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Fallen Tear: The Ascension, il fascino di una nuova ascesa, anteprima

Un metroidvania che prova a distinguersi con stile, atmosfera e una struttura votata all’esplorazione

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Fallen Tear: The Ascension si presenta fin da subito come un metroidvania che non ha paura di osare, fondendo l’esplorazione non lineare tipica del genere con elementi RPG più profondi e un sistema di legami che dà nuova linfa alle dinamiche di gioco. L’opera di Winter Crew Studios cattura subito l’attenzione grazie a uno stile artistico realizzato a mano che, per tratti e palette cromatica, richiama le ambientazioni e le creature del mondo di Wafku.

Ricco di dettagli gotici e atmosfere immersive, il gioco strizza l’occhio ai grandi classici 2D e si ispira chiaramente alla saga di Ori and the Blind Forest e Ori and the Will of the Wisps, non solo dal punto di vista estetico ma anche per quanto riguarda il sistema di esplorazione e progressione. Scendiamo nel dettaglio con questa anteprima di Fallen Tear: The Ascension, curata dal nostro Simone Mafara.

Ricordiamo che il gioco, pubblicato da CMD Studios, è disponibile in accesso anticipato solo su Pc, via Steam. Buona lettura.

UN MONDO VIVO E RICCO DI SEGRETI

L’esplorazione rappresenta il fulcro dell+’esperienza: mappe interconnesse, backtracking ben strutturato e segreti nascosti premiano costantemente la curiosità del giocatore. Non si tratta del classico “vai, salta, combatti”, ma di un vero e proprio viaggio in cui ogni area ha una propria identità, con ambientazioni che ricordano quadri animati. Questo approccio restituisce una sensazione di libertà concreta, dove la progressione non è mai forzata ma nasce in modo naturale dalle scelte e dalle scoperte del giocatore.

Il sistema di combattimento è reattivo e arricchito da combo, parry e abilità speciali legate ai companion. Qui entra in gioco la componente RPG: i legami con gli alleati non hanno solo una funzione narrativa, ma sbloccano sinergie reali in battaglia, rendendo ogni scontro più vario e strategico. È un ibrido che funziona, capace di elevare la formula metroidvania verso qualcosa di più articolato, accompagnando la crescita del personaggio in modo coinvolgente.

UN PICCOLO DIAMANTE GREZZO

Fallen Tear: The Ascension

Lo stile artistico è senza dubbio uno degli elementi più riusciti di Fallen Tear: The Ascension. Sfondi dettagliati e animazioni curate rappresentano il vero marchio di fabbrica dell’opera di Winter Crew Studios. Il sistema dei legami aggiunge profondità sia a livello emotivo sia meccanico, distinguendo il gioco dalla concorrenza. La libertà esplorativa è ben calibrata, con una struttura non lineare che funziona e ricompense che incentivano il backtracking.

Essendo in accesso anticipato, è fisiologico che ci siano degli elementi da rifinire. I controlli mostrano una certa rigidità, soprattutto nei salti più precisi e nei parry, anche se la situazione migliora con lo sblocco di nuove abilità di movimento. L’interfaccia potrebbe essere più intuitiva, in particolare nella gestione del mastery tree e delle sinergie tra skill. Un tutorial opzionale più completo inoltre aiuterebbe i nuovi giocatori a orientarsi meglio.

Il ritmo iniziale risulta leggermente lento, complice la presenza di dialoghi espositivi piuttosto lunghi. Certo è possibile saltarli, ma non è consigliato per chi vuole godersi appieno l’esperienza. Anche l’endgame necessita di maggiore varietà per evitare una sensazione di grinding ripetitivo. Dal punto di vista audio invece, effetti sonori e musiche sono validi, ma avrebbero bisogno di una maggiore incisività nei momenti chiave per valorizzare ulteriormente l’impatto complessivo.

Fallen Tear: The Ascension

MOLTO PROMETTENTE

Fallen Tear: The Ascension è un progetto con una visione chiara e una passione evidente, ideale per gli appassionati di metroidvania con contaminazioni RPG, sulla scia di titoli come Hollow Knight e Blasphemous, e con un forte richiamo all’approccio esplorativo della saga di Ori. Il titolo di Winter Crew Studios non è ancora rifinito al 100%, ma il potenziale è evidente: con interventi mirati su stabilità, interfaccia, bilanciamento e fluidità generale, potrebbe diventare un punto di riferimento nel panorama indie del genere. Raccomandato già ora a chi è disposto ad accettare i compromessi dell’accesso anticipato: in alternativa, meglio attendere la versione 1.0.

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