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There Was a Dream, Anteprima

Un gioco di ruolo survival molto particolare degli italiani di Keydare Project approda su itch.io. DannyDSC ce racconta le sue prime impressioni

Il movimento indie italiano lancia segnali ottimistici. Sono tanti gli studi che stanno facendo molto bene. Cartel Games, Hammer&Ravens, Wisdom Games, Fantastico Studio, sono solo alcuni dei cosiddetti “indiedev” che con i loro progetti e la loro passione, vogliono proporre buoni prodotti pur con budget limitati. Il titolo di cui parleremo oggi è There Was a Dream, sviluppato dal duo italiano Keydare Project.

Si tratta di un gioco di ruolo survival molto particolare che è già disponibile sulla piattaforma itch.io. DannyDSC ha provato il gioco e ci ha fornito questa anteprima.

SIAMO FATTI DELLA STESSA SOSTANZA DEI SOGNI

I sogni, sono esperienze di una vita passata? O desideri e paure inespresse? O forse, il sogno è un viaggio in un’altra dimensione?
La nostra giovane Claire, ha 26 anni, e dopo una lite con i genitori, decide che è arrivato il momento di vivere da sola.
Cambia città, e la solitudine è la sua unica amica. Forse è proprio “lei”, insieme ad una casa spoglia e del tutto impersonale, a far riemergere nella nostra eroina una scintilla sopita da tempo. Tempi felici, in cui i sogni di una piccola bambina la facevano volare tra le stelle, accarezzare creature dalle fogge più uniche, e viaggiare in terre color oro e smeraldo. Quei luoghi, Claire li aveva già visitati da bambina, con i suoi nonni, ed ora, è tornata. Come può essere possibile?
La risposta a questa domanda la fornirà Xehor, membro di una razza non specificata che abita da tempo questo luogo incantato. Gli abitanti del reame incantato sono in pericolo, e vengono rapiti senza motivo apparente. Starà a Claire e al suo compagno far luce su questo mistero, tra mille avventure ed un mondo che aspetta solo noi.

UNA PIACEVOLE BREZZA ESTIVA

Avviato il gioco, Xehor ci aspetta sulla spiaggia, pronto a fornirci i primi rudimenti su quello che dovremo fare. There Was a Dream è un gioco di ruolo survival, con una mappa open world da 4 chilometri quadrati. In questo tipo di prodotti, specialmente se sviluppati da software house indipendenti, il primo problema è spesso rappresentato da un mondo ampio ma vuoto, spazi aperti ma impersonali. Fughiamo subito il primo dubbio, perché questo prodotto ha un level design ispirato e ben congeniato.

Ogni parte della mappa è studiata con molta attenzione, e gli spazi aperti sono lasciati ad aree dove lo sviluppatore ha voluto dare al giocatore una forte sensazione di libertà. Già dalla partenza, su una spiaggia soleggiata, avremo a disposizione una pratica guida posta sul lato sinistro dell’interfaccia, mentre sul lato destro verranno riepilogate le quest e gli obbiettivi. Claire avrà a disposizione una serie di “armi” e di strumenti. Una cosa che abbiamo gradito, è che le armi, non sono affatto quello che ci si potrebbe aspettare.

Per farvi un esempio, la prima arma a disposizione sarà un fantastico sturalavandini ultimo modello. Gli strumenti sono di vario tipo, e vano dalla classica torcia, ad un mirabolante ombrello che ci permetterà di planare. Tutto quello che abbiamo elencato, come per quanto riguarda la conformazione dei livelli, non è messo a caso, a funzionale. Lo sturalavandini ci permetterà di difenderci, ma anche di attaccare mostri che forniranno materiali per il crafting e cibo. L’ombrello, ci permetterà di raggiungere zone altrimenti inaccessibili, la torcia illuminerà il buio di una notte senza fine.

E questi sono solo alcuni esempi di ciò che potremo usare durante la nostra avventura. C’è poi da parlare della componente survival e del crafting. Claire e Xehor hanno bisogno di cibo per continuare a correre, e il cibo verrà ricavato dai frutti degli alberi, o come dicevamo sopra dalle creature.

Quando Xehor è al nostro fianco, assumerà la forma di un piccolo gatto nero, che da solo vale il prezzo d’acquisto del titolo. Potremo anche controllarlo, ad esempio quando dovremo raccogliere cibo per il suo sostentamento. Il concetto di survival non si applicherà solamente alla nostra sopravvivenza, ma anche alla fase di costruzione della nostra casa. Avete letto bene, potremo mettere radici, creando un vero e proprio appartamento dalle forme che più ci piacciono. La fase di costruzione è ben fatta e anche molto divertente, soprattutto grazie ad un tocco grafico davvero azzeccato.

Ovviamente, la raccolta di risorse e materiali richiede spazio, e grazie allo zaino a nostra disposizione, avremo un colpo d’occhio immediato sull’inventario.
A differenza di molti altri titoli che propongono la classica schermata a griglia quadrata, qui il nostro zaino non sarà solo un orpello grafico, ma lo apriremo per valutarne il contenuto. All’interno del diario invece, potremo consultare le quest attive, la mappa di gioco e le statistiche della nostra eroina. I ragazzi di Keydare Project però, non si accontentano mai, e ad ogni update aggiungono qualcosa di bello e strabiliante.

Avete mai sognato di prendere un treno voltante? Potete farlo. Avete voglia di prendervi cura di un cavallo, e poi gareggiare? C’è anche quello. E dato che parliamo di corse, è possibile anche guidare veicoli, facendo attenzione a non rimanere senza carburante lungo il percorso, come è successo a chi redige questa preview. Insomma, c’è tantissima carne al fuoco e il duo italiano si sforza tantissimo per sistemare bug, migliorare la stabilità e le prestazioni, e seguire i feedback della community. Ma fate attenzione, perché il sogno può anche diventare un incubo, e nel mondo di There was a Dream, dovrete affrontare anche quello.

GRAFICA E SONORO

Parlando del lato tecnico, la grafica di gioco stupisce per la qualità. Gli ambienti sono vari, ricchi di particolari, con spiagge che si alternano a foreste, montagne, città. Unico neo, è forse un effetto “bloom” davvero troppo marcato, e performance che appesantiscono in modo ingiustificato le performance di gioco. Ad esempio, sul nostro fidato Asus G752 il gioco risulta piuttosto pesante, costringendoci a ridurre il dettaglio grafico, così da avere una fluidità migliore.

Nulla di particolarmente grave, considerando che il gioco, attualmente in fase alpha, viene regolarmente aggiornato e migliorato. Per quel che riguarda la colonna sonora, il tema principale è splendido, mentre le musiche di contorno al momento risultano un po’ povere, ma anche qui, vale il discorso fatto prima.

COMMENTO FINALE

Questo primo assaggio di There was a Dream, è davvero positivo. La grafica di gioco, ispirata alla campagna italiana, è ricca di dettagli e i livelli sono sviluppati con cura.

Siamo solo in alpha eppure la quantità di cose già fatte è immane. Dal crafting alla caccia, dalle quest alla costruzione della propria casa, dal solo esplorare alla personalizzazione del personaggio. Insomma, tanta carne al fuoco e ben cucinata, che necessita solo di qualche lavoro sulle perfomance, così da rendere questo gioco ancor più sorprendente. Ma se questa è solo un alpha, cosa ci aspetterà nella versione finale?

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