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Monster Hunter: World, Recensione PS4

A caccia di enormi mostri con il nuovo capitolo della popolare serie di Capcom

La serie di action gdr Monster Hunter sbarca finalmente su PlayStation 4 e Xbox One (più avanti nel 2018 arriverà anche su Pc) e lo fa con un titolo che, lo diciamo subito, è a nostro parere il migliore della saga nonché, sempre secondo noi, una di quelle produzioni che qualsiasi videogiocatore dovrebbe almeno provare una volta nella vita.

In Monster Hunter: World come da tradizione per la serie il giocatore è impegnato in lunghe sessioni di preparazione alla caccia e di caccia vera e propria, quella di enormi creature disposte a tutto pur di non arrendersi. Nei panni infatti di un cacciatore della Quinta Flotta, che viene creato da zero tramite un apposito editor assieme a un fedele compagno di avventure della razza dei Felyne, il videogiocatore deve scoprire cosa c’è dietro la cosiddetta”traversata degli anziani”, cioè a dire una migrazione dei draghi in età avanzata verso un continente in gran parte inesplorato chiamato Nuovo Mondo.

E per farlo è chiamato a esplorare questo continente, cacciando e catturando le creature che lo popolano, recuperando informazioni e materiali utili, e molto altro ancora.

UN MONDO, MILLE ATTIVITA’

Tutto parte da Astera, vero e proprio hub centrale dell’intero gioco, dove l’utente può svolgere tantissime mansioni, come vendere e comprare, potenziare armi e armature e provarle, fare crafting, studiare i punti deboli delle creature che popolano il Nuovo Mondo nel Laboratorio Biologico e interagire con diversi personaggi dai quali apprendere informazioni utili oppure ricevere delle missioni.
Queste, a tempo, si dividono in principali e secondarie, quindi non obbligatorie ai fini del proseguimento della storia, ma utili per potenziarsi, crescere di livello o scoprire armi e oggetti rari.

Ci sono poi altre tipologie di incarichi, dalle spedizioni senza limiti di tempo per catturare o uccidere mostri, utili anche per svolgere qualche attività extra come la pesca o completare dei compiti assegnati dal Centro di Coordinamento, alle Taglie fino ai tradizionali eventi correlati all’online.

Insomma, in Monster Hunter: World non c’è mai il rischio di annoiarsi in termini di cose da fare. Semmai, all’opposto, qualche momento di monotonia lo si può provare per la ripetitività di alcune situazioni, anche se il tutto, almeno nei fan di vecchia data, generalmente viene mitigato dalla voglia di crescere e far sviluppare il proprio personaggio, e dalla volontà quindi di catturare creature sempre più forti.

Ultimando infatti i vari incarichi, il giocatore ottiene vari tipi di ricompense che possono spaziare dal danaro ai punti alchimia, da particolari sfere utili per potenziare la propria armatura a quelli per salire di livello, e così via. Ad ogni modo, tornando all’argomento missioni ed esplorazione, le varie aree che compongono l’universo del gioco sono piuttosto ampie e liberamente visitabili, così che a volte per trovare indizi utili alla caccia o altri elementi  interessanti è necessaria la massima attenzione.

ALL’ULTIMO SANGUE

Tuttavia, per agevolare il compito degli utenti, Capcom ha introdotto gli insetti guida, animaletti simili a lucciole che indicano i punti di raccolta, le tracce da esaminare e la posizione della preda, segnalando all’occasione anche la strada più breve per raggiungerla.

Molto dipenderà in questi casi dal livello di ricerca raggiunto dal personaggio gestito dal giocatore, per un determinato mostro: più esso è alto, più rapidamente gli insetti guida reagiranno alle tracce della bestia e identificheranno la sua posizione. Questo “livello di ricerca” si sviluppa man mano che si raccolgono indizi su ogni mostro di grandi dimensioni, e si può incrementare facendo rapporto al laboratorio biologico di Astera dopo aver raccolto abbastanza tracce.

Ma anche in questi casi, non sempre agguantare il mostro da cacciare è impresa facile: ogni zona è infatti popolata da diverse creature, alcune mansuete, altre più aggressive, e come in ogni ecosistema che si rispetti, queste interagiscono tra loro e con i videogiocatori.

Di conseguenza non è inconsueto vedere magari gruppi di mostri che combattono tra loro, altri che si inseguono o che prendono di mira tutti assieme il malcapitato utente che per sbaglio si trova in mezzo allo scontro.
In questi casi non resta da fare altro che combattere. Qui entra in ballo un battle-system che, come buona parte del resto del gameplay, riprende molti degli elementi cardine della serie, con però qualche ritocco resosi necessario per rendere il titolo un po’ più accessibile anche a quella fetta di pubblico che si affaccia per la prima volta nel mondo di Monster Hunter. In particolare sono presenti dei tutorial molto dettagliati che aiutano i neofiti a calarsi nel concept di gioco.

GAMEPLAY HARDCORE

Questo però non vuol dire che il titolo sia semplice: meccaniche e sistema di combattimento, in tempo reale, restano improntati sulla strategia e su uno stile hardcore, dove nulla è lasciato al caso e ogni arma, equipaggiamento e mossa vanno sempre ponderati a dovere per evitare errori che possono risultare fatali, a maggior ragione visto che ogni mostro del gioco ha i suoi punti deboli e quelli di forza, a cui prestare attenzione.

In Monster Hunter: World esistono infatti più di una dozzina di armi, ciascuna delle quali va a influire su diversi aspetti del combattimento essendo caratterizzate da pesi e impugnature differenti, ma anche da combo, danni elementali e statistiche uniche. Tutti aspetti che si possono migliorare ad Astera, a patto di avere soldi e materiali utili a sufficienza.

Gli scontri sono in generale abbastanza lunghi, talvolta resi più complicati dall’intromissione di qualche altra creatura di passaggio (che però può anche attaccare il mostro, e dunque colpendo pure lui, può essere un valido alleato in un certo senso) o dal fatto che la preda può fuggire via. Inoltre, a rendere a volte più complicati i combattimenti, ci si mette anche la telecamera, che non è sempre posizionata a dovere e talvolta crea qualche disturbo alla visuale. Ad ogni modo, c’è sempre il Felyne a supporto del giocatore, cioè a dire delle creature simili a gattoni che hanno stretto un patto con i cacciatori per aiutarli nella caccia. Durante le missioni attaccano i mostri e raccolgono i materiali per il loro fedele compagno. In casi estremi l’utente può comunque lanciare un razzo SOS e chiamare in proprio soccorso altri giocatori.
Una pratica da non sottovalutare, vista la difficoltà di alcune sessioni di caccia. Monster Hunter:World è infatti un titolo che, proprio per le ragioni sopra scritte, non disdegna l’interazione con altri giocatori, con cui è possibile comunicare durante le missioni via chat vocale, oppure tramite testo e adesivi nella chat o, ancora, attraverso gesti vari del proprio avatar.

CACCIA IN GRUPPO 

Il multigiocatore online viene sbloccato automaticamente dopo aver progredito nella storia, può contare su un buon matchmaking e supporta fino a quattro cacciatori per missione. Ad Astera è inoltre presente una zona dedicata da dove è possibile accedere alle arene o dare vita a sessioni varie multiplayer.

Nelle missioni multigiocatore le ricompense in denaro vengono suddivise equamente tra i membri che vi partecipano, mentre quelle di altro tipo dipendono da quanto tempo è trascorso dall’inizio di un incarico e quello impiegato da un utente a unirsi alla caccia. In casi estremi, infatti, non si ottiene nessun premio, a parte quello economico.

Il multiplayer di Monster Huter: World è comunque ricco di sfaccettature, e sta al videogiocatore scoprirle passo dopo passo giocando.

Passando ad altro, dal punto di vista tecnico Monster Hunter: World non è esente da difetti, anche se nell’insieme si fa apprezzare soprattutto per la cura dei dettagli, la varietà degli scenari e la loro rappresentazione, il monster design e la pulizia grafica generale.

Detto qualche riga sopra dei difetti legati alla telecamera, invece, segnaliamo in tal senso anche un frame rate non sempre stabilissimo quando sullo schermo ci sono troppe “cose” in movimento, e qualche compenetrazione di troppo tra  personaggi e mostri. Niente che comunque non possa essere risolta con qualche patch correttiva e nulla che infici poi negativamente sulla corretta fruibilità del gioco. Per quanto riguarda la parte audio, in giudicabile a nostro parere il doppiaggio, visto che anche per il tipo di gioco non offre molte frasi su cui far testo, mentre di discreta fattura è la colonna sonora che accompagna ogni momento dell’avventura e di caccia, con brani generalmente poco memorabili ma comunque adatti allo scopo.

COMMENTO FINALE

Monster Hunter: World è un gioco sensibilmente più accessibile rispetto ai suoi predecessori, ma non per questo più semplice. Il prodotto offre infatti un gameplay complesso e ben stratificato, capace di soddisfare gli hardcore gamer e tenerli impegnati per ore in lunghe sessioni di caccia ed esplorazione.

Per il resto il titolo è caratterizzato da una grande longevità, da un buon comparto multiplayer cooperativo e da una bella grafica, anche se dal punto di vista tecnologico non manca qualche difetto, come evidenziato in sede di recensione. Nulla però che possa pregiudicare più di tanto la bontà della produzione di Capcom e il suo voto finale, assolutamente positivo.

 

Pregi

Ottima giocabilità con un sistema di combattimento che non permette troppi errori. Tantissimi contenuti. Buon sistema di crafting. Multiplayer cooperativo.

Difetti

Per i non fan alla lunga potrebbe risultare ripetitivo. Tecnicamente qualche problema.

Voto

9

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1 commento su “Monster Hunter: World, Recensione PS4”

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