, parliamo di Sega Mega Drive Classics.

Come suggerisce il titolo si tratta di una raccolta di giochi che hanno fatto la storia della famosa console 16 bit di SEGA. Questa è uscita sul mercato in versione fisica lo scorso 29 maggio su PS4 ed Xbox One. Cinquantatré (53) titoli riproposti in una unica e comoda soluzione per farci respirare a pieni polmoni i pixel e le atmosfere di fine anni ’80 e prima metà degli anni ’90.

Un tuffo nella nostalgia per i più grandi, un bel tuffo nella storia per i più giovani che grazie a questa compilation (si usa ancora questo termine?) potranno divertirsi a scoprire, ad esempio le origini di Sonic o quelle di Golden Axe e così via.

I CLASSICI RIPRODOTTI CON QUALCHE FILTRO ED ALCUNI INNESTI

Impossibile scrivere singolarmente di 53 giochi, non ci rientreremmo con i tempi e dubitiamo fortemente che si possa leggere una recensione così lunga… magari, forse, uno speciale in futuro. Tuttavia prima di elencarvi tutti i titoli presenti (questo si che è dovuto), vi parliamo delle opzioni supplementari.

La qualità dell’emulazione dei giochi è davvero molto buona. Ma oltre a questo, tramite una sorta di hub che ricrea la tipica stanzetta degli adolescenti di metà anni ’80. Troviamo, quindi, poster attaccati alle pareti o videocassette VHS sparse qua e là nonché il classico televisorino a tubo catodico e rigorosamente in 4:3, action figure e così via. Grazie a questa “stanza” possiamo controllare anche diversi menu che servono a regolare vari aspetti della console, le opzioni audio, quelle video, vedere la lista dei trofei (e delle relative sfide per conquistarli), nonché dulcis in fundo la variegata libreria di titoli da giocare.

Tra le opzioni grafiche si può scegliere se giocare a schermo intero (eliminando le barre laterali o, se si decide di mantenerle, scegliere la tipologia) o meno, optando, dunque, per il tradizionale formato 4:3 o per l’attuale 16:9, applicare diversi filtri per migliorare la resa grafica originale e aggiungere l’effetto linee per riprodurre l’effetto delle televisioni con tubo catodico.

Oltre a queste ce ne sono di più pratiche come ad esempio la possibilità di salvare il gioco e riprenderlo in un secondo momento ma anche la possibilità di vedere le classifiche online e di poter invitare i propri amici a giocare in multiplayer online.

QUALCHE GIOCO INVECCHIA BENE, ALTRI UN PO’ MENO E CI SONO ALCUNE ASSENZE

Vale la pena ricordare come in questa raccolta figurino classici e comunque titoli di un certo spessore anche se notiamo la mancanza di alcuni titoli che avrebbero potuto figurare. Dopo un entusiasmo iniziale (cosa pretendete da un classe ’77?) per poter rigiocare con capolavori quali Sonic o Wonderboy in Moster World? O ancora ad Altered Beast o a Shadow Dancer? Per non parlare di Virtua Fighter 2, Super Thunder Blade, o al classico Columns.

Ed è bello scoprire titoli che all’epoca era difficile reperire se si pensi a Phantasy Star II, III e IV. Apprezziamo enormemente lo sforzo di SEGA per riproporci anche giochi relativamente meno famosi. Purtroppo, però, per quanto ci si possa rallegrare per queste presenze, bisogna anche riconoscere che alcuni titoli sono invecchiati peggio degli altri e non basta l’applicazione di alcuni filtri per migliorarne la resa grafica senza stravolgerne l’essenza dell’originalità. A volte il problema non è neppure nel riproporre un quadro visivo decisamente povero rispetto a quelli ai quali siamo abituati oggi nonostante sia comprensibile visti i 30 anni passati dall’uscita di alcuni titoli di questa collezione.

Altri giochi soffrono, invece, di controlli decisamente macchinosi che li rendono, al giorno d’oggi scarsamente appetibili dal punto del gameplay e questo fa scendere ulteriormente la voglia di cimentarsi in sfide complicate che vengono ulteriormente intensificate a prescindere dalla difficoltà effettiva del gioco.

Mancano all’appello, inoltre, alcuni titoli che secondo noi sarebbero stati molto bene. Pensiamo ad Ecco The Dolphin, ma anche ad After Burner e ad OutRun (che furono convertiti per il Mega Drive). Stesso dicasi per Hang On e Super Hang On e per alcuni giochi terze parti: accenniamo solo a Super Street Fighter II ed i primi due Mortal Kombat.

Con queste presenze, tale raccolta – già ottima di per se – avrebbe sfiorato la percezione. La lista però offre divertimento e sfide per gli amanti di più generi e per molti palati. I tre Street Rage sono molto belli e sono un must per gli amanti dei beat’em up a scorrimento. Ma troviamo anche platform, sparatutto (Alien Solider ad esempio) e puzzle game nonché jrpg come il già citato Phantasy Star, action gdr come Light Crusader, ed arcade come Space Harrier II.

LA LISTA DEI GIOCHI

Ecco l’elenco dei titoli di questa Super Mega Drive Collection.

  • Alex Kidd in the Enchanted Castle
  • Alien Soldier
  • Alien Storm
  • Altered Beast
  • Beyond Oasis
  • Bio-Hazard Battle
  • Bonanza Bros.
  • Columns
  • Columns III: Revenge of Columns
  • Comix Zone
  • Crack Down
  • Decap Attack
  • Robotnik’s Mean Bean Machine
  • Dynamite Headdy
  • ESWAT: City Under Siege
  • Fatal Labyrinth
  • Flicky
  • Gain Ground
  • Galaxy Force II
  • Golden Axe
  • Golden Axe II
  • Golden Axe III
  • Gunstar Heroes
  • Kid Chameleon
  • Landstalker
  • Light Crusader
  • Phantasy Star II
  • Phantasy Star III: Generations of Doom
  • Phantasy Star IV: The End of the Millenium
  • Ristar
  • Shadow Dancer: The Secret of Shinobi
  • Shining in the Darkness
  • Shining Force
  • Shining Force II
  • Shinobi III: Return of the Ninja Master
  • Sonic the Hedgehog
  • Sonic the Hedgehog 2
  • Sonic 3D Blast
  • Sonic Spinball
  • Space Harrier II
  • Streets of Rage
  • Streets of Rage 2
  • Streets of Rage 3
  • Super Thunder Blade
  • Sword of Vermilion
  • The Revenge of Shinobi
  • ToeJam & Earl
  • ToeJam & Earl in Panic on Funkotron
  • Vectorman
  • VectorMan 2
  • Virtua Fighter 2
  • Wonder Boy III: Monster Lair
  • Wonder Boy in Monster World.

COMMENTO FINALE

Non c’è molto altro da aggiungere a quanto scritto e saltiamo, una volta tanto, di netto la disquisizione tecnica che lascia il tempo che trova in questi casi. Possiamo applaudire questa raccolta che include molti giochi conosciuti, tanti titoli che hanno fatto la storia non solo del Mega Drive, e che permette alcune chicche come la possibilità di salvare istantaneamente la propria partita in ogni momento anche quando quel determinato titolo non lo prevedeva o ancora di giocare online con i propri amici.

Tante anche le opzioni per i filtri grafici da applicare o meno con varie scelte anche sul tipo di schermo: 4:3 o 16:9… con tutto quello che ne deriva. Perché se l’effetto nostalgia è molto alto, è anche vero che al netto ci sono alcuni giochi che rimane un piacere vedere e giocare, altri che è preferibile solo giocare anziché vedere, nonostante il massimo rispetto per la loro veneranda età, ed altri hanno dei controlli problematici.

Però la storia è stata scritta da ognuno dei 53 giochi presenti. Peccato per la mancanza di altri titoli che senza dubbio avrebbero meritato questo palcoscenico, ma le scelte sulla line-up sono ugualmente condivisibili per offrire molta varietà di generi ed accontentare un numero più ampio di utenti possibile anche con chicche non conosciute per il piacere di scoprirle (o riscoprirle) anziché con altri che si conoscono a memoria.

 

Pregi

53 giochi d’epoca interessanti. Qualche piccola chicca. Eccellente emulazione. Possibilità di salvare istantaneamente in ogni punto dell’azione. Multiplayer online. Filtri grafici per accentuare l’effetto pixel. Atmosfera anni ’80, inizio anni ’90, riproposta alla grande.

Difetti

La lista poteva essere arricchita da alcuni titoli importanti. Alcuni giochi soffrono il peso degli anni più degli altri, sia per il gameplay sia per il comparto tecnico.

Voto

8+

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2 commenti su “Sega Mega Drive Classics, Recensione PS4”

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