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Pesce d’aprile, ripercorriamo alcune tappe con Carlo Santagostino

Il noto redattore delle storiche riviste italiane (Zzap e The Games Machine) ha risposto alle nostre brevi domande sulla storia della burla per eccellenza

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Il Pesce d’aprile è una vecchissima pratica nata da tempo immemore. Per i giornali è vista in una doppia visuale: timore/opportunità.

Timore perché pubblicare un pesce d’aprile pensando che sia una notizia vera può essere demoralizzante e demotivante per una testata.

Opportunità perché anche i giornali si dilettano a confezionare notizie verosimili ma al tempo stesso improbabili o anche utilizzando i comunicati stampa lanciati da pr burloni possono divertirsi.

Nel mondo dei videogiochi i Pesci d’aprile sono ormai consolidati. Anche noi ne confezionammo uno nel 2018 con la complicità di un noto sviluppatore. E nella giornata di oggi ci sono arrivati almeno tre comunicati quantomeno improbabili ma palesemente tali.

Amanti della storia e dei retrogame abbiamo contattato al volo grazie a Facebook, Carlo Santagostino che il grande pubblico conosce per la recente apparizione allo real show della Rai “Il Collegio” nelle vesti del professore di informatica del 1982. Anno magico che per molti vuol dire Commodore 64 e Mundial di Spagna.

Ma Carlo Santagostino è stato anche uno storico redattore di riviste italiane cartacee tra fine anni ’80 ed inizio anni ’90 quali Zzap e The Games Machines.

Carlo Santagostino ai tempi di Zzap
Nella foto: Carlo Santagostino ai tempi di Zzap (fonte http://www.santagostino.eu/ego_biografia_carlo_santagostino/)

Abbiamo parlato rapidamente con lui su come sia nato il Pesce d’aprile in ambito videogiochi. Ecco cosa ci ha detto in questa rapida “intervista” che – in barba alle più ferree regole giornalistiche è in prima persona ed è molto colloquiale anziché in terza.

Detto ciò, vi auguriamo una buona lettura ringraziandolo per la disponibilità nonostante il pochissimo preavviso, praticamente zero, anche per le foto tratte dal suo sito ufficiale.

Vorremmo ripercorrere la storia dei pesci d’aprile in questo settore. Da chi e come è nata l’idea?

L’usanza dei pesci d’aprile nel settore dell’editoria informatica, come in quasi tutti gli altri settori, è in voga da tantissimo tempo. Già la storica rivista USA “Byte” pubblicò nel numero di Aprile del 1976 un articolo su di una “normale” bicicletta come novità informatica, giocando sull’assonanza di “touring” (giro turistico) con “Turing” (macchina di Turing) e presentando la nuova “Touring Machine” appena introdotta sul mercato.
Per quanto riguarda il caso specifico di Zzap! la rivista era l’edizione italiana di una testata inglese e nell’editoria inglese la tradizione della notizia “scherzosa” nel numero di aprile era una tradizione consolidata, ad esempio nel 1988 su Zzzap! edizione UK fu pubblicata la incredibile notizia dell’uscita di un emulatore Amiga per C64.

Da quello che ricordo fu Fabio Rossi nell’aprile del 1989 ad introdurre questa usanza anche nell’edizione italiana.

Qual è stato, secondo te, quello più riuscito? E quello più bello, che non necessariamente deve essere il più riuscito? E Monkey Island 3 nello spazio? Parlacene.

“In particolare lo scherzo di “Zak McKracken 2: The Mindbenders Are Back” è quello che ricordo in generale con maggiore affetto, sia perché ero un giovane ragazzo appena entrato in redazione, alla mia prima esperienza editoriale, ma anche perché a quello scherzo c’ero cascato pure io, quando in redazione mi confessarono che era un pesce d’aprile ci rimasi malissimo, desideravo ardentemente un seguito a Zak, uno dei miei titoli preferiti di sempre in ambito videoludico e il sapere (in anteprima) che fosse uno scherzo mi fece stare malissimo.

Lo scherzo fu un assoluto successo, desunto dalla massa di lettere che ricevemmo in proposito e da quanti poi se lo ricordano ancora oggi e anche perché fu molto probabilmente la prima volta in Italia che una rivista di videogiochi fece un pesce d’aprile… e ci cascarono tutti! Come ho detto prima l’idea dello “scherzone” fu di Fabio Rossi, non ricordo se era già caproredattore, e fu appunto ispirato dalla tradizione dell’edizione UK, ma deciso a dare un contributo “italiano” grazie anche alla bravura di Giovanni Papandrea, il realizzatore delle schermate, disegnate direttamente su di un C64 con il Koala Paint.

Giovanni era un autentico talento nel disegno, infatti qualche anno dopo lo chiamai per lavorare come grafico con me in CDExpress un’azienda in provincia di Milano che produsse videogiochi Arcade utilizzando i CD32 ritirati dal fallimento Commodore, trasformati in “Cubo CD32” con presa Jamma”.

Carlo Santagostino allo Smau del 1991
Carlo Santagostino allo Smau del 1991 (fonte: http://www.santagostino.eu/ego_biografia_carlo_santagostino/)

Forse prima era più facile abboccare rispetto ad ora o comunque, probabilmente, c’era più inventiva, ora sembra tutto quasi omologato. Qual è il tuo pensiero in merito?

Non direi, sicuramente oggi siamo “globalizzati” ed abituati al fatto che il primo d’aprile spuntano notizie “fasulle”, quindi oggi come oggi è sicuramente più complicato sia pensare che realizzare uno scherzo che sia al contempo divertente e credibile, e in quanto all’inventiva forse ce ne è più ora di allora per questo motivo, ma in realtà, come spesso dico, non ci sono differenze nelle capacità o nelle attitudini tra oggi e allora, ma solo nel modo in cui noi le percepiamo in quanto il tempo passa.

Oggi ragioniamo da cinquantenni mentre allora da ventenni. I ventenni di oggi si divertono sicuramente tanto quanto ci divertivamo noi all’epoca, e noi guardiamo con nostalgia quello che ci faceva divertire quando eravamo ventenni, spesso pensando che fosse migliore di quello che c’è oggi. In realtà siamo solo nostalgici della nostra giovinezza.

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