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The King of Fighters XIV, recensione PlayStation 4

Durante i gloriosi anni ‘90 del genere dei picchiaduro, tra Mortal Kombat, Street Fighter e l’affiatata nicchia di Killer Instinct, SNK si ritagliava un grande spazio – specialmente nelle vecchie sale giochi – grazie a The King of Fighters. Chi vi scrive ricorda ancora con estremo fascino il capannello di appassionati che si accalcavano al cabinato di The King of Fighters ‘98 alla caccia del miglior punteggio da mostrare agli altri o alla sfida alla miglior serie di vittorie contro altri giocatori.

Nella memoria è vivo il ricordo di un gioco simile a Street Fighter, quindi in due dimensioni, con stile “anime” (i cartoni animati giapponesi) tanta velocità e personaggi difficili da dimenticare. The King of Fighters XIV, pubblicato il 26 agosto scorso in esclusiva per PlayStation 4, sviluppato dallo storico sviluppatore, torna a mostrarsi e a far vedere che i gloriosi anni ‘90 non sono passati di moda, non dalle parti di Osaka, dove SNK ha sede.

FULL HD E 60 FPS MA IL TRUCCO C’E’ E SI VEDE

Tecnicamente parlando The King of Fighters XIV si mostra in alta definizione e alla fluidità ottimale di sessanta fotogrammi al secondo. Grasso che cola, se non fosse che risulta evidente il trucco per garantire la fluidità: effetti di illuminazione ed ombre semplificati, filtri grafici assenti (come l’indigesto, per molti, aliasing e le sue scalettature), quando partono le scene di intermezzo si notano anche texture non proprio da capogiro, ma il tutto garantisce fluidità e risposta ai comandi ottimale, siamo lontani, però, dai virtuosismi tecnici di Mortal Kombat e Street Fighter V.

Stilisticamente è veramente emozionante rivedere i fratelli Bogart, May Shiranui, Benimaru, K e Iori Yagamy in versione tridimensionale ma con quella cura per i modelli poligonali, quell’attenzione per le animazioni e l’effetto “cartaceo” che li rendono tanto inconfondibili quanto belli a vedersi. Un po’ meno emozionante è aver avuto a che fare con lo strano ninja brasiliano che combatte un misto di capoeira e ninjutsu, insieme a una manciata di altre nuove comparse che non sono sembrate particolarmente ispirate.

RITORNO AI MITICI ANNI ’90

Al di là dei commenti tecnici, quando si va a giocare a The King of Fighters XIV la mente viaggia nel passato. E mentre si provano le prime combo o le prime mosse speciali, subito viene in mente il periodo di fine anni ‘90, con The King of Fighters ‘98 e Street Fighter Alpha 3 che monopolizzavano i pomeriggi di chi vi scrive e dei compagni di scuola di questi. The King of Fighters XIV funziona, richiede poco tempo per familiarizzare con le barre di energia per mosse speciali, attacchi potenti, mosse EX e super mosse e promette molto tempo a smanettare con il joypad.

I contenuti sono il piatto forte del titolo. Le modalità di gioco spaziano dalla prevedibile ma, tutto sommato, ben fatta, modalità storia al classico survival, passando da modalità versus (giocatore contro giocatore), modalità allenamento e modalità online. E’ possibile giocare il classico 1 vs 1 oppure la modalità a squadre dove siamo chiamati a scegliere tre esponenti per la nostra squadra.

Insomma, la varietà non manca, come non manca la possibilità di giocare con amici. La presenza di oltre cinquanta personaggi garantisce un buon gettito di varietà, a costo di farsi piacere uno strano ninja brasiliano (proprio non ci è andato giù, ndr) ed altri personaggi tanto pittoreschi quanto poco carismatici. Ma anche questo ci sembra un coerente ritorno agli anni ‘90. Il tutto, però, è in grado di garantire decine e decine di ore.

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COMMENTO FINALE

The King of Fighters XIV è il punto di arrivo di un viaggio che SNK sta facendo da qualche anno a questa parte, portando nell’industria un esponente del genere picchiaduro ad incontri sempre più al passo con i tempi senza mai dimenticare le proprie radici ed il proprio spirito a metà strada fra goliardia e serietà. I punti che rievocano la versione del 1998 non sono pochi e non si limitano alla presenza dei fratelli Bogart o di May Shiranui, ma abbondano sul versante del mero gameplay e questo è un grandissimo punto di forza.

A livello qualitativo assoluto, non ci sembra di sbagliare affermando che Mortal Kombat, Killer Instinct e Tekken Tag Tournament 2 siano il top di categoria fino ad ora, con uno Street Fighter V bellissimo tecnicamente ma estremamente limitato nei contenuti. The King of Fighters XIV entra di diritto nel novero dei “must have” per gli appassionati di picchiaduro, forte delle sue modalità di gioco, degli oltre cinquanta personaggi e di un sistema di gioco su misura tanto del veterano quanto del neofita.

Pregi

Molto fluido e gradevole a vedersi. Facilissimo da padroneggiare. Oltre cinquanta personaggi e molte modalità di gioco. Gameplay dal “profumo” di fine anni ‘90 che è una bellezza.

Difetti

Il ninja brasiliano è l’emblema di mancanza cronica di stile. Offre più quantità che qualità.

Voto

8

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