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Belladonna, Recensione Pc

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Belladonna 4

Ambientazioni inquietanti, una storia più da leggere che da giocare (quasi) ed un discreto fascino condensati in circa un’ora di gameplay.

Dura tanto Belladonna e sono questi, in sostanza, i tratti distintivi di questa avventura grafica punta e clicca molto classica, ben congegnata con spunti interessanti ma oggettivamente troppo breve sviluppata da Niklas Hallin, noto anche come Neckbolt e pubblicata da Black Shell su Steam a fine febbraio di quest’anno.

Andiamo rapidamente ad esaminare il gioco, senza ovviamente fare pericolose anticipazioni su quel poco che c’è da giocare.

TRAMA OSCURA ED INTERESSANTE

Belladonna 3

Gli spunti narrativi di Belladonna sono interessanti. La storia si ispira palesemente al classico Frankenstein ma vede come protagonista una giovane ragazza calva, con un congegno meccanico (simile a quello di un carillon) conficcato in testa risvegliata dalla morte alla quale è stata svuotata la memoria che si rianima in un laboratorio oscuro presumibilmente al termine di un esperimento di assemblaggio.

La ragazza si sveglia ed è subito in cerca degli elementi mancanti. Tra atmosfere lugubri, un buon game design, possiamo definire interessante il gioco.

GAMEPLAY INTUITIVO E… DA LEGGERE

Belladonna 1

Il gameplay di Belladonna si tinge di sfumature classiche. Chiunque abbia giocato ai punta e clicca sa a cosa ci stiamo riferendo. Si interagisce con gli oggetti indicati, si raccolgono e si usano tra di loro o con altri ambienti per risolvere gli enigmi e capire chi siano e che fine abbiano fatto gli abitanti della villa-laboratorio dove è imprigionata.

Dicevamo che molto si basa sulla lettura degli appunti sparsi per le varie (e poche) ambientazioni del gioco. Questi (benché in lingua inglese) aiutano a fare un po’ di chiarezza sulla trama che per ovvi motivi non vi sveleremo. Il nostro compito è un altro.

Belladonna prende anche il nome da una pianta velenosa che sarà anche elemento di una scelta (obbligata) da fare durante la trama per proseguire. Evitiamo le possibili polemiche sul suo impiego dicendo solo che probabilmente l’autore avrebbe potuto prendere spunto dal primo Monkey Island ma che per esigenze di coerenza della trama (oscura dai risvolti tragici) ha sicuramente preferito essere più estremo.

La risoluzione dei puzzle, torniamo a parlare del gioco, è piuttosto elementare: un paio sono anche divertenti ma il grado di sfida generalmente non è mai troppo elevato. Avremmo sinceramente preferito meno pagine di storia e retroscena da raccogliere e più enigmi (e magari ambientazioni) da risolvere. Pazienza.

La sorpresa, semmai, è come detto, la brevità dell’opera ed è un peccato perché sembra quasi di essere di fronte ad un prologo e non ad un gioco completo.

Sorprende anche l’atmosfera e per questo ci saremmo anche aspettati una longevità ben più possente e magari qualche approfondimento ed ovviamente più ambientazioni.

COMPARTO TECNICO

Belladonna 2

Il lato tecnico di Belladonna è valido. Non possiamo lamentarci più di tanto vista la natura squisitamente indie di questa produzione. Graficamente parlando abbiamo un buon riscontro in termini di design e dettagli. Il design è apprezzabile anche se qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte alle forme della protagonista.

Ci sono punti dove l’aspetto scende un po’ di livello nei dettagli che appaiono grossolani. In altri frangenti, invece, l’occhio è ben ripagato. L’inventario è funzionale e l’interfaccia è semplice, il che non guasta ed aiuta anche il gameplay. Il doppiaggio dei due personaggi è approssimativo ma le musiche vanno in soccorso ed aiutano l’atmosfera.

CONCLUSIONI

Belladonna racconta una storia interessante ma triste che si ispira a Frankenstein e dà alcune altre sfumature. Tecnicamente non c’è molto da eccepire: si tratta pur sempre di un prodotto indie ed a basso costo che però è ben realizzato nonostante alcune pecche. Nulla di grave però.

Un gioco non si dovrebbe mai giudicare dalla sua durata ed anche qui la longevità non influirà sul voto ma è nostro dovere scrivere che ci saremmo aspettati, visti anche gli standard odierni al di la del fatto di essere indie o meno, decisamente di più.

Un’ora o poco più per risolvere il tutto ha l’aria di una demo o di un prologo e non di una storia completa. Si perde più tempo a leggere (soprattutto a tradurre) gli appunti sparsi che effettivamente ad esplorare ed a risolvere gli enigmi. Il grado di sfida è oggettivamente molto basilare.

Si ha la sensazione che se il progetto fosse stato portato avanti su Kickstarter ed avesse raggiunto un obiettivo minimo, probabilmente staremmo parlando d’altro.

Senza dubbio vale la massima: un bel gioco dura poco perché Belladonna a noi ci è piaciuto, merita una sufficienza piena grazie ad una buona realizzazione ed una bella atmosfera lugubre, però…


Pregi

Complessivamente solido. Storia interessante. Ottima atmosfera.

Difetti

(non influisce sul voto) Troppo corto. Grado di sfida estremamente elementare.

Voto

6,5

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