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StarCraft Remastered, Recensione Pc

Il 31 marzo 1998 è una data che moltissimi appassionati non dimenticheranno facilmente. E’ il giorno in cui StarCraft viene pubblicato nei migliori negozi ed è l’inizio di una nuova era per i videogiochi di strategia in tempo reale (Rts, in gergo) che nonostante gli ottimi esponenti quali Age of Empires, Command & Conquer, Red Alert, Dawn of War e Company of Heroes, si sono sempre dovuti inchinare alla pulizia tecnica e al lodevole equilibrio tra fazioni del capostipite di Blizzard Entertainment.

Se a distanza di 19 anni viene ancora giocato e viene anche omaggiato con la versione Remastered, un motivo ci sarà. Disponibile alla modica cifra di quindici euro, acquistabile direttamente sul negozio digitale di Blizzard dal 14 agosto scorso, giocabile sia in ambiente Windows che Max Os, StarCraft Remastered (che include anche la celebre espansione Brood War) sembra una lettera d’amore per coloro che lo hanno giocato ore, mesi, anni.

LA VIA LATTEA DEL SECOLO XXV

Lontano dal sistema solare, in un sistema della Via Lattea chiamato Koprulu, gran parte della popolazione terrestre si è insediata e si è data da fare per popolare nuovi pianeti da chiamare “casa”. Tuttavia, l’ottima capacità di adattamento, tipica degli umani, viene messa a dura prova da Zerg e Protoss, due razze aliene decisamente poco inclini al dialogo e alla convivenza pacifica. I primi sciamano come insetti, sono controllati da un’Unica Mente in grado di controllarli e vivono per fondere il proprio patrimonio genetico con quello di altre razze per raggiungere la perfezione genetica. I Protoss, invece, sono alieni dalle tecnologie avanzatissime, osservanti di una cultura lontanamente simile a quella medievale: divisione in caste, forte misticismo, fanatismo religioso e divisioni in clan.

La storia di StarCraft, per farla breve e senza spoiler, è un’escalation vertiginosa di eventi che portano Terran (i terrestri), Zerg e Protoss a schierare gli ultimi ritrovati delle loro tecnologie per avere la meglio sugli altri. Tre campagne in giocatore singolo ci attendono: tante quante sono le fazioni in gioco, tutte della durata media di un intero videogioco. In sostanza: StarCraft sono tre giochi in uno.

IL GAMEPLAY DEL SECOLO XX

StarCraft Remastered si fonda su due pilastri inattaccabili: rapidità dell’azione ed equilibrio assoluto tra le parti. Si tratta di un piccolo miracolo di Blizzard, che è riuscita a creare un gioco talmente bello, equilibrato e avvincente, che a distanza di cinque lustri è ancora giocatissimo, anche via Twitch, e in Sud Corea è persino uno sport nazionale.

StarCraft si divide, in soldoni, in due fasi: gestione della base e raccolta delle risorse e battaglie. Queste fasi non sono slegate tra loro perché, come in ogni buon Rts che si rispetti avviene tutto, rigorosamente, in tempo reale. Le risorse da raccogliere sono minerali e gas, quest’ultimo serve in grandi quantità – ma è anche piuttosto raro – per ottenere unità e potenziamenti più forti.

Tutto l’esercito va controllato, con estrema facilità, con il mouse mentre la tastiera aiuta a risparmiare qualche click (preziosi secondi di gioco) ma bastano pochi minuti per accorgersi che anche i difetti del primo StarCraft sono rimasti in seno alla remastered.

Quelli più evidenti riguardano la gestione della strada percorsa dalle truppe, fin troppo spesso confuse o bloccate perché non evincono con logica quale sia la strada più breve da prendere; altri problemi – se così possiamo chiamarli – riguardano la gestione delle unità che provvedono alla raccolta delle risorse e la gestione di grandi numeri di unità da battaglia. I primi devono essere istruiti manualmente, ogni volta, con zero speranze che una semplice istruzione dell’intelligenza artificiale gli dica di procedere alla raccolta del minerale più vicino, qualora finisse un giacimento anzitempo. Gli eserciti, invece, possono essere costruiti con estrema lentezza e controllati mai a più di 12 unità per volta. Insomma: non proprio l’ultimo ritrovato del gameplay, sul tramonto del 2017, specie dopo sette anni di StarCraft 2 che ha imposto nuovi standard di gioco. Ma sul finire degli anni ‘90, dovete crederci, non c’era niente di più bello da giocare e a detta di decine di milioni di utenti, sembra che non ce ne sia ancora oggi.

La versione rinnovata, per sintetizzare, adesso supporta il formato 16:9 e le risoluzioni fino al 4K, mentre i ritratti delle unità e degli eroi sono stati rifatti da zero. Tutti i dialoghi sono stati doppiati nuovamente. (gli attori sono gli stessi del secondo capitolo). Si può, anche, decidere di alternare durante le partite e con un semplice click di passare dalla Remastered alla versione classica di quasi 20 anni fa. Inoltre, il titolo supporta i salvataggi in Cloud.

COMMENTO FINALE

StarCraft Remastered è un videogioco strategico in tempo reale di stampo fantascientifico e sviluppato da Blizzard Entertainment. E’ la versione “ripulita” del classico StarCraft, da pochi mesi disponibile anche a titolo gratuito (ma non remastered). Grafica decisamente più pulita, grazie al supporto alle nuove tecnologie e risoluzioni, unitamente alla riapertura di server di gioco per le competizioni in Rete, chiudono il cerchio di un’offerta pensata più per i vecchi appassionati e i pochi curiosi che altro. Il prezzo, di tale offerta, è quello di un videogioco budget.

Mouse e tastiera alla mano si tratta di giocare un Rts che ha scritto la storia del suo genere e che, per certi aspetti, rimane insuperato o semplicemente eguagliato. Tre giochi in uno, decine di ore di divertimento solitario in compagnia di una storia e di protagonisti memorabili e carismatici. Quando la campagna solitaria finisce, ecco che si aprono le porte dell’espansione Brood War e del multiplayer competitivo, ancora oggi popolatissimo di veri e propri atleti, che dal lontano oriente si tengono in allenamento e svolgono tornei di StarCraft. Restano ancora i problemi di pathfinding (movimento intelligente delle truppe) e tante meccaniche risultano anacronistiche (e StarCraft 2 ci ha abituati troppo bene).

StarCraft Remaster sembra essere concepito come un’operazione nostalgica, per i veterani del gioco; come una versione al passo con i tempi (e soprattutto le tecnologie) odierni per facilitare la vita a chi, a StarCraft, non riesce a smettere di giocare; una versione di incoraggiamento per tutti quelli che, pur volendolo giocare, proprio non riuscivano a tollerare la grafica troppo pixellosa (esistono anche questi tipi di appassionati). In ogni caso, la spesa è irrisoria e la qualità eccelsa.

 

Pregi

StarCraft, l’originale, l’unico ed il solo. Supporto alle alte risoluzioni e doppiaggio rifatto con le stesse voci della trilogia del secondo StarCraft. Tre giochi in uno per una montagna di ore in single-player. Storia avvincente e appassionante. Multiplayer ancora giocatissimo in tutto il mondo.

Difetti

Oltre alla pulizia grafica non porta con sé miglioramenti al gameplay. Tra questi i problemi di movimento truppe e una gestione di queste troppo limitante.

Voto

8,5

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