Avatar Legends: The Fighting Game, tra elementi e pugni, recensione
Aang, Korra e gli altri dominatori si affrontano in un picchiaduro rispettoso della saga (animata)
Il rapporto tra Avatar: The Last Airbender e i videogiochi è sempre stato, per usare un eufemismo, complicato. Da quasi vent’anni la saga creata da Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko continua a fare incetta di consensi in TV, al cinema e persino nel gioco di ruolo cartaceo. Tuttavia ogni tentativo di trasporla in un videogioco si è puntualmente arenato tra produzioni dimenticabili e adattamenti che tradivano lo spirito della serie.
Avatar Legends: The Fighting Game arriva quindi con un fardello pesante sulle spalle, aggravato per giunta da una gestazione turbolenta: annunciato nel 2024 sotto l’egida di Maximum Entertainment, il progetto viene di fatto abbandonato pochi mesi dopo, salvo poi essere resuscitato da Gameplay Group International. Una software house che ha fatto della “seconda vita ai progetti cancellati o rimasti incompiuti” una vera e propria missione.
Il risultato è un picchiaduro 2D disegnato interamente a mano, rilasciato oltretutto a ridosso dell’atteso film Avatar Aang: The Last Airbender su Paramount+. Andiamo quindi a scoprire cosa ci riserverà Avatar Legends: The Fighting Game in questa recensione della versione Pc. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da PM Studios e Paramount Games, è disponibile anche su PS5 e che lo sarà, entro l’anno, anche su Xbox Series X/S e Switch 2. Buona lettura.
UNA STORIA PENSATA PER I FAN
Il fulcro dell’esperienza per singolo giocatore è la Story Mode, un’avventura inedita e canonica scritta dallo stesso DiMartino insieme allo sceneggiatore storico della serie Tim Hedrick. Ambientata attorno a un evento di Convergenza Armonica che scardina il flusso del tempo, la trama permette a personaggi di epoche diverse (Aang, Korra e persino l’Avatar Kyoshi) di incontrarsi e scontrarsi nella stessa linea temporale, con l’aggiunta di un twist non da poco.
Molte personalità risultano “scambiate” rispetto a come le conosciamo dagli show. Abbiamo sinceramente apprezzato questa sorta di “what if”, che oltretutto viene sostenuto da un doppiaggio (solo in inglese) davvero convincente. Peccato però che durante i dialoghi i personaggi restano perlopiù bloccati nelle rispettive pose da combattimento.
Un fatto, questo, che toglie naturalezza a conversazioni comunque pensate per essere leggere o emotive. In Avatar Legends: The Fighting Game troviamo poi un sistema di progressione con esperienza e valuta da spendere al “Bazar di Momo” per sbloccare potenziamenti dei Support Character, e una modalità Arcade che replica la stessa struttura per singolo personaggio.
IL CUORE DEL GIOCO: IL SISTEMA FLOW
Se sul fronte narrativo aleggiano quindi alcune incertezze, il discorso sul gameplay è viceversa assai più solido. Avatar Legends: The Fighting Game adotta uno schema a quattro tasti (attacco leggero, medio, pesante e Flow) arricchito da combo automatiche pensate per i neofiti, ma la vera identità del gioco emerge dal cosiddetto sistema Flow. Tenendo premuto il tasto dedicato, il personaggio schiva automaticamente gli attacchi in arrivo consumando una barra specifica, in un meccanismo che ricorda il Drive Parry di Street Fighter 6, con la differenza che qui il proprio combattente arretra lentamente mentre lo utilizza.
Esaurire completamente la barra Flow porta allo stato di “Sbilanciamento”, che espone a contrattacchi e prese critiche particolarmente punitive. Questo meccanismo dona agli scontri un ritmo dinamico con una sensazione da “gestione delle risorse” quasi mai vista con questa cura in un titolo su licenza. Al tutto si affianca un sistema di Energia/Chakra per attivare mosse EX, Super e le spettacolari Final Technique, oltre ai già citati Support Character. Per ogni combattente si può scegliere tra tre alleati che ne modificano sensibilmente lo stile, un’idea più volte accostata alle Variation di Mortal Kombat X o agli ISM di Street Fighter Alpha 3.
Al lancio il roster conta dodici lottatori tra cui Aang, Korra, Zuko, Sokka, Toph, Katara, Azula, l’Avatar Kyoshi, Zaheer e il Signore del Fuoco Ozai, oltre alle varianti Avatar State Aang e Nightmare Korra. Un numero piuttosto risicato, che accentua oltretutto l’assenza sostanzialmente inspiegabile di personaggi come Suki, Asami Sato, Mako o Tenzin. Il sistema dei Support Character compensa parzialmente questa scarsità, moltiplicando le combinazioni di gioco disponibili: ma speriamo comunque nella futura aggiunta di altri combattenti.
Interessante anche la modalità Trials, e in particolare la funzione “Breakdown”, che congela il tempo per mostrare passo dopo passo l’esecuzione di una combo. Nel complesso però l’apprendimento rimane comunque ostico per un neofita, considerando spiegazioni a tratti solo testuali, nessuna dimostrazione interattiva e in qualche caso persino dei bug nella lista dei comandi. Complessivamente quello di Gameplay Group International rimane un picchiaduro tecnicamente profondo, con un skill cap elevato e non particolarmente “accogliente” con i giocatori alle prime armi, ai quali si richiede una generosa dose di pazienza.
UN COMPARTO ARTISTICO QUASI DA MANUALE
Un aspetto su cui Avatar Legends: The Fighting Game non lascia proprio dubbi riguarda la qualità dell’animazione. Ogni personaggio vanta centinaia di frame disegnati a mano che riproducono fedelmente lo stile della serie animata, dalle movenze delle arti marziali alle transizioni fra i vari stili di bending. Si tratta del miglior colpo d’occhio finora raggiunto da un adattamento videoludico della serie, capace di reggere il confronto persino con la messa in scena televisiva.
Le otto arene disponibili riprendono location iconiche come Ba Sing Se e il Polo Nord, e il comparto sonoro svolge un ottimo lavoro grazie a un doppiaggio all’altezza del cast originale e a tracce che omaggiano i temi storici della serie. Sul fronte delle prestazioni, la nostra prova su PC è stata praticamente perfetta, con framerate solidissimo e input lag totalmente assente. Anche online contro altri giocatori il netcode si è rivelato sorprendentemente buono, cosa non scontata per un picchiaduro, soprattutto al lancio.
DA AVERE SENZA RISERVE
Avatar Legends: The Fighting Game è complessivamente il miglior adattamento videoludico finora realizzato circa l’universo di Aang e compagni, ma resta comunque un prodotto “a due velocità”. Da un lato c’è un sistema di combattimento genuinamente ambizioso, capace di conquistare la scena competitiva grazie al sistema Flow e alla profondità dei Support Character. Dall’altro un pacchetto di contenuti ancora acerbo, che rischia di lasciare a bocca asciutta chi si avvicina al gioco solo per amore della serie animata.
E’ lecito pensare che il team di Gameplay Group International possa aver anticipato un po’ l’uscita giusto per finire a ridosso di quella del film Avatar Aang: The Last Airbender. A questo punto però ci aspettiamo, nel prossimo futuro, di veder aggiunti altri personaggi e modalità, oltre ad alcune piccole rifiniture necessarie. Tirando le somme si tratta quindi di un titolo capace, se non di portare i fan di Avatar nell’arena competitiva, quantomeno di trasformare gli appassionati di picchiaduro in nuovi fan di Aang e compagni. Cosa non da poco.
Pregi
Miglior gioco finora realizzato su Aang e compagni. Sistema Flow originale, che rende il movimento e la difesa parte integrante della strategia. Animazioni disegnate a mano di altissimo livello e fedelissime alla serie. Eccellenti prestazioni e ottimo netcode. I Support Character moltiplicano le combinazioni di gioco...
Difetti
... Anche se compensano solo in parte un roster decisamente troppo ristretto. La Story Mode poteva essere un po' più memorabile. Tutorial generale carente di indicazioni. Servono contenuti e rifiniture aggiuntive.
Voto
8+