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I migliori sparatutto del 2018

Non si fermano i nostri GOTY, questa volta il focus è sui migliori tre fps dello scorso anno

Dopo aver parlato dei migliori italiani, degli strategici/gestionali e degli action, ora tocca analizzare i migliori sparatutto del 2018.

Questa volta parliamo diffusamente di tre titoli. Non abbiamo tenuto conto delle espansioni di Destiny 2 né di Mooncrash, l’espansione di Prey.

La tentazione di parlare di Far Cry 5 sarebbe alta ma lo riteniamo più un action, piuttosto che un fps. Ecco quindi la nostra top 3.

3) OVERKILL’S THE WALKING DEAD

Titolo discreto e molto criticato è comunque un prodotto che ha molti lati positivi soprattutto dopo alcuni aggiornamenti anche se Starbreeze ha avuto non pochi problemi. La versione Pc offre un comparto tecnico di buon livello con la maggior parte dei dettagli al proprio posto.

Il lato migliore probabilmente è il gameplay anche se si attesta a livelli difficili. Non sarà una passeggiata di piacere eliminare i propri nemici ma molto dipenderà anche dalla qualità dei compagni di squadra che vi ritroverete. Se vi piacciono le sfide al limite, l’ambientazione zombie e le sfide cooperative online allora vi consigliamo questo titolo che premia anche la bravura personale. Quest’ultimo può dare non poche soddisfazioni soprattutto agli appassionati di vecchia scuola.  Tuttavia, pur essendo un gioco onesto, è però lontano dall’essere un titolo eccellente anche per un single player da rimpolpare per poter migliorare il gioco atteso nei prossimi mesi anche su PS4 ed Xbox One.

2) CALL OF DUTY: BLACK OPS IV

L’appuntamento con la serie Call of Duty si rinnova ogni anno. Per il 2018 è stato il turno di Black Ops IV che è stato premiato dal nostro amico Massimo Reina con un ottimo voto. C’erano delle paure all’inizio visto che la campagna per singolo giocatore è stata eliminata. Il team di sviluppo ha ovviamente incrementato l’offerta online con una mole di contenuti gigantesca.

Tolto questo dettaglio, si può parlare di un miglioramento del gameplay con qualche aggiunta che non stravolge l’impianto strutturale di certe meccaniche, ma dona comunque una maggiore profondità tattica e strategica alle sfide. Complice, anche, la figura dei cosiddetti specialisti. Aggiunge che non mettono da parte l’azione personale. In più ci sono gli zombi con tre modalità molto divertenti e impegnative e una inedita Battle Royale ben concepita, seppur bisognosa ancora di qualche intervento per limarne alcune piccole imperfezioni.

Ecco una parte del commento finale della nostra recensione:

Call of Duty: Black Ops IV si conferma sui livelli di eccellenza del passato per il multiplayer grazie a un comparto come al solito ricco di contenuti, ben ingegnato e molto divertente.

1) And the winner is… BATTLEFIELD V

Per il filo del rasoio, Battlefield V la spunta e si aggiudica il nostro GOTY 2018 sugli fps-sparatutto. DICE ha sfornato un nuovo capitolo della sua serie e, dopo averci fatto assaporare le atmosfere della Prima Guerra Mondiale nel 2017, ci porta nella Seconda Guerra Mondiale con diverse licenze “storiche” che danno qualche sprazzo di anacronismo.
Purtuttavia, al netto di alcune critiche (alcune le riteniamo pure eccessive visto che alla fine si tratta pur sempre di un videogioco), Battlefield V è uno sparatutto robusto, ben realizzato e godibile che offre un comparto multiplayer valido.

Ecco come Massimo Reina ha concluso la sua recensione:

… Simile a Call of Duty per dinamicità e ai predecessori per tatticismo e realismo, deflagra nel vero senso della parola grazie alla sua ambientazione dove classi, armi e level design esaltano il gioco di squadra nel rispetto dei ruoli. In questo modo il giocatore ha un ampio ventaglio di possibilità per venire a capo di uno scontro a fuoco, stimolato ad agire e a cambiare strategia in relazione alla caratteristica sua e dei suoi compagni, e all’ambiente in cui si trova, sfruttandolo spesso a suo favore. Nella campagna singolo giocatore, invece, la giocabilità si allontana da una progressione unicamente lineare, in favore di una maggior libertà di scelta, anche se questa poi nei singoli episodi si rivela quasi sempre di contorno.

 

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