Copa City, Il calcio visto da un’altra prospettiva, recensione

Il primo “football event manager” ha identità da vendere, ma deve ancora trovare il ritmo giusto

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Nel panorama videoludico calcistico, ormai dominato da simulazioni sportive e manageriali tradizionali, riuscire a proporre qualcosa di realmente originale non è semplice. Ma è proprio qui che entra in gioco Copa City, che prova a ribaltare completamente la prospettiva mettendo il giocatore nei panni dell’organizzatore di un grande evento calcistico, anziché di un allenatore o di un calciatore.

L’idea alla base del progetto di Triple Espresso (software house indie polacca ndr) è, senza mezzi termini, geniale. Gestire l’intera macchina organizzativa che ruota attorno a una partita di calcio rappresenta qualcosa di praticamente inedito nel settore. Trasporti, sicurezza, fan zone, servizi e gestione dei tifosi diventano gli elementi centrali dell’esperienza. Un concetto che incuriosisce fin dai primi minuti e che lascia immaginare enormi potenzialità.

Peccato che l’esecuzione non riesca sempre a sostenere la qualità dell’intuizione iniziale. Si tratta infatti di uno di quei titoli che fanno intravedere costantemente ciò che avrebbero potuto essere, ma che finiscono per scontrarsi con limiti strutturali e problemi di rifinitura che ne compromettono parte del fascino. Addentriamoci quindi in Copa City con questa recensione della versione PS5. Ricordiamo che il gioco, pubblicato dagli stessi sviluppatori, è disponibile anche su Pc e Xbox Series X/S. Buona lettura.

DIETEO LE QUINTE DEL GRANDE EVENTO

In Copa City l’obiettivo del giocatore è preparare la città all’arrivo di migliaia di tifosi in occasione di importanti incontri calcistici. Ogni partita richiede una pianificazione accurata delle infrastrutture, la collocazione di aree dedicate ai supporter, la gestione della sicurezza, dei servizi di ristorazione e dei flussi di persone dirette verso lo stadio. L’idea funziona e nelle prime ore riesce a trasmettere una sensazione di novità difficilmente riscontrabile in altri gestionali sportivi.

Osservare la città animarsi progressivamente mentre ci si prepara al fischio d’inizio è soddisfacente e permette di apprezzare il lavoro svolto dietro le quinte di un grande evento. Tuttavia il gioco inizia presto a mostrare alcune crepe piuttosto evidenti. Il primo ostacolo è rappresentato dal tutorial, spesso poco chiaro e incapace di spiegare adeguatamente le meccaniche più importanti. Diverse funzionalità vengono introdotte in maniera superficiale, lasciando il giocatore a procedere per tentativi ed errori.

Una scelta che rischia di generare più frustrazione che coinvolgimento, soprattutto nelle fasi iniziali. Anche l’interfaccia non convince del tutto. Su PS5, in particolare, la navigazione tra i menu appare macchinosa e poco intuitiva. La quantità di informazioni presenti a schermo è elevata e non sempre organizzata nel modo migliore, rendendo alcune operazioni più lente del necessario.

La sensazione è quella di trovarsi davanti a un titolo pensato principalmente per mouse e tastiera e successivamente adattato per essere giocato con pad senza la dovuta ottimizzazione. A ciò si aggiunge una comunicazione non sempre efficace da parte del gioco. In alcune situazioni risulta difficile comprendere le cause di un fallimento o individuare rapidamente quali elementi della propria organizzazione stiano creando problemi. Una maggiore chiarezza avrebbe certamente giovato all’intera esperienza.

UNA LONGEVITÀ CHE FATICA A GIUSTIFICARE IL PREZZO

Se nelle prime ore Copa City riesce a sorprendere grazie al proprio concept, sul lungo periodo emergono alcuni limiti che incidono sulla longevità complessiva. Le missioni infatti tendono a riproporre schemi molto simili tra loro. Cambiano gli obiettivi specifici e alcune condizioni di partenza, ma la struttura generale rimane spesso invariata. Dopo aver assimilato le meccaniche principali, il senso di scoperta diminuisce rapidamente e il gameplay diventa inevitabilmente ripetitivo.

Anche il bilanciamento presenta alcune criticità. Non sempre il gioco comunica con precisione gli effetti delle decisioni prese e questo può portare a situazioni poco soddisfacenti, nelle quali il margine di errore appare eccessivamente severo rispetto alle informazioni fornite.  La presenza di licenze ufficiali rappresenta sicuramente un valore aggiunto e contribuisce ad aumentare il coinvolgimento degli appassionati di calcio.

Tuttavia il numero di squadre e contenuti disponibili non è particolarmente elevato, col risultato di lasciare la sensazione di un’offerta leggermente sottotono. Considerando il prezzo di lancio (circa 25 euro), ci si sarebbe aspettati una maggiore varietà di scenari, più contenuti e una progressione capace di mantenere vivo l’interesse per un periodo più lungo.

BUONO MA NON PRIVO DI SBAVATURE

Dal punto di vista tecnico, Copa City si abbastanza bene. Le città risultano piacevoli da osservare, gli stadi sono realizzati con cura e l’atmosfera generale riesce a restituire almeno in parte il clima che precede un grande evento sportivo. Le prestazioni si mantengono generalmente stabili e non si segnalano problemi particolarmente gravi durante le sessioni di gioco.

Anche la componente artistica svolge adeguatamente il proprio compito, valorizzando i diversi ambienti urbani e le aree dedicate ai tifosi. Dove il titolo mostra maggiormente il fianco è invece nella rifinitura generale. Alcuni elementi dell’interfaccia risultano poco curati e la localizzazione presenta errori che non dovrebbero esserci in un prodotto commerciale già pubblicato nella sua versione finale (e quindi non in accesso anticipato).

Non è raro imbattersi in stringhe di testo incomplete o addirittura placeholder mai sostituiti. La comparsa di diciture come “insert text” all’interno di menu e schermate trasmette inevitabilmente la sensazione di trovarsi davanti a un lavoro parzialmente incompleto. Si tratta di dettagli apparentemente marginali, ma che finiscono per incidere negativamente sulla percezione complessiva della qualità del prodotto.

POTREBBE DARE SODDISFAZIONI

Copa City è uno di quei giochi che meritano attenzione già solo per il coraggio delle idee proposte. Triple Espresso ha avuto il merito di esplorare un territorio praticamente inesplorato, offrendo una prospettiva completamente diversa sul mondo del calcio. Purtroppo la qualità dell’intuizione iniziale non trova sempre un adeguato riscontro nell’esecuzione. Tutorial poco efficace, interfaccia migliorabile, contenuti non particolarmente abbondanti e una certa ripetitività limitano il potenziale di un progetto che avrebbe potuto ambire a risultati ben più importanti. Resta comunque un’esperienza interessante per gli appassionati di gestionali e per chi desidera vivere il calcio da una prospettiva differente. Con maggiore rifinitura e più contenuti, un eventuale seguito potrebbe davvero trasformare questa brillante intuizione in qualcosa di speciale.

Pregi

Idea originale e prospettiva inedita sul calcio, con buone atmosfere e licenze ufficiali che aiutano l’immersione.

Difetti

Tutorial poco chiaro, interfaccia scomoda su PS5 e una ripetitività che emerge presto, aggravata da una rifinitura tecnica non sempre all’altezza.

Voto

6,5