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Masquerada: Songs and Shadows, Recensione Pc

Ennesimo prodotto uscito dalla sempre fervente fucina di Kickstarter, con una campagna contraddistinta da un discreto successo nonostante l’assenza di nomi illustri, Masquerada: Songs and Shadows si presenta al pubblico come un gdr fortemente story-driven, caratterizzato in particolar modo dalla peculiarità dell’ambientazione e dal pesante accento posto sulla trama. Nonché da un sistema di combattimento tattico che fa risalire la propria concezione – secondo quanto affermano gli sviluppatori di Witching Hour Studios –  a veri e propri giganti del genere come Baldur’s Gate, Dragon Age e persino Transistor.

Masquerada era già uscito a settembre 2016 su piattaforma Pc, ricevendo un’accoglienza tiepida ma positiva. Ora, con l’uscita su console PlayStation 4 e Xbox One prevista per l’8 agosto, gli sviluppatori di Witching Hour Studios sperano di poter far conoscere il proprio lavoro ad un pubblico più vasto ed eterogeneo in termini di gusti e aspettative. E lo fanno mettendo in campo un titolo che, a dispetto del budget risicatissimo (circa 60.000 dollari ottenuti grazie alla campagna di crowdfunding già menzionata), può vantare un doppiaggio di qualità altamente professionale che non ha nulla da invidiare a quello di un qualsiasi tripla A – parliamo di nomi come Matthew “Leon Kennedy” Mercer e Jennifer “Femshep” Hale, tra gli altri – e una veste grafica incredibilmente elegante. Ma andiamo con ordine.

CANZONI, OMBRE E MASCHERE

masquerada

La grande città di Ombre, pesantemente ispirata alla cultura veneziana rinascimentale, fa da sfondo alla totalità delle vicende del gioco. Si tratta di una città-stato dall’elevato potere culturale e soprattutto militare, quest’ultimo ottenuto grazie soprattutto all’utilizzo delle Mascherine, ovvero delle maschere speciali che, quando indossate, conferiscono al proprio utilizzatore una grande varietà di poteri magici a seconda delle proprie inclinazioni – possono essere quindi, a seconda di chi le usa, basati sui classici quattro elementi filosofici: fuoco, acqua, aria e terra. Tali mascherine, come si può facilmente immaginare, sono rare e perciò assai preziose: ne è risultata una vera e propria divisione sociale tra “Masquerada”, coloro che fanno uso di Mascherine, solitamente membri dell’esercito e della classe politica e dirigenziale, e “Contadani”, ovvero tutti gli altri componenti della società; si tratta di una stratificazione sociale semplice e tuttavia pesantemente marcata, che nel corso del gioco verrà esplorata nelle sue sfaccettature, nelle sue contraddizioni e soprattutto nelle sue conseguenze.

Gli eventi del gioco prendono avvio già dal breve ma intenso tutorial: centro degli eventi è Cyrus Gavar, leader di una ribellione di Contadani alla ricerca di migliori condizioni di vita, destinata però ad avere un finale esplosivo quanto tragico. Protagonista vero e proprio del gioco è, infatti, il fratello di Cyrus Cicero Gavar, ritornato in città dopo l’esilio della propria famiglia seguito al termine della ribellione. Il nostro Cicero, dopo essere stato insignito del grado di “Inspettore” (una sorta di agente al servizio della corona), viene incaricato di indagare su un caso di persona scomparsa. Masquerada, dunque, inizia così, con un intreccio che non si distingue particolarmente per originalità o carisma dei suoi personaggi, pur se ben tratteggiati, bensì per l’unicità e la particolarità della propria ambientazione.

Masquerada Songs and Shadows (7)

La trama di Masquerada prosegue regalando momenti sufficientemente epici e dosando bene le rivelazioni che si susseguono in quantità e qualità, mentre il tutto è sostenuto da un impianto narrativo che, pur non facendo del coinvolgimento il proprio punto di forza a causa di alcuni cali di ritmo, si poggia in modo quasi ostentato su un’ambientazione che è colma di dettagli e peculiarità. La città di Ombre, infatti, è – come già accennato – assai ispirata alle atmosfere del 500-600 italiano in generale e veneziano in particolare, con colori ricchi e sgargianti, un grande accento posto sull’arte e sul decorativismo, e una incredibile pletora di nomi propri espressi in una lingua vagamente italianeggiante. La cosiddetta “lore” di Masquerada è a dir poco ricchissima, e le prime ore saranno devolute dal giocatore quasi solamente all’assimilazione di nozioni, conoscenze, fatti storici e nomi propri di questa ambientazione, traboccante di “vissuto” come poche altre e dotata di un ricchissimo background culturale.

Tutta questa cornucopia storiografica è portata alla vita grazie ad un sapiente utilizzo di una telecamera isometrica su un piano 2D fisso, cosa che permette di utilizzare magistrali sfondi prerenderizzati e asset esteticamente coloratissimi, il tutto inframezzato da una grafica in cel-shading ben realizzata, da modelli dei personaggi sufficientemente dettagliati e da pannelli in stile fumetto che si occupano di proseguire la storia. Il tutto funziona bene, anche se nel caso della battaglia è facile perdersi, causa l’imponenza eccessiva dell’effettistica utilizzata. A coronare il tutto interviene una colonna sonora ottimamente realizzata, che riesce a sottolineare bene i momenti salienti della trama e i combattimenti, pur risultando a volte un po’ ripetitiva.

UN GIOCO DIVISO DALLE SUE ISPIRAZIONI

Masquerada si descrive come un GDR tattico, e sebbene la parte narrativa sia senza dubbio abbastanza forte da giustificare tale nomenclatura (con un dovuto distinguo, che faremo tra poco), purtroppo bisogna notare come il combattimento non riesca minimamente a seguire gli stessi standard: il gioco si fonda sull’utilizzo di tre personaggi controllati dal giocatore, ognuno dotato di una serie di abilità attivabili con un periodo di cooldown; tali capacità riempiono a poco a poco una barra che, una volta portata al massimo, sblocca un potere particolarmente potente, preferibilmente da usare solo nelle situazioni più disperate. È presente un abbozzato sistema di sviluppo basato sull’utilizzo di punti esperienza per potenziare in diversi modi tali abilità, tuttavia manco dei veri e propri alberi di sviluppo che possano portare alla costruzione di “build” diversificate: inevitabilmente, la progressione dei poteri seguirà un iter uguale per tutti i personaggi, con ben poche decisioni veramente importanti concesse al giocatore.

Masquerada Songs and Shadows (6)

Il combattimento in sé vorrebbe, in teoria, riecheggiare il gameplay dei classici titoli in tempo reale con pausa tattica, alla Neverwinter Nights o Baldur’s Gate, ma le battaglie si risolvono presto in mischie confuse senza capo né coda, a meno di non utilizzare in maniera eccessiva la pausa tattica offerta dal gioco per microgestire i propri personaggi. La velocità degli scontri, decisamente interessata, non permette di seguire con cognizione di causa lo svolgersi degli eventi, e più in generale la bassa difficoltà di tutto il titolo (anche al massimo livello di sfida selezionabile) conduce inevitabilmente all’assoluta mancanza di interesse da parte del giocatore, complice anche un design degli incontri ripetitivo che li porta a rassomigliarsi un po’ tutti, fatta eccezione per un paio di boss fight.

Il lato ruolistico è però il vero, illustre assente. Masquerada si pone come un titolo decisamente lineare, quasi al punto da restituire sensazioni da visual novel giapponese: la maggior parte dei momenti di gioco consiste nel far proseguire i personaggi controllati lungo corridoi spogli di qualunque elemento interagibile (fatta eccezione per qualche occasionale entrata nel codice o qualche nuova Mascherina con specifici effetti bonus). Manca, in pratica, tutto ciò che distingue un GDR in senso stretto – che sia equipaggiamento, decisioni da prendere (la trama è immutabile dall’inizio alla fine), interazioni con i personaggi non giocanti e via di questo passo – e ciò non può che fare di Masquerada una esperienza di GDR tra le più “leggere”, e a momenti davvero inconsistenti, che è possibile trovare sul mercato.

COMMENTO FINALE

L’esperienza offerta da Masquerada è di quelle magari affascinanti all’inizio, ma che poi risultano facili da dimenticare. La mancanza di vera profondità meccanica o complessità ruolistica e la linearità di trama e personaggi non possono salvare un intreccio sia pur gradevole e una presentazione artistica, estetica e sonora assolutamente meritevole. Masquerada è una delusione, perché sacrifica un’ambientazione ottimamente realizzata e ricca di carattere sull’altare della semplicità e della mancanza di coraggio, anche se sicuramente la mancanza di fondi sostanziali non ha aiutato gli sviluppatori. Così com’è, il gioco è poco di più di una visual novel (e nemmeno molto lunga) inframezzata da qualche combattimento noioso.

Pregi

Trama piacevole con un intreccio godibile. Presentazione estetica magistrale e sonora. Doppiaggio di tutto rispetto con tanti grandi nomi.

Difetti

Scontri confusi e troppo facili. Esperienza decisamente lineare e poco complessa. Assenza totale di sistemi di sviluppo, equipaggiamento e ruolismo.

Voto

7

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