Avviando Nioh 3 si avverte una sensazione familiare ma elettrica, come se qualcuno avesse preso tutto ciò che amavamo dei capitoli precedenti e lo avesse spinto oltre il limite. Team Ninja dimostra ancora una volta di conoscere perfettamente il proprio pubblico, realizzando un ARPG che non cerca di addolcirsi, bensì di affinarsi.
Ci troviamo davanti a un’opera consapevole, feroce e orgogliosa della propria difficoltà. Non è un invito per tutti, ma una sfida lanciata a chi ama sudarsi ogni vittoria. Fin dalle prime ore percepiamo un cambio di filosofia: non solo boss crudeli e impegnativi, ma anche un’esplorazione che alza l’asticella della difficoltà.
Addentriamoci allora in Nioh 3 con questa recensione della versione PS5. Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Koei Tecmo, è disponibile anche su Pc, via Steam. Buona lettura.
DEMONI E DESTINO
La storia di Nioh 3 continua a muoversi tra guerra, mitologia e tragedia personale. Non è una narrazione invadente, ma una corrente sotterranea che accompagna ogni missione. Attraverso dialoghi asciutti e ambienti carichi di simbolismo ricostruiamo un mondo spezzato.
Ci sentiamo dentro una leggenda sporca, più che in un racconto lineare. Il folklore giapponese resta il cuore dell’immaginario visivo e narrativo. Demoni, spiriti e guerrieri convivono in una dimensione crudele e affascinante.

Ogni area racconta una storia fatta di rovine, battaglie e presenze inquietanti, così l’ambientazione diventa un narratore silenzioso ma potentissimo. Alcuni personaggi avrebbero tuttavia meritato maggiore approfondimento, soprattutto nelle fasi centrali dell’avventura.
Le loro motivazioni infatti restano talvolta suggerite più che esplorate. Tuttavia questa scelta contribuisce a mantenere un tono misterioso: non tutto deve essere spiegato per funzionare. Apprezziamo inoltre la coerenza con cui il gioco evita melodrammi inutili. Ci sentiamo parte di un conflitto antico, non spettatori di una serie televisiva. Ed è una narrazione che respira attraverso il combattimento.
ACCIAIO VIVO

Il sistema di combattimento di Nioh 3 rappresenta l’evoluzione più raffinata mai vista nella serie. Il passaggio dinamico tra stile Samurai e stile Ninja trasforma ogni scontro in una decisione tattica. Non scegliamo solo come attaccare, scegliamo chi vogliamo essere in quel momento. La profondità del sistema è impressionante e inizialmente quasi intimidatoria. Ci troviamo sommersi da meccaniche, statistiche e possibilità di build, ma con il tempo tutto si incastra in modo naturale.
Ogni vittoria nasce dalla comprensione, non dal caso. Quando cadiamo, sappiamo sempre perché è successo. Questo rende la frustrazione sorprendentemente costruttiva. Ogni arma possiede una personalità distinta e richiede studio. Non esiste una soluzione universale, bensì adattamento e lettura del nemico. Ci troviamo a cambiare approccio continuamente, e questa elasticità mantiene fresco il gameplay per decine di ore.

È una danza violenta fatta di tempismo e controllo. La nuova struttura che ci dà maggiore libertà amplifica la varietà degli scontri. Le aree più aperte aumentano la libertà tattica senza diluire la tensione. Possiamo scegliere percorsi, aggirare nemici o affrontarli frontalmente. Alcune attività secondarie sono più leggere, ma servono a spezzare il ritmo brutale. Il gioco sa quando premere e quando allentare.
Le boss-fight restano il momento in cui il gioco dà il meglio di sè. Alcuni scontri sono autentici muri contro cui ci schiantiamo più volte, ma dove ogni tentativo non manca di insegnare qualcosa. Studiamo pattern, tempistiche e aperture come se stessimo preparando un duello reale. La soddisfazione che proviamo quando finalmente vinciamo è pura adrenalina. È qui che Nioh 3 diventa memorabile.
OMBRE SULLA LAMA

Certo non tutto è perfetto, e sarebbe disonesto non farlo presente. La gestione del loot può diventare opprimente, soprattutto nelle fasi avanzate. Ci ritroveremo a filtrare montagne di equipaggiamento, e la sensazione di sovraccarico sarà reale. Avremmo gradito strumenti di gestione più eleganti e meno invasivi. Anche il bilanciamento tra difficoltà e chiarezza non è sempre impeccabile.
Alcune meccaniche vengono spiegate in modo frettoloso, e verremo quasi abbandonati a noi stessi tra sistemi complessi che dovremo comprendere attraverso tentativi ed errori. Per i veterani è parte del fascino, per i nuovi arrivati può invece essere un muro. Inserire un tutorial più approfondito o quantomeno un modo sicuro per sperimentare i vari approcci e le build che costruiamo avrebbe potuto rendere la curva d’apprendimento sicuramente più dolce.
CARNE E SPIRITO
La produzione mostra un’ambizione evidente anche nella gestione del ritmo. I momenti di calma servono a ricaricare i nervi prima di un nuovo scontro brutale. Ci troviamo a camminare lentamente, ascoltando l’ambiente, sapendo che qualcosa arriverà.
Questa costruzione della suspense è uno dei segreti del suo fascino e rende il viaggio verso un boss un intenso percorso. Visivamente Nioh 3 non punta al fotorealismo estremo, ma costruisce un’estetica solida e riconoscibile.

Gli ambienti trasudano atmosfera e i nemici hanno un design ispirato, spesso inquietante. Non è il gioco più impressionante di questa generazione, ma la direzione artistica compensa ampiamente. Non c’è dubbio sul fatto che preferiamo uno stile coerente a una “vetrina tecnica” vuota.
Le prestazioni sono generalmente buone, anche se non sempre impeccabili. In alcune situazioni abbiamo notato cali di fluidità, soprattutto nelle sequenze più caotiche. Nulla che rovini l’esperienza, ma abbastanza da farsi notare. Il comparto audio invece è eccellente, tra colpi metallici, urla demoniache e musiche tese che amplificano ogni scontro. Il suono diventa parte del combattimento.

DA AVERE SENZA RISERVE
Con Nioh 3 ci troviamo davanti a un capitolo ambizioso, ruvido e profondamente appagante. Non cerca compromessi, non ammicca al pubblico casuale, e proprio per questo mantiene un’identità fortissima. È un gioco che premia dedizione, studio e pazienza. Più investiamo, più ci restituisce. Non è perfetto ma è vivo, feroce e pieno di carattere. Il sistema di combattimento è tra i migliori nel panorama ARPG attuale, e la struttura più aperta amplia le possibilità senza snaturare la formula. Sentiamo il peso di ogni errore e la gloria di ogni vittoria. Quelli di Team Ninja è un viaggio duro, ma indimenticabile.
Pregi
Trama interessante e atmosfera avvincente. Combat system affascinante che si arricchisce con la dualità samurai/ninja. Direzione artistica davvero ispirata.
Difetti
Gestione difficoltosa del loot, inutilmente abbondante. Non di facile approccio per i neofiti o comunque giocatori casuali.
Voto
8,5