Speciale

GeForce Now, tra gioie e dolori

La nostra esperienza col servizio cloud gaming di Nvidia

Sostieni IlVideogioco.com

Caro lettore, la redazione de IlVideogioco.com lavora per fornire aggiornamenti precisi e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.




Siamo arrivati su GeForce Now quasi casualmente. Ci siamo arrivati, infatti, dopo aver provato Google Stadia per due mesi, grazie all’invito di un utente “fondatore” che sarebbe quello che ha effettuato l’acquisto del pacchetto iniziale (Chromecast + Joypad) e la sottoscrizione dell’abbonamento a Stadia Pro. Parlando di Stadia, quello stesso utente ci ha accennato di GeForce Now e della possibilità di giocare come su Stadia, con la differenza di potersi appoggiare alla propria libreria Steam. Abbiamo sgranato gli occhi e ci siamo subito fiondati.

Il primo impatto con GeForce Now è stato agrodolce: tutto gratis? Ottimo! E non dobbiamo neanche comprare i giochi (li abbiamo già su Steam). Peccato che le code per poter giocare siano interminabili (anche più di mezz’ora di attesa) e troviamo limitante usufruire di un’ora di gioco prima di essere catapultati nuovamente in lista d’attesa per continuare.

Non demordiamo e sbirciamo la possibilità di diventare utente premium. Scopriamo, felicemente, che i primi novanta giorni sono gratuiti e poi, se convinti dal servizio, possiamo continuare a giocare in streaming al modico prezzo di 5,49 euro al mese per i primi 12 mesi. Senza esitazione sottoscriviamo l’abbonamento “Founders” e ci ritroviamo a godere di tre mesi di quello che definiremmo l’autentico servizio GeForce Now (la variante gratuita è più una demo per i più pazienti).

LE GIOIE

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando ci spiegheremo meglio. GeForce Now è un servizio di Cloud Gaming (videogiocare da remoto) concepito e realizzato da Nvidia, noto produttore di schede grafiche che, sulla falsariga di Stadia, propone la possibilità di giocare con qualsiasi Pc in grado di collegarsi ad Internet.

Funziona facendoci giocare da remoto. Sfruttando dei precisi protocolli VPN, riusciamo a collegarci con potentissimi computer dotati delle più moderne tecnologie ed utilizzare l’hardware di questi per giocare. In sostanza non stiamo sfruttando il nostro hard disk, non stiamo sfruttando la nostra scheda grafica né il processore per giocare, ma solo e soltanto la scheda di rete come se fossimo su Netflix o su You Tube.

Portiamo un esempio concreto ma dobbiamo, per forza di cose, scadere in terminologia tecnica: abbiamo un PC modesto, diciamo fascia bassa/media: CPU AMD FX 8120 Eight-Core 3,10; 16GB Ram DDR3; SSD 240GB; Nvidia GeForce GTX 1050 Ti 4GB. Con questo PC, per farvi un esempio, non siamo in grado di goderci Ombra della Guerra, Assassin’s Creed Odyssey o The Witcher 3 il Full HD a dettagli “Ultra”.

Grazie a GeForce Now possiamo giocare in Full HD a dettagli “Ultra” a 60 frame-per-secondo questi e tantissimi altri titoli. I videogiochi che li supportano, inoltre, possono essere riprodotti con le ultime tecnologie di Ray Tracing, che sta per diventare il nuovo filtro grafico/tormentone di nuova generazione dopo HDR.

GeForce Now, inoltre, permette di giocare in totale tranquillità via Steam, Uplay e Origin (solo Apex Legends, da quel che ci risulta). Essendo un servizio di gioco in cloud, da remoto, bisogna collegarsi con un computer che “riposa” in Francia o in Olanda: non allarmatevi nel caso doveste ricevere email, da parte dell’assistenza clienti del servizio che stai usando, che vi avverte di un accesso sospetto, lontano dalla vostra solita postazione di gioco. E’ tutto normale.

Una volta in gioco, possiamo andarne a modificare i parametri grafici e spingerli al massimo con la certezza che il computer su cui stiamo giocando non soffrirà il minimo problema. In giochi come Ombra della Guerra, inoltre, possiamo permetterci di fare upscaling della risoluzione, una tecnica che ci permette di giocare in un pannello 1080p ma portando la risoluzione anche a 4K o più.

L’aspetto più bello di GeForce Now, come già accennato più su, è la possibilità di videogiocare senza installare assolutamente niente sul proprio hard disk (tranne il client GeForce Now, ovviamente). La gestione della grafica spetta al computer che usiamo da remoto, non al nostro e l’aggiornamento dei videogiochi è più che veloce, con tempi d’attesa decisamente brevi.

La risposta ai comandi, sia che si giochi con mouse e tastiera oppure con il joypad, è ottima, così come è assolutamente convincente la resa grafica a patto di avere una buona connessione: per giocare bene dovrebbero bastare 20MB in download ma il servizio può scalare le performance visive fino ad accontentare le connessioni a 5MB in download. Nulla da segnalare sul profilo tecnico: non abbiamo sofferto bug, crash di applicazione o malfunzionamenti.

Prima di immergerci nel gioco possiamo, in parte, smanettare sul carico di lavoro da effettuare sulla banda di rete: più carico affidiamo a GeForce Now e meglio è per la fluidità e l’alta definizione, ovviamente. Ci sono setup predefiniti per il gioco competitivo, per favorire le prestazioni o per favorire la qualità grafica. Infine si può personalizzare il tutto pretendendo la massima qualità disponibile ma è necessario avere una buona rete internet che serva il nostro computer.

I DOLORI

Purtroppo, GeForce Now non è esente da difetti. Il primo è legato soprattutto alla natura del servizio, che andremmo a definire “freemium”. Intendiamo dire che di base si può usufruire di GeForce Now gratuitamente, tuttavia la limitazione di 60 minuti di gioco alla volta e le (talvolta) estenuanti code d’attesa prima di poter giocare appaiono come una brutta tegola che sortisce due casi.

Il primo è quello di fare scappare via l’utente, insoddisfatto del servizio di base. Il diretto concorrente del cloud gaming, Stadia, gratuitamente offre un servizio di un altro pianeta, senza limitazioni di tempo né code d’attesa. Il secondo caso è quello di spingere l’utente a sottoscrivere l’abbonamento per saltare la coda e giocare senza pensieri.

Altro punto a sfavore di GeForce Now è la limitazione del gioco a 1080p che impallidisce di fronte ai 4K di Google Stadia.

Ulteriore neo che dobbiamo evidenziare è l’impossibilità di utilizzare in remoto i client di Ubisoft ed Electronic Arts (ricordiamo limitato solo e soltanto ad Apex Legends). Ci spieghiamo meglio: quando decidiamo di giocare un titolo Uplay oppure Origin, dopo la fase di accesso con id e password i client vengono ridotti a icona ed è impossibile accedervi normalmente. Uplay offre soltanto la possibilità di cambiare account al volo, altrimenti chiude il client. Probabilmente tutto questo è atto ad evitare che gli utenti smanettino tramite client su impostazioni che riguardano un computer che non è il loro (ne stanno usando uno da remoto).

L’assenza di piattaforme quali Blizzard e GOG non è certamente un buon segno, come non lo è constatare che non tutti i videogiochi di Steam siano abilitati su GeForce Now, ma vengono introdotti titolo per titolo, con precedenza a quelli più recenti. Immaginate la nostra delusione per non poter giocare tutti i titoli Total War o Borderlands tramite GeForce Now.

L’abbandono della piattaforma da parte di Blizzard, Xbox, Warner Bros e Codemasters non fa che accrescere la preoccupazione della stabilità del servizio erogato. Se un utente dell’ultimo minuto si lasciasse convincere dalla possibilità di godersi – per esempio – Ombra della Guerra con GeForce Now e poi se lo vedesse rimuovere dopo poco, avrebbe perso i suoi risparmi per acquistare un titolo che non potrebbe godersi: si sarebbe abbonato ad un servizio che non potrebbe usare.

Il pensiero che un domani non si non possa più giocare ai propri titoli preferiti, tramite GeForce Now, non è proprio il genere di preoccupazione che un appassionato di videogiochi desidera.

Infine dobbiamo constatare che quando un videogioco viene aggiornato all’ultima versione, su GeForce Now può divenire ingiocabile per “manutenzione” per giorni oppure settimane. Portiamo l’esempio di Assetto Corsa, ormai inservibile da settimane e non c’è nulla che suggerisca quando tornerà disponibile.

UN SERVIZIO AGRODOLCE MA CONVINCENTE

GeForce-Now

Al di là di tutte le tegole che abbiamo evidenziato e in cui ci siamo imbattuti, GeForce Now resta dallo scorso febbraio il nostro principale “hub” di gioco. La possibilità di giocare The Division 2, tutti gli Assassin’s Creed e gli ultimi videogiochi Steam (nonché molti tra i più famosi) senza dover installare nulla nel nostro computer, senza intasare hard disk e registro di sistema, senza frustare la scheda grafica è un grosso punto a favore, per me.

Poter avere “tra le mani” gli ultimi ritrovati hardware di Nvidia, Ray Tracing Ready a poco più di cinque euro al mese – personalmente – lo troviamo un ottimo valore aggiunto. Godersi a 1080p, e senza alcun genere di compromesso grafico, tutti i videogiochi a disposizione, è semplicemente fantastico. È come se avessimo a casa una RTX 2070 tutta per noi.

Se non aveste un Pc all’ultimo grido e cercaste la possibilità di godervi i titoli della vostra libreria Steam, Ubisoft e tanti free-to-play assortiti, senza compromessi visivi, GeForce Now potrebbe farvi rivalutare seriamente il giocare su computer.  Il solo costo è quello di una buona connessione internet, da aggiungere l’equivalente di una pizza al mese da pagare per il primo anno.

Scheda grafica, hard disk e il processore non sono mai stati così bene come quest’anno.

Tags

Sostieni IlVideogioco.com

Caro lettore, la redazione de IlVideogioco.com lavora per fornire aggiornamenti precisi e affidabili in un momento lavorativo difficile messo ancor più a dura prova dall’emergenza pandemica.
Se apprezzi il nostro lavoro, che è da sempre per te gratuito, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci. Vorremmo che il vero “sponsor” fossi tu che ci segui e ci apprezzi per quello che facciamo e che sicuramente capisci quanto sia complicato lavorare senza il sostegno economico che possono vantare altre realtà. Sicuri di un tuo piccolo contributo che per noi vuol dire tantissimo sotto tutti i punti di vista, ti ringraziamo dal profondo del cuore.




1 commento su “GeForce Now, tra gioie e dolori”

Commenta questo articolo