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To End All Wars, Recensione Pc

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La Grande Guerra è uno dei capitoli più dolorosi della storia. Cento anni fa la vecchia Europa era in subbuglio per la Prima Guerra Mondiale.

Il certosino lavoro di Ageod – team specializzato in questo genere di giochi come Pride of Nations e Civil War II – ha dato recentemente alla luce To End All Wars, un wargame “all’antica” (passateci il termine) pubblicato dal publisher Slitherine su Steam per Pc Windows.

Un titolo che ricostruisce strategicamente in forma videoludica quanto accaduto sui campi di battaglia. E lo fa, lo diciamo subito a scanso di equivoci, in modo esemplare trasportando il giocatore in un contesto strategico-militare piuttosto raffinato dal punto di vista del gameplay ma, è giusto mettere i puntini sulle i, si tratta di un gioco adatto agli appassionati.

CHE COSA E’ TO END ALL WARS

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Abbiamo detto che si tratta di un wargames all’antica, ovvero uno classico strategico a turni che però richiede tantissima attenzione prima di ogni mossa.

Il motivo è presto detto: il gioco tiene conto di decine e decine (ed ancora decine) di variabili. Schermate riassuntive da leggere scrupolosamente (in inglese, spagnolo o francese), dove le statistiche sulle truppe, sui territori ma anche sulle condizioni climatiche delle varie regioni potranno influire sul buon esito di quanto pensato e fatto.

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Ripetiamo: si tratta di un titolo dedicato agli appassionati della strategia. Ancor più agli estimatori del genere storico che apprezzano ogni singola sfaccettatura (e sono molteplici) del gameplay, dei dettagli al punto che alcuni titoli Paradox sembrano molto più diretti.

In To End All Wars, si rischia di fissare lo schermo per minuti senza saper decidere il da farsi. Imparare a padroneggiare le meccaniche di gioco non è facile e l’infarinatura data dal Tutorial è piuttosto leggera per sperare di poter fin da subito destreggiarsi in quella che è la fine arte della guerra… si fa per dire… E l’avventatezza non paga. Mai.

I testi sullo schermo, inoltre, sarebbero potuti esser più leggibili, ma suvvia, si parla di dettagli comunque correggibili.

LA GRANDE GUERRA, FAZIONI ED ALTRO

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Andiamo a descrivere (per quanto ci vorrebbe uno speciale che potremmo anche proporre più in la) piuttosto rapidamente il gameplay del gioco. To End All Wars permette di prendere il controllo di una delle super potenze che monopolizzarono la Grande Guerra.

La Germania e l’impero austro-ungarico; l’asse orientale, formato da Russia, Serbia e Montenegro; infine l’asse occidentale, formato da Francia, Belgio e Regno Unito.

Il gioco include anche quattro campagne. E dopo… viene il bello perché la gestione di tutti gli aspetti della Guerra non sarà per niente facile. Si dovranno consultare i vari generali per poi vedere cosa propongono l’esercito ma non finisce qui.

Bisognerà dare un’occhiata alle numerosissime statistiche che forniranno un quadro completo della situazione, ma anche alla diplomazia ed alla ricerca militare. Le sorti in battaglia dipendono come non mai dalle nostre azioni/decisioni e più si giocherà, più si affineranno certi meccanismi (soprattutto mentali) che bisognerà prima sbloccare e poi oliare.

La mappa dell’Europa è tipica dei wargame da tavolo ed offre una panoramica interessante di tutto. Una partita può durare moltissime ore e, anche questo è un aspetto assolutamente da non sottovalutare, è tutto rigiocabile.

Ogni partita sarà completamente diversa dall’altra. Non solo perché si può scegliere un’altra fazione ma anche perché la gestione dell’insieme include così tante opzioni che si potrà modificare, o affinare ancora di più il proprio stile di gioco, la propria tattica occupandosi di una cosa che, magari, in precedenza si era trascurata come ad esempio porre maggiormente l’accento sull’attacco e difesa con le truppe di terra, o sfruttare le flotte o ancora sfruttare altre unità piuttosto che altre per ottenere risultati in battaglia vantaggiosi.
Senza dimenticare la presenza delle unità di aria: aeroplani e dirigibili ad esempio possono comunque cominciare a fare la differenza. Assedi, guerra di logoramento ed altro, tutto sarà possibile.

Ma si può condurre una campagna puntando sulle truppe di terra, mentre in un’altra si possono sfruttare di più le truppe navali e così via. Senza dimenticare gli aspetti gestionali: risorse, economiche ma anche la diplomazia ed il morale della propria nazione forniranno spunti di riflessione sul come agire.

Gli esempi fattibili sono davvero moltissimi, anche perché ci sono a disposizione decine di unità diverse, ma speriamo abbiate chiaro il quadro generale del gioco.

MASTODONTICO MA CON QUALCHE INCERTEZZA

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Andiamo a vedere adesso un po’ l’aspetto tecnico del gioco. L’interfaccia è piuttosto classica e mostra fin da subito l’enormità di tutti i dati da tener conto.
Del resto bisognerà gestire le gesta di centinaia di leader militari; di circa 900 tipi di unità (da quelle a cavallo, a quelle corazzate, alle flotte navali ai dirigibili) di 20 nazioni e 60 subfazioni, le spese militari, le tecnologie da migliorare e così via.

Prima di padroneggiare il gioco sarà fondamentale imparare a capirla bene, diversamente tutto sarà incompleto e difficile.

Gli estimatori del genere non troveranno difficoltà ad imparare le scorciatoie con la tastiera. Gli altri potrebbero non apprezzare.

Graficamente To End All Wars è carino. Fa egregiamente quello che deve fare: illustrare un gameplay ad ampio raggio.
E lo fa al meglio anche se chiaramente questo genere di giochi non punta per niente sulla grafica (ricordate i vecchissimi titoli SSI? La grafica era nulla. Non siamo a quei livelli ovviamente ma l’esempio era per farvi comprendere come il titolo in questione badi più alla sostanza… e ne troviamo tantissima).

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L’azione vera e propria si svolge su una enorme mappa che rappresenta l’Europa, parte del Medio Oriente e dell’Asia nonché dell’Africa suddivise in centinaia di piccole regioni ognuna con la propria caratteristica geografica che influirà sulle battaglie. Anticipiamo l’acqua calda dicendo che molto probabilmente attaccare la Russia in inverno non è esattamente una scelta tattica brillante.

L’Africa, il Medio Oriente e l’Asia saranno però rappresentate da mappe speciali (più raccolte rispetto all’enorme regione europea.

Su questo enorme scacchiere, composto da oltre 3.000 regioni, troveremo i diversi eserciti, le molteplici unità e tanto, tanto altro. Accennavamo, piuttosto, a qualche incertezza. Alcuni caricamenti sono lunghi e sembra che il programma traballi un po’.

Di contro, chi vuole una sfida valida, avrà pane per i propri denti. L’Intelligenza Artificiale è piuttosto raffinata e riuscirà a mettere in difficoltà i giocatori, soprattutto i meno avvezzi o i meno esperti del genere

Tanta bravura militare si traduce in diversi caricamenti, già accennati prima. Insomma, non aspettatevi una Guerra Lampo, ma piuttosto state attenti ai lampi di guerra.

C’è anche il comparto multiplayer che si gestisce tramite e-mail. No, non siamo tornati a 15 anni fa, ma è la realtà. Questo perché la complessità è tale (e non sacrificabile) da sconsigliare azioni avventate. E come abbiamo già scritto, ogni mossa potrebbe richiedere ore ed ore.

CONCLUSIONI

Manicale fino all’osso, nel miglior senso possibile, To End All Wars non è un gioco adatto ai neofiti. O meglio, chi vuole avvicinarsi seriamente al genere può anche farci un pensierino col rischio però di prendere bastonate ripetute. Certo, da qualche parte bisognerà iniziare anche se iniziare con un titolo del genere sembra arduo.

Purtuttavia, chi ha molta pazienza potrebbe interessarsi a questo genere per non abbandonarlo più perché bisogna ammettere che se si prende padronanza anche i più piccoli risultati bellici o tattici danno grossissima soddisfazione ed accrescono l’autostima (probabilmente non solo videoludica).

Tornando al gioco: l’interfaccia è complessa e fa il suo dovere mentre i testi avrebbero potuto essere più grandi. Peccato non ci sia l’italiano (sempre meglio non averlo piuttosto di leggere scritte in l’italiondo, o l’italiese) che senza dubbio avrebbe facilitato non poco l’apprendimento.

Strategicamente parlando, gli appassionati e soprattutto estimatori dei titoli di questo genere, potranno divertirsi per centinaia di ore. Quattro campagne completamente rigiocabili daccapo.

Alcuni dettagli, però, sono migliorabili. I tempi di attesa da un turno e l’altro sono lunghi mentre i tutorial, ribadiamo, non aiutano moltissimo.

Sotto tutti gli altri aspetti, però, Ageod ha svolto un lavoro mirabile dando vita ad un gioco sulla Prima Guerra Mondiale impegnativo ma che darà ampia soddisfazione agli amanti dell’arte militare.


Pregi

Semplicemente mastodontico. Strategicamente offre tantissimo. Intelligenza Artificiale interessante. Gameplay ad ampissimo raggio. Ampio fattore di rigiocabilità. Longevo.

Difetti

Un po' troppo complicato. Potrebbe scoraggiare i neofiti. Tempi d'attesa troppo lunghi tra i turni. Qualche incertezza sulla stabilità.

Voto

8

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