Papere di gomma, che galleggiano placide e indifferenti, trasportate come foglie nel vento in una piscina in mezzo al nulla. Ne arriva una, poi un’altra e un’altra ancora. Emozionante come guardar gareggiare due gocce d’acqua su una finestra durante la pioggia. Rilassante come osservare una tazza di latte scaldarsi nel microonde. Appagante come vedere il logo DVD navigare per lo schermo e colpire precisamente l’angolo.
Queste (per citare colui che vi scrive) le parole per descrivere un’idea semplice. Quella di Lorenzo Gambardella, capitano degli italianissimi Turbolento Games che insieme a Daniele Bianchini di Fantastico Studio hanno creato un universo videoludico a tema papere. Due studi di sviluppo indipendenti nati dall’unione di un gruppo di amici con l’idea di far diventare le chiacchiere e le risate delle loro serate qualcosa più concreto, unendo a esse la loro passione per i videogiochi. Il sogno di molti gamer, fieramente realizzato.
Così è nato il “simulatore di paperelle di plastica” che, solo fra passaparola e streaming, dal 2022 ad oggi conta più di mezzo milione di copie vendute. Un successo “stratospaperico” che porta un po’ della nostra bizzarra e riconoscibile italianità nel mondo videoludico. E tutto ciò grazie a una papera giocattolo. Letteralmente l’oggetto più comune e stravagante che potreste immaginare, pensando ad un bagno caldo.
I nostri compatrioti hanno quindi preso la papera al balzo e si sono lanciati in nuove e più ambiziose avventure, creando una propria avventura “RPG deck builder“ dalle molteplici ispirazioni (Inscryption in primis) ma fortemente identitario… Se volete partire anche voi in questo paperoso viaggio insieme a noi, seguiteci in questa recensione di Placid Plastic Deck – A Quiet Quest. Ricordiamo che il gioco, pubblicato dagli stessi sviluppatori, è disponibile solo su Pc, via Steam. Buona lettura.
PLACIDE E DI PLASTICA. MA NON PROPRIO QUIETE…
La prima impressione che dà Placid Plastic Deck – A Quiet Quest è che si tratti di un piccolo “gioco di carte da piscina” a tema papere. Forse in pochi si aspetterebbero un’evoluzione così inaspettata da quello che è nato come un semplice simulatore di paperelle in piscina fatto con Unity… Eppure ci troveremo di fronte a qualcosa con un’identità molto forte e dalle idee (seppur molto ispirate) stravagantemente ricche di passione per il proprio lavoro.
L’avventura della nostra protagonista Zoigina sarà infatti un piccolo viaggio a tema combattimenti di carte, reso come un ironico e contemporaneo RPG pieno di citazioni. Trasformare una storia di amicizia in dei normali contesti quotidiani in qualcosa di più surreale, pittoresco e bizzarro (a tema papere) era qualcosa che ci mancava… Se poi aggiungiamo al tutto il deck building, scelte narrative, l’infanzia, il percorso verso la vittoria, la scoperta e il divertimento dei tempi andati, beh…

Sarà il nostro amichetto Ligio a introdurci in questo mondo di carte, e noi (Zoi) trascinati con un trascurabile interesse al riguardo, ci lasceremo convincere a ottenere il nostro primo mazzo. Un processo insolito, approvato da un misterioso comitato al di sopra del tutto che controlla la creazione e il rilascio dei deck da gioco attraverso una curiosa macchina. Questa ci farà delle domande/test per capire che tipo di personalità abbiamo, al fine di creare il mazzo più adatto a noi.
Quando metteremo alla prova per la prima volta il nostro personale deck scopriremo che le regole di questo gioco saranno molto più reali di quanto sembrino… Senza rovinarvi la sorpresa possiamo dirvi che ci sarà un piccolo mondo a mappe ad aspettarvi… Lore paperesca, cospirazioni, mazzi proibiti, entità parlanti, personaggi leggendari e tanta stravagante ironia. Questo sarà Placid Plastic Deck – A Quiet Quest.
ISPIRARSI ALLE LEGGENDE…

Possiamo affermare senza ombra di dubbio quanto gli sviluppatori “qualche” partita ad altri giochi di carte se la siano decisamente fatta, prima di creare Placid Plastic Deck – A Quiet Quest. Soprattutto parliamo di Inscryption, dal quale sotto molti aspetti si potrebbe definire come una sua estensione. Se anche voi, come noi, avete consumato quel capolavoro maledetto di genialità e meta-narazione allora con molta probabilità vi sentirete in famiglia qui (e anche un po’ avvantaggiati).
Infatti ritroveremo “la bilancia” che decreterà vittoria o sconfitta se uno dei due sfidanti raggiungerà un totale di sette colpi alla plancia. Questo contatore si sposterà in base ai colpi inferti andando avanti, mentre se subiti tornerà indietro prendendo la meccanica già vista nel sopracitato titolo e usandone la sua geniale struttura. Così come per le carte e le regole di base, con davvero pochissime differenze a distinguerli.

Potremo infatti giocare carte solo sacrificandone altre, che siano le carte “mana” o le stesse carte papere. Ogni carta principale avrà un costo (da 1 a 3) da scambiare con altrettanti sacrifici per poterla utilizzare, a prescindere dal loro costo. Una volta posizionate le carte sulla parte inferiore del tavolo queste si attiveranno al turno successivo, prima attaccando il deck avversario e poi per difendere la loro linea, subendo i colpi al posto nostro.
Per quanto già rodati, anche noi abbiamo faticato in diverse occasioni. Servirà un’attenta pianificazione che si baserà sul prevenire e contrastare le mosse avversarie, con una difesa che rende molto di più come attacco. A volte sarà meglio usare le carte mana come scudi, o lasciarle salire per un round in modo che, sacrificandole, avremo subito una posizione di attacco per la nuova carta. Altre volte invece dovremo adattare il mazzo in base agli avversari di Placid Plastic Deck – A Quiet Quest.
QUESTI ANIMALI PARLANTI…

Esplorare il mondo di Placid Plastic Deck – A Quiet Quest sarà più che consigliato. Sia per scovare segreti inaspettatamente sorprendenti, ma soprattutto per ampliare e migliorare il nostro deck. Trovando le “carte bianche” infatti saremo in grado di creare nuove carte, con una scelta fra tre diverse per ogni carta vergine reperita. Essendo quelle bianche disponibili in numero limitato, le scelte saranno molto importanti, soprattutto considerando che il nostro mazzo sarà mediocre come livello di potenza rispetto ai nostri avversari.
Perciò fare le scelte migliori sarà imperativo. Così come scegliere le giuste fusioni, ottenibili solo ritrovando carte di altri mazzi, ancora più rare delle bianche. Da queste potremo “rubare” attacco e difesa, oppure l’abilità. Nessun rimborso: ogni scelta è permanente. Ogni fusione definitiva e ogni sacrificio totale. Per cui attenzione. I simboli dellle carte saranno riconoscibili per i fan di Daniel Mullins: sommerse, perforanti, volanti, rapide, scudi, quelle dal tocco mortale e altro ancora. Ma vi lasceremo scoprirle da soli… Saranno comunque tutte di facile lettura e intuizione.

La componente deck building di Placid Plastic Deck – A Quiet Quest avrebbe potuto offrire qualche scelta in più a nostro personale avviso. Le carte sono molte (più di 30 in base alle vostre scelte), e tutte bellissime da vedere e a base di paperotti, ma quelle rinvenibili saranno molto limitate. Soprattutto quelle con i simboli di altri deck.
A volte sarà meglio aspettare di avere di meglio in mano per trasformare una carta migliore in qualcosa di ancora più forte, per cui dovrete fare delle scelte ponderate e, a volte, affidarvi all’ignoto. E comunque andrà bisognerà adeguarsi. Per il resto, il mondo di gioco offrirà sorprese e storie che varranno il prezzo del biglietto, riportandoci ai tempi in cui il bello era divertirsi…
CHE PAPERA SUCCEDE?

Placid Plastic Deck – A Quiet Quest offrirà un avventura con personaggi spesso goliardici, ma si fermerà ogni tanto anche su temi più emotivi, senza però mai perdere la sua ironia. Abbiamo adorato tutto ciò che gli sviluppatori hanno proposto, e ci siamo sinceramente e genuinamente divertiti per tutta l’avventura. Imprecazioni comprese durante diversi scontri sfortunati. Ma il viaggio e i momenti “what the quack”, come li definiremmo noi, avranno cadenza regolare, soprattutto se vi farete trasportare dalla curiosità.
Tutto sarà inoltre accompagnato da una colonna sonora così chill ma allo stesso tempo incalzante in ogni suo contesto che non potrà che farci sorridere e farsi apprezzare. Lo stesso varrà per il comparto audio e visivo, con suoni volutamente retrò, scenette comiche e intermezzi a metà fra il 2D e il 3D. A volte con totali cambi di stile, fra minigiochi di altri tempi, citazioni a Pokèmon, al già citato Inscryption e spesso alla nostra cultura nerd contemporanea passata.
I disegni e lo stile visivo di Placid Plastic Deck – A Quiet Quest sembrano disegnati con la matita di Paint, ma nei suoi tratti vivaci e pixellati si vede tanto amore. Un piacevole mix fra anime giapponesi e i nostri riconoscibili stili “italianeggianti” ci faranno sentire come fossimo in un cartone pomeridiano sul canale Super 3 (canale tv anni ’90 ben conosciuto da romani DOP).
Ci è solo dispiaciuto non aver visto altro riguardo i “trentuno”, di cui ci aspettavamo qualche scontro segreto o qualche sorpresa aggiuntiva. Ci avete fatto incuriosire e poi ci lasciate così… La difficoltà infine potrà sembrare elevata, ma noi l’abbiamo apprezzata. Gli scontri sono limitati e unici per cui è stato sensato renderli memorabili. Tolta una linea di testo non tradotta alla fine, il resto non ha davvero difetti…

DA AVERE ASSOLUTAMENTE
Una piccola avventura paperosa intrappolata nei pomeriggi della nostra infanzia, quando i giochi non erano interminabili e monotoni, ma finivano relativamente presto lasciandoti un ricordo a vita. Placid Plastic Deck – A Quiet Quest è questo, nella sua genuina semplicità. Un viaggio nel passato fra citazioni, minigiochi, ironia, momenti inaspettati e divertimento nel suo stato più puro. Oltre che nella sua difficoltà accentuata anche per i veterani del gioco di carte a cui tanto si ispira (Inscryption), quasi come fosse una sua estensione a tema papere.
Tuttavia l’opera di Turbolento Games e Fantastico Studio riesce senza sforzo a mostrare la sua forte identità, con storie sempre interessanti da seguire, scenette comiche e papere ovunque come marchio di fabbrica del proprio personale e distintivo universo. Tanta passione e voglia di stupire, senza far mai dimenticare ai giocatori di star giocando. Qualche infinitesimale distrazione su alcuni testi di gioco e una ridotta scelta riguardo la fusione delle carte del deck non impensieriscono. Ma dopo tanta lore su certi elementi “proibiti” siamo rimasti un po’ a bocca asciutta… Ora ci piacerebbe il gioco di carte ufficiale in formato fisico, grazie.
Pregi
Un'estensione delle regole di Inscryption ma a tema Placid Plastick Duck, con una forte identità personale. Un piccolo mondo pieno di nostalgia, sorprese, storie, cambi di prospettiva e combattimenti. In breve, un pomeriggio di nostalgica infanzia con carte da gioco paperose. Fronte sonoro e visivo genuinamente validi e distintivi nella loro semplicità. Una lore originale e intrigante...
Difetti
...di cui ne siamo rimasti affamati. Tante bellissime carte paperose ma con scelte di potenziamenti estremamente limitate, che hanno ridotto al minimo la personalizzazione del nostro deck, lasciandoci in balia della nostra abilità, delle sole carte trovate e talvolta, della fortuna.
Voto
9