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eFootball PES 2020, prime impressioni sulla demo

Abbiamo provato la versione dimostrativa del nuovo gioco calcistico di Konami… e ci ha impressionato

Con l’arrivo della demo di eFootball PES 2020 è ufficialmente iniziata la stagione calcistica videoludica 2019/20. Come spesso accade negli ultimi anni è Konami a fare il primo passo. Ecco quindi che il publisher ha diffuso la versione dimostrativa del nuovo gioco della serie che debutterà in versione “finale” il prossimo 10 settembre su Pc, PS4 ed Xbox One.

Siamo pronti a parlare di questo che è un interessantissimo riscaldamento pre-campionato. Decisamente più di un’amichevole pre-stagionale e sicuramente, nonostante il periodo, più veritiera del calcio di agosto. Videoludicamente parlando, s’intende.

Presentato nel corso del recente E3 2019 di Los Angeles a metà giugno, il nuovo capitolo della serie punta al decennio che verrà con diverse novità. Una buona parte di queste le abbiamo provate nella demo su Steam disponibile, assieme a quelle su PS4 ed Xbox One, da ieri.

Ecco, dunque, le nostre prime impressioni in questa anteprima che, lo diciamo fin da subito, ci ha impressionato notevolmente. E non soltanto dal punto di vista grafico.

I CONTENUTI DELLA DEMO

Konami ci offre un assaggio soddisfacente visto che si tratta pur sempre di una demo che però permette, già, di inquadrare il titolo. O se non altro le intenzioni degli sviluppatori.

E sono tante le novità. Konami ha inserito in questa versione dimostrativa la modalità Modifica che non è altri che un editor. Questa semplice, ma potente, opzione consentirà di modificare nomi, loghi, maglie, divise e kit completi, delle squadre presenti. Molte di esse, come saprete, non avranno le licenze. E con semplici passaggi sarà facilissimo importare o esportare le rose delle squadre ed i club modificate.

Un’opzione che è sempre stata presente nella serie che si apre alle mod degli appassionati che da anni sono prodighi di interessanti novità alternative. E questa stessa opzione che difetta, fino ad ora, al grande rivale (Fifa).

Nella demo potremo modificare 6 competizioni, la Liga Spagnola, le prime due serie in Inghilterra e tre listoni di squadre europee, asiatiche e sudamericane. In oltre tutti i dati di gioco creati potranno essere trasferiti e conservati nella versione finale del prodotto, una volta disponibile.

Gli appassionati avranno anche accesso limitato alle modalità Online e Offline. Ma andando al sodo, sarà possibile giocare con 13 squadre. Si tratta dei tre club con i quali Konami ha stretto partnership molto importanti, ossia la Juventus (una vera e propria esclusiva PES di quest’anno, su Fifa la Vecchia Signora si chiamerà Piemonte Calcio, che a noi ricorda molto quella presente nel cartone animato Holly e Benji, ndr), il Manchester United ed il Bayern Monaco.
Le altre formazioni sono comunque legate a Konami ed in generale alla serie basti pensare al Barcellona ed all’Arsenal. Inoltre troveremo anche il Palmeiras, il Flamengo, il Sao Paolo, Il Corinthias, il Vasco da GAma, il Boca Juniors, il River Plate ed il Colo-Colo.

Come sempre, dunque, non solo Europa ma tanto (e glorioso) Sudamerica in questo prelibato assaggio di eFootball PES 2020.

Detto delle partite offline ed online senza restrizioni (salvo che nella durata, 3 minuti a tempo) inevitabili per la demo, giocheremo in tre stadi. Uno di questi sarà l’Allianz Arena del Bayern Monaco, gli altri due sono impianti fittizi.

Potremo giocare le nostre partite ad ogni ora del giorno, in qualunque stagione ed in ogni condizione meteo, compresa la neve o la pioggia estiva.

Insomma è possibile provare anche le diverse differenze grafiche e fisiche (ne parleremo a brevissimo) in numerose varianti e scegliere, ma questa non è una novità, anche se giocare su una superficie con erba rasata o alta.

IL GAMEPLAY È NOTEVOLE

Chi vi scrive è sempre convinto che uno dei migliori giochi di calcio in assoluto, in termini di gameplay, sia il vetusto PES 5. Parliamo di un titolo di 15 anni fa che aveva nella sua prerogativa un ritmo non troppo veloce ed una fisica e fisicità veramente credibile dove era premiata la costanza e l’inventiva oltre che al solito fattore C.

Molte volte abbiamo paragonato i miglioranti nel corso degli anni dei vari giochi calcistici paragonandoli a questa pietra miliare. Konami sembra continuare a viaggiare verso questa direzione e propone un gameplay davvero notevole.

Pad alla mano, e scesi in campo, possiamo notare che i ritmi (che possono comunque essere alzati tramite opzione, ndr), sono compassati ma è qui che si esalta la giocabilità. Ne sono esaltati i duelli fisici, anche lontano dal pallone, o le varie intuizioni.

Abbiamo provato eFootball PES 2020 iniziando con la difficoltà media e con qualche aiuto. E già così, senza intervenire sulle varie opzioni riguardanti il gameplay (passaggi e tiri assisiti o semi assistiti o ancora liberi e compagnia bella) possiamo notare una certa coerenza con quello che vorremmo vedere in un videogioco calcistico.

I passaggi, anche in modalità assistita, non sono sempre precisi. Si evita, così, uno stucchevole possesso palla (o almeno sono queste le intenzioni degli sviluppatori), in stile tiki-taka vecchio stile quando le partite diventavano torelli noiosi. Anche i tiri sono ben calibrati. Difficilmente sorprenderemo da lontano gli estremi difensori ma è altrettanto vero che se intuiremo lo spiraglio giusto potremo sfruttare questo per superare i portieri.

Quest’ultimi, come ci si aspetta, avranno difficoltà nei tiri da lontano sui campi bagnati. Sovente li abbiamo visti intervenire in due tempi. Nondimeno ci è piaciuta anche la fisica sulle ribattute. I numeri uno non saranno arrendevoli ed anche dopo una ribattuta possono essere pronti a parare nuovamente, magari non in bellissimo stile nella seconda parata ma proprio per rispettare la fisica, alcuni salvataggi saranno meno spettacolari ma ugualmente efficaci.

Sono interessanti i duelli. Il dribbling è un’arma a doppio taglio perché se si è bravi si può creare lo spazio e l’uomo in più momentaneo ma non è detto che questo funzioni. I difensori, infatti, sono molto attenti e difficilmente abboccano alle finte. In più i contrasti sono più accentuati ed i contatti puniti: l’arbitro spesso fischia per un tocchetto in più. Quindi non servirà automaticamente premere il pulsante del contrasto (anziché quello della scivolata) per conquistare palla in modo “pulito”. Anzi, si aprirà un vero e proprio contrasto come ci si aspetterebbe.

Anche la rete di passaggi, come dicevamo, non sarà facile da portare avanti (e di contro sarà più agevole, o se non altro meno complicato, conquistare preziosi palloni). Sorprendere i centrali sarà problematico visto che l’attenzione dei centrali è assoluta. A volte è capitato di vedere o intuire un impercettibile movimento in avanti di tutta la difesa, probabilmente un accenno alla tattica del fuorigioco o una “distrazione” dell’intelligenza artificiale. Ma sono episodi sporadici e quasi impercettibili da paragonare facendo un parallelismo con la realtà, a quando chi batte un calcio di punizione intuisce il passo in più del portiere verso una direzione per poi sorprenderlo con una parabola nell’altra facendogli perdere il tempo dell’intervento.

Ma se nei calci piazzati questa cosa è percepibile, durante l’azione lo è un po’ meno. E comunque, c’è una sorta di compensazione: se il difensore è veloce recupererà subito.
E comunque i momenti di libertà sono limitati, al massimo 2-3 secondi che a questi livelli sono un’eternità ma che all’atto pratico potrebbero anche non essere mai abbastanza. Un contropiede nostro suggerito da Coutinho ha permesso di tagliare il campo in contropiede per Messi e di fargli fare una cavalcata leggermente spostata lateralmente sulla destra, abbiamo voluto fare lo scavino a tu per tu e ci è riuscita, ma subito dopo aver fatto il colpo (ed il goal) siamo stati travolti subito dopo. Morale della favola: se avessimo perso una frazione di secondo in più avremmo sprecato un’occasione d’oro.

Ottimo il comportamento del pallone con rimbalzi e reazioni credibili in ogni condizione di gioco. E non sarà facile realizzare da lontano (a meno di trovare il jolly dalla distanza) o al volo. Ed anche fare gol dalla breve distanza perché se i difensori sono di buon livello, i portieri daranno pure loro del filo da torcere. Ottimo: ogni rete è una soddisfazione reale. Certo, potranno capitare sicuramente le papere o le topiche o i lisci dei difensori. Anche questo fa parte del calcio.

Da capire se tale intensità e tale coerenza che abbiamo riscontrato ora sarà riproposta in toto o ulteriormente migliorata (i margini ovviamente sono ampi per fare ancora di più perché non è perfetto anche se ben impressionante). La speranza è questa ovviamente.

Alcune opzioni degli anni passate sono rimaste: le disposizioni tattiche durante la partita o sui calci d’angolo o punizioni. Nulla di cambiato rispetto al passato sotto questo aspetto

EFOOTBALL PES 2020, IMPRESSIONA LA GRAFICA

Dal punto di vista tecnico, anche eFootball PES 2020 non si discosta dal passato della serie. Negli ultimi anni le produzioni di Konami sono state impressionanti ed il venturo capitolo non si dissocia dal trend. Anzi, rilancia.

I volti e le movenze dei calciatori, soprattutto quelli famosi, sono notevoli. Impressionanti a tratti. Messi, Cristiano Ronaldo, ma anche i calciatori di Barcellona, Juventus e Bayern Monaco nonché quelli dell’Arsenal sono semplicemente fantastici anche se non è tutto oro quel che luccica. A volte, nelle scene di intermezzo che si scorgono durante le pause o le esultanze, notiamo alcune “brutture”. Alcune espressioni, infatti, non sembrano andare bene in quei volti.

Stesso dicasi per i calciatori meno famosi. Certo, ci vorranno un po’ di ritocchi ma nel complesso il gioco è un bel vedere. In campo, le movenze delle squadre sono quasi armoniose. Ottimi gli effetti meteo, luci ed ombre. Così come la bellezza degli stadi. Ne abbiamo visti solo tre di cui uno solo, l’Allianz Arena del Bayern Monaco, è veramente eccellente.

Interessante giocare sotto la pioggia o la neve. Con le gocce di pioggia che sporca alcune inquadrature. Certo, non sono novità, ma fa sempre piacere notarle.

Tante le finezze presenti già in passato: il fiato dei giocatori, le gocce di pioggia, i fiocchi di neve, i ciuffi d’erba che volano.

Ci sono piaciute le animazioni e le abbiamo trovate congrue e realistiche. Ottimi i contrasti, ottimi anche gli interventi dei portieri con uscite spericolate alcune volte eleganti o interventi goffi che però possono risultare ugualmente decisivi. Ci sono piaciuti molto gli estremi difensori che sembra, almeno da queste fasi iniziali, soffrire meno dei soliti cali di zuccheri. Almeno nella nostra prova: abbiamo fatto gol senza evidenti colpe dei portieri.

Buoni i brani della colonna sonora ma ottimi gli effetti ambientali sonori. Ma di questo ne parleremo nella recensione quando a questi saranno aggiunti anche le telecronache, assenti in questa demo.

COMMENTO FINALE

La demo di eFootball PES 2020 ci ha favorevolmente colpiti. I motivi sono molteplici. L’impatto grafico, salvo qualche incongruenza che abbiamo notato ogni tanto in alcune scene di intermezzo o nei primi piani, è notevole. Non che fosse una sorpresa ma quei miglioramenti attuati fanno comunque la loro figura.

Ma al di là di questo, è il gameplay che finalmente sembra confermare i passi in avanti fatti da PES 2018 in poi. I ritmi compassati ma al tempo stesso combattuti, le improvvise accelerazioni, le lotte fisiche con contrasti coerenti ed intercetti dei passaggi sempre più presenti, permettono una vera evoluzione del gameplay rispetto al passato della serie. Sembra di essere tornati ai fasti dei primi anni 2000.

Buoni anche i contenuti che permettono di giocare partite con 13 squadre sia offline che online in ogni condizione meteo possibile ed in tre stadi. Aspettiamo con ansia la versione completa anche per vedere le altre novità della modalità. Il 10 settembre è ancora lontano ma dovremmo avere risposte sia sul gameplay (sperando che quanto meno resti cosi come è) e soprattutto sui contenuti.

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