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Stellaris, Recensione Pc

Paradox ci porta nel futuro e nell'esplorazione dello spazio profondo con uno strategico sci-fi da urlo

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Spazio, ultima frontiera. Gli appassionati di fantascienza sognano ad occhi aperti nel sentire o nel leggere questa frase, simbolo soprattutto di speranza perché, diciamocelo pure, questa storia di essere soli nello Spazio ci sta stretta e ci crea anche un po’ di tristezza interiore.

E quindi, si… questa frase, adottata dal capitano Kirk dell’Enterprise di Star Trek è anche di buon auspicio ma è la summa del gioco di cui vi stiamo parlando. Magari noi non riusciremo a vivere un ipotetico primo contatto… ma per allenarci all’evento che cambierebbe la storia dell’Umanità possiamo sempre ricorrere a qualche bel simulatore spaziale o ad uno strategico.

Ebbene, se si parla di strategici ad ambientazione Sci-Fi alla mente vengono alcuni classici Alpha Centauri, capolavoro di Sid Meier del 1999, o il più recente Civilization Beyond Earth, per non parlare di Polaris Sector.

Paradox Entertainment, esperta in strategici a sfondo storico del calibro di Europa Universalis o Crusader King (ambientati nel Medio Evo e nel Rinascimento fino al XIX secolo), Victoria o ancora Hearts of Iron (che prende in esame la II Guerra Mondiale), ha tirato fuori dal cilindro Stellaris. Un fulmine a ciel sereno, annunciato, un po’ a sorpresa, alla Gamescon di Colonia dello scorso anno ed uscito lo scorso 9 maggio su Steam per Pc Windows, Mac e Linux. Un fulmine a ciel sereno perché noi tutti siamo abituati a vedere titoli mastodontici e ricchi di dettagli in ogni dove ambientati nel passato. Come si sarebbe comportato l’ottimo e preparato studio svedese nel futuro? Si sarebbe persa tra le stelle?

Rispondiamo subito: no, anzi…

TANTI DETTAGLI DA FAR BRILLARE GLI OCCHI

Se si gioca ad uno strategico Paradox, la prima cosa che viene in mente è l’impressionante mole di dati e di dettagli. Nulla è lasciato al caso… anche gli eventi causali non lo sono. Come per Europa Universalis IV, ad esempio, anche Stellaris non fa eccezione. La software house svedese ha fatto un lavoro a dir poco mastodontico per portare sugli schermi uno strategico in tempo reale 4X (Explore, Expand, Exploit, Exterminate), complesso ma al tempo stesso gestibile con pochi accorgimenti ed assolutamente godibile sotto tutti i punti di vista.

Nel gioco possiamo vestire i panni di 7 razze ed 8 fazioni giocabili. Gli umani sono suddivisi in due fazioni: una dall’impronta pacifica con una democrazia e con un popolo che elegge il proprio leader su scala mondiale; l’altra, invece, è decisamente più militaresca. Poi ci sono razze aliene ognuna con le proprie peculiarità: c’è chi è abile nel commercio, c’è chi ha mire espansionistiche e non teme di mostrare i muscoli, c’è chi vuole vivere in pace con l’ambiente e così via. Diverse culture ma anche estetiche: troviamo gli Avian (che hanno fattezze di volatili), i Reptilian, i Fungoid, i Molluscoid, Così come a razze non giocabili come i sintetici, i droidi ed altre razze più o meno evolute.

E’ bene ricordare come in Stellaris sia presente un importante editor per la realizzazione delle Mod che permette di personalizzare ogni cosa, dai nomi al background ad altro. Mod poi scaricabili su Steam grazie al supporto Workshop.

Ma questo è solo il primo di tantissimi aspetti che il titolo offre. Ogni fazione ha i propri leader, la propria politica e questo determina anche alcuni comportamenti standard (modificabili comunque attraverso il pannello relativo alle scelte politiche) ma anche la propria tecnologia ed i relativi rami di specializzazione che toccano diversi campi scientifici ma anche sociali e culturali. Da questi ne derivano anche le varie unità militari, ma anche scientifiche e così via.

Stiamo soltanto sintetizzando il tutto perché altrimenti dovremmo scrivere una vera enciclopedia di N pagine. Il capolavoro, però, e qui di permettiamo di dirlo subito, è la bravura con la quale Paradox ha fatto confluire queste numerosissime informazioni e parametri in un’interfaccia semplice, pratica e che riesce a sintetizzare praticamente tutto rendendo il gameplay relativamente facile. Sicuramente più facile da apprendere di quanto non possa sembrare all’inizio visto che si ha a che fare con tantissimi campi.
La vera difficoltà sta, però, nelle scelte e su come attuarle. Sul quale ramo tecnologico sviluppare prima per permettere di sfruttarne i miglioramenti in campo anche pratico o di fare una corsa agli armamenti superiori o degli strumenti che ottimizzino la rendita o ancora per il miglioramento delle tecnologie e politiche di colonizzazione per far si di riuscire a portare persone su pianeti inospitali e domare la loro natura rendendo meno aspro la permanenza della colonia.

Per non parlare dell’aspetto economico perché ogni unità ha il proprio costo, dello sfruttamento delle risorse, della lotta alla carestia e dell’arrivo di alcuni eventi casuali. Ma sul come sfruttare e cosa cercare sarà dettato anche dalle scelte dei leader che possono essere più o meno propensi ad un certo tipo di ricerca, essere tendenzialmente prudenti o approvare editti speciali per cambiare alcune sfumature nella gestione politica.
Si può quindi optare per una spinta estrema verso la colonizzazione dei pianeti oppure, se lo si desidera, mandare tante navi scientifiche ad esplorare i sistemi stellari limitrofi e dopo i rapporti che fanno un primo quadro (che però non sempre offre risultati importanti e con le tecnologie avanzate, ovviamente, questi rapporti offrono un insieme più delineato) lo sfruttamento di risorse minerarie.

PRIMO GENNAIO 2200…

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E’ la data di inizio delle partite di Stellaris. L’1-1-2200 è l’inizio del XXIII secolo, un’era dove si presuppone che gli esseri umani e soprattutto altre intelligenze evolute, abbiano appreso la fatidica tecnologia warp o a curvatura, ossia che abbiano appreso come costruire navi spaziali capaci di superare la velocità della luce.
Che essa si raggiunga con i motori specifici o con portali o ancora con tunnel, è un altro discorso che appartiene alle singole razze presenti in Stellaris.

Questo fattore, infatti, permette i viaggi interstellari altrimenti impossibili (ne abbiamo ancora di strada da fare). E qui le citazioni di Star Trek, per quanto – forse – possano sembrar banali, ci stanno tutte. Una delle prime cose da fare, dopo aver scelto la razza, è quella di inviare navi scientifiche al di fuori del proprio sistema solare.

La partita, è bene accennarlo, inizia selezionando la razza, ma anche il tipo di galassia (a spirale, o ellittica) e la sua grandezza che può raggiungere mille sistemi solari con relativi pianeti, buchi neri, nebulose, satelliti, asteroidi, anomalie e così via.

Essendo piuttosto tradizionalisti abbiamo scelto di essere i terrestri non belligeranti. La Terra ormai ci sta stretta e quindi dobbiamo iniziare ad espanderci.
La nave scientifica assegnata ad un ufficiale di riferimento (nel gioco è possibile assegnare le singole flotte a generali, il comando militare ad un ammiraglio per quanto riguarda i comparti militari ma anche le altre unità possono essere comandate da scienziati che ne miglioreranno ulteriormente l’efficacia), partirà alla ricerca di nuovi pianeti da colonizzare, da asteroidi da poter sfruttare come risorse minerarie ed in genere di altre forme di vita oltre che del primo contatto.

Dopo aver esplorato il nostro sistema solare cominciano le prime missioni. Stellaris, infatti, ci propone spingendoci oltre delle missioni con ricompense varie che vanno dalla valuta o dalle risorse a dei bonus sulle ricerche delle tecnologie. Ad esempio, può capitare nella ricognizione conoscitiva di imbattersi in delle anomalie.
Questi sono sostanzialmente parte di eventi casuali che possono racchiudere sorprese interessanti. A noi è capitato, ad esempio, di andare su Sirio, colonizzare un pianeta apparentemente deserto ma di trovare indigeni che abitavano il sottosuolo. A quel punto, benché non si tratti di una razza giocabile ma solo di “contorno” si è aperta la finestra di dialogo dalla quale abbiamo fatto la nostra scelta su diverse opzioni (attaccarli, oppure scegliere di convivere, essere cordiali e così via).
E’ bene ricordare che gli sviluppatori hanno pensato a tutto, anche alla “Procedura del primo contatto” che può essere modificata e da pacifica, può essere estremamente violenta.

Il ritmo del gioco è molto lento ma le cose da fare, come avrete già intuito, non mancheranno.

DAI PRIMI TIMIDI PASSI ALLA GESTIONE DI UN IMPERO STELLARE

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Come in Europa Universalis, i primi passi sono sempre più timidi. Se nel titolo ad ambientazione storica dovevamo gestire una nazione (piccola o grande che sia), qui ci troviamo a fondare un impero stellare. O almeno a provarci ed a gestirlo.

Per farlo, però, è bene conoscere un po’ di cose di casa propria. Cliccando sul pianeta si avrà un menu suddiviso in quattro voci, una panoramica che ci mostra il leader e le nostre politiche, poi si va alla gestione della superficie. Ogni pianeta è suddiviso in segmenti e questi hanno le loro peculiarità sia morfologiche che climatiche. Ci sono zone impervie e montagnose dove è impossibile (a meno di non possedere le tecnologie per modificare il suolo e modellarlo) edificare alcunché a zone dove costruendo le varie strutture si possono ottenere benefici quali risorse naturali, cibo ed energia.
La costruzione di biofattorie, laboratori di genetica, miniere, impianti di energia, silos per immagazzinare la roba, e molto altro (dipende dai vari livelli di tecnologia che sbloccano unità civili, gestionali e militari) possono far si che il pianeta sia sfruttato a dovere. Importante ricordare come l’energia sia una sorta di “moneta” visto che la manutenzione di navi, flotte, miniere orbitanti, stazioni scientifiche e via via discorrendo chiedono in pegno unità di energia e per essere costruite hanno bisogno di un certo quantitativo di risorse che aumenta o diminuisce a seconda delle nostre scelte sulle varie ricerche ed al grado di tecnologia raggiunto.

La ricerca, ed apriamo una piccola parentesi, è molto veloce da selezionare, ricorda quella presente in Civilization. Abbiamo un team di tre scienziati che studiano simultaneamente alcune materie una volta terminate le ricerche e fatta la scoperta ne abbiamo notizia tramite notifica sull’interfaccia di gioco: selezionandola si vede a cosa serve e cosa (eventualmente) sblocca.
A quel punto si sceglie tra altre possibilità di ricerca che spaziano su più campi. Una volta selezionato cosa ci interessa inizia lo studio che termina a seconda di cosa scelto in diversi mesi o in anni.

L’altro menu è quello sulle difese e per la produzione di strutture sempre più avanzate. E’ possibile reclutare eserciti e costruire le proprie fortificazioni. E poi c’è l’aeroporto spaziale che a seconda della sua tecnologia ci permette di varare navi spaziali sempre più agguerrite, navi costruttrici, ossia quelle che ci permettono di sondare e di fare scoperte interessanti “sul campo”, moduli difensivi ed altro come ad esempio le navi coloniali, il seme della speranza, indispensabili per espandersi e per far diventare il sogno dell’uomo realtà.

E questo solo per la gestione di un pianeta senza parlare dell’aspetto politico, forse il più “noioso” ma non per questo importante. Scegliere il tipo di colonialismo, se basarlo sullo sfruttamento o meno selvaggio delle risorse e tanto, tanto altro.

Uscire dal sistema solare natio ed andare a fondare la prima colonia è un passo emozionante anche perché il gioco prepara a piccoli-grandi passi all’evento avvertendoci, ad esempio, che in un sistema solare vicino esiste un pianeta potenzialmente adatto ad ospitare la vita. Notizia che se fosse vera ci esalterebbe non poco.
Fare i preparativi per la partenza e lo sbarco è molto bello. Poi con le ore di gioco, si, ci farete il callo, ma rimane sempre emozionante espandersi nell’universo.
Espandere i confini può essere facile ma ci si può trovare di fronte a deserti spaziali con sistemi formati da pianeti morenti che non servono neppure per l’estrazione di minerali. E questo può essere un problema: espandere significa piazzare una stazione di ricerca e questo ha i propri costi di gestione che se non vengono compensati dagli introiti dovuti alle estrazioni diventa pesante.

PIRATI SPAZIALI, PRIMO CONTATTO, DIPLOMAZIA

Tra i primi contatti che abbiamo avuto, quelli con le navi pirata dei nostri “cugini” militari. E’ chiaro che si tratta di eventi random perché in un’altra partita parallela non c’è stato questo approccio. Abbiamo così assistito alla nascita dell’era della Pirateria Spaziale ed abbiamo dovuto usare i muscoli mandando le nostre corvette ad ingaggiare i combattimenti.

Parliamo quindi di questo elemento del gioco che spesso e volentieri sarà su vasta (vastissima) scala. Le flotte agiscono in automatico. Dato il comando di intercettare le navi nemiche (previo averle viste e segnalate), il tutto si muoverà in automatico con un menu che ci mostra lo stato di efficienza residua delle nostre navette, la percentuale di evasione, la precisione dei colpi delle due fazioni.

L’unico nostro intervento è quello per ordinare la ritirata che spesso e volentieri può essere un gesto saggio: non c’è vergogna nel portare a casa la pellaccia ed aspettare tempi migliori. Nel nostro scontro con i pirati, le cose sono andate piuttosto bene: il numero delle navi era superiore e la tecnologia era simile alla nostra.

Il problema è se si vuole ingaggiare guerra, previo motivazione (come in Europa Universalis) è bene essere preparati. Dopo il primo contatto e la prima infarinatura di conoscenze della razza che ci troviamo di fronte, ci sono anche i primi rapporti (approssimativi ma importanti) sullo stato delle varie tecnologie. Ad inizio partita (circa 50 anni, si… le partite sono lunghissime e non hanno limite) abbiamo notato che una delle due razze aveva tecnologie “leggermente” superiori alle nostre che andavano dal superiore al travolgente.
Va da se che è meglio non inimicarsi questi mastini della guerra seppure la scheda della razza li descriva come pacifici ed ambientalisti. E menomale. Va ricordato comunque che ogni qualvolta si raggiungeranno traguardi tecnologici come l’aggiunta di moduli di armi supplementari, nuovi tipi di propulsione, scudi deflettori ed altro, è possibile andare al menu di gestione delle unità militari e cliccare per aggiornarle: le flotte andranno al porto spaziale più evoluto per eseguire questi upgrade e tornare in circolazione ancora più efficaci, precise, resistenti e veloci.

Ma non c’è solo la guerra da fare. Anzi. Si possono intraprendere numerose trattative, come ad esempio quelle commerciali, o iniziare i rapporti diplomatici instaurando un ambasciatore presso i loro pianeti. Si può chiedere il passaggio e l’attraversamento dei confini. Nulla di nuovo all’orizzonte visto che già nei titoli di alcune serie targate Paradox tutto questo esisteva. Insomma, i provetti politici possono anche divertirsi ad instaurare relazioni con le forze aliene ed unirsi anche in battaglie contro terzi.

Ma l’universo (è il caso di dirlo) di Stellaris offre tantissime sfaccettature. Tutte profonde ed interessanti dai risultati imprevedibili.

COMPARTO MULTIPLAYER

E l’universo diventa ancora più imprevedibile soprattutto se si gioca online. E’ presente un comparto multiplayer fino a 32 giocatori. Tirate voi le somme con universi che vanno dalle 150 stelle alle 1.000 è possibile avere universi viventi su vasta scala con crisi e stallo che si susseguono in un’enorme scacchiera intergalattica

LA GRANDEZZA DELL’UNIVERSO IN POCHI CLICK

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Tecnicamente parlando, Stellaris propone un comparto grafico molto pulito e ben realizzato grazie al rodato Clausewitz Engine usato fin dai tempi di Europa Universalis III. Il design degli infiniti menu è gradevolissimo e l’interfaccia, come accennato in precedenza, fa il suo dovere in modo esemplare riuscendo a rendere la vita facile.

L’atmosfera è ben realizzata con mappe spaziali dettagliate e realizzate con cura: i pianeti sono ottimi così come i vari corpi celesti. Figure geometriche facili da realizzare ma davvero fatte bene e senza fronzoli. Il tutto lo si apprezza zoomando con i dettagli della superficie dei vari corpi celesti ed i relativi rumori “ambientali” da effetto. Il tutto arricchito da ottime immagini artistiche che servono per illustrare i vari eventi che via via si susseguono.

Anche le navette sono interessanti ed hanno dei design molti audaci come è giusto che sia: del resto è fantascienza e non scienza…

La grafica non soffre di alcuna incertezza anche quando ci troviamo di fronte a battaglie galattiche enormi con missili e laser da tutti i lati anche al massimo livello di zoom.

Il sonoro fa il resto con dei brani strumentali eccellenti e che rimangono bene impressi nella mente. Temi orecchiabili che calzano a pennello con l’universo sconfinato. Una vera e propria sinfonia con oltre 2 ore di brani scritti ad hoc.

Detto del gameplay, facile da apprendere grazie anche ad un tutorial ben fatto, ma difficile da padroneggiare e profondissimo come lo spazio che offre con l’andare avanti della nostra avventura. Segnaliamo un ritmo molto lento. Non c’è limite di tempo per cui in 50-100 anni si rischia di fare davvero poco anche perché le ricerche tecnologiche all’inizio sono piuttosto lente.
Ma il tutto dà enormi soddisfazioni. Almeno se si ha la pazienza di aspettare. Esplorare mille stelle con relativi pianeti è un’impresa non da poco, contrattare con razze aliene e stare in equilibrio evitando possibilmente di entrare in conflitto con razze aggressive e tecnologicamente superiori è già qualche cosa nel tentativo magari di essere un giorno di scavalcarle o di avere l’alleato giusto. Fa riflettere come sia possibile studiare anche tecnologie aliene pericolose perché di fatto non si conoscono gli effettivi e possibili sviluppi.

Ma anche la singola gestione delle colonie o della politica interna crea il proprio da fare. Un peccato che manchi il supporto in italiano ma possiamo assicurare che con una piccola infarinatura di inglese, il gameplay e le sue meccaniche diventano quasi naturali.

Stellaris ha innumerevoli tocchi di classe che chi ama l’ambientazione Sci-Fi non può non apprezzare. E’ come fare un viaggio tra le puntate ed i film di Star Trek e Star Trek Next Generation incontrando le sfumature di Contact, ogni razza ha poi un universo a se con specie razziste e cattive ed altre più malleabili. Queste diversità unite alle condizioni randomiche di inizio partita rendono ogni nuovo inizio un qualcosa di diverso.

COMMENTO FINALE

Stellaris è un inno alla fantascienza, a quelle ambientazioni Sci-Fi che tanto appassionano e tanto fanno appassionare: dai primi passi della civiltà che ha appena scoperto la propulsione a velocità luce, alle prime colonie, da un piccolo avamposto in un pianeta poco ospitale ed un pianeta vitale, dall’impossibilità di accedere ad alcune zone al modellarle col terraforming e così via.

Stellaris è un vero e proprio capolavoro, immediato, ma mai banale; facile da giocare ma difficile da approfondire perfettamente almeno alle primissime partite. E’ un cammino stuzzicante verso quello che l’uomo ha sempre sognato: viaggiare tra le stelle ed incontrare nuove razze. Con un gameplay eccezionale, un quadro tecnico di primissimo livello e la possibilità praticamente infinita di organizzare il proprio impero stellare a proprio piacimento.

Emozionante perché piantare le prime colonie cercando tra pianeti, lottando per la sopravvivenza ed incontrando anche specie non giocanti, fa il suo effetto. Paradox ha davvero fatto un lavoro… stellare cogliendo l’atmosfera Sci-fi e trasformandola in un gioco emozionante nonostante i ritmi davvero lenti ma si sa, nell’Universo, il tempo è molto relativo. A questo contribuisce anche una colonna sonora monumentale. Ah, da sottolineare come l’intelligenza artificiale non sia troppo aggressiva. Lo prendiamo come un dato positivo. Ma non bisogna dimenticare la presenza delle Mod che permettono di creare da zero razze e tutti gli elementi (anche narrativi) del gioco che poi possono essere comodamente condivisi su Steam con Workshop, nonché la presenza del comparto multiplayer fino a 32 giocatori. Ci troviamo di fronte ad un capolavoro e, sicuramente, ad uno dei migliori titoli dell’anno.

Pregi

Mastodontico sotto tutti i punti di vista. Atmosfera Sci-Fi eccellente. Gameplay solidissimo e gestito al meglio grazie ad un'ottima interfaccia. Tecnicamente pulito senza fronzoli ma con tanti tocchi di classe e pochissime incertezze. Colonna sonora monumentale. Esaltante. Un inno alla Fantascienza.

Difetti

Ritmi probabilmente troppo lenti (ma presumiamo che vada bene così). Non c'è il supporto per la lingua italiana (non influisce sul voto).

Voto

9,5

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