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Ghost Blade HD, Recensione PlayStation 4

Nel 2017 è raro trovare ancora uno shoot’em up vecchio stile. Soprattutto su console. Il genere, tenuto in vita da molti appassionati e da team indipendenti molto validi, ebbe il suo periodo di splendore tra gli anni ’80 e gli anni ’90 quando le major contribuivano con titoloni. Soppiantato sostanzialmente dalle dinamiche degli Fps e di altri generi che sono saliti alla ribalta grazie all’avvento di nuove tecnologie, ogni tanto si vede qualche titolo che riporta il glorioso mondo degli shoot’em up agli antichi splendori.

Ghost Blade HD, uscito pochissimi giorni fa su PlayStation 4 ed in arrivo su Pc, mercoledì prossimo (8 marzo) nonché su altre piattaforme come Xbox One e Wii U, è uno shoot’em up ad ambientazione fantascientifica dall’inconfondibile stile giapponese firmato dal team indie Hucast Games ed edito da 2Dream.

Riuscirà il gioco a far presa sui nostalgici?

LA (BREVE) STORIA CHE MOTIVA LA NOSTRA MISSIONE

Il fatto che sia uno shoot’em up non vuol dire che abbia una storia. Che è poi il pretesto per la nostra missione disperata e “apparentemente” suicida nel classico tutti contro di noi.

Diecimila anni fa fu costruita un’Intelligenza Artificiale chiamata Shira destinata a proteggere gli abitanti di Marte. Con il passare del tempo, questa intelligenza artificiale si corruppe e Shira iniziò ad attaccare le colonie marziane. Ormai senza più difese contro “Evil Shira”, a Marte non restò che chiedere aiuto. Ed è così che entrano in gioco i nostri eroi, anzi, le nostre eroine. La flottiglia della Earth Defense Force, la forza di difesa terrestre, combatté fino a raggiungere “Evil Shira” distruggendola con laser potenti. Tuttavia, “Evil Shira” aveva una copia di backup segreta che fuggì nello spazio per impossessarsi di una stazione spaziale abbandonata ai margini del sistema solare.

Quando la EDF si accorse della fuga inviò il suo combattente più coraggioso contro “Evil Shira” prima che possa completare la preparazione delle sue nuove forze d’attacco e minacciare l’esistenza dell’intero universo. Ecco che tocca a Rekka, Ghost e Milan, ognuna dotata di una navetta diversa, essere chiamate in causa. Starà a noi scegliere chi portare avanti in questa missione.

MODALITA’

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Prima di parlare del lato tecnico di Ghost Blade HD diamo un accenno a quello che il gioco offre. Oltre alla campagna in single player è possibile giocare con tanto divertimento in più ad una modalità per due giocatori in cooperativa. La modalità Storia è composta da 5 stage infernali non troppo lunghi ma dannatamente densi.

Tre, invece, i livelli di difficoltà con facile (che oltre ad avere nemici più lenti avrà l’automatizzazione delle super bombe nei momenti critici), medio e difficile.

Inoltre, il titolo permette una modalità di esercitazione e quella denominata Score Attack che consiste nel fare il punteggio più alto in uno stage.

Ovviamente troviamo classifiche offline e, molto interessante, online per confrontare i propri punteggi con quelli degli altri giocatori

FACILE DA PADRONEGGIARE MA LI FUORI C’E’ L’INFERNO DI PROIETTILI

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Giocare a Ghost Blade HD è facile. Nel senso che i comandi sono essenziali. Oltre ai movimenti è possibile sparare a volontà ed utilizzare super bombe. Sarà possibile sparare in due modalità: una normale dove si raccoglieranno anche le classiche stellette bonus per i punti supplementari, mentre se si premerà il pulsante quadrato lo sparo si concentrerà frontalmente dando una potenza di fuoco decisamente maggiore (ma meno velocità di manovra, ndr) e la possibilità di raccogliere anche delle sfere bonus che ricaricheranno il livello di energia delle super bombe. Una volta ricoperta la barra si otterrà una super bomba supplementare, utile – come sempre – nei momenti difficili visto che quando esplode si diventa praticamente invulnerabili. Questo aggiunge un pizzico di profondità in più al gameplay dando un tocco di strategia.

Ghost Blade HD è facile, dicevamo, da apprendere, ma è poi complicato quasi fin da subito perché nello spazio profondo, i nemici sono tanti e non scateneranno una semplice esplosione di fuoco ma un vero e proprio inferno di laser, esplosioni e proiettili. Il tutto per eliminarci.

In alcune fasi il titolo diventa veramente cattivo anche a difficoltà normale. A difficile farà quasi piangere e poco importa che gli stage della campagna siano soltanto cinque e neanche troppo lunghi ma la quantità di nemici ed i loro “regalini” saranno così tanti che anche un solo livello ci sembrerà chilometrico.

ARTISTICAMENTE INECCEPIBILE, OTTIMO SONORO

Dal punto di vista tecnico, Ghost Blade HD, si presenta bene. La grafica in 2d è ben disegnata e richiama perfettamente quelli che erano gli shoot’em up anni ’90 di scuola giapponese. Le astronavi da noi pilotate hanno un design diverso (anche se sostanzialmente si equivalgono tutte in termini di prestazioni) mentre le ambientazioni fantascientifiche dei cinque livelli variano dal classico cielo nello spazio profondo ad installazioni militari nemiche davvero imperiose oltre che a superfici desertiche (ma profondamente difese) di Marte e così via.

Bene anche le animazioni, molto curate. Anche l’accostamento cromatico è ben fatto visto che, dopo un disorientamento iniziale a causa dei numerosi nemici presenti su schermo, ci fa ben capire quali siano i bonus dai colpi da evitare. C’è però da dire che all’inizio crea un po’ di confusione e che in qualche frangente troppo affollato, ci si perda ugualmente.

Non ci sono troppe varietà di nemici, però. Ed i boss sono altalenanti: alcuni sono belli davvero, altri un po’ meno, ma questo è un parare personale di chi vi scrive.

Lo scorrimento è verticale, per intenderci dal basso verso l’alto un po’ come Battle Squadron su Amiga e non soffre di benché minimo rallentamento. Ci mancherebbe, aggiungiamo noi.

Gradevoli le musiche. Rafael Dyll ha mischiato influenze J-Pop e tipici sintentizzatori anni ’90. Una colonna sonora vecchio stile e davvero ben fatta con qualche brano davvero orecchiabile che ben si accompagna all’azione frenetica, anche troppo, del gameplay.

Gli appassionati di shoot’em up vecchia scuola apprezzeranno.

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COMMENTO FINALE

Ghost Blade HD è un richiamo all’epoca d’oro degli shoot’em up di scuola giapponese. Ad un tempo in cui per noi europei era quasi una religione ed ammiravamo il design accurato e divinamente animato di titoli come R-Type.

Il titolo firmato da Hucast Games approda su PS4 dove non ci sembra che gli shoot’em up vecchio stile proliferino. Si tratta, quindi, di un gioco “raro”: chi ha amato questo genere dovrebbe provarlo.

Dal punto di vista del gameplay possiamo affermare che si tratta di un titolo davvero difficile ma al tempo stesso interessante anche per via della modalità di sparo alternativo che permette di accumulare risorse per ottenere super bombe extra. Purtroppo a volte ci è sembrato difficile a vanvera. Avremmo preferito più varietà di stage o livelli più lunghi, e meno densità di nemici. Per carità, il gioco non è impossibile, ci sono tanti continua (a costo di azzerare il punteggio fatto, ndr) per cui i momenti di difficoltà si possono superare con l’esperienza.

Tecnicamente, il gioco ci è piaciuto. Graficamente è ben fatto ma avremmo preferito ulteriori contenuti e varietà anche in questo campo.

Ad ogni modo è sicuramente un buon shoot’em up che è assolutamente consigliato a chi ama il genere ed a chi vuole provare destreggiarsi in una sfida che a livello di difficoltà più alto richiede riflessi e colpo d’occhio davvero ben allenati in ossequio alla vecchia scuola di videogiocatori.

Divertentissimo in coppia, Ghost Blade HD si lascia giocare e rigiocare anche dopo aver finito una o più run, nonostante al livello di difficoltà più difficile sia davvero ostico ed infernale.

 

Pregi

Shoot’em up vecchio stile ben fatto. Graficamente gradevole. Buonissima colonna sonora. Interessante il gameplay. Modalità in cooperativa divertente. Bene anche la modalità Score Attack. Utili i tre livelli di difficoltà.

Difetti

A volte è troppo cattivo senza troppi motivi. Avremmo preferito alcuni stage in più: l’esperienza ci è sembrata troppo breve. Un po’ più di varietà non avrebbe giovato.

Voto

8-

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