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Hard West, Recensione Pc

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Cosa succederebbe se le atmosfere Western incontrassero il gameplay di XCOM? E se la storia dalle molteplici sfumature, dove violenza, rivalsa, vendetta, speranza, superstizione, cattiveria ed amore fosse narrata dalla Morte anziché da una persona normale?

Bene, a queste domande risponde (piuttosto bene e poi lo vedremo nel corso della recensione) Hard West, strategico misto ad avventura ed a spruzzi di gdr, ambientato nel vecchio e selvaggio West sviluppato da Creative Forge Games e pubblicato da Gambitious Digital Entertainment che hanno realizzato il titolo grazie soprattutto ai quasi 95.000 dollari raccolti l’anno scorso su Kickstarter (ne richiedevano 70.000) che ha visto anche i commenti di pezzi grossi dell’industria come il duo Brian Fargo e Chris Avellone che hanno pure parlato positivamente del progetto con grandi speranze questo titolo indie.

Chi ha seguito la campagna ha atteso fino al mese scorso per l’uscita su Steam di questo interessante gioco per Pc Windows, Mac e Linux avvenuta in un periodo piuttosto carico di grandi big quali Tomb Raider, Call of Duy ed Assassin’s Creed che certo rubano la scena a molti giochi altrettanto (se non più, ndr) meritevoli.

Chi ama la strategia, i contorni western ed un pizzico di esoterismo, potrà senza dubbio apprezzare questo Hard West. Vediamo il perché.

UN PO’ DI BACKGROUND

Creative Forge Games ci racconta una storia ricca, inevitabilmente di stereotipi e cliché ma piuttosto valida in termini di carisma e di atmosfera perché sempre in grado di attirare la curiosità del giocatore.

La modalità Campagna è piuttosto lunga con 40 missioni di combattimento tattico suddivise in 8 capitoli con tanti personaggi e comparse. Tutto gira attorno ad una famiglia sulla via dell’Oregon Trail. Il periodo è quello dei pionieri, della caccia all’oro ed è piuttosto normale che una famiglia si armi e vada in cerca. Ovviamente, girovagare per il Western non è come andare al Giardino Inglese (uno degli spazi verdi della nostra amata Palermo, ndr) e quindi qualche cosa non va per il verso giusto: una donna viene rapita da un gruppo di balordi e questo evento costringe il marito ed il figlio ad andare a riprendersela… con la forza.

Da qui nasce un turbinio di eventi di questo che è stato definito dagli stessi sviluppatori polacchi come “Weird West” che unisce elementi classici all’horror ed al soprannaturale.

SI ESPLORA, SI STUDIA LA SITUAZIONE, CI SI MUOVE E (IN ULTIMO) SI SPARA
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Il gameplay di Hard West è uno dei punti forti della produzione. Vanta diverse sfaccettature e si divide in diverse sessioni. La storia narrata è molto interessante e da spessore al gameplay. Nel gioco è possibile esplorare la grande mappa del gioco dove viene raccontata una parte del racconto offrendo vari intrecci e decisioni che andranno poi ad influire nella campagna vera e propria. Tra una missione e l’altra il gioco permette di scegliere alcune sfumature.
La storia andrà avanti, naturalmente, ma sarà possibile, ad esempio andare a disturbare in modo preliminare un nemico in modo da trovarcelo di fronte sul “campo di battaglia” in modo più agevole perché indebolito. O, ancora, si può decidere di girovagare lungo alcune località per accumulare soldi e spenderli al mercato dove acquistare le armi da usare.
Questa fase di esplorazione permette anche di reclutare alleati che saranno utili nella sparatoria successive. Un piccolo diversivo, rispetto a quello che è il fulcro del gameplay: le sparatorie.

Questo elemento è quello che a molti fa sovvenire il paragone (giusto e visto il risultato opportuno) con XCOM.
Ci sono tanti elementi da tenere conto in questa fase. Il sistema di movimento alla relativa ricerca di coperture totali o parziali e della posizione migliore per far fuoco ed eliminare i nemici che si pareranno davanti, la fase di sparo che viene influenzata da tanti elementi come la posizione, il tipo di arma e l’elemento fortuna.

La fortuna (meglio se con la F maiuscola come in ogni cosa anche nel friggere le uova) avrà il suo ruolo sulle sorti in campo. Questa determina se un colpo va a segno o meno. Durante la scelta del bersaglio appaiono le varie percentuali di successo del colpo che si desidera apportare. Il sistema fa una sorta di operazione che include questa percentuale da contrapporre al numero di punti-fortuna (già) del bersaglio. In caso di esito positivo il colpo va a segno in modo più o meno profondo e decisivo per la sua eliminazione. Tuttavia, se il colpo va a vuoto, il bersaglio perde punti-fortuna e quindi sarà più facile colpire nel turno successivo… a patto di arrivarci.

Questo sistema va nel tentativo di riuscire ad equilibrare le sorti dello scontro a fuoco. Starà comunque a noi scegliere i movimenti, il posizionamento migliore, la copertura più accurata e la linea di tiro più pulita. Sparare, come accennato, sarà l’ultima azione da fare perché bisogna sempre essere sicuri di diversi punti: essere più o meno certi, al di là di ogni dubbio legato alla fortuna (o al tipo di arma, dalle classiche pistole a sei colpi ai fucili a canne corte ad altre più esotiche, ve ne sono più di una quarantina), di colpire e di avere una copertura piuttosto forte per evitare di essere abbattuti.

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Per le coperture, invece, sarà possibile interagire con alcuni elementi degli scenari per costruirsi la copertura (più o meno adeguata), con tavoli, sedie e così via. Il colpo d’occhio sarà fondamentale. I numeri aiutano ma l’attenzione fa la differenza ed accorgersi dell’ombra di qualche losco figuro intento a tendere la propria imboscata diventa un obbligo se si vuole risolvere lo scontro a fuoco.

Bisogna evitare di farsi sopraffare dalle forze via via sempre più soverchianti in scenari difficili che offrono una bella ed appagante sfida. Andare avanti darà soddisfazione.

Non può mancare l’albero delle abilità. In questo caso viene sostituito da carte da poker che raffigurano le abilità attive e passive da assegnare ad uno dei personaggi tra una missione e l’altra ed in modo intercambiabile. Ciò vuol dire che si possono assegnare abilità speciali ad un personaggio per poi spostarle ad un altro nella battaglia successiva. Idea interessante che dà vivacità al gameplay.

Anche qui la fortuna fa il suo corso: tali carte danno il via ad una serie di combinazioni che possono sbloccare bonus. Così come le armi che presentano diverse azioni. L’arma preferita offre la possibilità di sparare a tutti i nemici presenti nel ventaglio visivo.

Tra queste carte troviamo anche quelle per i poteri “demoniaci” che sono potenti e spettacolari. Le varie abilità “costano” fortuna e questo lega il loro utilizzo a una considerazione strategica visto che, in caso non si fosse capito, la fortuna serve anche al giocatore quando sono i suoi personaggi a essere sotto il fuoco nemico.

Nel complesso, dunque, i combattimenti funzionano anche perché, come vedremo, il comparto artistico è impeccabile nel ricreare perfettamente tutti gli stereotipi del genere e la visuale isometrica dall’alto fa il resto risultando ideale.
Troviamo così villaggi polverosi, saloon, diligenze, prigioni improvvisate, forche, pistole fumanti (e non solo), ponchos colorati e, soprattutto, tanti, tanti cappelli a tesa larga ed altro.

Tutto fin qui molto interessante e carino. Ci sono però alcune mancanze. L’Intelligenza artificiale è un po’ sui generis. Gli scontri complessivamente sono validi ma i nemici a volte tendono a rimanere leggermente scoperti quando vengono individuati. Poco male: un vantaggio visto le difficoltà. Una lamentela però la si fa per il sistema di salvataggio. Ci sono missioni piuttosto lunghe e non c’è possibilità di salvare. Si dovrà quindi ricominciare d’accapo. Alla morte del personaggio principale della determinata missione, il gioco va in game-over e quindi si dovrà ripartire dall’inizio della “quest” per poi proseguire con la storia.

La natura indie si manifesta anche col fatto che non c’è altro oltre alla storia. Non ci sono editor di livelli che sicuramente avrebbero giovato e nonostante tutto, una volta concluso non ci sono grossi motivi per rigiocarlo se non per fare scelte diverse nel corso della narrazione che però di fatto non cambiano molto in termini globali.

SELVAGGIO WEST, MA CON STILE

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Arriviamo così al punto tecnico. Hard West si fa apprezzare parecchio. A partire dallo stile grafico in game e durante la narrazione. Gli scenari sono credibili, accurati e ricchi di dettagli. A questi si accoppiano agli elementi soprannaturali che danno carattere al gioco.

L’atmosfera è cupa al punto giusto con la tensione che la fa da padrone nelle fasi di gioco dove si è sempre in bilico tra l’andare avanti ed il tragico game-over. Poche le sbavature che sono comunque presenti ma considerato il budget e tutto il resto che c’è di buono si può senza dubbio chiudere un occhio.

Tutto (o quasi) è al suo posto: luci, ombre, effetti particellari, fluidità ed altro come ad esempio le immagini di intermezzo che servono a narrare i punti salienti della storia. Senza dimenticare la varietà delle location che è piuttosto elevata e la resa. Il tutto funziona molto bene con un’interfaccia bella e facile da utilizzare ed una visuale isometrica che aiuta a concentrarsi nella fase tattica.

Ottimo anche il sonoro col doppiaggio della Morte che, ricordiamo, narra le nostre peripezie lungo il selvaggio West. La musica è, inoltre, composta da Marcin Przybylowicz che ha lavorato anche su The Witcher 3 ed è di prima qualità cinematografica al punto di trovarla anche Spotify.

COMMENTO FINALE

Hard West è uno dei migliori titoli del suo genere. Una produzione indipendente a basso costo che ha saputo reggere il passo con sviluppatori e publisher davvero bravi a cogliere il massimo con quanto raccolto su Kickstarter.

Creative Forge Games ha davvero fatto un gran lavoro realizzando quello che non è affatto un semplice clone di XCOM ma un gioco dello stesso genere, in salsa Western ma con la sua identità precisa. La natura indie si manifesta con la pochezza di altri contenuti. Se da un lato la campagna è ben congegnata ed offre tante ore di gioco e di soddisfazioni, non c’è altro. Siamo però sicuri, qualcosa ce lo dice, che gli sviluppatori torneranno su questo argomento supportando al meglio il titolo. Se vi piace il Western e la strategia, questo fa al caso vostro. In complesso è senza dubbio uno dei titoli indie più riusciti di questo 2015.


Pregi

Grande atmosfera Western mista ad esoterismo. Ottimo comparto tecnico con poche sbavature. Il gioco ha carattere. Gameplay di livello. Longevo.

Difetti

Non c'è nulla oltre alla Campagna. Sistema di salvataggio da rivedere.

Voto

8,5

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