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The Elder Scrolls V: Skyrim Special Edition, Recensione PlayStation 4

Oggi è un giorno particolare per The Elder Scrolls V: Skyrim. Esattamente cinque anni fa, Bethesda faceva uscire il titolo su Pc, PlayStation 3 ed Xbox 360. Era l’11 novembre 2011 e fu il culmine di un periodo d’attesa iniziato con l’annunciò ai VGA (la cerimonia di consegna dei riconoscimenti per i migliori giochi, ndr) del dicembre dell’anno prima con la software house nordamericana capace di stupire tutti e di giocare con sicurezza con i numeri: l’11 novembre 2011 si legge anche 11-11-11.

L’esordio, nemmeno a dirlo, fu sfolgorante. Tantissimi i voti positivi con una media ben oltre superiore al 9. Fu un trionfo nonostante evidenti difetti che però rispetto ad un quadro generale ampissimo vennero praticamente accantonati, riportati per dovere di cronaca ma lasciati nell’oblio. Il publisher, in quel (lungo) periodo pre-lancio, portò avanti una iniziativa alquanto stravagante e discussa: chi avesse chiamato il figlio col nome del protagonista (Dovahakiin) avrebbe avuto un premio speciale. Ricordate?

Ebbene, sembra ieri, ma sono passati, dicevamo, cinque anni fa dalla “nascita” in pompa magna di uno dei maggiori esponenti del genere dei giochi di ruolo occidentali (molto action) nonché di uno degli episodi maggiormente amati e, al tempo stesso, chiacchierati della serie The Elder Scrolls che si compone di altri quattro capitoli di indubbio interesse e storici per diversi motivi e di un mmoprg (The Elder Scrolls Online) di discreto successo. Bethesda ha dunque pensato bene di riproporre Skyrim in chiave HD sulle console di questa generazione, ossia su PlayStation 4 ed Xbox One ma anche su Pc dove, chi possiede il gioco assieme a tutti i dlc può effettuare l’aggiornamento gratuito a quella che viene chiamata Special Edition e può godere, a seconda dell’hardware, anche del supporto ai 4K.

Questa edizione, per farla breve, offre il gioco base più le tre espansioni, Dangward, Hearthfire e Dragonborn nonché il supporto per le Mod anche su console, oltre a proporre grafica in alta risoluzione col supporto ai miglioramenti visivi HDR e tante altre migliorie per svecchiare un titolo comunque già piuttosto rodato, per usare un eufemismo.

Noi vi parleremo della versione PlayStation 4 che, assieme alle altre due (Xbox One e Pc Windows) ha fatto il suo debutto lo scorso 28 ottobre.

UN PO’ DI TRAMA, CONTENUTI E GAMEPLAY

Ed eccoci, a distanza di un lustro, a parlare di Skyrim che prende il nome della provincia più a nord del vasto continente di Tamriel, e che offre decine e decine di chilometri quadrati di territorio da percorrere comodamente a piedi o a cavallo in un territorio freddo, invernale, ostile dove la natura meravigliosamente selvaggia che si alterna a città, bastioni, fortificazioni imponenti e rovine, fa da sfondo maestoso alle nostre vicende.

Ritorna familiare quell’atmosfera Fantasy che avvolge soprattutto gli amanti del genere. Del resto, che sia a 720p o in 4K (Pc), i contenuti sono sempre quelli con decine e decine e decine di quest (molte interessantissime) da fare, alleanze e tradimenti o altre attività secondarie da svolgere (come ad esempio il crafting o l’acquisto di una casa) potendo tranquillamente infischiarsene della trama principale che ha pur sempre un suo valore.

The Elder Scrolls V: Skyrim non ha bisogno di presentazioni ma è giusto ripassare rapidamente qualche caposaldo per chi non abbia sentito parlare della leggenda del Sangue di Drago ovvero di Dovahkiin.

La trama è ambientata duecento anni dopo gli eventi di Oblivion (The Elder Scrolls IV), ovvero durante l’anno 201 della quarta era. Dopo l’assassinio di Torygg, il Re dei Re per mano di Ulfric Manto della Tempesta, il Paese è funestato da una guerra civile. Causa scatenante di tutto il concordato Oro Bianco, un trattato che l’Impero è stato costretto ad accettare per chiudere la sanguinosa guerra contro il Secondo Dominio degli Aldmeri, il regno degli Elfi Alti. Con esso, il culto di Talos diventava illegale.

I tumulti tra l’impero ed i secessionisti che puntano all’indipendenza della Regione si fanno sempre più ardui. In tutto questo contesto che vi risparmiamo, si inserisce la nostra storia. Da prigionieri capitati per caso in un contesto nuovo e soprattutto vicini alla morte (per decapitazione) ad un destino da leggenda.

Ovviamente la Special Edition nulla cambia a questo ma lo ripropone in vesta tecnica adeguata ai tempi.

Come già accennato, Skyrim propone ed offre una varietà di cose da fare grazie non solo al già ampio titolo base ma anche alle tre espansioni che ne hanno caratterizzato “il supporto” contenutistico da parte degli sviluppatori. Come tratto distintivo di ogni The Elder Scrolls, il giocatore ha facoltà assoluta di vivere come preferisce e di affrontare le missioni come meglio preferisce, facendo vita solitaria, o legandosi a Gilde o fratellanze, esplorando i numerosi anfratti anche sconosciuti accrescendo così la propria conoscenza geografica.

Il sistema di crescita si concretizza attraverso le nostre azioni. Più svolgeremo bene una determinata azione, più eccelleremo in quel campo. Il sistema di crescita si basa proprio su questo e permette di migliorare non solo negli attributi principali ma anche in abilità speciali.

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Ci sono 18 abilità disponibili e ogni razza ottiene un bonus di 10 punti in un’abilità e di 5 in altre abilità secondarie, oltre che ad abilità razziali.

Il personaggio principale parte senza caratteristiche iniziali, a parte la conformazione fisica e le abilità determinate dalla razza scelta ma ad ogni avanzamento di livello si ottiene un punto abilità da impiegare nell’apprendimento dei bonus che fungono da potenziamenti per il proprio personaggio.

Nel gioco sono presenti 280 Bonus, divisi in 18 alberi delle abilità. Alcuni hanno più livelli e quindi possono essere potenziati per aumentare l’efficacia degli effetti che forniscono. Ogni Bonus tuttavia richiede un livello minimo dell’abilità a cui appartiene per poter essere attivato.

Rapidissimamente, il sistema di combattimento prevede scontri in tempo reale che si tratti di schermaglie all’arma bianca o di magie. Il giocatore può scegliere la sua razza (nonché l’aspetto), nome, e poi ha libero arbitrio… su tutto. Può diventare un esperto di combattimento corpo a corpo, o un abile evocatore o, un eccellente scassinatore, ancora un abile alchimista, attività che può essere utile nella ricerca di ingredienti per la realizzazioni di pozioni, cure, veleni ed antidoti o ricette culinarie per delle pietanze energetiche. Ma i dettagli sono tantissimi, soprattutto per la storia ed il background generale. Tantissimi, piccoli e grandi, dettagli che chi ama la narrativa apprezza e che sono uno dei tratti distintivi della saga.

Insomma, c’è di tutto e di più, come nell’originale del 2011 ovviamente. Chi conosce il gioco originale o ricorda Oblivion ed ha apprezzato il metodo, sicuramente ammiccherà anche a Skyrim.

11/11/11; 11/11/16, COSA E’ CAMBIATO

Va da se che i cambiamenti reali sono dal punto di vista tecnico. Adesso il gioco supporta le mod anche su console. Queste sono realizzate da appassionati che spesso e volentieri hanno dimostrato di avere un talento non indifferente nel modificare ed ampliare i contenuti di Skyrim.

Al punto che, tempo addietro, Valve pensò bene di aprire un mercato per le mod che però venne chiuso subito a seguito delle numerose proteste. Tale servizio era partito proprio con le mod di Skyrim. Ebbene, la peculiarità della Special Edition è che anche gli utenti PlayStation 4 ed Xbox One potranno cimentarsi nel modificare l’aspetto ed i contenuti. Per poterle condividerle o scaricarle è però necessario possedere un account Bethesda.net.

Visivamente parlando la versione Playstation 4 offre il 1080p nativo ed è stabile a 30 fotogrammi al secondo. Migliorie grafiche le si hanno su PlayStation 4 Pro, uscita ieri sul mercato con risoluzioni più alte. I risultati sono palpabili: il confronto con la versione PlayStation 3 è quasi una formalità con una netta supremazia della nuova edizione.

Ma Skyrim ha la sua età. Veneranda età: si tratta di un videogioco ed il tempo passa molto rapidamente per questi prodotti anche se il livello grafico non è da sottovalutare. La riedizione rispolvera scorci interessanti, molto belli e suggestivi grazie alla risoluzione migliore ed al dettaglio inevitabilmente più ampio.

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C’è un però, anzi, il però: Skyrim ha pur sempre 5 anni e per quanto il lavoro di “Remastered” sia ben fatto, il titolo mostra i segni del tempo.
Se dal punto di vista paesaggistico, naturalistico ed architettonico possiamo rifarci gli occhi grazie anche all’enorme quantità e varietà di città, villaggi, location e molto altro, alcune cose rimangono stonate come le animazioni dei personaggi che sono rimaste legnose così come le espressioni facciali di alcuni dei personaggi non giocanti (PNG).

L’età del gioco, quindi, la si nota maggiormente nel volto dei personaggi e nei loro movimenti oltre che in alcune linee audaci di alcuni costoni di roccia. Nondimeno, sono rimasti diversi bug “di fabbrica” come le compenetrazioni dei poligoni ed altri difettucci ritenuti all’epoca minori e che rimangono tali perché non inficiano la fruibilità di un titolo comunque maestoso e divertente.

Bethesda ha, dunque, puntato a rinfrescare il già ottimo contesto generale: la dinamica dell’illuminazione, gli effetti particellari e la profondità sono interessanti. A questo dobbiamo aggiungere i begli effetti atmosferici e la buona resa dell’acqua (e delle relative animazioni di questo elemento) fanno il resto. Apprezzabili i vari dettagli delle armi, armature con ghirigori raffinati così come la varietà dei nemici.

Il comparto visivo soddisfa ma non appieno tradendo i limiti del motore grafico (il Creation Engine) imposti dal tempo che ci fanno capire quanto lontano siano titoli del calibro di The Witcher 3 o di Dragon Age Inquisitor che però sono nati espressamente per PS4 ed Xbox One. Un vero e proprio confronto non sarebbe proponibile perché non veritiero ed ingiusto.

Intatto, almeno ad “orecchio nudo” l’impatto sonoro che propone il doppiaggio in italiano e la maestosa colonna sonora che pur essendo stata “compressa” non ne è stata ridimensionata benché in questi giorni sul web fossero comparse notizie allarmanti a tal proposito.

Importante, invece, un fatto: il tempo dei caricamenti è davvero ridotto e questo migliora generalmente la qualità perché il gameplay è più fluido e meno spezzettato.

COMMENTO FINALE

Ritornare a Skyrim è davvero speciale. Il quinto capitolo della serie The Elder Scrolls è rimasto nel cuore dei videogiocatori sebbene chi vi scrive abbia amato Oblivion ed ammirato Morrowind. Questa Special Edition farà contente soprattutto le nuove leve o chi lo ha giocato sulle precedenti console. Averlo portato su PS4 o su Xbox One è sicuramente un grande merito per Bethesda che ha fatto sicuramente felice milioni di appassionati (soprattutto i possessori del titolo e dei dlc su Pc che sono passati gratuitamente alla Special Edition).

Giocare uno Skyrim in alta risoluzione fa sempre piacere, soprattutto se amate gli action gdr Fantasy dalla forte componente evocativa. L’atmosfera ed i contenuti sono rimasti identici, così come la perfetta libertà d’azione, la profondità del gameplay che permette di fare davvero ciò che si vuole e di sviluppare il proprio personaggio (a prescindere dalla razza iniziale scelta) come si preferisce in un contenitore vasto, denso e bello.

Non scherziamo quando diciamo che Skyrim può offrire centinaia di quest per centinaia di ore di gameplay ed in questo (oltre alla trama ed alle mille sfaccettature dell’enorme area della fredda regione di gioco e del suo tessuto sociale) il gioco offre maestosità.

La chicca finale è il supporto alle mod per le versioni console, sia pure con limitazioni soprattutto su PlayStation 4 (con Bethesda che ha trovato quasi in extremis l’accordo con Sony per poterle portare sulla console) che potrà avvalersi di mod contenute e non più grandi di un giga. Gli utenti Xbox One potranno contare su mod grandi anche 5 gb. Ad ogni modo queste vanno ad aggiungere ulteriori contenuti al piatto base.

E nonostante i tanti difetti, il titolo rimane bello anche se in diversi casi fa sentire il peso dell’età. Bethesda forse non ci ha provato troppo sotto questo aspetto puntando, piuttosto, a farci ammirare più il contesto ed il lato “paesaggistico-monumentale” di Skyrim dimenticando (?) qualche dettaglio nelle animazioni ed in alcune linee di determinati ambienti (vedi dungeon naturali, ndr) un po’ troppo innaturali. Inoltre, alcuni difettucci come bug diffusi, alcune animazioni poco ortodosse, qualche compenetrazione poligonale ed altre amenità varie non sono stati corretti più di tanto.

Qualcuno potrebbe anche reclamare la mancanza di ulteriori nuovi contenuti ma il ciclo vitale di Skryim si è concluso con la software house impegnata al supporto di The Elder Scrolls Online, di Fallout 4 e con l’arrivo odierno di Dishonored 2 il cui sviluppo comunque è appannaggio di Arkane Studios, una software house “esterna”.

In conclusione, quindi, consigliamo The Elder Scrolls: Skyrim Special Edition agli amanti del genere, a chi lo ha desiderato, a chi lo ha apprezzato ed a chi non lo ha giocato. Chi ama i contesti Fantasy, la libertà d’azione, l’esplorazione e la profondità di alcune quest, non potrà che apprezzare.

 

Pregi

Skyrim approda su PlayStation 4 ed Xbox One con le tre espansioni. I ritocchi grafici sono interessanti. Tempi di caricamento ridotti. Gameplay intatto che permette assoluta libertà d’azione e di sviluppo del personaggio. Tantissime quest interessanti. molte attività secondarie (crafting ed altro). Supporto alle mod…

Difetti

… seppur limitato soprattutto su PS4. Per quanto i ritocchi grafici siano evidenti, il gioco mostra i segni del tempo. Alcuni difettucci “di fabbrica” sono rimasti. Animazioni legnosette.

Voto

8,5

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