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Finding Frankie, un Twisted: Game Show tra parkour e horror,recensione

Un platform fuori di testa ambientato in un show psicotico invaso da personaggi terrificanti e percorsi pericolosi

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Finding Frankie è un videogioco particolare, difficile da incasellare in un genere preciso, ma sicuramente capace di attirare l’attenzione fin dal primo trailer. Sviluppato e pubblicato da SUPERLOU, questo titolo fonde meccaniche da platform parkour con atmosfere horror, il tutto incorniciato da una narrazione bizzarra e disturbante: quella di uno show televisivo fuori controllo, ideato da una mente deviata. Uscito inizialmente su PC nell’ottobre 2024, il gioco è sbarcato nei primi mesi del 2025 anche su PlayStation 5 e Xbox Series X|S.
Con un tono che oscilla tra il grottesco e l’irriverente, Finding Frankie riesce a sorprendere grazie a un’identità ben precisa e a una formula di gameplay che, pur non rivoluzionando il genere, offre spunti interessanti e un ritmo serrato. In questa recensione esploriamo tutti gli aspetti principali del gioco, a partire dalla sua folle trama fino al comparto tecnico. L’analisi che troverete di seguito è a cura Simone Mafara relativamente alla versione PS5.

UNO SHOW PER POCHI SUPERSTITI

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L’universo di Finding Frankie è dominato dalla presenza inquietante del suo protagonista e carnefice: Frankie. Dietro l’apparenza di una figura eccentrica e colorata, si cela una mente sadica che ha trasformato un game show in un’esperienza letale. Il giocatore viene catapultato in questo spettacolo deviato dopo aver ricevuto un invito a partecipare, senza sapere davvero cosa lo aspetti.
Le regole sono semplici: superare prove sempre più estreme in ambienti ostili, evitando trappole mortali, superando nemici e sfuggendo a uno showman impazzito. Tuttavia, lo show non è solo caos e brutalità. C’è un’ironia di fondo, una sorta di parodia delle trasmissioni televisive americane anni ‘90, accentuata da scenografie sopra le righe, mascotte inquietanti (come l’assistente Henry Hotline) e pubblicità fittizie che interrompono il ritmo in modo volutamente grottesco.

Il protagonista non è ben definito: si tratta di un personaggio silenzioso, uno “stand-in” per il giocatore, e la storia viene raccontata principalmente attraverso le ambientazioni, i dialoghi registrati, e i commenti disturbanti dei conduttori del programma. Non aspettatevi quindi un’evoluzione narrativa tradizionale, ma una progressione di follia che cresce livello dopo livello, affondando le radici in un universo surreale e disturbato.

PARKOUR FRENETICO E PROVE CREATIVE

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Il cuore pulsante di Finding Frankie è il gameplay, che ruota attorno a sezioni platform ricche di meccaniche da parkour. Si salta, si corre sui muri, si oscilla tra i pali, ci si arrampica, si sfruttano trampolini e superfici mobili. Il sistema di movimento è fluido e ben calibrato, pensato per mantenere alto il ritmo e offrire al giocatore una sensazione di controllo dinamico e preciso. La fisica dei salti e la risposta ai comandi sono generalmente soddisfacenti, anche se in alcuni frangenti, soprattutto nei tratti più tecnici, si avverte una lieve rigidità nei movimenti in spazi stretti.

Le ambientazioni variano di continuo: si passa da arene ispirate a parchi trampolino, con colori sgargianti e strutture sospese, a tunnel industriali oscuri e claustrofobici, in cui la tensione si taglia con il coltello. In molti livelli, la pressione psicologica è amplificata da inseguimenti, timer o nemici da evitare. In altri casi, invece, è il level design stesso a mettere alla prova l’agilità e l’intuito del giocatore, con sezioni che richiedono tempismo perfetto e decisioni rapide.

Un elemento centrale dell’esperienza è Deputy Duck, un piccolo assistente robotico a forma di papera che accompagna il protagonista. Oltre a fornire un tocco comico, Duck ha diverse funzioni utili, tra cui una luce per illuminare le zone buie, uno scanner per individuare oggetti nascosti e interruttori e persino messaggi audio di supporto (o derisione) che commentano le performance del giocatore. Questo compagno meccanico spezza l’atmosfera cupa con ironia e offre anche alcuni momenti di interazione extra.

TRA STILE CARTOON E OMBRE INQUIETANTI

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A livello visivo, Finding Frankie si muove in una direzione estetica precisa e coerente. Il gioco adotta uno stile semi-cartoon, in stile Five nights at Freddy’s con modelli volutamente caricaturali e ambienti surreali, spesso esagerati, talvolta volutamente disturbanti. La scelta cromatica alterna palette sgargianti e neon a zone più oscure e opprimenti, contribuendo a quel senso di instabilità che pervade l’intera esperienza.
Le animazioni sono fluide, soprattutto nei movimenti del personaggio principale, e il design dei livelli è variegato e ricco di dettagli. Tuttavia, non mancano piccole sbavature: alcune texture risultano meno curate, e occasionalmente si notano compenetrazioni poligonali durante le acrobazie più spinte. Sono difetti minori, che però si notano in una produzione che altrimenti fa un buon lavoro nel bilanciare stile e sostanza.
Il comparto audio è uno dei punti forti del gioco. La colonna sonora cambia dinamicamente in base al contesto, spaziando da tracce elettroniche veloci durante le sezioni d’azione a motivi più tesi e disturbanti nei momenti horror. Gli effetti sonori sono curati e ben posizionati nello spazio, contribuendo a un’immersione sonora efficace. I dialoghi registrati da Frankie, Henry e altri personaggi dello show sono volutamente sopra le righe, interpretati con toni enfatici e sguaiati, in linea con lo spirito folle del gioco.

LONGEVIT , RIGIOCABILIT E PROGRESSIONE

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Finding Frankie non è un gioco particolarmente lungo: la storia principale può essere completata in circa 5-6 ore, ma molto dipende dalla precisione e dall’abilità del giocatore. Ogni livello premia la velocità e la pulizia nell’esecuzione, e il sistema di valutazione incoraggia a tornare sui propri passi per ottenere punteggi più alti.
Inoltre, sono presenti alcuni oggetti collezionabili e sfide opzionali che permettono di sbloccare contenuti aggiuntivi e approfondire la lore del gioco. La struttura a episodi, simile a quella di uno show televisivo, rende semplice e veloce riprendere livelli già completati, con l’obiettivo di migliorare le proprie performance o esplorare zone inizialmente trascurate.
Per chi ama le sfide platform e vuole perfezionare i propri tempi, la rigiocabilità è discreta. Non siamo di fronte a un roguelite o a un titolo open world, ma piuttosto a una serie di prove lineari che però lasciano spazio a interpretazioni personali nello stile di gioco.

ACCESSIBILIT E ACCORGIMENTI

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Sebbene non sia stato progettato specificamente per l’accessibilità, Finding Frankie introduce alcune opzioni che permettono a un pubblico ampio di approcciarsi al titolo. Tra queste, la possibilità di regolare il livello di contrasto e luminosità, la presenza di sottotitoli ben leggibili e un’interfaccia semplificata priva di sovraccarico visivo.
Il gioco include anche un sistema di aiuti opzionali forniti da Deputy Duck, che può evidenziare elementi interattivi o suggerire il percorso migliore nei momenti più caotici. È inoltre possibile disattivare gli effetti visivi più intensi, come le vibrazioni dello schermo o i filtri psichedelici, per facilitare l’esperienza a chi è sensibile a stimoli visivi forti.
Non siamo ancora di fronte a un titolo pienamente inclusivo sul piano dell’accessibilità, ma il lavoro fatto dal team è comunque apprezzabile, soprattutto in un progetto indie.

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI

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Finding Frankie è un titolo originale, coraggioso e ben confezionato, capace di mescolare generi e atmosfere in modo insolito ma riuscito. Pur con qualche difetto tecnico e una durata contenuta, riesce a lasciare il segno grazie al suo stile unico, a un gameplay ben progettato e a un mondo narrativo fuori dagli schemi.
Non è un gioco per tutti: chi cerca una storia tradizionale, un’atmosfera coerente o una produzione AAA resterà probabilmente spiazzato. Ma per chi apprezza le esperienze strane, disturbanti e imprevedibili, Finding Frankie rappresenta un piccolo gioiello underground da non lasciarsi sfuggire.

Pregi
Finding Frankie colpisce per il suo stile visivo originale e per l’ambientazione surreale, capace di fondere horror e ironia. Il sistema di parkour è fluido e coinvolgente, con livelli vari e creativi. Il compagno robotico aggiunge carattere e funzionalità, e l’esperienza, seppur breve, resta memorabile per il suo tono fuori dagli schemi.
Difetti
La durata complessiva è piuttosto contenuta, e alcuni livelli risultano meno rifiniti rispetto ad altri. La precisione dei controlli può calare nelle sezioni più strette, e qualche bug sporadico può spezzare l’immersione. Chi cerca una narrazione forte o una produzione “classica” potrebbe non apprezzare lo stile eccentrico del gioco.

Pregi

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Difetti

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Voto

7,5

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