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Watch Dogs 2, Recensione PlayStation 4

Ubisoft Montreal segue il treno dei giochi ambientati in città liberamente esplorabili, con una certa costanza, dai tempi di Assassin’s Creed. Si è anche data da fare per imporre un progetto che, pur odorando di Grand Theft Auto V, fosse a suo modo originale e carismatico: Watch Dogs. Non è questa la sede per approfondire quanto deludente fosse il risultato finale rispetto alle premesse/promesse iniziali, tuttavia l’esperimento a base di hacker, Grande Fratello e cospirazioni ha funzionato, ha convinto a tal punto da spingere gli sviluppatori a confezionare Watch Dogs 2.

DA CHICAGO A SAN FRANCISCO

Watch Dogs 2 prosegue, linearmente, la storia iniziata con il suo predecessore, ma cambia l’ambientazione – si passa da Chicago a San Francisco – e il protagonista: l’attempato Aiden Pierce lascia lo spazio al ventiquattrenne Marcus Holloway.

La premessa che scatena le attenzioni di Marcus e del gruppo di hacker DedSec è semplice: nonostante a Chicago il sistema di controllo e sorveglianza dei cittadini si fosse rivelato fallace, è stato installato a San Francisco il central Operating System (ctOs) nella sua versione 2.0. L’obbiettivo di Marcus e soci è quello di dimostrare alle persone che questo modo di promettere sicurezza e controlli, in realtà, non è garanzia di vite più serene e tranquille.

Al giorno d’oggi, per risvegliare le coscienze non basta fare cose eclatanti come un blackout o un attentato ad una multinazionale. Occorrono “follower” sui social network: che possano così supportare il messaggio da veicolare. Nel caso della DedSec, più seguaci ottiene via social network, più potenza di calcolo condivisa può sfruttare per aggirare sistemi di sicurezza sempre più complessi. Watch Dogs 2 chiama, dunque, il giocatore, a inanellare una serie di virtuosismi dell’hacking (ma anche video e foto virali per i social) così da unire utile e dilettevole: far conoscere gli altarini delle multinazionali e ottenere sempre più potere per scomodare persone sempre più potenti.

Il cambio di ambientazione ha permesso a Ubisoft Montreal di sbizzarrirsi sul piano degli sfondi e degli scorci: litorali oceanici, colline, zone pianeggianti, collinose, montagnose. Con la sua posizione geografica, San Francisco, risulta essere il teatro perfetto per muovere il vulcanico Marcus.

AZIONE, INFILTRAZIONE, ESPLORAZIONE

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Watch Dogs 2 si fonda su tre pilatri fondamentali: esplorazione, azione ed infiltrazione. L’esplorazione, imprescindibile aspetto che fa la fortuna e gran parte del divertimento in un gioco che propone un’ambientazione vasta come quella di una metropoli americana della costa occidentale. San Francisco è piena di posti particolari, monumenti più o meno naturali da scoprire e fotografare, con il proprio smartphone. Nei suoi anfratti riposano anche borse piene di denaro ed altre tipologie da collezionare, che fanno la gioia dei giocatori che amano scoprire e sbloccare ogni elemento di gioco. L’esplorazione paga anche in termini di gioco di trama, perché permette di scoprire itinerari e vie di accesso/di fuga che tornano utili durante le missioni in cui bisogna infiltrarsi o fuggire.

Le fasi di infiltrazione sono molto simili a quanto visto nel primo Watch Dogs, in vari Splinter Cell e negli ultimi Assassin’s Creed, sia per animazioni che per azioni da poter compiere. Il valore aggiunto a Marcus è il potente smartphone che trae sempre più potenza con il progredire del gioco. Se in passato bastava premere un pulsante per innescare una sola reazione, adesso le opzioni sono state aumentate almeno a quattro e sono più o meno letali per chi si trova nel raggio d’azione del dispositivo colpito. Possiamo anche limitarci a farlo suonare oppure esplodere: la scelta è nostra.

Le fasi d’azione sono prevalentemente di tipo scontro a fuoco, con armi convenzionali quali pistole, uzi, fucili assortiti. Marcus porta sempre con sé anche uno storditore elettrico: una pistola non letale che spara proiettili elettrici che fanno svenire la vittima dopo un potente elettroshock.

MEGLIO SOLI O MALE ACCOMPAGNATI?

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Watch Dogs 2, come quello che lo ha preceduto, propone una modalità multigiocatore “fusa” con la modalità solitaria – ma chi vuole può disattivare questa opzione – e in ogni momento, la “nostra” San Francisco può essere invasa da persone che possono essere più o meno nocive per la nostra esperienza. Con l’amico giusto si possono giocare le numerose missioni studiate per essere completate in cooperativa oppure sfidarsi in gare o prove di abilità. Altri tipi di utenti possono invadere la nostra partita con finalità tutt’altro che amichevoli – come nel primo Watch Dogs – e pertanto innescano una sana caccia all’hacker, la cui finalità è quella di liberarsi dell’ospite indesiderato.

Troviamo questa modalità di gioco sempre connessa abbastanza sgradevole e preferiamo di gran lunga l’approccio di Rockstar Games con il suo Grand Theft Auto V: modalità storia e multigiocatore rigorosamente separate. Pensateci: siamo impegnati a seguire la storia con un certo interesse e d’un tratto – senza avviso né preavviso – ci troviamo con amici e/o nemici che ci mettono i bastoni tra le ruote, stemperando la tensione narrativa. Con tutto il bene o il rispetto che si può avere nei confronti di amici ed avversari, è inevitabile pensare che la festa sia stata rovinata da uno che si auto-invita senza chiedere e che inizia a far più danno che bene.

Il gameplay è solido, in larga parte mutuato dal primo Watch Dogs, in buona parte ispirato a Grand Theft Auto V con quel pizzico di parkour in più che non guasta (e che fa ben sperare per i prossimi Assassin’s Creed, vista la buona fattura delle animazioni).
Parkour a parte, anche le sessioni di infiltrazione risultano molto convincenti e non obbligano ad un solo approccio. Grazie ad un sapiente level design si può andare avanti senza essere scoperti, dando fondo alle nostre riserve di hack per distrarre o stordire chi si oppone alla nostra avanzata, oppure impugnando diversi tipi di armi e sparando a tutto ciò che si muove. La scelta, come al solito, è delegata al giocatore.

COMMENTO FINALE

Watch Dogs 2 è un gioco d’avventura, d’azione e di libertà esplorativa in terza persona. Si può procedere a piedi o con mezzi di trasporto, eredita la base gettata dal suo predecessore ma la espande, la cesella, la migliora praticamente in ogni aspetto possibile ed immaginabile. Il cambio di protagonista ci ha fatto storcere un po’ il naso. Se non fosse per il fatto che si comporta come un ragazzino e si veste come se fossero i vestiti a scegliere lui e non viceversa, passerebbe anche per “macchietta”. I suoi compagni di avventure, i membri del DedSec, risultano anche più caratterizzati di lui, a tratti più carismatici.

San Francisco è ricostruita bene, ma come ogni città appartenente al genere del “free roaming”, fa più da parco giochi a disposizione del giocatore che da contesto metropolitano in cui siamo chiamati ad agire. Al di là di questo è ben animata, pulsante di vita, i cittadini in macchina e a piedi reagiscono con una certa coerenza tanto a quel che facciamo noi che a quello che capita intorno, senza che noi ne siamo colpevoli.

Watch Dogs 2 è rivolto agli inossidabili cultori di giochi che offrono grande libertà esplorativa, come Grand Theft Auto, Just Cause, per intenderci. Non sarà il miglior gioco dell’anno, ma certamente uno dei migliori su cui puntare, specie se si cerca aria fresca dopo tante ore spese a Grand Theft Auto V.

Al netto, fra pregi e difetti, ne risulta un gioco che ha più luci che ombre: divertente, ben fatto e con una storia che riesce a tenere alto l’interesse. Animazioni, scene di intermezzo e doppiaggio sono di livello medio alto, l’intelligenza artificiale non si distingue per essere estremamente fallace ai limiti del ridicolo e in più di un’occasione è risultata coerente, sorprendendoci non poco. Da contraltare troviamo uomini e donne over 25 che si vestono e atteggiano come quindicenni, glitch e piccole incertezze di illuminazione e fisica (ma se per Skyrim erano valori aggiunti, ci chiediamo perché oggi non lo siano più) ed un sistema di controllo che spiazza un po’ i veterani del primo Watch Dogs, almeno durante le prime ore di gioco.

Pregi

Buon doppiaggio in italiano, buone le animazioni. Mondo di gioco vasto, vario e ben realizzato. Trama dai ritmi ottimi. Personaggi, tutto sommato, memorabili. Intelligenza Artificiale sopra la media. Città quanto mai viva, pulsante e abbastanza coerente con quello che fa il giocatore.

Difetti

Hacker ragazzini-troppo-cresciuti che diventano gli eroi di San Francisco? Ordinari difetti tipici degli open world quali glitch grafici e “cali di zuccheri” del motore fisico. Sistema di controllo che necessità di qualche ora di pratica per essere padroneggiato.

Voto

8,5

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