Company of Heroes 3, recensione

La storica serie di strategia in tempo reale, ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, questa volta ci ha fatto sbarcare nel Mediterraneo; ecco come è andata

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Company of Heroes 3 è il terzo capitolo di una saga nata ufficialmente nel 2006, dove le più importanti operazioni militari americane durante lo sbarco in Normandia vennero proposte nella cornice di uno strategico in tempo reale che riscosse un notevole successo. Da una parte ciò avvenne per via del notevole valore del gameplay, che allora (come oggi) si basava sulla conquista di punti chiave dello scenario di turno in modo da far avanzare il proprio esercito. Dall’altra influì non poco il sontuoso comparto tecnico, grazie all’utilizzo dell’allora neonato Essence Engine. Motore grafico realizzato da zero per mano di Relic Entertainment e utilizzato, per la prima volta, proprio col primo Company of Heroes.

Non è un caso che il team canadese, autore tra gli altri della serie di Warhammer 40.000: Dawn of War e Age of Empires IV, abbia nel tempo continuato a utilizzare (migliorandolo) tale motore. Che si è costantemente distinto per il mirabile utilizzo di effetti speciali quali l’HDR, il normal mapping, shader e via discorrendo. A 10 anni di distanza da Company of Heroes 2 (2013) eccoci quindi a parlarvi di questo terzo capitolo, che ci offrirà una prospettiva sulla Seconda Guerra Mondiale assolutamente inedita per la serie. Di seguito la nostra recensione della versione Pc di Company of Heroes 3.

Ricordiamo che il gioco, pubblicato da Sega, è disponibile esclusivamente su Steam, anche se una versione per PS5 e Xbox Series X/S è attualmente in sviluppo. Buona lettura.

NUOVE PROSPETTIVE

Company of Heroes 3 concentra la propria attenzione su due aree specifiche del Mediterraneo, teatri di innumerevoli scontri in quel della Seconda Guerra Mondiale: l’Italia e il Nordafrica. Ciascuna di esse potrà contare su una ricca campagna per giocatore singolo. Quella nordafricana sarà alquanto tradizionale, con una serie di missioni proposte in maniera lineare. La storia prenderà piede agli inizi del 1942, con i giocatori che avranno la possibilità di combattere molti scontri celebri come quelli di Gazala, Aldabiya e Tobruk.

Il focus della narrazione (offerta attraverso pregevoli filmati) sarà sulle forze dell’Asse, e nello specifico sulle due diverse fazioni della Deutsches Afrikakorps e della Wehrmacht. Nel complesso questa campagna fungerà un po’ da tutorial, perciò risulterà particolarmente utile ai neofiti della serie e/o del genere. Tuttavia è con la seconda campagna italiana che il team di Relic Entertainment ha voluto premere l’acceleratore, per così dire. Il gameplay da rts, come da tradizione della serie, è stato qui combinato con quello dei giochi da tavolo. Per fare un paragone, diremmo sullo stile di un Risiko.

Anche coloro che hanno familiarità con Civilization o Total War potrebbero trovarsi particolarmente a proprio agio, ma diciamo da subito che si tratta di un concept che funziona, in questa sede, davvero molto bene. Nel corso di questa campagna i giocatori, all’interno di un sistema a turni, dovranno conquistare le città portuali al fine di espandere l’influenza della propria fazione.

Tramite delle mappe dinamiche bisognerà gestire la fornitura di risorse via terra, mare e aria, senza dimenticare i livelli di affaticamento della fanteria e in generale dell’esercito. Ci saranno persino tre diversi comandanti con cui dovremo avere a che fare. Se sapremo soddisfarli con le nostre decisioni in materia di strategia, essi ci concederanno dei bonus aggiuntivi su cui poter contare in battaglia.

GUERRA PIÚ MODERNA…

L’equilibrio tra componente rts e wargame si mantiene stabile, con le innumerevoli variabili a disposizione che conferiscono un notevole grado di rigiocabilità alla suddetta campagna italiana. Oltre alle già citate Deutsches Afrikakorps e Wehrmacht, come fazioni potremo controllare anche le forze armate americane e quelle britanniche. Queste ultime saranno le più equilibrate e in generale adatte ai giocatori alle prime armi, e potranno contare, tra le altre cose, sui loro leggendari bombardamenti aerei e navali.

Quelle americane invece si riveleranno più consone ai giocatori con uno stile di gioco aggressivo, anche grazie alle unità operative speciali che hanno reso celebre tale fazione nei capitoli precedenti della serie. Per quanto concerne il gameplay è necessario evidenziare gli svariati miglioramenti apportati da Relic Entertainment. Primo fra tutti l’IA, decisamente migliorata rispetto al passato: un esempio sono le unità, che prenderanno decisioni più intelligenti nell’atto di indirizzarsi dove indicheremo loro.

Come in passato, anche in Company of Heroes 3 le coperture giocheranno un ruolo fondamentale durante gli scontri. Fornire riparo alla fanteria e all’artigliera, fiancheggiare sapientemente i nemici e in generale mettere in pratica qualunque “reale” tattica bellica conosciuta al fine di portare a casa la partita.

Altri cambiamenti riguardano l’interfaccia utente (ora aggiornata e più intuitiva, sia pure leggermente) e l’impiego degli ingegneri. Non più necessari alla realizzazione di edifici ma dotabili di lanciafiamme e votati in particolar modo alla riparazione dei veicoli sul campo. Processo, tuttavia, che richiederà un po’ di tempo, specialmente senza l’ausilio dei camion di recupero.

… MA NON A 360°

In Company of Heroes 3 gli sviluppatori hanno chiaramente voluto valorizzare la fanteria, che in passato veniva (non del tutto a torto) totalmente annichilita dall’impiego massiccio di veicoli, bombardamenti e compagnia cantante. Ciò però ha causato qualche problema di bilanciamento, visto che anche a difficoltà standard la fanteria (almeno, quella nemica) risulterà difficile da sopraffare, in maniera quasi irrealistica.

Dal punto di vista grafico il titolo si mostra decisamente più avanzato rispetto al predecessore, anche se a 10 anni di distanza ci saremmo legittimamente aspettati di meglio. Oltretutto abbiamo riscontrato anche alcuni problemi di ottimizzazione, che rendono tale modesto power up ancora meno giustificabile. A fare un deciso balzo in avanti sono stati invece gli effetti visivi, soprattutto quelli legati alla distruzione degli edifici e alle esplosioni.

E’ qui infatti che il motore grafico di Relic Entertainment mostra i muscoli, regalando scenari quasi interamente distruttibili dove persino i danni in aumento agli edifici si possono notare in tempo reale. Un po’ meno convincente e realistica la fisica ragdoll della fanteria, ma nel complesso non ci si può davvero lamentare. Tranne per il fatto che non sarà possibile “investire” la fanteria nemica con i veicoli, cosa che ci ha fatto lievemente storcere il naso. Bene il comparto audio, ripreso sostanzialmente in toto dal capitolo precedente e qui riproposto in maniera ottimale.

Ottimo anche il doppiaggio, che a eccezione della voce narrante in-game (che commenterà le nostre azioni) lascerà trasparire una recitazione davvero solida, con dialoghi divertenti o seri a seconda delle circostanze. Segnaliamo infine che è possibile giocare in co-op con un amico contro l’IA, e non manca una modalità multigiocatore a estendere, seppur non di molto, la longevità della produzione… Peccato che trovare persone nelle lobby si sia dimostrato fin da subito un’impresa. Perciò, a meno di non far parte di qualche gruppo/server Discord di giocatori (o di avere qualche amico in possesso del titolo), giocare con altri potrebbe essere un po’ difficile.

CONSIGLIATO AGLI APPASSIONATI

Company of Heroes 3 offre tutto ciò che i precedenti capitoli avevano di buono, in una veste (perlomeno ludica) più moderna colma di svariate aggiunte e modifiche al gameplay. Molto interessante anche il “contrasto” fra le due campagne presenti. La prima, quella nordafricana, più lineare e proposta alla maniera tipica del genere. Mentre la seconda, quella italiana, rappresenta una novità per il genere, con un’efficace commistione con il mondo dei wargame.

Il tutto sommato non eclatante upgrade grafico operato da Relic Entertainment rispetto al capitolo precedente (2013) finisce col rendere ancor meno giustificabili i problemi di ottimizzazione riscontrati, ma si tratta in fin dei conti di scivoloni risolvibilissimi tramite patch successive. Certo è che si tratta di un titolo irrinunciabile per gli amanti della serie e in generale degli rts. Non ci resta che attendere i contenuti futuri, con una prima espansione che dovrebbe essere rilasciata entro l’anno.

Pregi

Gameplay ancor più coinvolgente e dinamico rispetto al passato. L'originale modalità di proposizione della campagna italiana funziona molto bene. Il sistema di distruzione e in generale gli effetti brillano più che mai...

Difetti

... Peccato che non si possa dire lo stesso del comparto grafico, meno "aggiornato" del previsto. Alcuni problemi di ottimizzazione e bilanciamento delle unità. Modalità multigiocatore scarna e deserta (letteralmente).

Voto

7,5