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The Walking Dead: A New Frontier, Recensione Pc episodi 1 e 2

The Walking Dead: A New Frontier (la terza stagione) è l’ultima fatica di Telltale Games, approdata lo scorso 20 dicembre nei negozi digitali, segue a Batman: The Telltale Series e a The Walking Dead: Michonne, tutte avventure sviluppate nel corso del 2016 da questi sviluppatori instancabili.

Nato da una costola di Lucasarts, lo studio di sviluppo Telltale Games si è da sempre distinto per la qualità delle proprie avventure grafiche. Sono ormai dodici, gli anni di attività di questo sviluppatore che, tra pochi giochi “standalone”, cioè con un inizio ed una fine, e tanti giochi divisi a più puntante, è riuscito a ritagliarsi una larga fetta di appassionati videogiocatori d’avventura, sdoganando questo genere tanto in voga su computer tra la fine degli anni ‘80 e i primi dei ‘90 e portandolo su console (PlayStation 3 e Xbox 360 soprattutto) con opportune modifiche.

The Walking Dead – ormai arrivato alla terza stagione – non è di certo la prima serie creata da Telltale Games, prima di lui sono apparsi Tales of Monkey Island, Sam & Max, Ritorno al Futuro e Jurassic Park. Ma, probabilmente spinte dalla celebrità della serie televisiva, indubbiamente le avventure con gli zombie hanno fatto di gran lunga più impressione positiva rispetto a tutti i giochi su licenza che vennero prima e dopo di loro. Disponibile per Mac, PlayStation 4, Xbox One, iOs, Android e Pc Windows, noi abbiamo provato la versione per quest’ultima piattaforma, disponibile su Steam.

IL MONDO PREDA DEI MUERTOS

The Walking Dead: A New Frontier arriva a distanza di quasi due anni e mezzo dall’ultimo episodio della stagione precedente. Escludiamo, da questo discorso, la serie dedicata a Michonne che, come scritto più su, è stata pubblicata durante lo scorso anno. In questa terza stagione prendiamo il ruolo di Javier Garcia, Javi in breve, che lotta per la sopravvivenza propria e di quella dei suoi pochi parenti rimasti in vita, dallo scoppio dell’epidemia.

La storia va avanti tra flashback sul passato di Javi o di altri personaggi, alternati a fasi ambientate nel “presente” in cui vivono i protagonisti: ottimo metodo per approfondire con saggezza la caratterizzazione dei personaggi, senza snaturarli e senza lunghe spiegazioni o potenzialmente tediosi monologhi.

Si scopre così che Javi è il componente di una famiglia di stranieri, le inflessioni spagnole non tardano a far capolino dai dialoghi e subito, gli zombie, vengono etichettati come “muertos” per incidere sul fatto che Javi e compagnia non sono nati a Londra o zone limitrofe, da persone londinesi.

TRA POCA AVVENTURA E TANTA AZIONE

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The Walking Dead: A New Frontier, pur avendo in sé elementi tipici di un’avventura punta e clicca, non può essere etichettato propriamente in quanto tale. Non mancano nemmeno le fasi d’azione, condite da reiterati “quick time event” (quel tipo di gioco in cui occorre premere l’input giusto al momento giusto o con il giusto ritmo per evitare che il personaggio possa fallire nel fare qualcosa) ma anche in queste fasi ci sembra esagerato parlare di un gioco d’azione nel senso stretto del termine. Come ogni titolo Telltale Games che si rispetti, anche questa terza stagione gravita a metà strada tra un’avventura ed un gioco d’azione, prendendo spunti ma senza entrare pienamente in uno o nell’altro genere.

Chi gioca procede, dunque, da una prospettiva in terza persona, con telecamera fissa (come se si guardasse un telefilm) quando i ritmi si allentano e occorre ispezionare l’area per interagire con la manciata di personaggi o punti sensibili ai nostri input. Sempre somigliando ad un film, ma d’azione, quando le fasi si fanno più concitate si assiste a cambi di inquadratura o di primi piani. Il tempo di risposta, durante i dialoghi, come di consueto, è limitato, donando la giusta pressione per pensare ad una risposta consona pur senza scadere in lunghissimi silenzi.

UN LAVORO A REGOLA D’ARTE

The Walking Dead: A New Frontier, tecnicamente, risulta ben disegnato, leggero ed estremamente scorrevole. Più che mirabolanti effetti speciali o virtuosismi tecnici (parliamo di un titolo che somiglia ad un fumetto o ad un cartone animato) bisogna applaudire alla recitazione in lingua originale, alle espressioni facciali nel complesso convincenti, agli effetti sonori e all’accompagnamento musicale.

La somma delle parti, soprattutto sonore, che compongono questa terza stagione di The Walking Dead, incidono molto positivamente su un risultato finale che difficilmente può essere bocciato. Nulla da dire nei confronti del sistema di controllo (noi abbiamo provato solo mouse e tastiera), le risposte sono reattive e precise qualsiasi sia il comando impartito, ma bisogna ammettere che il gioco sia estremamente generoso nel condonare eventuali errori. Da un lato lo rende giocabile davvero da chiunque abbia un minimo di coordinazione occhio-mano, dall’altro, tuttavia, il grado di sfida ne risulta compromesso, inesistente e limita The Walking Dead: A New Frontier più ad un titolo “da guardare” che “da giocare”, poiché di grandi soddisfazioni, purtroppo, non ne suscita.

Più delle soddisfazioni, il fine di queste puntate, è puntare sulle emozioni e su quel versante Telltale Games ha solo da insegnare a tantissimi concorrenti.

COMMENTO FINALE

I primi due episodi di The Walking Dead: Season 3, a parte lasciare l’amaro in bocca perché sono semplicemente la punta di un iceberg tutto da scoprire, lasciano già intuire la caratura dei titoli sviluppati, a puntate, da Telltale Games.

Non ci sembra di scrivere falsità, affermando che The Walking Dead sia la più rinomata e meglio realizzata serie di videogiochi a puntate che Telltale Games abbia mai concepito. Non ce ne vogliano gli estimatori di altri bei giochi Telltale Games, ma qui ci sembra di giocare qualcosa di qualitativamente superiore in tutto: dalla caratterizzazione dei personaggi alla drammaticità delle scene, passando dai colpi di scena a questioni etiche e morali che lasciano sempre il seme del dubbio. Come se l’aver fatto una scelta non ci lasciasse del tutto convinti, sebbene avessimo optato per ciò che ritenessimo più giusto e questo, a nostro parere, è un bene.

Tecnicamente pulito, fluido, ben dettagliato e recitato, a The Walking Dead: Season 3 non manca nulla per risultare la serie più matura e meglio realizzata nella storia di Telltale Games, ma la strada per confermare tutto questo è ancora lunga. Speriamo che i semi gettati dalle ottime premesse dei due episodi che abbiamo provato diano frutti buoni.

Chi ama i prodotti Telltale Games amerà anche questa nuova serie su licenza The Walking Dead. Chi cerca un’avventura grafica più classica, diciamo più somigliante alle vecchie glorie Lucasarts e Sierra deve rivolgere altrove la propria attenzione.

Pregi

Sempre più pulito graficamente – nonostante occasionali glitch – e sempre convincente tanto nella recitazione quanto nelle animazioni. Personaggi ben caratterizzati e carismatici. Facilissimo da giocare. Puntate dai ritmi ben studiati, colpi di scena ben preparati e discretamente lunghe.

Difetti

Meno “Monkey Island” e più simile ad un film interattivo. Estremamente guidato e di facile risoluzione.

Voto

8+

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