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Far Cry 5, Recensione PS4

Far Cry abbandona le ambientazioni esotiche dei precedenti capitoli spostando la nuova avventura in un Montana distopico

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Fin dal suo annuncio, più o meno un anno fa, Far Cry 5 ha generato una serie di polemiche per le sue ambientazioni e per le tematiche che sembravano ispirare l’avventura sviluppata da Ubisoft Montreal e Ubisoft Toronto.
Il gioco, infatti, si svolge in una versione fittizia del Montana, negli Stati Uniti, e i nemici da affrontare sono proprio cittadini americani che hanno una forte somiglianza con l’immagine stereotipata dei giovani suprematisti bianchi, un movimento ideologico che esiste davvero, basato sull’idea generale che gli uomini bianchi siano superiori agli altri gruppi razziali.
In realtà, lo diciamo subito, non c’è un vero parallelismo tra il mondo del gioco e il mondo vero: si tratta di pura e semplice fiction dove personaggi, situazioni e “movimenti” reali vengono rielaborati, ma mai approfonditi, in funzione di una trama folle e talvolta caotica, dove estremismo religioso e razzismo non vengono mai davvero mostrati o approfonditi in relazione a certe tematiche dei giorni nostri, ma sono trattati con ironia o lasciati sullo sfondo.

Tant’è vero che ci sono perfino dei nemici, adoratori del culto di fanatici del gioco, afro-americani.

POTERE BIANCO

Insomma, la storia di Far Cry 5 sembra come quelle belle donne che all’apparenza promettono chissà cosa, ma poi a conti fatti ti mandano in bianco. Far Cry 5 è ambientato nella città immaginaria di Hope Valley, nel Montana, la quale è isolata dal resto del mondo. La contea di Hope, infatti, è nelle mani dei componenti di un culto religioso chiamato Eden’s Gate, i quali credono fermamente nell’imminente fine del mondo e dunque vivono preparandosi all’evento catastrofico.
Convinti dell’apocalisse alle porte, i fanatici hanno cominciato a rifornirsi di armi e a rapire degli ignari cittadini per aumentare le proprie fila, suscitando ovviamente l’immediata reazione del Governo americano che decide di inviare sul posto degli agenti per arrestare il leader carismatico del culto, “Padre” Joseph Seed, e riportare l’ordine.
Tra questi c’è anche il protagonista interpretato dal videogiocatore, cioè a dire un vice sceriffo che a causa di una serie di eventi che non vi sveliamo per non rovinarvi il gusto di scoprirlo da voi giocando, rimane isolato a combattere contro i membri di Eden’s Gate.

La struttura di gioco è quella tipica di Far Cry, anche se un po’ più aperta rispetto ai precedenti titoli della serie, con un territorio grande da bonificare e da esplorare anche con l’ausilio di veicoli, pieno zeppo di cattivi da eliminare, cittadini da salvare e avamposti da conquistare e occupare per liberare le mappe dall’influenza del “culto”, mentre in parallelo si sbloccano nuove abilità ed equipaggiamenti per il protagonista.
Per la cronaca, la campagna può essere giocata anche con un amico in multiplayer cooperativo online, ma i progressi possono essere salvati solo nella console dell’utente che ospita la partita, e il compare guadagna solo punti esperienza.

Ad ogni modo tra le cinque categorie in cui sono suddivise le competenze del personaggio principale, ci sono quelle legate alla sopravvivenza, alla capacità di riparare veicoli o una migliore abilità con le armi, giusto per fare degli esempi, mentre tra gli equipaggiamenti che si possono ottenere abbiamo un rampino, una tuta alare e un paracadute.

QUATTRO CATTIVONI E UN VICE SCERIFFO 

Hope County è divisa in tre regioni: Holland Valley, Whitetail Mountains e Henbane River. Ognuna di esse ha delle sue peculiarità estetiche e rappresentative, ed è governata da uno dei luogotenenti del “Padre”. Il giocatore deve di fatto  operare in ogni area liberandone porzioni e combattendo gli adepti del culto per mettere spalle al muro i vari leader locali, i fratelli John, Jacob e Faith, e iniziare uno scontro finale con loro, per cercare di sconfiggerli uno alla volta e passare quindi all’obiettivo primario, cioè a dire il capo assoluto di Eden’s Gate.

Ma il modo in cui tutto ciò avviene è libero da vincoli o percorsi predefiniti: è l’utente a plasmare ritmo e direzione dell’avventura attraverso le sue scelte e il modo di approcciarla. Può quindi dedicarsi a diverse attività secondarie, anche slegate dal contesto narrativo principale, o a delle missioni secondarie utili a ottenere ricompense come per esempio aiutare un cittadino oppresso a recuperare un carico di frutta o dei fumetti, oppure svolgerne di più “serie” come far saltare in aria una postazione del culto o distruggerne delle riserve energetiche.

Allo stesso modo può decidere di esplorare e agire in una singola regione, o di spostarsi in tutte quelle presenti compiendo incursioni e azioni in ciascuna di esse, agire nell’ombra o a testa bassa e armi in pugno, e così via.

Da questo punto di vista la contea di Hope è viva, piena di cose da fare e da scoprire, nonché di eventi, anche casuali, che una volta attivati portano ad “aprire” nuovi scenari e inattesi sviluppi per il videogiocatore, chiamato a sfruttare al meglio il buon armamentario messo a disposizione dagli sviluppatori per venire a capo degli scontri, caratterizzati da un buon sistema di gestione delle sparatorie, che risultano pertanto frenetiche e avvincenti.

Durante i combattimenti, tra l’altro, il protagonista può ricorrere all’aiuto di alcuni personaggi gestiti direttamente dall’intelligenza artificiale: in Far Cry 5, infatti, in ogni zona si possono arruolare tre compagni a supporto, sia umani che animali, per un totale di nove, assegnandone l’intervento ai tasti destra e sinistra del controller.

UN MONDO VIVO E PULSANTE

Ognuno di loro, dall’esperta di combattimento stealth al pilota di elicotteri, passando per il cane Boomer o il puma Puccettina, ha abilità univoche che li rendono utili a seconda delle circostanze, e diventa pertanto importante saper scegliere quello più idoneo da portarsi dietro. Unica nota un po’ dolente, l’intelligenza artificiale dei nemici, che non sempre risulta al’altezza della sfida.
Non possiamo però chiudere la nostra recensione di Far Cry 5 senza prima aver parlato anche della aprte tecnologica. Da questo punto di vista c’è poco da dire: graficamente il titolo è davvero ben fatto, i personaggi sono ben “disegnati” e animati, gli scenari sono variegati e dettagliati quanto basta, con paesaggi montuosi, fitte foreste e piccole zone urbane che animano la prossimità dei laghi. In generale l’impatto visivo è ottimo, complice un buon sistema di luci e ombre, che si esalta nelle varie fasi del ciclo giorno/notte, e il sapiente uso degli effetti particellari.

Il tutto senza un minimo rallentamento a trenta frame per secondo. Per quanto riguarda il comparto sonoro, ottimi gli effetti principali e secondari, compresi quelli di sottofondo, e la colonna sonora in linea con le ambientazioni.
Buono anche il doppiaggio in italiano, grazie all’ottima interpretazione da parte degli attori che hanno prestato le loro voci ai vari personaggi, capaci di evidenziare con la tonalità della recitazione e con la loro partecipazione emotiva, il carattere del protagonista e degli antagonisti, oltre a quell’ ironia di fondo che permea il gioco.

COMMENTO FINALE

Far Cry 5 non è un titolo che rivoluziona la serie, ma resta lo stesso un buon sparatutto avventuroso caratterizzato da un’interessante struttura open world e da elementi free roaming, bello graficamente e con tantissime cose da fare.

A parte l’intelligenza artificiale dei nemici, non sempre all’altezza delle situazioni di gioco, a deludere un po’ c’è solo la trama. Intendiamoci, non è male nella sua semplicità e propone tra gli altri quattro antagonisti davvero ben caratterizzati, ma in generale dà l’impressione di mancare di qualcosa, di “volere ma non potere”, di “temere” quasi di approfondire certi elementi.

La storia di per sé ha buoni spunti, ma a volte finisce per perdersi dietro a situazioni piuttosto vaghe che non scavano a fondo nelle pieghe più distorte di quelle tematiche attuali come il razzismo, la politica estremista e il fanatismo “religioso”, che gli sviluppatori lasciano invece solo intuire, assaggiare un po’, salvo poi tirarsi indietro senza entrare mai nel dettaglio.

 

Pregi

Divertente da giocare con tantissime cose da fare tra missioni primarie e secondarie. Tecnicamente ottimo, con in particolare un buon doppiaggio in italiano. Bella la caratterizzazione dei personaggi principali, specialmente gli antagonisti. La trama offre buoni spunti all’avventura…

Difetti

… ma certe tematiche meritavano un miglior trattamento e qualche approfondimento in più. Intelligenza artificiale dei nemici tra alti e bassi. Alcuni personaggi secondari troppo stereotipati.

Voto

8,5

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