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Uncharted: L’Eredità Perduta, Recensione PS4

Uncharted 4: Fine di un ladro è certamente uno dei titoli più belli e completi degli ultimi anni. Osannata da pubblico e critica,  l’ultima avventura di Nathan Drake targata Naughty Dog ha raccolto consensi un po’ ovunque nel mondo, grazie alla solita cura per il dettaglio e per la realizzazione tecnica da sempre tra i marchi di fabbrica dello sviluppatore californiano. Per non tralasciare un gameplay solido, vario e divertente, impreziosito da una narrazione magistrale per regia, fotografia e approfondimento. Tutti elementi che, lo anticipiamo subito, ritroviamo in Uncharted: L’Eredità Perduta, il dlc stand alone con il quale Naughty Dog ha toccato ulteriori vette di qualità.

UNCHARTED IN GONNELLA

La trama alla base de L’Eredità Perduta non è originalissima, né particolarmente complessa, ma è lo stesso capace di tenere incollati allo schermo i videogiocatori e di incuriosirli e affascinarli attraverso temi e scenari azzeccati. Il tutto impregnato come da tradizione da un umorismo di fondo che per certi versi costituisce un po’ uno dei marchi di fabbrica di questa saga. Protagoniste due comprimarie dei passati episodi, cioè a dire Chloe e Nadine, qui impegnate alla ricerca di un mitico artefatto chiamato Zampa dorata di Ganesh, che le porterà a dover affrontare Asav, un signore della guerra pronto a tutto pur di ottenere ciò che vuole, anche scatenare guerre e distruggere reperti archeologici di inestimabile valore storico.

Il gioco vero e proprio ha inizio in una rigogliosa foresta dove sono presenti le rovine di un’antica civiltà e dove il videogamer ha modo di ritrovare il feeling coi soliti comandi. Uncharted: L’Eredità Perduta adotta infatti lo stesso gameplay dell’avventura principale con Nathan Drake, pertanto i controlli, seppur con personaggi differenti, sono i medesimi, così come la tipologia di avventura. Da questo punto di vista aspettatevi quindi una progressione di gioco con momenti dinamici e liberi, con arrampicate, salti e sparatorie, che si alternano con altre più scriptate, votate allo sviluppo delle narrazione.

Tuttavia Naughty Dog approfitta di questo contenuto extra anche per introdurre un paio di novità e dunque per sperimentare nuove idee. In particolare nel gioco viene introdotta la possibilità di muoversi in maniera non lineare, quindi una certa libertà di movimento. All’interno della regione dell’India dov’è ambientata la storia, è infatti possibile spostarsi a piacimento lungo un’area sandbox piuttosto estesa, sfruttando un fuoristrada 4×4. In questo modo l’utente può dedicarsi a piacimento alla ricerca di cimeli da collezione nascosti, ed è egli stesso a plasmare in parte il ritmo dell’esplorazione: basta aprire l’apposita mappa consultabile in qualsiasi momento premendo il touchpad, per selezionare la missione da svolgere e l’ordine con cui terminare i vari incarichi principali, oppure quali sidequest secondarie portare a termine o meno.

COME AL CINEMA

Insomma, una bella avventura, corroborata da una messa in scena cinematografica che senza strafare troppo in botti, sparatorie e esplosioni, ma valorizzando anche l’elemento esplorativo talvolta fine a se stesso forse in relazione alla trama, si fa decisamente apprezzare. Peccato solo per l’intelligenza artificiale dei nemici, che come “al solito” non brilla sempre per logica, soprattutto quando l’utente agisce in incognito: da questo punto di vista le fasi stealth evidenziano avversari poco reattivi e con un raggio visivo abbastanza limitato.

Ma è una “goccia” nel mare di qualità di un titolo che si esalta ulteriormente grazie a un comparto tecnico semplicemente fuori parametro. La grafica è splendida come del resto lo era in Fine di un Ladro, gioco dal quale mutua ovviamente l’engine e tutto ciò che ne consegue. Tuttavia, se possibile, quella de L’Eredità Perduta ci è sembrata ancora più rifinita, soprattutto  a livello di elementi di contorno e di effetti ambientali. A questo probabilmente contribuiscono anche i suggestivi scenari scelti dal team di sviluppo per questo gioco. In tal senso l’India, con le sue foreste, i suoi fiumi, le sue rovine di civiltà che si perdono nella notte dei tempi, ha permesso ai grafici di Naughty Dog di dare sfogo alla loro fantasia e a utilizzare tutta una nuova serie di effetti particellari o di luce.
Allo stesso modo, lo scenario ha saputo ben ispirare anche i tecnici del suono, che hanno così ricreato al meglio i rumori e i suoni della natura, ma anche una colonna sonora di buona fattura. Ottimo poi il doppiaggio in inglese, buono gran parte di quello in italiano, una spanna sotto rispetto a quello in lingua anglosassone.

COMMENTO FINALE

L’Eredità Perduta  conferma le grandi doti artistiche dei Naughty Dog, ormai diventati una sorta di marca di garanzia per le produzioni Tripla A sulle console di Sony. Questo mega dlc completabile in otto-nove ore, legato a Uncharted: Fine di un ladro, non avrà Nathan, una storia originale e un antagonista di grande spessore, ma di certo può contare su due protagoniste interessanti e ben assortite, scenari assolutamente affascinanti all’interno dei quali è un piacere muoversi e agire grazie anche a un gameplay ben collaudato, e un comparto tecnico fuori parametro. Insomma, un acquisto praticamente obbligato per tutti i fan della saga di Uncharted e consigliatissimo agli appassionati di giochi d’avventura.

 

Pregi

L’inedita porzione free-roaming ha buone potenzialità. Giocabilità come sempre molto divertente. Comparto tecnico fuori parametro

Difetti

Alcuni dialoghi sono a dir poco fuori luogo. Antagonista principale poco ispirato. Intelligenza artificiale dei nemici tra alti e bassi

Voto

8,5

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