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(Recensione pc) The Dark Eye: Chains of Satinav

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The Dark Eye Chains of Satinav cover

Il mondo videoludico torna a parlare di Aventuria, il grande regno ad ambientazione medievale fantasy, cuore pulsante del famoso gioco di ruolo Dark Eye (conosciuto in Italia come Uno Sguardo nel Buio) e reso piuttosto famoso dalla serie ruolistica per pc Drakensang.
Bene, questa volta il nome del gioco di ruolo cartaceo è stato accostato ad un’avventura grafica punta e clicca il cui titolo completo è The Dark Eye: Chains of Satinav.
Il videogioco è realizzato da Daedalic Entertainment, software tedesca specializzata proprio in questo genere ed autrice, tanto per citare alcuni giochi di successo recenti, della serie Deponia Chains of Satinav ed è stato pubblicato lo scorso 31 agosto su pc con supporto a Steam. In questa nostra recensione descriveremo cosa abbiamo trovato e provato.

GERON, DA SFORTUNATO ACCHIAPPA UCCELLI AD EROE…

The Dark Eye Chains of Satinav in game 1

Prima di addentrarci nei meandri tecnici del gioco, parliamo un attimino della trama. Il protagonista iniziale (e di tutta la storia) è Geron, un umile acchiappa uccelli apprendista del famoso cacciatore Gwinnling che non naviga nell’oro, un giovanotto dal grande potenziale ma malvisto dalla popolazione di Andergrast che lo accusa di portare sfortuna. Secondo quasi tutti gli abitanti della cittadina incastonata ad Aventuria, infatti, il ragazzo è un piantagrane e quindi è una persona da evitare a tutti i costi, anche al limite della decenza personale, come vederete nel gioco.
Tuttavia, Geron, che ha il “potere” di mandare in frantumi i piccoli oggetti fragili (ben presto ce ne renderemo conto e questo darà una nota di colore in più, ndr) è una persona volitiva e sa cavarsela anche se è ignaro di quanto sta succedendo.
Una sfida vinta con furbizia e scaltrezza, lo pone all’attenzione del sovrano di Andergrast, re Efferdan. Quest’ultimo, preoccupato da una strana invasione di corvi capaci di mettere a soqquadro le stanze del suo castello proprio in prossimità della visita della regina di Nostira, gli conferisce l’incarico di cacciare via i pennuti dal castello.

UN EROE CHE MATURA DURANTE L’AVVENTURA

the dark eye header

Qui comincia la vera e propria avventura che vedrà Geron affrontare le prime peripezie, avere visioni, vedere il suo mentore (Gwinnling) perire in circostanze non chiare e fare la conoscenza di Nuri, una graziosa fatina che inizialmente lui avrebbe dovuto uccidere per poter dare il via alla liberazione di Andergrast da questo oscuro maleficio. Da questo suo nobile gesto nasce una coppia interessante capace di compensarsi e protagonista di tante vicende che iniziano con la fuga da Andergast per trovare la soluzione al problema ben più grave che incombe.
Nuri, come una fatina buona che si rispetti, non sa mentire; Geron, invece si. Nuri ripara gli oggetti, Geron li rompe. Fatta questa brevissima considerazione, la trama ha un crescendo. Non aggiungeremo certo altri dettagli alla storia perché vi toglieremmo il gusto di viverla e giocarla direttamente come merita. Aggiungiamo che, secondo noi, è tutto ben orchestrato ed è capace di offrire ore di gioco intense.

UN COMPARTO TECNICO MOLTO BUONO, PUR CON QUALCHE INCERTEZZA

The Dark Eye Chains of Satinav in game 2

Ed andiamo al comparto tecnico di The Dark Eye Chains of Satinav. L’occhio, come spesso si dice, vuole la sua parte ed il gioco offre molto. Le ambientazioni fantasy ed i fondali sono molto belli e fanno immergere il giocatore nella giusta atmosfera.
Chi vi scrive, ricorda emozioni simili con il vetusto King Quest V e quindi stiamo parlando di oltre vent’anni fa. Un bel tuffo nel passato ma con tecniche odierne. Chains of Satinav riesce ad ammaliare gli occhi grazie a fondali davvero ricchi e ben disegnati. E sempre nell’ambito dei ricordi, è bello rimanere anche più del dovuto in una location per ammirarne il design e lo stile. Le ambientazioni da esplorare e visitare sono molte e variegate. Una realizzazione artistica di altissimo livello. Di contro, dove il complesso incanta, alcuni dettagli non sono esattamente perfetti. Alcune animazioni sono incerte (e non dipende dal comparto hardware a nostra disposizione, ndr). Le espressioni facciali, inoltre, sono migliorabili. Manca il quid che le renderebbe memorabili, al pari dei fondali.I filmati di intermezzo, invece, sono piuttosto ben fatti e caricano la trama di atmosfera. Il sonoro è composto da ottimi pezzi (di alto livello il tema iniziale, molto orecchiabile e di impatto), gli effetti sonori sono apprezzabili mentre anche il doppiaggio in inglese ha degli alti e bassi. Attenzione, nulla di insormontabile, ma a volte abbiamo l’impressione che le voci non rispecchino il personaggio al quale sono state abbinate.
La voce narrante, di contro, fa il suo dovere in modo egregio, così come anche quelle dei personaggi principali. Sono alcune espressioni che ci sembrano non adeguate.
Il game-play usufruisce di un’interfaccia piuttosto classica, a scomparsa, dove notiamo l’inventario degli oggetti raccolti e le classiche opzioni di gioco, salvataggio, accesso mappa e così via.
Le azioni, come nei titoli del genere, si regolano grazie ai pulsanti del mouse. C’è anche la possibilità di interrogare l’interfaccia per vedere i punti della location con i quali interagire per risolvere gli enigmi proposti.
La giocabilità è di stampo assolutamente classico. Bisognerà osservare, raccogliere, parlare per avere informazioni, studiare come utilizzare un determinato oggetto o combinarlo con altri. Nulla che non si sia fatto in precedenza in altre avventure grafiche punta e clicca.
Daedalic Entertainment si è mantenuta su un approccio tradizionale. Il tutto, per noi italiani, è accompagnato da sottotitoli nella nostra lingua che rende comprensibile e godibile ogni momento del gioco.

COMMENTO FINALE

E’ bello sapere che ai giorni nostri si possa contare ancora su software house che si impegnano nello sviluppo di avventure grafiche punta e clicca di livello.
I giochi di questo genere non sono tantissimi ma comunque non si può dire che siano nemmeno pochi. The Dark Eye Chains of Satinav strizza l’occhio agli amanti del fantasy. Ci sono tutti gli ingredienti narrativi, grafici e musicali per accompagnare e deliziare per ore il giocatore nel suo cammino.
Chains of Satinav offre anche una storia lunga ed una trama ben congegnata che gli estimatori del genere apprezzeranno sicuramente. Il livello di difficoltà è piuttosto calibrato ed anche chi si affaccia per la prima volta al genere può comunque cavarsela: utili i suggerimenti. Non è tutto rose e fiori, ci sono alcune piccole incertezze tecniche, alcune sbavature nel sonoro che a volte appare come “registrato” e non armonizzato al contesto. Tuttavia, sono incertezze temporanee. Effimere. I dialoghi e le cose da scoprire e da fare terranno molto occupati i giocatori. Ben fatto Daedalic.

PREGI: Nel complesso una grafica molto bella. Musiche accattivanti. Game-play corposo e di sostanza. Gli amanti del fantasy e delle avventure punta e clicca lo apprezzeranno.

DIFETTI: Alcune piccole incertezze tecniche.

VOTO: 8,5/10

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