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Guild Of Dungeoneering, Recensione Pc

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Lo sconfinato universo indie porta con se tanti giochi interessanti sotto tutti i punti di vista. E’ però difficile al giorno d’oggi riuscire ad essere originali.
Bene, Guild of Dungeoneering, titolo firmato da Gambrinous uscito la settimana scorsa su Steam per Pc Windows e Mac grazie al publisher Versus Evil (il prezzo è di 14,99 euro mentre a 19,99 euro c’è la Deluxe Edition che include la colonna sonora), prova a stuzzicare il pubblico. E lo fa proponendo, lo diciamo fin da subito, un simpaticissimo mix tra gioco di ruolo, gioco di carte e sfumature roguelike che andremo a descrivere nei paragrafi seguenti.

Il tutto accompagnato da uno stile canzonatorio ed auto ironico che risulta essere in molte fasi davvero divertente. Si perché uno dei pregi di questo titolo è quello di essere spietato senza però prendersi troppo sul serio. Come quasi tutto quello che ci circonda può piacere o non piacere ma a nostro avviso è un buon punto a suo favore.

Riuscirà il resto ad essere all’altezza? Buona lettura.

CARTA E MATITA, INIZIA L’AVVENTURA

Quello che salta subito agli occhi una volta installato il gioco è il suo particolare stile grafico. Guild of Dungeoneering sembra essere disegnato a matita. Essenzialmente bianco e nero ma qua e la alcune spruzzate di altri colori.

Lo stile è quello delle caricature. Personaggi, mostri, equipaggiamenti, dungeon ed altro, hanno delle fattezze rotonde, mai seriose. E questo tono canzonatorio è presente in tutto il gioco. Le missioni che si susseguono sono tantissime e porteranno i giocatori ad esplorare tanti anfratti di un regno popolato da mostri che nasconde gloria e tesori.

Noi, come fondatori, proprietari e factotum, della nostra gilda di eroi, decideremo quali quest affrontare, quali eroi mandare ed anche come evolvere ed ingrandire la nostra “corporazione” ed il nostro “castello” acquistando grazie alle ricompense delle missioni, stanze, equipaggiamento, oggetti speciali che danno bonus permanenti agli eroi durante le missioni, assoldando anche nuovi campioni da mandare in lungo ed in largo in questo grande regno da salvare accumulando tesori.

DUNGEONEERING, IL GAMEPLAY TUTTO RUOTA ATTORNO A NOI

Il gameplay di Guild of Dungeoneering è sicuramente uno dei suoi punti forti. Unire alcuni generi miscelandoli in fasi di gioco estremamente elementari semplificando il tutto ma al contempo rendendo il grado di sfida sempre interessante è stato certamente difficile da implementare.

Abbiamo detto ad inizio recensione che il gioco è un mix di più generi. Bene, una volta iniziata la missione, avremo a disposizione alcune carte. Queste sono di diverso tipo ed includono la possibilità di aggiungere corridoi, stanze ed altre ambientazioni al dungeon che stiamo esplorando (può essere utile per realizzare vie di fuga ed evitare ostacoli, o per raggiungere più facilmente un determinato punto). La mappa, quindi, ha una sua base che però può essere modificata in modo casuale (a seconda delle carte che la sorte farà uscire) a proprio piacimento.

Ci sono anche le carte mostro, e noi come un dungeon master, piazzeremo dove vorremo questi nostri antagonisti, senza dimenticare il loot, ovvero il raccolto in monete o in equipaggiamento che si riceve dopo aver risolto in nostro favore un combattimento, capace di dare bonus decisivi. Combattenti, ingegneri, giocatori e dungeon master in contemporanea. Si, il gameplay ruota tutto attorno a noi.

CARTE, MAGIE, MAZZATE, STRATEGIA E SORTE

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Arriviamo a parlare del combattimento. Anche questo, naturalmente, è gestito dalle carte. Il nostro eroe inizialmente non avrà grandi poteri. L’equipaggiamento del resto fa la differenza assieme alla sorte.

Quando incontreremo un mostro si aprirà la fase di combattimento a turni. Le carte gireranno randomicamente ma è ovvio che se avremo un equipaggiamento importante avremo più possibilità di eliminare il nemico che ci si pone davanti.
Come ogni gdr che si rispetti, ogni cattivone ha il proprio livello, poteri ed equipaggiamento. Più forte il mostro che sconfiggeremo, più succulenta sarà la ricompensa viste le difficoltà nel batterlo. Ogni mostro abbattuto, inoltre, ci farà avanzare di livello il nostro personaggio. Sarà importante anche scegliere il tipo di classe al nostro eroe e decidere se è preferibile, equipaggiarlo con armi da mischia, cappe magiche, bacchette, ed altro. Del resto, che buon gdr sarebbe? Sarà pure fondamentale imparare ad ambientarsi ed a conoscere i nemici.

Ad esempio: il bandito è meno forte se chiuso in un vicolo cieco; lo scheletro si prende il doppio dei danni se inflitti un certo numero tutto in una volta, mentre l’elementale del fuoco brucia la casella di gioco infliggendo un danno per turno. Va da se, quindi, che anche un po’ di strategia non guasterà per avere ragione del male. Stesso dicasi per la scelta delle carte durante i combattimenti…

Anche per i combattimenti ci sono diverse tipologie di carte nel nostro mazzo che vengono aggiunte a seconda del nostro livello ed equipaggiamento: difesa, doppia difesa, attacco e difesa, danni magici, ripristino di un punto vita e così via.

Semplice quindi come concetto, un po’ meno come risoluzione favorevole degli incontri soprattutto se si vaga in labirinti con poco da raccogliere. Anche la fortuna ha il suo buon ruolo per il successo o il disastro.

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La componente roguelike si materializza quando perdiamo lo scontro. Il nostro eroe muore e va al cimitero della gilda (ed il suo “raccolto” sarà custodito dalla gilda e sarà utile ad acquistare nuovi oggetti) dove sarà ricordato con una lapide e delle statistiche. E non ci stupiremo di trovare cimiteri di gilde stracolmi di lapidi.

Il gioco, comunque, offre un gameplay interessante, vario, tante cose da fare (anche se molto simili ma è inevitabile) con un grado di sfida bilanciato nonostante tutto. Tantissime le missioni che si differiscono. In alcune bisogna abbattere un certo numero di mostri, in altre bisogna conquistare il contenuto di determinati forzieri, in altre ancora dovremo abbattere un determinato boss, in altre ancora avremo a disposizione un certo numero di turni prima dello scontro finale con il boss che ci cerca (faremo anche le prede in alcuni frangenti).

Facile da giocare, difficile da dominare e comunque, questo potrebbe attrarre molti appassionati e non dei giochi di ruolo. E poco importa che il titolo sia in inglese. Tutto è molto semplice ed intuitivo con un’interfaccia diretta ed immediata.

GRAFICA GRAZIOSA, MUSICHE SPLENDIDE

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Dal punto di vista tecnico, Guild of Dungeoneering sfoggia, come già detto, una grafica che sembra disegnata con matita su fogli di carta. Lo stile è molto rotondo, sul deforming, e ricorda l’aspetto di alcuni giochi da tavola in stile Munckin per intenderci.

Potrebbe peccare di varietà benché il numero di carte da utilizzare, sia durante l’esplorazione sia durante i combattimenti, è elevato ma è chiaro che tutto tende a ripetersi. Poco male, praticamente tutti i gdr “da tavolo” hanno queste caratteristiche. Guild of Dungeoneering lo possiamo definire come un gioco di ruolo da tavolo effettivamente.

Altro pezzo forte del lavoro di Gambrinous sono le musiche capaci di donare atmosfera al gioco. Geniali i brani in stile cantastorie che narrano, a seconda degli eventi, le nostre azioni. Che sia la morte di un nostro combattente o che sia la risoluzione di una quest. Ovviamente anche qui, il tono beffardo e canzonatorio la fa da padrone.

COMMENTO FINALE

Guild of Dungeoneering è un titolo azzeccato. Gambrinous, un piccolissimo studio indie, ha confezionato un gioco simpatico riuscendo ad unire in modo piuttosto liscio diversi generi. Il comparto tecnico benché essenziale rende molto bene e parti del gameplay sono interessanti.

In pratica saremo noi a scriverci il nostro destino. Gloria o disfatta si alterneranno perché le difficoltà e le insidie delle varie missioni sono sempre dietro l’angolo. Diversi i punti forti: l’ironia, il tono canzonatorio ed una realizzazione tecnica pulita senza fronzoli e senza sbavature. Di questi tempi non è facile. Se amate i giochi da tavola, i gdr, le atmosfere dungeon & dragon dai toni canzonatori, nonché musiche da cantastorie, missioni impossibili ed un gameplay immediato, Guild of Dungeoneering fa al vostro caso.

Certo, i puristi del gioco di ruolo, potrebbero trovarlo “semplice”, ma è molto più profondo di quel che sembra ed è adatto ai neofiti: una simpatica introduzione al mondo Fantasy dei giochi di ruolo. Piccolo, ma con una spiccata personalità.


Pregi

Davvero simpatico. Realizzazione tecnica pulita. Grafica graziosa. Ottimo sonoro. Longevo.

Difetti

Forse l'effetto fortuna nei combattimenti è un po' elevato. Alla lunga diventa un po' ripetitivo.

Voto

8

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