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Dino Dini’s Kick Off Revival, Recensione Pc

Kick Off ha segnato un’epoca. Per molti videogiocatori di fine anni ’80 è stato il primo vero amore calcistico capace, soprattutto, su Amiga ed Atari ST di inchiodare per ore ed ore centinaia di migliaia di appassionati con l’intento di migliorarsi e segnare gol quanto più sofisticati e spettacolari.

La peculiarità di Kick Off era il controllo di palla che aveva una fisica indipendente. Bisognava metterci impegno per controllare la sfera che non era attaccata ai piedi. Inoltre anche le dimensioni ed i rapporti tra campo e calciatori si ispiravano quanto più possibile a quelle reali. Il tutto dava una libertà d’azione mai vista prima di allora (ricordiamo tra i pochi titoli paragonabili Emilyn Hughes International Soccer) con azioni manovrate, di prima, assoli sguscianti, tiri da tutte le posizioni, dribbling funambolici anche ai danni dei portieri e così via. E se le prime volte era difficile, tutto si apprendeva piuttosto rapidamente con miglioramenti veloci e costanti anche se, per padroneggiare il tutto ci sarebbe voluto molto olio di gomito e tanta esperienza.

Dino Dini, che allora lavorava per Anco, trovò la formula magica, quella che all’epoca segnò il primo solco tra i semplici giochi e le simulazioni. Con Kick Off 2 ci fu un nuovo miracolo: l’aftertouch, ossia la possibilità di dare l’effetto ai tiri. Cosa che già esisteva in alcuni titoli (ricordate Microprose Soccer?) ma unire questa ulteriore caratteristica a quel tipo di fisica era qualche cosa di straordinario ed ampliava ulteriormente il gameplay con una straordinaria varietà di azioni da gol supplementari. I vari datadisk non aggiunsero solo le squadre ma anche caratteristiche peculiari: il fuorigioco che (stranamente) non faceva parte del pacchetto originario e la possibilità di effettuare rovesciate ed anche superfici di gioco supplementari rispetto alle quattro in dotazioni. In più c’era anche l’interazione con Player Manager che permetteva di importare le proprie tattiche personalizzate. Cose mai viste ai tempi.
Dino Dini non firmò Kick Off 3, che uscì sempre ad opera di Anco, ma realizzò Goal sotto etichetta Virgin Games. Fisica ancora migliorata ma con qualche cosa in meno in termini di libertà anche se la possibilità di siglare reti spettacolari era rimasta immutata e le giocate strappa applausi erano all’ordine del minuto.

E con la storia chiudiamo qui scusandoci anche per il lungo preambolo per introdurre il ritorno di questa serie su Pc con Dino Dini’s Kick Off Revival.  In vero, questo titolo ha fatto il suo esordio non troppo fortunato, diciamo così, su PS4 e PS Vita nel giugno dello scorso anno. The Digital Lounge, Plug In Digital e Koo Games hanno sviluppato assieme al guru e papà della serie Dino Dini, il gioco di cui andiamo a parlare.

Da qualche giorno, quindi, questo revival è disponibile anche su Steam per gli utenti Windows. Ecco cosa ne pensiamo.

UN’IMPATTO DEVASTATE

Dino Dini s Kick Off Revival C

Non nascondiamo che – al di là di quanto successe lo scorso anno su console – la voglia di provare questo gioco era rimasta immutata ed erano tante le speranze di tuffarsi in modo sano, magari un po’ nostalgico, in quel gameplay che ci rubò centinaia se non migliaia di ore negli anni più spensierati.

Gli occhi a cuoricino nel leggere le parole Kick Off, Dino Dini e Revival in uno stesso titolo non furono scalfiti neppure da quanto letto e visto. L’impatto, però, è inutile girarci in tondo, è devastante. Non c’è l’immediatezza di Kick Off.

Il sistema di gameplay ricorda l’idea del concetto originale ma stranamente è stato reso decisamente più complicato. Ne deriva che per cominciare a fare le prime azioni sensate ci vogliono ore ed ore di pratica, travasi di bile ed epiteti mandati a divinità reali ed inventate sul momento.

Tutto si basa sulla sensibilità e sulla tempistica della levetta sinistra del nostro joypad mentre per tirare e passare si utilizza unicamente la X. Non ci sono altri pulsanti da utilizzare (salvo i dorsali che serviranno ugualmente ad indirizzare la palla) durante la partita. Tiri ad effetto, lanci millimetrici, scivolate, colpi di testa, cross, tiri al volo controlli e tutto il resto si fanno in linea teorica con un solo pulsante ma è come si dosa la forza e come ci si muove che fanno la differenza tra un tiro a casaccio ed un raffinato assist che smarca un nostro giocatore davanti al portiere.

Il senso di frustrazione è elevato all’inizio: ci si aspettava fin da subito, memori delle nostre antiche gesta, di rinverdire i fasti di un tempo e di riscrivere la nostra storia video-calcistica con azioni da consegnare ai posteri che avrebbero poi issato in trionfo i nostri calzettoni (virtuali).

E’ evidente che si possa fare sostanzialmente tutto quello a cui eravamo abituati ma solo dopo tantissime ore di olio di gomito. Il gameplay è molto selettivo ma quando si comincia a prendere la mano, diventa quasi familiare e divertente benché non esente da alcune spine che sarebbero potute essere limate.

La fisica riscritta ci ricorda ovviamente Kick Off 2 ma anche Goal perché ad esempio, andando a velocità ridotta si semplifica il controllo di palla ed anche il dribbling ma bisognerà anche lavorare con i contrasti per evitare il ritorno degli avversari. In Goal questa cosa rendeva godurioso il sistema di dribbling perché ci si liberava di netto dell’avversario e si poteva poi con calma pensare alla giocata successiva. Qui no perché comunque il pallone tenderà a sfuggire. Molta attenzione nel dosaggio della forza per tiri e passaggi ma anche nella direzione. Si può rovinare una bella azione sparando alle stelle palloni apparentemente facili o ancor peggio fare tiri sbilenchi che la porta non la vedono neppure con i telescopi spaziali di ultima generazione. Questo, però, ci può stare. E torniamo sempre a dire: la differenza tra un giocatore ed un buon giocatore, tra uno scarso ed uno forte, tra uno forte ed un campione, tra un campione ed una star.

Al di là delle frustrazioni personali che poi possono lasciare il tempo che trovano, il sistema di gameplay per quanto punitivo può essere comunque apprezzabile perché tende a favorire, giustamente, i più costanti e chi ci crede di più. La differenza, spesso, tra la vittoria e la sconfitta è proprio questa.

Nulla da dire perché con qualche ora di allenamento si può cominciare ad imbastire giocate interessanti. Ma ci sono cose che non ci sono piaciute. Non c’è il fuorigioco. Sarà un revival ma in un videogioco che propone un sistema così simulativo (e che è peraltro dannatamente fiscali nelle scivolate), è assurdo che non ci sia l’offside anche se confidiamo sempre in qualche patch di aggiornamento. Signor Dini, il fuorigioco lo hanno messo anche nei vari titoli che richiamano il suo capolavoro originale.

E non c’è il retropassaggio al portiere: capiamo che lo spirito di Kick Off voglia essere elevato alla massima potenza ma omettere queste regole fondamentali del calcio è, a nostro avviso, molto grave. Ci sono anche alcune incongruenze: non ci sono piaciute le rimesse laterali con sincronizzazione decisamente migliorabili. Mentre è incredibilmente facile ed efficace variare tra le otto tattiche (purtroppo non editabili) durante la partita tramite levetta destra.

NOSTALGIA CHINAGLIA

Ma è comunque l’effetto nostalgia a farla da padrona. Effetto che poi diventa rammarico e delusione per determinati dettagli. Mancano proprio i dettagli. Le modalità di gioco sono ridotte all’osso. Oltre alle partite amichevoli, da soli con la CPU, o tra amici o con altri giocatori online, la sfida ai rigori e la modalità allenamento dove è possibile prendere confidenza con i vari fondamentali (controlli, passaggi, cross, tiri, dribbling e così via) ci sia soltanto la possibilità di disputare il campionato europeo che si è svolto in Francia lo scorso anno con l’opzione anche per cambiare i gironi. Ci sono tante nazionali ed è possibile anche selezionarne qualcuna extraeuropea ma solo per le amichevoli, ovviamente.

Per il resto, come contenuti, non c’è altro ed è un peccato perché su questo punto si sarebbe potuto lavorare di più. Che il gioco punti quasi esclusivamente sugli eventi in “campo” può anche starci ma qualche competizione in più sarebbe senza dubbio stata gradita.

CLASSICA VISTA DALL’ALTO: NOSTALGIA CHINAGLIA/2

Andiamo a parlare velocemente, perché non c’è tantissimo da dare neppure qui. Si è voluto, giustamente, restare sul classico con la visuale dal campo dall’alto.

Sono state aggiunte alcune piccolezze come il rigonfiamento della rete quando si segna o un movimento della rete quando la sfera tocca la parte esterna, le scivolate adesso lasciano i segni sul campo ed è possibile selezionare la durata dell’effetto sul terreno di gioco o lasciare i segni permanenti. Avrebbero, però, potuto evitare la breve introduzione per l’ingresso in campo dei giocatori. Si vede l’insieme di uno stadio (neppure troppo bello) con attorno quelli che dovrebbero essere palazzi. Grafica stilizzata ma ampiamente grezza al punto da rimanere interdetti. Se avessimo visto questo su un Amiga a metà anni ’90 non avremmo detto nulla. Su Pc nel 2017 (ed anche su console nel 2016) era ampiamente evitabile.

Avrebbero potuto togliere questo e magari pensare ad aumentare il numero di superfici di gioco nonché possibilmente a mettere gli effetti atmosferici e così via. Nulla di tutto ciò ed è un peccato. Ci fermiamo qui perché non c’è molto da dire. Ah, si, ci sono alcune musiche che non sono niente male. Giusto segnalarlo: sui primi Kick Off di fine anni ’80 le musiche erano assenti.

COMMENTO FINALE

Cosa aggiungere su Dino Dini’s Kick Off Revival? Abbiamo avuto la sensazione che con qualche accorgimento in più si sarebbe potuto fare meglio. Non parliamo dell’estrema difficoltà nel gameplay. L’impatto, come scritto ampiamente, è devastante ma pian piano e con costanza i miglioramenti ci sono benché per apprendere anche solo i rudimenti ci voglia molto tempo.

Spiace che le regole non siano state aggiornate e non capiamo il perché: a prescindere dalla parola del titolo “Revival”, il calcio si compone anche di alcune regole fondamentali quali il fuorigioco ed il retropassaggio al portiere. È inconcepibile non metterle.

È però sconsolante la mancanza di attività. Amichevoli (bene anche la presenza dell’online) ed il solo Europeo (oltre all’allenamento-tutorial) rappresentano un contenuto davvero troppo esiguo che non fa che aumentare il rammarico. Avrebbero potuto aggiungere anche altre superfici, magari le condizioni atmosferiche ed altri piccoli dettagli che sicuramente ci avrebbero fatto esultare come Grosso nella semifinale con la Germania ai Mondiali del 2006 o come Tardelli nell’82. Niente di tutto ciò. E non è neppure possibile agire sulle tattiche.
La speranza è che il buon Dino Dini possa successivamente aggiungere contenuti. In vero avrebbe avuto anche il tempo visto che tale versione per Pc arriva un anno e tre mesi dopo quella su console PlayStation. Tuttavia, la speranza è l’ultima a morire ma la sensazione che si tratti di una pubblicazione affrettata rimane, purtroppo, immutata. Consigliato agli inguaribili nostalgici ed a chi ha voglia di imparare a giocare da zero.

 

Pregi

Gameplay tutto sommato interessante e capace di richiamare (a tratti) il passato. Molto selettivo ma altrettanto stimolante. Con la giusta pratica si sforano azioni molto interessanti. Si rivive a sprazzi lo spirito di Kick Off...

Difetti

Contenuti irrisori. Mancano le regole del calcio aggiornate. Per giocare decentemente bisognerà davvero perdere troppo tempo. Può stancare subito.

Voto

6,5

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