RecensioniMulti

TT Isle of Man, Recensione PS4

Kylotonn porta su console un gioco dedicato alla corsa motociclistica su strada per eccellenza

Il Tourist Trophy è una competizione iconica. È senza dubbio la gara motociclistica su strada per eccellenza ed è una delle corse più dure di tutto il mondo. Sicuramente tra le più antiche per le due ruote visto che la prima edizione si svolse nell’Isola di Man, nel Regno Unito, nel lontanissimo 1907. Vincerla vuol dire guadagnare fama ed anche un discreto numero di soldi visto il numero sempre crescente di sponsor. Ma per molti, il solo concluderla, può comunque essere un vanto.

Potremmo paragonare questa competizione sportiva, senza timore di esagerare, alla nostra Targa Florio che nacque nel 1906 e che è una delle corse automobilistiche più antiche in tutto il mondo.

Il paragone non nasce soltanto per il blasone ma anche per l’estrema difficoltà del circuito immerso in una natura selvaggia. Sicuramente, il Tourist Trophy ha un tracciato estremo e pericoloso. Lo testimonia il triste tributo di oltre 250 tra piloti, commissari di gara e spettatori che hanno perso la vita nelle varie edizioni, tre soltanto nel 2017.
La competizione – che dal 1949 al 1977 fu tappa del MotoMondiale per poi essere tolta dalla rassegna iridata per la troppa pericolosità – però, non si è fermata ed il suo fascino è rimasto immutato nonostante tutto.

Kylotonn, forte di una sua maggiore esperienza nella realizzazione di titoli racing, ha dunque pensato bene di portare su console un gioco dedicato all’evento. TT Isle of Man ha fatto il suo debutto due settimane fa su PS4 ed Xbox One ed a breve (dal 27 marzo, ndr) sarà a disposizione anche degli utenti Pc su Steam.

Il team francese, con l’ausilio del publisher Bigben, sarà in grado di fare centro con questo titolo dedicato alla corsa motociclistica più pericolosa ed estrema del mondo? Ve ne parliamo in questa nostra recensione sulla versione PS4.

L’ISOLA DI MAN, QUESTA SCONOSCIUTA ED ALTRI CIRCUITI

È ovvio che TT Isle of Man sia concentrato sul Tourist Trophy che, come già accennato, si corre sull’isola di Man che si trova tra l’Inghilterra e l’Irlanda. Kylotonn ci porta in un luogo intriso di storia e per certi aspetti quasi magico in sospeso tra la natura selvaggia e le graziose località che sono sorte nel corso del tempo. Trasuda una natura che neppure l’uomo è riuscito a soggiogare.

La corsa si svolge annualmente sull’iconico Snaefell Mountain Course (generalmente tra fine maggio ed inizio giugno), un circuito lungo 60,720 km che attraversa i diversi centri abitati. Un misto di rettilinei lunghi, curve a ripetizione ma anche tornanti. Una sfida estrema anche perché le viuzze sono davvero strette e conoscere ogni centimetro del tracciato può fare la differenza. Colpiscono i contrasti e la riproduzione di un’isola affascinante come quella di Man.

Si parte – e si arriva – da Douglas (il capoluogo dell’isola) e il tracciato è composto da strade normalmente aperte alla circolazione. Tra queste vanno segnalate la A2 che da Douglas raggiunge Ramsey, la A1 che sempre da Douglas arriva a Peel e la A3 che collega Castletown a Ramsey ed infine il “tratto di montagna” composto dalla A18, detta anche “Mountain Road”. Qui, nella zona di Brandywell, si trova il punto più elevato del circuito posto a 422 metri sul livello del mare. Ah, dimenticavamo… ci sono 264 curve. Non è proprio una passeggiata.

Ma gli sviluppatori hanno puntato anche su altri 9 tracciati che si trovano nel Regno Unito. Questi permettono di fare pratica con il sistema di guida che presto andremo a descrivere. Inoltre permetteranno di sbloccare moto sempre più potenti e performanti in grado di farci evolvere in una modalità Carriera piuttosto interessante anche se non troppo lunga. Ma il gioco si chiama TT Isle of Man e tutto quello che viene offerto oltre alla singola maratona su strada è importante.

I vari tracciati di contorno sono gradevolissimi e molto interessanti oltre che discretamente vari. Danno un’idea di quello che è l’infernale Snaefell Mountain Course.

La modalità Carriera ci guida, come da tradizione in questo tipologia di giochi, dagli esordi fino al vero e proprio professionismo. La progressione è la solita: risultati, soldi, fama, contratti migliori, eventi più prestigiosi, moto più performanti e così via. L’importante sarà tenere d’occhio il bilancio. I costi di manutenzione delle nostre moto si faranno sentire parecchio se non otterremo risultati apprezzabili. Diversamente avremo molto poco da fare e la nostra carriera andrà in stallo.

Oltre alla modalità Carriera che permette quindi di cimentarsi in gare ad evento per guadagnare soldi e popolarità nelle categorie motociclistiche su strada, troviamo le classiche Attacco al tempo (una sfida a chi fa il giro più veloce e quindi contro se stessi in prima istanza e poi più in generale contro gli altri per conquistare un posto d’onore nella classifica online), ed anche la possibilità di effettuare gare singole.

Troviamo a corredo 40 moto e 23 piloti ufficiali nelle due categorie Supersport e Superbike. Troviamo marchi prestigiosi quali BMW, Honda, Kawasaki, solo per citarne qualcuno. Benché non ci siano troppi contenuti, il titolo riesce a mescolarli bene dando perfino la possibilità di affrontare il tracciato principale in settori. È infatti presente l’opzione per correre i diversi segmenti che compongono quello altrimenti conosciuto come Circuito del Mountain.

C’è anche il multiplayer fino a 8 persone. Ed è previsto un dlc gratuito con i sidecars.

GAMEPLAY EQUILIBRATO

Analizziamo uno dei punti focali di TT Isle of Man, ossia il gameplay. Guidare sulle due ruote lungo le viuzze dell’Isola di Man o degli altri nove tracciati presenti non sarà una cosa semplice.

Un dato da analizzare fin da subito è la natura di questi tracciati ambientati tutti in centri abitati (uno addirittura all’interno di un’era portuale). Bisogna quindi avere una certa reattività per il cambio di direzioni e bisogna dosare al meglio il gas ed il freno in modo più attento rispetto ad una gara in pista.

Il livello di difficoltà è scalabile. Senza aiuti si avvicina ad una simulazione vera e propria dove una piccola distrazione ci farà cadere rovinosamente o far fare cattive figure con incidenti anche banali quanto irritanti frutto, però, di errori evitabilissimi. Il classico severo ma giusto. Una sfida immane quindi superare indenni le gare. Ma questo crea anche soddisfazione.

La tenuta di strada sarà estremamente influenzata da frenate ed accelerazioni ma anche dal cambio di marcia che deve essere fatto ovviamente tenendo conto della giusta tempistica. L’errore è comunque dietro l’angolo e le collisioni con altri avversari o con l’ambiente saranno costanti. Abituatevi prima di prendere confidenza col modello di guida. Modello che varia leggermente anche a seconda della moto usata. Ogni motocicletta ha le sue caratteristiche tecniche.

A livello medio si trova il giusto compromesso tra questa condizione ed uno stile più arcade. Ci è sembrata una soluzione decisamente equilibrata che può riuscire a soddisfare il maggior numero di giocatori che non hanno troppe esigenze e che si vogliono semplicemente divertire senza troppi problemi o frustrazioni dovuti ad errori di distrazione. A livello facile il tutto diventa ancora più agevole permettendo una scalata al successo più rapida oltre che la conquista dei Trofei PlayStation.

ALCUNI SPUNTI DAVVERO INTERESSANTI

TT Isle of Man è la riprova della buonissima qualità raggiunta da Kylotonn. Dopo il buonissimo WRC 7, titolo ufficiale del Mondiale Rally, il team francese ha lavorato duramente per potare il fascino Tourist Trophy.
E lo ha fatto anche al fianco di alcuni piloti che hanno fatto la storia di questo evento. Uno di questi è John McGuinnes che ha vinto 23 volte la corsa secondo solo al compianto a Joey Dunlop scomparso in un’altra gara su strada, in quel di Tallin (Estonia) nel 2000 che portò a casa il TT Trophy in 26 occasioni.

La missione dal punto di vista tecnico è sicuramente compiuta con alcuni spunti interessanti e con alcuni dettagli secondari migliorabili.

Ci è piaciuta l’ambientazione riprodotta non solo del circuito principale ma anche delle altre 9 piste che compongono il gioco. Abbiamo trovato paesaggi molto belli, location ben realizzate con dovizia di particolari ed alcuni scorci sono di indubbio fascino. L’atmosfera offerta dalle bellezze naturali, paesaggistiche ma anche “architettoniche” della Gran Bretagna sono state colte in modo esemplare. Magari non perfette, ma sicuramente genuine.

Anche la varietà ci ha soddisfatto. Certo, non parliamo di 100 circuiti sparsi per il mondo o di 200 moto, ma quello che i numeri (ridotti a dire il vero) offrono è comunque sufficiente visto e considerato che è un gioco dedicato ad un singolo evento e che è stata ricreata una modalità carriera gradevole.

Abbiamo apprezzato anche gli effetti dovuti alla velocità come il nugolo di foglie che si sposta in alcuni passaggi o il fatto di attraversare veri e propri “tunnel di alberi” molto belli da vedere così come sfrecciare tra i muretti e vedere le varie villette sperdute o altre bellezze architettoniche. Buonissime le luci, le ombre nonché le diverse inquadrature della nostra moto (terza persona, in prospettiva o in prima persona).

Un po’ meno alcune animazioni. Le cadute, rovinose al punto di farci temere il peggio, sono molto simili tra di loro.

Splendidi gli effetti sonori. Il rombo dei motori è ben riprodotto ma c’è una piccola chicca: quando sfrecciamo a tutta birra in zone alberate sentiamo il fruscio del vento sulle fronde degli alberi. Davvero niente male.

Un discreto comparto musicale ci accompagna lungo la navigazione tra i vari menu.

COMMENTO FINALE

Il senso di solitudine, la sfida sulle due ruote in tracciati cittadini ma al tempo stesso ispidi, selvaggi e ricchi di insidie, e la soddisfazione che TT Isle of Man offre sono notevoli.

Chi ama lo sport e soprattutto questo tipo di competizioni non può non notare l’ultima fatica di Kylotonn e BigBen Interactive. Un gioco su licenza di quella che possiamo considerare – riagganciandoci a quanto scritto ad inizio recensione – alla Targa Florio delle due ruote è sicuramente una nota di merito ed una lettera d’amore agli appassionati di questo genere di corse. Magari una nicchia che però ha tutto il diritto di essere presa in considerazione.

Il gameplay è equilibrato, magari non perfetto, ma offre una giusta sfida facendo sudare le classiche sette camicie a chi vorrà cimentarsi senza aiuti. Per gli altri, i livelli più bassi di difficoltà più bassi potranno creare divertimento.

Certo, lo ammettiamo: se dovessimo parlare di un titolo diverso potremmo anche lamentarci del fatto che i contenuti non siano esattamente tanti visti gli standard attuali. Tuttavia è incentrato sul Tourist Trophy al quale poi è legata un discreto numero di contenuti come 9 tracciati oltre a quello storico della kermesse, la modalità Carriera, l’attacco al tempo ed il multiplayer.

Non è detto che gli autori non possano aumentare questi contenuti. A breve arriveranno i sidecars ma non sappiamo se ci saranno circuiti extra o eventi supplementari per la Carriera che resta un prezioso contenuto anche se magari non troppo vario.

Tuttavia, il gioco si chiama TT Isle of Man ed il fatto che permetta qualche alternativa, sia pure limitato, è comunque un dato positivo.

Tecnicamente il titolo si difende piuttosto bene con sprazzi davvero interessanti ed una buonissima cura nella realizzazione delle piste e delle moto. Alcuni dettagli potevano invece essere curati meglio come ad esempio le cadute ed alcuni comportamenti “poco coerenti” della moto dopo le cadute.

Piccolezze, tutto sommato, soprattutto se volete divertivi e fare un giro turistico dell’Isola di Man o intraprendere la carriera del pilota di moto su strada in Gran Bretagna.

 

Pregi

Atmosfera affascinante. Il Tourist Trophy in tutta la sua bellezza e difficoltà. Gameplay equilibrato. Discreto numero di moto e piloti ufficiali. Graficamente buono. Ottimi effetti sonori. Buona la modalità Carriera…

Difetti

… ma i contenuti sono oggettivamente limitati anche se molto gradevoli. Alcune cadute sono davvero poco credibili.

Voto

8

Tags

Commenta questo articolo