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Knights of Pen and Paper 2, Recensione Pc

knights of pen and paper 2

Nel 2013, Behold Studios fece un omaggio ai giocatori di ruolo ed a questo mondo pubblicando Knights of Pen and Paper prima su mobile e poi su Pc.

A distanza di un paio di anni, Kyy Sudios, sempre sotto l’egida di Paradox Interactive che già aveva fatto da publisher in precedenza, ci riprova con il seguito: Knights of Pen and Paper 2 e la relativa espansione Fist of +1 Fury uscita a maggio su mobile e qualche giorno fa su Steam per Pc Windows, Mac e Linux.

E, lo diciamo fin da subito, il feeling col mondo dei nerd e dei giocatori di ruolo è rinnovato con tanta ironia e tutto quello che ha caratterizzato il primo capitolo.

PIXEL ART, QUEST E TANTA IRONIA

I punti cardine di Knights of Pen and Paper 2 sono semplici ma estremamente solidi. Il primo è il lato tecnico con un comparto grafico in Pixel Art molto curato che strizza l’occhio, questa volta, alle produzioni 16 bit tra fine anni ’80 ed inizio anni ’90 mentre – ricordiamo – l’aspetto del prequel era più somigliante al mondo 8 bit.

Stesso discorso dicasi per il sonoro composto da motivetti ed effetti sonori “epici” che ricordano i giochi su Super Nintendo.

L’altro punto forte del gioco è la grande ironia che incontriamo. Senza anticiparvi nulla, accenniamo che la sequenza iniziale fa già capire di cosa si stia parlando e chi ha un minimo di esperienza di giochi di ruolo cartacei (D&D ad esempio) può sorridere dall’inizio alla fine nonostante poi il gioco spesso e volentieri si perda nella ripetitività delle tante quest.

Le quest, infatti, sono davvero tante ed anche se gli sviluppatori hanno inserito alcune variabili queste a volte non servono per evitare che il titolo, ogni tanto, scenda nei binari della ripetitività. La bravura degli sviluppatori è stata quella di inserire tonnellate di dialoghi ben strutturati ed anche tradotti piuttosto bene in italiano.

GAMEPLAY CLASSICO CHE PIU’ NON SI PUO’

Come è ovvio che fosse, Knights of Pen and Paper 2, non si differisce troppo dal predecessore ed offre una struttura di gameplay piuttosto classica in ossequio ai giochi di ruolo cartacei. Gli ingredienti ci sono tutti: c’è il dungeon master col suo libro, c’è il tavolo dove si svolge tutto, ci sono i giocatori seduti di fronte, come se fosse una vera e propria sessione di gioco che si svolge nella cameretta di una casa qualunque.

Ci sono i dialoghi, le battute, l’assegnazione delle quest tramite interfaccia piuttosto semplice che si materializza quando si clicca sul master che offre gli incarichi, fa visualizzare la mappa, l’inventario e le schede dei giocatori.

Si inizia la partita scegliendo il tipo di personaggio (il nerd, l’hipster, la chearleader ed altri strampalati protagonisti), la classe e la razza. Questo serve per creare la propria scheda con i propri attacchi/abilità attive e passive. Il personaggio offre le abilità passive, la razza offre i parametri vitali mentre la classe dà le varie abilità.

Tutto molto lineare e molto semplice. Si interagisce col master che da le varie missioni e racconta la (lunghissima) storia della campagna.

Le quest, come già accennato in precedenza, sono davvero numerose ma è anche possibile “crearne” a proprio piacimento per salire più velocemente di livello tramite combattimenti mirati. Tattica che può essere utilizzata per far salire rapidamente i nuovi personaggi che possono essere aggiunti al party e o cambiati temporaneamente. Il nostro party può arrivare fino ad un massimo di 5 persone.

I combattimenti e tutto quello che succede tengono conto del livello dei personaggi, dei mostri ed altro. Chi ha giocato a D&D non troverà nulla di nuovo. Attacchi magici, colpi critici, danni magici, da veleno, da fuoco e tutto quello che il Fantasy offre. C’è anche la sequenza di attacco in base all’iniziativa. E poi le varie fasi del combattimento a turni con la scelta delle cose da fare. Si può anche fuggire (se i tiri di dado lo permettono).

knights of pen and paper 2 in game 2

Il tiro di dado (il D20, a 20 facce) è ovviamente una costante e sovente potremmo anche inveire contro la sorte perché si possono avere tutte le abilità che si vogliono ma se si tira 1 o 2 (e capita spesso) si possono passare i classici “cinque minuti”.

Anche lo spostamento per le varie zone della vasta mappa è regolato dai dadi: se la sorte ci assiste con un “20” è anche possibile trovare oggetti interessanti. In caso contrario aspettiamoci viaggi più lunghi farciti da incontri non graditi o da deviazioni sul percorso originario.

Ogni combattimento portato a termine, ogni quest superata offrono punti esperienza, necessari per far salire di livello il proprio party e quindi renderlo più efficace e potente potenziando ad ogni “livellamento” una abilità, le classiche monete d’oro ed oggetti che possono essere conservati nell’esiguo inventario (riteniamo sia una cosa positiva) e quelli in eccesso vengono inviati direttamente nella riserva, una sorta di baule sempre attivo.

C’è, naturalmente, la possibilità di craftare alcuni oggetti per realizzare armi ed armature più potenti o ancora di acquistare e vendere equipaggiamento, pozioni e così via.

Insomma, Knights of Pen and Paper 2 offre tutto quello che gli appassionati di gdr possono sperare. La difficoltà permette anche ai neofiti di svolgere i propri compiti senza troppe frustrazioni. Per quelle (le frustrazioni) ci pensa il dado che anche in innocui accampamenti durante le missioni per recuperare forze ed energie può essere nefasto ed un 1 o un 2 per far comparire simpaticamente mostri che interrompono il riposo.

Questo non vuol dire che il titolo sia facile, ma semplicemente non vuole essere ostico con i neofiti ai quali anzi strizza l’occhio.

L’espansione Fist of +1 Fury aggiunge nuovi mostri al già vasto bestiario, nuove quest ed il Monaco ad aggiungere ancora più profondità e longevità alle storie che si susseguono nel lontano Regno di Paperos.

QUEI PIXEL CHE CONQUISTANO

knights of pen and paper 2 in game 3

Abbiamo già parlato dell’aspetto grafico in Pixel Art ispirato chiaramente alle produzioni 16 bit. Il design è molto curato ed è vario e benché il gioco sia nato per i dispositivi mobile, anche su Pc si fa apprezzare. Il titolo, lo ribadiamo, è disponibile anche per Mac e Linux ed ha bisogno di una configurazione minima irrisoria per funzionare.
A tratti sembra davvero di trovarsi davanti ad un “classico” Super Nintendo o Amiga ed in alcuni tratti (se ne accorgeranno i più grandicelli) sembra anche di rivedere il grande Commodore 64.

Le ambientazioni sono varie e fantasiose Animazioni minimali e sonoro ad hoc fanno il resto. A noi ha conquistato.

COMMENTO FINALE

Cosa aggiungere di Knights of Pen an Paper 2? Se avete apprezzato il primo episodio sicuramente non potrete non acclamare il secondo che potenzia ancora di più tutti quegli elementi che fanno parte del mondo “Ruolistico” cartaceo ma anche videoludico e che da ormai decenni appassionano milioni di giocatori.

C’è molta autoironia, una qualità apprezzabilissima, che pervade il titolo di Knn (ma anche il primo episodio) e che strizza l’occhio anche a chi non ha mai toccato un gioco di ruolo. Knights of Penand Paper2 riesce a spiegare in modo semplice le dinamiche e le atmosfere di una partita vera con tantissime sfumature. C’è il giocatore puntiglioso che vuole i punti esperienza, c’è quello che vuole essenzialmente combattere, c’è chi non vede l’ora di salire di livello e così via. E questo è evidenziato nei dialoghi generosi e gradevoli che fanno da intermezzo alle varie quest.

Un tributo simpatico, ben realizzato anche dal punto di vista tecnico (fare le cose semplici a volte può essere difficile) che premiamo senza particolari riserve. La nota stonata forse sta nella, inevitabile, ripetitività delle azioni.

 

Pregi

Pixel Art gradevolissima. Longevo. Divertente ed autoironico. Omaggio al mondo dei GdR. Adatto ai novellini.

Difetti

Benché sia tutto congegnato il tutto poi diventa ripetitivo.

Voto

8,5

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