Dune: Awakening, prima la sete e poi il potere, recensione
Funcom ci porta su un Arrakis affascinante e spietato, dove sopravvivenza e ambizione convivono con qualche rigidità
Su Arrakis la sopravvivenza non è una condizione eccezionale, ma una conquista quotidiana. Ogni goccia d’acqua conta, ogni attraversamento può trasformarsi in una corsa disperata e ogni vibrazione sulla sabbia potrebbe attirare qualcosa di immensamente più grande di noi. Dune: Awakening prende questa filosofia e la trasforma nella base della propria esperienza, portando l’universo creato da Frank Herbert all’interno di un survival open world ambizioso e ricco di possibilità.
Funcom non si limita a sfruttare un marchio celebre. L’obiettivo è permetterci di vivere Arrakis, affrontarne le difficoltà e trovare il nostro posto in un conflitto che coinvolge casate, fazioni e interessi politici. Il risultato è un titolo che alterna grandi intuizioni e momenti memorabili ad alcune rigidità tipiche del genere. Andiamo quindi a scoprire Dune: Awakening in questa recensione della versione PS5. Ricordiamo che il gioco, sviluppato e pubblicato da Funcom, è disponibile anche su Pc e Xbox Series X/S. Buona lettura.
UN ARRAKIS DIVERSO DA QUELLO CHE CONOSCIAMO
La prima sorpresa arriva dalla premessa narrativa. In questa linea temporale alternativa Paul Atreides non è mai nato e gli eventi che gli appassionati conoscono attraverso libri e film seguono percorsi molto differenti. Nei panni di un agente inviato sul pianeta per indagare sulla misteriosa scomparsa dei Fremen, veniamo trascinati nella guerra tra Atreides e Harkonnen. Esploriamo così una versione di Arrakis che conserva il fascino dell’opera originale, pur riscrivendone gli equilibri. La scelta funziona particolarmente bene perché permette agli sviluppatori di muoversi con maggiore libertà senza tradire l’identità del materiale di partenza.
Chi conosce bene Dune apprezzerà i numerosi riferimenti disseminati lungo il percorso, mentre chi si avvicina per la prima volta a questo universo riuscirà comunque a seguire gli eventi principali. Tra le novità che accompagnano l’arrivo su console spicca la possibilità di affrontare l’avventura sia in multiplayer che attraverso una modalità in singolo dedicata. Una scelta che amplia sensibilmente il pubblico potenziale e rende l’esperienza meno intimidatoria per chi preferisce esplorare Arrakis con i propri ritmi.
PRIMA ANCORA DELLA GUERRA C’È LA SETE
Per molte ore il vero antagonista sarà il pianeta stesso. L’acqua rappresenta una risorsa vitale e il sole può diventare letale nel giro di pochi minuti. Muoversi nel deserto richiede attenzione alle zone d’ombra, gestione delle scorte e una costante valutazione del rischio. Spingersi troppo lontano senza preparazione significa esporsi agli elementi naturali e ai celebri vermi delle sabbie. Questa componente survival costituisce il vero pilastro dell’esperienza.
Raccolta di materiali, costruzione di strumenti, estrazione di risorse e realizzazione di strutture diventano attività fondamentali per progredire. Il sistema di crafting è ampio e restituisce una sensazione di crescita continua, grazie a tecnologie e progetti che si sbloccano progressivamente. Ciò che convince maggiormente, però, è la coerenza di queste meccaniche con il contesto. La costruzione della base nasce da una necessità concreta: vivere su Arrakis senza un rifugio adeguato è semplicemente impensabile.
TRA SPEZIA, POLITICA E CONFLITTI APERTI
Superata la fase iniziale dedicata alla sopravvivenza, Dune: Awakening apre gradualmente le porte alla sua dimensione più vasta. Fazioni, casate e lotte per il controllo della spezia diventano elementi centrali della progressione. Il gioco offre una notevole libertà nella definizione del nostro ruolo, permettendoci di specializzarci in differenti discipline e di modellare il personaggio attorno al nostro stile. Le attività multiplayer trovano il loro culmine nelle zone più pericolose del pianeta, dove le ricompense migliori convivono con i rischi più elevati.
È qui che emerge la natura sociale dell’opera di Funcom, capace di premiare organizzazione, collaborazione e pianificazione. Chi ama le esperienze online troverà una struttura ricca di obiettivi e sistemi interconnessi. I giocatori più solitari potranno comunque affrontare l’avventura nella modalità dedicata, pur rinunciando alle dinamiche che nascono dall’interazione con altri utenti. La componente politica resta presente anche in singolo, attraverso una simulazione della competizione tra le fazioni.
UNA GRANDE QUANTITÀ DI SISTEMI DA IMPARARE
La libertà proposta da Dune: Awakening ha però un prezzo. Tra crafting, gestione delle risorse, ricerca tecnologica, costruzione, equipaggiamento e sviluppo del personaggio, le informazioni da assimilare sono numerose. L’interfaccia tenta di renderle il più accessibili possibile, ma non sempre riesce nell’intento. Su PS5 è evidente il lavoro svolto per adattare l’esperienza al controller. Alcune operazioni, tuttavia, continuano a richiedere diversi passaggi e la navigazione nei menu può risultare meno immediata del previsto.
A ciò si aggiungono testi talvolta troppo piccoli e una generale macchinosità, particolarmente evidente nelle prime ore. Anche il combattimento lascia sensazioni contrastanti. Le armi da fuoco e i gadget tecnologici risultano generalmente soddisfacenti, mentre gli scontri corpo a corpo mostrano animazioni e feedback meno convincenti. Il sistema rimane funzionale, ma rappresenta probabilmente uno degli aspetti meno rifiniti della produzione.
QUANDO ARRAKIS MOSTRA IL SUO VOLTO MIGLIORE
Laddove il gameplay non sempre raggiunge l’eccellenza, è l’atmosfera a prendere il sopravvento. Arrakis è probabilmente il vero protagonista dell’esperienza. Le dune sembrano infinite, le tempeste di sabbia sono suggestive e l’apparizione di un verme gigante conserva una straordinaria capacità di generare tensione. Anche dopo molte ore, vedere queste creature emergere dal deserto continua a essere uno dei momenti più spettacolari del gioco.
La direzione artistica prende chiaramente ispirazione dall’immaginario cinematografico recente e restituisce ambientazioni credibili e affascinanti. Architetture, veicoli e simboli delle fazioni risultano immediatamente riconoscibili per chi ama il franchise. Anche il comparto audio svolge un lavoro eccellente. Il vento che attraversa il deserto, i suoni ambientali e le musiche contribuiscono a costruire un senso di immersione che accompagna gran parte dell’avventura.
CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI
Dune: Awakening riesce nella difficile impresa di trasformare Arrakis in un mondo vivo e credibile. La componente survival si integra perfettamente con l’universo di Herbert, mentre crafting, costruzione e progressione offrono decine di ore di contenuti a chi è disposto a investire tempo ed energie. Non tutto però funziona allo stesso livello. Alcune rigidità nei controlli, menu talvolta macchinosi e un sistema di combattimento non sempre brillante impediscono al gioco di raggiungere risultati ancora più importanti.
Inoltre, la quantità di meccaniche da assimilare può scoraggiare chi cerca un’esperienza più immediata. Resta però una produzione capace di trasmettere con grande efficacia cosa significhi vivere su Arrakis. L’opera di Funcom ne restituisce il fascino, l’ostilità e il peso di ogni piccola conquista. E per molti appassionati di Dune questo potrebbe essere più che sufficiente.
Pregi
Arrakis immersivo e fedele allo spirito dell'opera di Frank Herbert, valorizzato da direzione artistica e comparto audio. Componente survival ben integrata con l'ambientazione. Crafting, costruzione delle basi e progressione ricchi e appaganti nel lungo periodo. Grande libertà nello sviluppo del personaggio e nella scelta del proprio ruolo. Modalità in singolo che affianca l’esperienza multiplayer. Premessa narrativa alternativa ben sfruttata.
Difetti
Combattimenti corpo a corpo poco rifiniti e non sempre soddisfacenti. Interfaccia e navigazione nei menu talvolta macchinose con il controller. Alcuni testi poco leggibili dalla distanza di utilizzo di una TV. Numerosi sistemi da assimilare, con una gestione che può risultare impegnativa e una progressione a tratti dispersiva. Alcune meccaniche gestionali rischiano di risultare pesanti per i giocatori meno pazienti.
Voto
7,5