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Splatoon 2, Recensione Nintendo Switch

Due anni e un paio di mesi dopo aver messo tutti d’accordo su una mai troppo apprezzata Wii U, Nintendo e Splatoon tornano a colorare i pomeriggi e le notti degli appassionati di sparatutto su sponde Nintendo con Splatoon 2.

Sparatutto in terza persona che definire geniale è eufemistico, dotato di modalità single-player classica (breve ed intensa) e un apparato multigiocatore da fare invidia a produzioni ben più blasonate, l’ultimo arrivato degli sparatutto Nintendo sembra avere tutte le carte in regola per imporre nuovi standard di qualità.

BENVENUTI A COLORIPOLI

Ambientato in un mondo di fantasia, dove i suoi abitanti sono tutti degli adolescenti metà umani e metà polipi, capaci di spruzzare getti di inchiostro colorato da armi “nerf” o tipiche armi ad acqua, Splatoon 2 ci propone da subito, oltre al divertimento multigiocatore, una modalità solitaria che narra le disavventure di alcuni abitanti della città del colore. Niente che non si sia già sperimentato in un qualsiasi Call of Duty oppure in un Battlefield: in una manciata d’ore si imparano i rudimenti delle modalità di gioco cercando di capirci qualcosa riguardo ad uno sfondo narrativo, purtroppo, non approfondito.

La modalità multigiocatore, invece, appare essere come la parte dell’offerta principale. Subito ci si può unire ad una partita amichevole, che permette di generare i primi punti esperienza e i primi crediti. I primi ci servono per fare carriera all’interno di Splatoon 2, di accrescere il nostro prestigio, sbloccare armi, vestiti (che influenzano l’efficacia delle armi), e modalità di gioco, come quella competitiva e quella professionistica. Si, avete letto bene, perché Splatoon 2 allena anche squadre di giocatori che vanno poi a gareggiare in tornei di rilevanza mondiale, a caccia di eterna gloria e ricchi montepremi per premiare i più meritevoli.

Quello che non ci ha convinto fin da subito è il finto “hub” di ritrovo dei giocatori. Vediamo altri giocatori intorno a noi ma non possiamo interagire con loro in nessun modo. Essi non si muovono, se non quando parte un’animazione, ma non saranno mai i veri giocatori a muoversi in tempo reale. Peccato. Quando ci catapultiamo in partite online, inoltre, non possiamo cambiare equipaggiamento tra una partita e l’altra, non possiamo abbandonare una sessione in fase di ricerca di altri componenti per la partita, non possiamo interagire al meglio con altri amici collegati nello stesso momento e con i quali, magari, vorremmo fare una partita.

Queste due cose sono forse le uniche a non esserci andate giù, unite al fatto che fin da subito è estremamente arduo ottenere un giusto gettito di punti esperienza che possa garantirci, entro quattro o cinque ore di gioco intenso, almeno il raggiungimento del fatidico livello 10 del profilo, da cui si accede alle partite più impegnative e alle squadre che gareggiano per le competizioni.

COLORA TUTTO QUELLO CHE PUOI CON TUTTO QUELLO CHE HAI

La modalità di gioco principale consiste in uno scontro a squadre in cui vince non chi totalizza più “uccisioni” – che forse è meglio definire splat o splattate – ma chi colora più superficie della mappa dei colori della propria squadra. Questo concetto, di base, stravolge ogni logica in chi, come chi vi scrive, è cresciuto con Quake, Unreal, Call of Duty e Battlefield. Ed è esaltante, divertentissimo. Dopo pochi minuti si cerca di portare punteggio alla propria causa e non bisogna farlo necessariamente puntando gli avversari ma anche aggirandoli.

Oltre a questo, ecco poi fare capolino la classica modalità di controllo delle zone oppure il ritorno della torre semovente (già presente in Splatoon su Wii U), che va monopolizzata e riempita di colore, mentre ci si difende dagli splat avversari.

C’è anche un’altra modalità, che ci ha subito ricordato quella di Gears of War, l’orda più e più volta rivisitata, rivista e riproposta in decine di giochi prima di Splatoon 2. Ma qui, come al solito, si prende un concetto – quello dell’orda – e lo si ricopre di stile e di divertimento massimo. Si può giocare in solitaria o in squadra ed in questo caso le armi vengono assegnate a rotazione. Lo scopo è respingere gli attacchi dei salmoni, ucciderne i boss, raccogliere delle preziose perle e stoccarne il numero richiesto. Se si è abbastanza abili, il numero potrebbe essere maggiore e a questo corrispondono ricche ricompense in armi ed equipaggiamenti, che si possono indossare anche nelle modalità competitive.

CAMPIONE DI STILE VISIVO E MUSICALE

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Splatoon 2 scrive una nuova pagina di stile su Nintendo Switch e pensiamo che sarà molto difficile eguagliarlo oppure superarlo senza il rischio di scadere nel plagio. Concettualmente, di partenza, è la vittoria di un’idea originale e simpatica: un po’ polipi che spruzzano colore, un po’ esseri umani, sempre ottimisti, solari, divertenti, vestiti con un look decisamente hip pop e accompagnati da musica tecno che entra subito nel sangue. Gli effetti sonori sono anch’essi simpatici e ben fatti, tutto al posto giusto e nel modo giusto.

Joy-con alla mano, Splatoon 2 è semplicemente impeccabile. La visuale è tipicamente quella di Tomb Raider (non, quindi, alla Gears of War), offre più visibilità perché è mediamente più distante dalle spalle del protagonista, tutto è estremamente fluido e affidato ad alta definizione. Abbiamo prima odiato e poi disattivato subito la gestione di visuale e mira con il sensore di movimento: semplicemente odiosa. Preferiamo continuare a prendere la mira con l’utilizzo del pollice destro sulla rispettiva levetta.

COMMENTO FINALE

Sparatutto in terza persona, competitivo soprattutto ma anche capace di offrire una storia e una modalità “a ondate”. Coloratissimo e per nulla bisognoso di elargire violenza o fiumi di sangue, Splatoon 2 regala piuttosto fiumi di colori con cui riempire le arene di gioco.

Vario nelle modalità di gioco fin da subito, capace di catalizzare l’attenzione grazie a partite brevi e molto intense (meno di cinque minuti a partita), con un sistema di ricompense che non è sbagliato, ma va forse un po’ troppo lento, rispetto alla concorrenza. Questo potrebbe far fiaccare l’entusiasmo di chi vorrebbe dedicarsi a tutte le modalità senza dover raggiungere un determinato livello prima di poterne godere. A parte questo, Splatoon 2 funziona, vince e convince in tutto, con buona pace di detrattori e difensori del fotorealismo grafico ad ogni costo.

Semplicissimo da giocare, adatto praticamente a tutte le età ma consigliato solo a chi vive a pane e sparatutto. Se è uno sparatutto competitivo ottimamente realizzato che cercate, Splatoon 2 è la risposta.

Pregi

"Un’altra partita e poi smetto” e passano le ore. Stile visivo e musicale da fare scuola. Immediato, coloratissimo e divertente. Tante modalità di gioco fin dall’inizio.

Difetti

Visuale con sensore di movimento odiosa, da andare a modificare subito. Matchmaking, talvolta, davvero impietoso. Sistema di ricompense che premia il giocatore molto costante e stoico. Astenersi giocatori della domenica.

Voto

9

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