In Worlds Upon The Wind i giocatori ricostruiranno i frammenti di un mondo in frantumi in un pacifico roguelite deck builder, ispirato a secoli di arte classica giapponese. Bisognerà coltivare le comunità, stringere amicizia con gli spiriti animali e plasmare una nuova civiltà attraverso scelte che avranno ripercussioni per generazioni.
Il titolo, sviluppato e pubblicato da Max Shawabkeh, è disponibile solo su Pc, via Steam. Di seguito il trailer ufficiale. Buona visione.
SU WORLDS UPON THE WIND
Il giocatore deve guidare gruppi di coloni attraverso lembi di terra sospesi nel vento, esplorando foreste, deserti e antiche rovine con l’obiettivo di fondare nuove comunità, svilupparne le tradizioni e restituire vita ai territori dimenticati. L’esperienza rinuncia deliberatamente al combattimento, affidando la sopravvivenza della civiltà alla pianificazione, alla gestione delle risorse e alle decisioni compiute durante ogni spedizione.
Il mazzo viene costruito combinando centinaia di Glifi e particolari Reliquie. I primi permettono di trasformare l’ambiente, manipolare le probabilità e ricorrere a potenti invocazioni, mentre le differenti configurazioni consentono di adattarsi ai biomi e agli imprevisti incontrati. I frammenti di mondo sono generati proceduralmente e propongono eventi, opportunità e dilemmi privi di una soluzione inequivocabilmente corretta: accogliere gli animali nelle città oppure tenerli lontani, privilegiare la sicurezza o rischiare con esperimenti alchemici, ricercare l’armonia oppure favorire la produttività. Le scelte modificano sia il destino dei coloni sia la composizione futura del mazzo.
Ogni spedizione consente di ottenere nuove capacità da utilizzare nei tentativi successivi, mentre gli spiriti inquieti possono essere placati e quindici differenti animali possono diventare compagni attraverso missioni dedicate, fornendo abilità capaci di alterare profondamente la partita. La componente strategica è accompagnata da uno stile visivo dipinto a mano che ripercorre l’evoluzione dell’arte giapponese, dagli antichi rotoli illustrati alle diverse scuole di xilografia. Sono inoltre presenti minigiochi facoltativi per lo studio dei kanji, con migliaia di vocaboli e frasi d’esempio.