Recensioni

Abzu, Recensione Pc

Abzu 260716

Affascinante, emozionante, maestoso e misterioso. Questi i primi aggettivi che vengono in mente se si parla di Abzu, primo titolo di Giant Squid, team indie che vede come direttore artistico Matt Nava già conosciuto quando era in ThatGameCompany per i suoi precedenti lavori del calibro Flower e Journey, acclamati da pubblico e critica ed etichettati come titoli “emozionali”.

Abzu (che è la combinazione di due parole sumere: “AB” che significa “Oceano” e “ZU” che vuol dire conoscere, ovvero l’oceano della saggezza), è senza dubbio uno dei giochi più attesi in questo periodo e non solo dal punto di vista degli indie ma in generale, non fa che rispettare quelli che sono i tratti distintivi dei lavori di Nava.

Pubblicato ad inizio mese (lo scorso 2 agosto, ndr) su PlayStation 4 e su Pc via Steam da 505 Games, divisione editoriale del Gruppo Digital Bros, Abzu ci porta in fondo al mare in un viaggio affascinante, emozionante e maestoso.

Un gioco che non ha dialoghi ma che lascia parlare le azioni (semplicissime) e la maestosità dei rif oceanici. Noi vi parleremo della versione Pc Windows.

L’UNIVERSO IN FONDO AL MARE

Abzu 210816b

Ma cosa è Abzu? Possiamo definirlo action adventure dove protagonista è una creatura umanoide (sembra un sub) in grado di immergersi senza problemi di respirazione subacquea. Abbiamo così la massima libertà di esplorare le profondità marine popolate da centinaia di specie, viaggiare con loro attraverso un universo naturalistico che fin da subito ci avvolge letteralmente e ci stordisce grazie ai suoi dettagli.

Non sarà solo la natura a farla da padrona ma lungo il nostro girovagare incontreremo delle strutture abbandonate che grazie anche alla risoluzione di semplici puzzle ambientali si attiveranno e ci mostreranno alcuni dettagli sulla storia. Il tutto assomiglia alla lettura di geroglifici egiziani (del resto, Abzu ha origini sumere) e ci offre sia pure parzialmente dettagli sulle origini di queste installazioni e più in generale sulle origini del protagonista.

Il viaggio, va subito detto, non è lunghissimo ma è altrettanto vero che si può ripetere tante volte e trovare dettagli ulteriori dettagli per formare il misterioso puzzle rappresentato dalla storia.

Ci sono punti di incontro con Journey ma definire Abzu il “Journey subaqueo” potrebbe non essere una descrizione precisa né tanto meno azzeccata.

Il gameplay, come detto, è piuttosto semplice e, a parte qualche incertezza della telecamera, è istintivo ed immediato. Basta muoversi nella direzione che si vuole per raggiungere questo o quell’anfratto mentre per interagire con gli ambienti o con alcune sonde che ci accompagneranno lungo le nostre infinite nuotate, basterà premere un tasto.

Ci saranno anche dei luoghi adatti alla contemplazione, questo ci permetterà di conoscere più approfonditamente le specie che abbiamo incontrato oltre che ad ammirare tutto. Sarà anche possibile adagiarsi sul dorso di alcune specie grosse, come le orche ad esempio, e farci “dare un passaggio”. Tutto fine a se stesso ma piuttosto divertente così come andare a perdersi nei branchi (o banchi) di pesci di diverse dimensioni.

La storia viene scoperta giocando, esplorando, guardando e comunque non è detto che alla prima run i dettagli che ci interessano vengano a galla. Anzi, è possibile anche avere più dubbi per cui iniziare nuovamente il gioco ed andare in direzioni diverse per cercare quelle risposte che non avevamo avuto in precedenza. Noi, ovviamente, vi lasciamo il gusto di giocare. Possiamo solo dirvi che il protagonista è in grado di “riportare” vita in alcune zone abbandonate mentre gli oceani sono separati da alcuni portali che vengono attivati all’interno dei resti imponenti di palazzi reali che testimoniano la presenza di una civiltà a noi sconosciuta.

Una run può durare almeno due ore ma come già detto è possibile ripeterla. Nondimeno quando si conclude il gioco è possibile scegliere anche quale macroarea ripetere.

UN OCEANO DI PRIMA GRANDEZZA ARTISTICA

Dal punto di vista tecnico, possiamo dire che il lavoro di Giant Squid è notevole. La riproduzione degli oceani, dei fondali, delle innumerevoli specie marine, pesci, coralli, stelle marine, che si alterna alle linee semplici e squadrate delle infrastrutture abbandonate e dei loro interni si fa apprezzare.

Abzu è grandioso in quanto a dettagli con luci, ombre e vari effetti gestiti molto bene dall’Unreal Engine 4 capace di ricreare un ecosistema non solo bello da vedere ma anche credibile e quando vi scriviamo che è ci è dolce naufragare in questo mare, non vogliamo soltanto parafrasare Leopardi, ma rendervi partecipi – sia pure in piccolo – delle emozioni che Abzu è capace di offre. Il mondo sottomarino variegato è un tripudio di colori a volte vivaci a volti freddi, siderali, quasi al punto di trovarci in un universo spaziale piuttosto che in fondo al mare, nonché una varietà di forme slanciate o più rotonde.

Uno spunto sull’ottima intelligenza artificiale che rende quanto mai realistico il nostro peregrinare nel mare grazie ad animazioni davvero importanti ed in grado, certe volte, di sorprenderci. I pesci piccoli potranno anche cercare di nascondersi da quelli più grossi ed anche al nostro passaggio. Quelli più grossi invece saranno più decisi e non avranno esitazione nelle loro traiettorie natatorie.

Il tutto è arricchito dalle note di Austin Wintory che ha firmato la lodevole colonna sonora capace di accompagnare maestosamente l’azione. Non che fosse una sorpresa visto che lo stesso Wintory aveva scritto le musiche di Journey e balzato alle cronache.

Il nostro rammarico, lo avevamo accennato, sta nella telecamera che a volte non è precisa e di tanto in tanto diventa macchinosa facendoci perdere immediatezza con l’azione.

COMMENTO FINALE

Abzu era un titolo molto atteso. Il primo gioco di Giant Squid, un team nato nel 2013 da alcuni componenti di ThatGameCompany, è un concentrato di emozioni. Artisticamente e tecnicamente su livelli altissimi, Abuzu offre un oceano vasto, credibile, vario, affascinante per un viaggio che è una piccola grande gioia per gli occhi e per le orecchie.

L’avventura è piuttosto primordiale, semplice ed immediata nel suo approccio benché la storia non sia immediata. Il messaggio ecologista è comunque importante. Esplorare gli oceani ed i resti di questa civiltà scomparsa fa il resto.

Si ha assoluta libertà di giocare come si vuole e di affrontare il gioco come si vuole. Questo si sostituisce al fatto che Abzu non offra paletti alcuni. Un dettaglio che potrebbe far storcere il naso a più di qualcuno ma offrire libertà d’azione è comunque un fatto importante.

Abzu non è un gioco comune e lo si vede anche nella bellezza grafica e sonora capace di immergere letteralmente il giocatore nell’oceano ma anche nel gameplay.

Il problema, però, potrebbe essere rappresentato dall’immediatezza. Si ha libertà d’azione, ed è molto semplice giocare ma a volte si ha la sensazione di andare avanti per inezia soprattutto all’inizio, e di nuotare senza meta apparente.

Altro piccolo problema, che però non pregiudica il nostro giudizio, è la durata del gioco: troppo breve per una run e per fortuna è possibile rigiocarlo per esplorare tutti gli ambienti e far la conoscenza di quello che ci circonda. Le risposte ai nostri interrogativi potrebbero arrivare dopo più volte. Ma non tutti sono disposti a rigiocarlo.

Detto questo, Abzu è un gioco interessante che può essere oggetto di culto. Chi apprezza i titoli non comuni ed in grado di offrire un ottimo comparto visivo e sonoro, o chi apprezza semplicemente le profondità marine può senza dubbio acquistare questo gioco.

 

Pregi

Tecnicamente ottimo. Lato artistico superbo. Colonna sonora di impatto. Immerge ed incanta. Gameplay immediato. Dura poco ma è rigiocabile.

Difetti

A volte si ha la sensazione di andare per inerzia. La telecamera ogni tanto ha dei tentennamenti. “Corto” (non influisce sul voto).

Voto

8,5

Tags