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Paragon, recensione PlayStation 4

Epic Games è uno studio di sviluppo che, oltre a sfornare giochi, realizza un motore grafico che muove la gran parte dei titoli in commercio: Unreal Engine. A loro si devono titoli quali Unreal, oppure Gears of War. Il loro motore grafico muove la trilogia di Mass Effect, Remember Me, Splinter Cell e una miriade di tanti altri, dei più disparati publisher. Questi sviluppatori hanno pensato che l’inflazionato mondo dei Moba fosse ancora orfano di un’esponente mosso da Unreal Engine 4 che potesse risultare, oltre che divertente e vario, anche atipico e per questo interessante: il risultato si chiama Paragon, videogioco gratuito pronto a dire la sua.

IMPOSTAZIONE CLASSICA, TERZA PERSONA E CARTE INVECE CHE NEGOZIO

Multiplayer Online Battle Arena è la sigla che si cela dietro l’acronimo di Moba ed indica quei giochi che sono, per concezione, delle arene in cui la competizione tra giocatori – o meglio, tra squadre di giocatori – è padrona indiscussa dell’azione. Basti citare League of Legends e DOTA 2 come esponenti più conosciuti e più giocati in assoluto, soprattutto negli ultimi anni.

Sicuri di non poter battere la concorrenza mettendo sul piatto dell’offerta un gioco pressoché mutuato dalla concorrenza, Epic Games ha pensato bene di cambiare la prospettiva classica: dalla visuale dall’alto si passa a quella in terza persona. Altro cambiamento notevole, rispetto ai grandi classici citati più sopra, è la presenza di carte che sostituiscono il negozio che giace nei pressi della base alleata.

Per chi non lo sapesse, infatti, ogni Moba che si rispetti prevede una mappa chiusa, tre strade che collegano due basi che appartengono a due squadre opposte, cinque giocatori per parte che controllano un personaggio ciascuno (nel caso di Paragon, sono gli “Eroi”). Altri elementi condiscono e rendono più movimentata la partita, ma quelli essenziali li abbiamo detti. Lo scopo del gioco è quello di far fronte comune, cooperare in tempo reale e fare tutto il possibile per raggiungere la base avversaria per distruggerne il nucleo.

UN ESERCITO DI VENTICINQUE EROI ALLA CONQUISTA DI UNA SOLA MAPPA

Come ogni gioco gratuito e appartenente al genere, Paragon si è presentato agli inizi per pochissimi eletti (accesso anticipato e chiuso). Pian piano si sono aperte le porte dei server fino a coinvolgere tutti i appassionati interessati (fase di open beta) a partire dal 16 agosto scorso.

Allo stato attuale, Paragon offre venticinque personaggi, tutti divisi in ruoli classici: combattente, assassino, tank, supporto, incantatore, tiratore. Ogni personaggio è ben caratterizzato, riconoscibile, a suo modo carismatico. A parte un paio d’eccezioni, forse, si può dire che gli sforzi di Epic Games di proporre figure esteticamente originali non sono stati vani. Non si può dire lo stesso sul piano delle abilità magiche e speciali di cui gli eroi dispongono: fin troppo simili a quelle già viste nel corso di questi anni.

La sola mappa a disposizione per imbastire le classiche partite 5 contro 5 è ambientata in una foresta da cui emergono monumentali blocchi di granito, resti di strutture antiche e misteriose. Le immancabili torri che difendono la base della squadra sono disegnate in maniera diversa dal normale: il nucleo che le attiva è raggiungibile da eroi e seguaci avversari, ma la sfera da cui partono i raggi che uccidono o feriscono gli attaccanti è posta in cima ad una struttura molto più alta.

Immancabili anche gli inibitori di eserciti nemici, foreste, punti difesi da personaggi neutrali e punti di estrazione di risorse. Già, perché al di là di tanto rispetto per i canoni classici del genere, in Paragon la gestione delle risorse è importante: non essendoci un negozio da cui comprare i potenziamenti per gli eroi, quello che occorre accumulare è una riserva di risorse che permette di sbloccare l’accesso alle carte che rendono più potente il nostro alter-ego.
Oltre a questa, c’è anche la classica barra di esperienza che ogni gioco di ruolo d’azione prevede, il cui riempimento garantisce passaggi di livello che sbloccano poteri sempre più grandi delle abilità e delle capacità speciali degli eroi.

APPENA ARRIVATO E DIFFICILE DA IGNORARE

Paragon paga, forse, il suo arrivo tardivo nella scena dei Moba, ma indubbiamente ha il giusto carattere per far breccia nel cuore degli appassionati. I suoi ritmi non sono lenti o esageratamente veloci, le abilità dei personaggi sono spettacolari a vedersi ma la cosa più bella di tutte è che l’utenza PlayStation 4 e l’utenza Pc si incontrano negli stessi server, nelle stesse arene e possono sfidarsi o cooperare sebbene con piattaforme e sistemi di controllo diversi.

Abbiamo provato questo cross-play a fondo e non abbiamo mai sofferto latenze o problemi di sorta. Le partite sono scandite da uno speaker dalla voce cavernosa, dal rumore dei fendenti e dei colpi speciali scagliati, da una colonna sonora pomposa ed epica.

La gestione delle carte, dei potenziamenti, dei bonus e dei ruoli degli eroi all’inizio può sembrare ostica ma bastano una manciata di partite e brevi tutorial per prendere confidenza con un impianto di gioco solo all’apparenza ostico o di difficile comprensione. Una volta fatta l’abitudine e prese le misure ad eroi avversari ed alleati, Paragon diventa un titolo discretamente divertente e risulta anche ben riuscito. Purtroppo è ancora giovane, ma la strada intrapresa sembra quella del titolo che non passa inosservato.

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COMMENTO FINALE

Paragon è un Moba come non se ne vedono tanto spesso in giro. Da il meglio di sé se giocato in compagnia di tre o quattro amici – come ogni Moba che si rispetti – e rispetto a tanti concorrenti, offre una visuale in terza persona e un Unreal Engine 4 tirato bene a lucido: texture, animazioni, sonoro sono di alto livello.

Tanta eccellenza in campo visivo mostra il fianco a qualche peccato di gioventù e qualche finezza che potrebbe arrivare prossimamente con qualche aggiornamento. Prima di tutto l’esperienza di gioco è limitata ad una sola mappa, non proprio il massimo per chi cerca un minimo di varietà. La sensazione di menare fendenti o pugni o scoccare frecce non è resa per il meglio, restituendo solo una vaga sensazione di dare colpi (in questo senso funzionano molto meglio uno Smite o un Heroes of the Storm).

Chi gioca ai Moba da un po’ di tempo si accorgerà che all’inizio della partita, o durante il raggiungimento del fronte di combattimento, manca un comodo “auto-pilota” che permetta anche solo di andare automaticamente dritto: in quel mezzo minuto abbondante di marcia forzata, si potrebbe dialogare con il team via chat piuttosto che dare vaghi input con messaggi predefiniti. Forse, questa mancanza, è dovuta alla natura multipiattaforma del titolo, con persone che giocano da Pc Windows e da PlayStation 4 senza differenza, condividendo stesso server e stessa mappa: chi gioca da PlayStation 4 non ha accesso ad una veloce tastiera per comunicare via chat.

Se foste alla ricerca di un Moba diverso dal solito, da giocare rigorosamente in compagnia, per niente pay-to-win e graficamente eccelso, Paragon certamente è la scelta migliore.

Pregi

Visivamente eccelso e offre un buon sonoro. Gameplay vario. Ottime animazioni. Niente pay-to-win.

Difetti

Da evitare in solitaria. Al momento una sola mappa. Poco “fisico”: sensazione di picchiare l’aria. Mancanza di un comodo “auto-pilota” per facilitare la chat in gioco.

Voto

8

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