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Forma.8, Recensione PlayStation 4

Il panorama indie è da sempre ricco di piccoli team di talento capaci di stupire nonostante i mezzi infinitamente inferiori rispetto alle software house più blasonate e più ricche.

Anche in Italia questo fenomeno sta manifestandosi con team e prodotti sempre più validi. Mixed Bag è sicuramente uno di questi. Il piccolo team indipendente di Torino è salito agli onori della cronaca videoludica internazionale con Futuridium EP, un titolo “a bassa densità di poligoni” ma – aggiungiamo noi – ad “alta densità di divertimento”, uscito tempo addietro per Pc e console.

Ed è da qualche anno che si parla di Forma.8 che dopo diversi mesi di gestazione e molti scorci promettenti (al punto che qualche appassionato ha pure ricreato il gioco all’interno di LittleBigPlanet 3, ndr) è finalmente approdato qualche giorno fa (il 23 febbraio scorso, ndr) è approdato su Pc, via Steam, e su console attraverso i vari shop digitali. Arriverà anche su Switch ma il tutto è ancora da definire.

Noi parliamo della versione PlayStation 4.

UN METROIDVANIA DAI RITMI BASSI MA DAL GRANDE FASCINO

Forma.8 è un action adventure fantascientifico. I toni sono quelli dei “metroidvania” un genere che in passato ebbe successo ma che con il susseguirsi dei tempi e dei generi non ha trovato più troppo spazio (ahinoi) nel panorama videoludico mondiale.

Il gioco di Mixed Bag ci catapulta nello spazio ignoto e parte con una sequenza: un’astronave madre è incaricata di cercare fonti di energia per continuare a far sopravvivere la propria specie. Individuato il corpo celeste, inizia la produzione di certe sonde chiamate Forma e le invia per recuperare questa energia indispensabile. Un incidente, però, separa un drone dagli altri. Solo ed isolato dovrà iniziare la sua missione.

Il compito non sarà per niente facile. Ben presto ci accorgiamo che il pianeta è ostile e non è per niente disabitato. Strane creature ci scrutano, ci inseguono, ci danno la caccia. Non da subito perché il gioco ci permette di apprendere i comandi nonché di potenziarci un minimo per poter fronteggiare le prime insidie.

Forma 8 degli italiani di MixedBag farà parte della line-up Nintendo in arrivo entro fine anno

Ci troviamo di fronte a molteplici ambientazioni dello stesso pianeta e sono vastissime. Agli ci ritroveremo tanti vicoli ciechi che – col progredire delle capacità del drone – potranno anche essere aggirati (o abbattuti) per scoprire nuove vie, nuovi passaggi ed andare, così, in aeree altrimenti irraggiungibili o scoprire alcove segrete.

La nostra esplorazione ha comunque ritmi lenti. Quasi meditativi immersi in un’atmosfera che ci trasmette la sensazione di essere piccoli ed in pericolo. Già, perché in Forma.8 ci sono moltissimi passaggi che hanno bisogno della nostra attenzione. Enigmi ambientali che se risolti permettono di superare fasi più o meno difficili come ad esempio l’eliminazione di un determinato nemico.

Il nostro drone, ad inizio indifeso, col tempo acquisisce grazie alla raccolta di moduli (bonus) che si trovano lungo la tortuosa esplorazione di questo pianeta. Dapprima riesce ad emettere una piccola onda d’urto in grado di eliminare i nemici vicini e più piccoli che rilasciano anche delle sfere di energia utili a non far distruggere la nostra sonda (che in questo caso potremmo paragonare ad una navicella che si trova nei più classici degli shoot’em up, ndr). Ma poi saremo anche in grado di piazzare bombe per esplosioni più forti, di avere uno sprint maggiore sia per un breve periodo di tempo che serve per superare ostacoli particolarmente lunghi, degli scudi ed altro. Ed anche con questi potenziamenti ci saranno sempre difficoltà.

Bisogna anche ricordare che i movimenti della sonda sono legnosi all’inizio e bisognerà imparare a prendere confidenza per essere precisi. Quest’ultima dote sarà utilissima anche per risolvere alcuni puzzle.

Il gameplay ha quindi toni riflessivi con tanti enigmi interessanti da superare con ingegno e dinamicità. L’esplorazione è una delle parti più esaltanti del gioco e si apprezza molto la varietà. Ne parleremo a breve. La sfida è di livello perché la difficoltà c’è. A volte ci sembrerà, soprattutto all’inizio, di girare in tondo e per vicoli ciechi, ma si progredirà. Anche se lentamente si scopriranno altre aree, zone ed è tutto molto stimolante. La mappa, però, non aiuta troppo.

La longevità è assicurata sia dalla vastità dell’ambientazione da esplorare sia dalla quantità di oggetti da collezionare. Una run può variare dalle 6 alle 10 ore ma non è detto che si scopra tutto e quindi si, si può tranquillamente farne un’altra per vie alternative. Il tutto avallato dal fatto che gli sviluppatori parlano di un finale alternativo. C’è da dire che per la struttura del gioco (ed in ossequio al genere metroidvania) c’è molto backtraking, ossia si ritorna spesso nei luoghi per scoprire altre novità.

GRAFICA MINIMALE MA DI IMPATTO, SONORO PERTINENTE

Può un aspetto visivo avere uno stile minimale ma essere ugualmente di impatto? Evidentemente si. Le tinte sono nette, le forme sono geometriche, anche spigolose, ma hanno una dimensione artistica molto efficace.

Il nero è il colore dominante: la nostra sonda è nera, molti nemici sono neri ed anche le rocce e parte della vegetazione. A volte sembra di rivedere un mix tra Limbo (il suo particolare look “in black”) e Another World per via della spigolosità dei lineamenti realizzati con il motore Unix che ancora una volta, nelle mani di chi ne capisce qualche cosa, riesce a dare soddisfazioni.

Bene anche la varietà: cieli alieni colorati, interni di basi con tracce di tecnologia e civiltà sconosciuta con trappole al laser, marchingegni e congegni, ma anche trappole naturali e molto altro. Sempre con tratti forti e decisi capaci di dare quella sensazione di alieno. E le lucine colorate abbaianti nell’oscurità aumentano questa sensazione.
Il tutto contornato da ottime animazioni. Molto fluide e naturali (abbiamo apprezzato le esplosioni dei fiori giganti nell’ombra nonché il movimento dell’erba mossa al passaggio di Forma ma anche il distruggere pareti rocciose (che possono essere utili anche per abbattere nemici particolarmente feroci e resistenti) fa ci ha ben impressionato.

L’interfaccia, anch’essa essenziale ma efficace ci permette in un sol colpo d’occhio di tenere in vista i parametri vitali della nostra sonda che, ricordiamo, migliorerà le sue qualità raccogliendo bonus (o power up) sparsi lungo l’enorme mondo gioco e ricostituirà la barra d’energia raccogliendo sfere lucenti qua e la o dopo la distruzione dei nemici.

Il sonoro vanta una musica soffusa che ben si confà all’ambientazione a tratti eterea ed astratta, a tratti concreta. Insomma, tecnicamente parlando, Forma.8 ci ha convinti sotto tutti i punti di vista. Certo, non è miracoloso, non conta su punte incredibili ma artisticamente parlando ha una sua valenza e la strada intrapresa da Mixed Bag è senza dubbio coraggiosa.

Forma8C

COMMENTO FINALE

Cosa aggiungere a Forma.8? Che è un bel gioco e chi ama i metroidvania ha senza dubbio pane per i propri denti. La realizzazione tecnica è valida, dal punto di vista artistico le scelte ci sono piaciute molto anche se non tutti potrebbero apprezzare. Il gameplay è apprezzabile perché si presta molto alla riflessione nonché all’azione risoluta di alcuni enigmi che possono essere risolti “ad occhio” vista la loro intuitività. Il titolo fa largo uso del backtraking che seppur necessario rischia di essere un po’ “noioso” e la mappa non aiuta. Anzi, a volte ci sembrerà di andare a vuoto.

Forma.8 ha il grande merito di farci apprezzare l’esplorazione e di stimolare la curiosità per andare avanti per concludere il gioco. La scoperta nonché la risoluzione di enigmi dà molta soddisfazione e c’è anche quella sensazione di trovarci di fronte ad un gioco “all’antica” quando si pensava più al peso del gameplay che del comparto tecnico allora infinitamente inferiore alle potenze odierne. C’è anche un secondo finale per cui ricominciare tutto dall’inizio servirà.

Chi ama i ritmi veloci e votati più allo sparatutto potrebbe non apprezzare il gioco ma chi vuole un gameplay ragionato, esplorare ogni anfratto e sfruttare la materia grigia, vada sul sicuro. Ah, dovete anche apprezzare gli stili grafici alternativi. Se volete 3d e tutto il resto statene alla larga.

 

Pregi

Gameplay intuitivo. Gioco meditato e votato all’esplorazione ed alla scoperta. Ottima atmosfera aliena. Comparto tecnico senza particolari difetti. Artisticamente da incorniciare. Buonissimo grado di sfida.

Difetti

C’è un po’ di backtraking. A volte si ha la sensazione di andare a vuoto. La trama è molto critpica.

Voto

8+

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