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Bear With Me, Episodio 1, Recensione Pc

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Una graziosa bambina dalla fervida immaginazione, uno scontroso orso di peluche come partner, un fratellino scomparso, dei genitori assenti ed un mondo in bianco e nero ricco di personaggi buffi e strampalati.

Bear With Me, interessante avventura episodica punta e clicca sviluppata dallo studio croato indipendente Exordium Games per Pc Windows, Mac e Linux, ed uscita su Steam lo scorso mese, si presenta così, con queste credenziali convincenti.

Il gioco, ne avevamo già parlato nelle nostre Prime Impressioni, racconta le vicende di Amber e Ted E. Bear in quel di Paper City, una cittadina che è stata sconvolta da tragici eventi che si sono verificati in concomitanza con l’arrivo de il Rosso, un losco e misterioso figuro che ha cominciato a fare strane domande proprio sulla piccola Amber.

NOIR A PUNTATE, IL PROLOGO E’ INTERESSANTE

Bear With Me, un titolo che si può tradurre in tanti modi, da letteralmente (Un orso con me) a frase idiomatica (Abbi pazienza) è il primo gioco realizzato da Exordium Games. Lo studio indie ha suddiviso il gioco in diverse puntate. Al momento è uscito il primo episodio che abbiamo completato e per il quale la nostra recensione sarà veloce.

Diciamo subito, infatti, che il prologo di questa avventura dai toni investigativi e dalle sfaccettature noir è davvero interessante. Non solo per la dinamica ma anche per i vari dialoghi e citazioni. Come avevamo riscontrato nella nostra anteprima, ci sono diversi riferimenti e tocchi di humor piuttosto raffinati e comunque adatti a stemperare quella che altrimenti sarebbe un’avventura seriosa e non credibile.

Uno dei punti forti di Bear With Me è l’autoironia. Il gioco fa sul serio anche perché in alcuni casi l’atmosfera è lugubre con alcuni momenti di tensione e gli sviluppatori non hanno lesinato alcune sorprese “ad effetto” ma si prende in giro volutamente con dialoghi surreali che in altri contesti sarebbero duri ma che in questo setting fanno sorridere per la maggior parte dell’esperienza. Almeno in questo prologo.

AMBER DEVE RINTRACCIARE FLINT: COMINCIANO LE INDAGINI

Il corridoio del piano superiore della casa di Amber
Il corridoio del piano superiore della casa di Amber

La trama vede la piccola Amber, una bambina di 10 anni, indagare sull’improvvisa scomparsa del fratellino Flint. Tuttavia, al tempo stesso (e come accennato), viene a conoscenza di strani episodi a Paper City a seguito dell’arrivo de il “Rosso” con la polizia che “brancola nel buio”.

Dopo una breve introduzione, davvero carina, la nostra protagonista si sveglia nel cuore della notte dopo aver fatto alcuni incubi e scopre, appunto, che Flint non è più reperibile. Inoltre, i genitori, per un motivo non chiaro, non sono in casa.

A quel punto, pur con qualche remora, chiede aiuto a Ted E. Bear, un vecchio e spigoloso orso di peluche che è anche un abile e navigato detective privato. Inizia da qui, o meglio, dalla sua cameretta, un racconto molto interessante. I due, accenniamo (ma non è un vero e proprio spoiler), si erano lasciati qualche tempo prima con alcuni screzi.

Già dalle prime fasi l’atmosfera lugubre con alcune sfumature “horror” stemperate da una vena scherzosa visti i commenti dei due protagonisti è molto forte ma dà fascino al gioco.

I dialoghi ed i commenti sul come utilizzare questo o quell’altro oggetto o altro sono davvero ben confezionati e ci sono simpatiche citazioni che si alternano ad alcuni momenti di tensione ben studiati…

Davvero gradevole il dinamico duo formato da Amber e Ted: sono estremamente diversi e questo permette una narrativa briosa.

GAMEPLAY CLASSICO DAL BUON RITMO

Bear With Me A

Confermiamo quanto scritto nella nostra anteprima: il gameplay di Bear With Me è qualcosa di veramente classico ma, grazie alla sua autoironia, ai dialoghi ed al buon mix dei puzzle, vanta un ritmo incalzante.

Il gioco offre una struttura punta e clicca in 2d già rodata nel tempo con un’interfaccia funzionale per vedere gli oggetti, raccoglierli ed usarli. L’inventario è facilmente richiamabile dall’icona in altro a destra a forma di baule.

I dialoghi, piuttosto stravaganti ed interessanti, seguono uno schema classico. Una piccola variazione sul tema è dettata dal fatto che oltre a controllare il personaggio principale, ossia la graziosa Amber, si possa utilizzare occasionalmente Ted E. Bear che comunque sarà al nostro fianco durante il nostro cammino e, occasionalmente, sarà possibile muoverlo direttamente.

Ad arricchire il tutto, i personaggi che abbiamo conosciuto in questa prima parte del gioco: dagli stravaganti fratelli Marmaglia, due conigli che provengono dall’ambiente malfamato di Paper City, alla amorevole (e vetusta) giraffa di peluche Molly, nonché un robot gigante molto buono di nome Rusty ed un agente alle prime armi che il nostro Ted E. Bear ama chiamare in tanti modi diversi.

Sono interessanti gli enigmi, che comunque hanno una loro logicità e richiedono un discreto ragionamento soprattutto da parte di chi non è abituato alle avventure punta e clicca. A questi si alternano altri puzzle decisamente più morbidi come è giusto che sia. E’ comunque interessante la trama con alcuni bivi narrativi che comunque dobbiamo ancora valutare nelle altre puntate del gioco.

Il gameplay nel complesso è adatto a tutti, anche ai neofiti che potrebbero essere agevolati dalla semplicità dell’interfaccia e dei comandi ed attratti da dialoghi molto graziosi.

BIANCO E NERO D’AUTORE TONDEGGIANTE E SPIGOLOSO AL TEMPO STESSO 

Bear With Me G

Dal punto di vista tecnico, Bear With Me è un lavoro interessante. Un bianco e nero d’autore. Forte e pulito al tempo stesso: sembra di giocare ad un cartone animato dallo stile moderno ma volutamente vintage. Inoltre, l’atmosfera è simpaticamente “lugubre” il che’ da quel tocco di serietà che serve a prendere sul serio il gioco, quel peso in più che comunque fa rendere conto al giocatore che si tratta pur sempre di una indagine delicata inserita in una storia tutta da decifrare.

Il design è intrigante. Amber e Ted E. Bear sono molto graziosi ma anche la caratterizzazione degli altri personaggi vanta linee stilizzate, morbide ed a tratti deformed e gradevoli. Artisticamente parlando, il lavoro appare encomiabile con uno stile cartoonesco moderno ma non per questo affascinante.

Non c’è solo il bianco e nero, in verità. Troviamo qualche sfumatura di rosso… rosso sangue… ma anche il color “seppia” che notiamo nelle scene di intermezzo sapientemente ricostruite come se fossero pagine di giornali.

Di atmosfera il doppiaggio, ovviamente in lingua inglese, che si fa ascoltare e che è discretamente tradotto anche nei sottotitoli in italiano. Vi consigliamo di ascoltare cosa dicono i protagonisti. Da notare il tono di Ted E. Bear che ha una parlata veloce, secca, spigolosa, da duro e spaccone del cinema di altri tempi. Ma anche gli altri personaggi, seppur minori, hanno la loro profondità e sono ben caratterizzati.

Gli effetti sonori e le musiche aumentano l’atmosfera. E senza dimenticare easter egg e citazioni varie.  Ribadiamo il fatto che ci troviamo di fronte ad un gioco profondo che al momento non ha grosse indecisioni. I bug sono stati limati ed i caricamenti (alquanto fastidiosi) tra una location e l’altra sono stati ridotti.

COMMENTO

Ha tante potenzialità Bear With Me. Il prologo, che abbiamo terminato, ci lascia pieni di domande perché – pur senza fare anticipazioni – è comunque l’inizio vero e proprio dell’avventura che fin dal suo inizio ci è sembrata alquanto intrigante.

A tratti divertente, a tratti dai toni horror e con un equilibrio sapiente di gameplay sicuramente interessante. Accompagnare Amber e Ted, due personaggi profondi, è spassoso grazie anche ai loro modi diversi di porsi. Sono esattamente gli opposti: lei più scanzonata, una bambina che prova a fare la grande ma che è pur sempre una piccola di 10 anni; lui, nonostante sia un orso di peluche, si comporta da duro. Forse più scena che altro, ma tant’è. Guidarli in questo giallo in bianco e nero è davvero piacevole.

Fin dalle prime battute, possiamo notare la bontà del lavoro di Exordium Games che promette di offrire tante soddisfazioni anche negli altri episodi. Tutto sembra andare nella direzione giusta ed anche la realizzazione tecnica è di valore.

Resta da stabilire il grado di longevità: il prologo ci ha tenuti per circa due ore e mezza, tre ore ma quanti saranno i prossimi capitoli? Saranno in grado di mantenere lo stesso ritmo? Cosa Aggiungeranno? Sono domande legittime ma al tempo stesso non vediamo l’ora di continuare le nostre indagini per dare la caccia del Rosso, di conoscere altre location ed altri stravaganti personaggi che popolano Paper City.

 

Pregi

Comparto tecnico ben realizzato. Dialoghi vivaci. Tante citazioni. Un bianco e nero d’autore. Tecnicamente abbastanza pulito. Buon grado di sfida. Personaggi profondi.

Difetti

I caricamenti rimangono presenti e troppo frequenti (benché velocizzati). I sottotitoli in italiano benché discreti possono essere migliorati. Rimane qualche bug.

Voto

8+

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