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Stellar Tactics, Anteprima

Il titolo d'esordio di Maverick Games è su Steam in early access da diverso tempo. Lo abbiamo provato

Il mondo indie è sempre in continuo fermento, ed oggi scopriremo un titolo che ha rispolverato il non troppo vecchio (ma nemmeno molto sfruttato) genere degli space-sim/rpg.

Stiamo parlando di Stellar Tactics, opera prima di Maverick Games che il nostro DannyDSC ha provato in anteprima per noi.

Ecco l’anteprima di questo titolo in early access da più di due anni, che proprio qualche giorno fa è stato aggiornato alla versione 0.170.

“SI COMINCIA!”

Il genere degli Space Sim è come la galassia (battutone!). Un momento prima, sembra quasi “immobile”, un momento dopo è un turbinio di immagini, colori, emozioni e sogni che è meglio fermarsi qui prima di sforare nella metafisica. Ci sono state vette indimenticabili come Wing Commander Privateer, Wing Commander 4, X2, X3,Frontier:First Encounter. Potremmo citare titoli come Homeworld, ma sarebbe un’errore, in quanto appartengono più alla categoria degli strategici a sfondo spaziale che di space sim. Ma anche titoli che hanno rappresentato momenti di buio assoluto, dove il genere degli space sim era stato messo in un cassetto chiuso a chiave a tripla mandata con serratura elettronica e 5 lucchetti.

Negli ultimi anni, tra strategici di rara bellezza (Stellaris e la remastered di Homeworld, o Homeworld in generale va bene lo stesso. Imagine Earth tenetelo a mente o dateci un’occhiata, ne vale la pena anche se è ancora in sviluppo) e una continua diffusione di space sim più o meno riusciti (citiamo il recentissimo X4, Elite Dangerous, l’immortale Eve Online) questo genere ha ripreso vita, ed era anche ora.

Stellar Tactics, fonde le meccaniche di space sim “leggero” (quindi non ci preoccuperemo di tenere la nave in quella determinata posizione per non fallire l’atterraggio e sfracellarci al suolo) e di rpg con un miglioramento delle abilità preso da The Elder Scrolls Oblivion (un sistema che non dispiace affatto a chi scrive l’articolo) che si armonizzano con un gameplay decisamente interessante.

Maverick Games ha deciso quindi di riesumare un genere che viene riproposto di rado, ma che ha davvero molto potenziale. Questo perché accontenta chi ha voglia di esplorazione spaziale (E Planetaria. Si, anche dei pianeti, volevamo scriverlo dopo ma non siamo riusciti a resistere) senza perdere ore ed ore ad imparare una manovra, e chi ha voglia di un bel rpg sci-fi. Peccato che non sia in italiano. Ma l’inglese utilizzato per il titolo non è troppo complicato.

Quizzone del DannyDSC! Chi ha provato in precedenza a fondere per bene queste meccaniche? Risposta: ne riparliamo fine articolo… coraggio, resistete!

UN PO’ DI STORIA

“Chi di Terra Ferisce, di Terra poi finisce per ferire perché non sa che altro fare se non rompere le **** all’universo”.

Terra, futuro prossimo.  Più o meno remoto. La nostra razza è in guerra con una con alieni potentissimi e che sembrano invincibili. Ma i nostri eroi, dopo un sanguinoso conflitto durato eoni stravincono, e mettono poster e action figure della razza umana vincitrice da qui a beh a qui perché si è combattuto solo sulla terra.

Finito il conflitto, erano tutti pronti a godersi le spiagge di Tahiti, amoreggiare sul Monte Bianco, sciare nell’atmosfera come nel remake di Star Trek. Peccato che sia durata poco. Proprio mentre i nostri eroi sciavano sull’atmosfera con le loro Nike argento a fianco di ragazzine in bikini che nemmeno Erza di Fairy Tale, un virus colpisce la razza umana.
Un virus talmente potente, talmente veloce, talmente letale, che dopo aver ucciso milioni e milioni di persone ha riportato il nostro pianeta a quella landa distrutta e in ginocchio. Roba che l’ambientazione di Kenshiro in confronto è un giardino di rose fiorite con le sue deliziose petroliere incastonate poeticamente sui resti dei grattacieli, simbolo di una civiltà che fu.

Siccome noi umani siamo svegli, i sopravvissuti hanno avuto la bella pensata di smetterla di cercare una cura, e puntare alla soluzione più semplice.

Dopo anni e anni di conflitti e passaggi tra anarchia, dittatura, e culti di nomi fantasiosi, il risultato è che gli infetti venivano uccisi all’istante. Coloro che non venivano uccisi perché “parzialmente immuni” (in pratica il gene di questo virus rimaneva latente, senza attivarsi) vennero stipati e confezionati dentro un’arca, spedita “lontano lontano” al fine di ripopolare un nuovo pianeta e chiamarlo Terra, o Terra Prime, o Terra Nova (no, quello c’è già).

Il nostro personaggio si sveglierà per un motivo inizialmente non ben precisato verso la fine del viaggio, scoprendo di essere un soldato, parte di un programma sperimentale di miglioramento dell’essere umano.

UN PO’ DI GAMEPLAY

Ciò che lo contraddistingue, a parte il fatto di essere il protagonista, il “John Sheppard”, il prescelto, è la forza del suo sistema immunitario, capace di attaccare qualunque tipo di virus, malattia, veleno all’istante (un giocatore smaliziato potrebbe anche pensare: ma scusate, perché non l’hanno fatto anche con gli altri immuni sopravvissuti così da rimanere sulla terra? Risposta: E poi dove viaggiavate? Da Montecatini a Rimini in barca?). Premesse non proprio originalissime quindi, però tutto sommato godibili. Questo tipo di esperienze, fa della storia un po’ il contorno al gioco stesso, mentre gameplay, sidequest ed esplorazione spaziale/planetaria il fulcro di tutto.

Svegliati e pronti a menare le mani o i fucili, verremo introdotti insieme al nostro party composto da tre personaggi per un totale di quattro a terra. Altrettanti nella nostra futura nave più due riserve. In totale, quindi, potremo giostrare tra 10 personaggi incluso il nostro.

La descrizione è molto precisa, ma la mole di testo da leggere è piuttosto corposa, e si perde un po’ troppo tempo nel cercare di memorizzare quello che ci viene indicato. Un tutorial passo-passo sarebbe stato forse più immediato e comprensibile. Va, però, precisato che le cose da tenere a mente e da fare sono tante al punto che una soluzione del genere avrebbe richiesto una mole di ore ed una mappa/tutorial da stancar presto chi ha voglia di perdersi nel mondo di gioco.

Per quanto riguarda la visuale, parliamo di un titolo in isometrica con telecamera ruotabile a 360° ed un piano inclinabile, importantissimo per un rpg tattico. Ma attendiamo un secondo prima di esplorare la nave spaziale del tutorial per soffermarci sulle schermate di inventario e dei personaggi.

La schermata del personaggio (il nostro protagonista verrà creato non appena avvieremo una nuova partita, e la schermata è la stessa che vedremo durante il gioco), mostra in alto a sinistra il ritratto personalizzabile del nostro alter ego o di uno dei componenti del nostro party. In basso, le classiche caratteristiche rpg (o gioco di ruolo, se preferite) quali: Forza, Destrezza, Resistenza, Carisma, Percezione, Intelligenza.

Tali qualità sono fondamentali per una corretta creazione del personaggio preferito, ed è fondamentale assegnare i punti in maniera intelligente per far si che il nostro alter ego sia resistente quanto basta, usi al meglio questa o quell’arma (per inciso: avere forza 12 non significa fare 50 danni a colpo con il fucile, in quanto tale peculiarità sebbene influisca in maniera lieve, non è direttamente collegata alle armi da fuoco, pertanto il nostro personaggio con muscoli alla The Rock farà pochissimi danni), sia in grado di schivare almeno un attacco.

A destra della schermata troviamo le abilità, e qui ci si diverte. Queste, miglioreranno con l’uso delle stesse in modo simile a come accadeva in The Elder Scrolls IV:Oblivion o, se ricordate nell’ancor più vetusto Dungon Siege. Sembra semplicistico, in realtà è molto divertente, ed anche strategico.

È fondamentale che ogni personaggio migliori su almeno due abilità per quel che riguarda le armi, ma nulla ci vieterà in seguito di mettere tra le mani un martello da guerra al nostro cecchino. Oltre alle abilità offensive, avremo quelle legate a crafting, hacking, riparazione e pronto soccorso. Infine, quelle relative alla vita nello spazio, come ad esempio l’elettronica (per gli ingegneri capo, belle le citazioni trekkiane vero?) e il mining.

Per quel che riguarda l’inventario, esso è in comune tra tutto il party, mentre sulla parte destra troveremo la skin del personaggio selezionato, dove sono indicate tramite icone le varie dotazioni. In alto a destra sono indicati i modificatori delle caratteristiche (ad esempio se un martello concede un +1 alla forza verrà indicato in questa schermata) e la classe armatura con le varie resistenze. A fianco della skin del nostro personaggio, si trovano le modifiche che possono essere installate su determinate armi non comuni/rare/leggendarie che possono arrivare ad averne tre.

Oltre alla schermata del personaggio e dell’inventario, abbiamo quella della mappa (che al momento è viene utilizzata solo per la parte “spaziale”, ma speriamo che venga introdotta anche per le varie missioni a terra) che contiene al suo interno i log delle missioni e dei dati sui personaggi che troveremo nel corso dell’avventura.

Come dicevamo, la mole di informazioni è “importante”, anche se guardando bene sotto il cofano, non è mastodontica. Le abilità sono molte ma semplici ed immediate, classi armatura e resistenze sono di facile memoria per un appassionato di rpg, mentre la mappa galattica secondo noi va rivista. Sebbene nella sua controparte spaziale rivesta un ruolo utile e sia piuttosto semplice all’utilizzo, non è utilizzabile quando siamo in missione su altre navi o sui pianeti. E qui casca un po’ l’asino. Scendere su un pianeta, esplorare una rovina o una nave piena di corridoi e non avere una mappa che fa capire cosa si è esplorato, è davvero ostico. Ci auguriamo che venga introdotta in uno dei successivi aggiornamenti.

Ora che l’excursus sulle schermate è finito, possiamo tornare al tutorial e soffermarci su un altro aspetto fondamentale del gameplay: il combattimento.

Poco dopo aver iniziato la nostra esplorazione e dialogato con uno dei personaggi che ci introdurranno al gioco, dovremo menare le mani. Senza fare spoiler sui nemici che ci troveremo davanti, il combattimento è a turni con punti azione, un chiaro rimando a titoli quali Fallout 1&2 che ci piace davvero molto.

Ogni arma ha un ammontare di punti azione a seconda del tipo di attacco che può essere a singolo colpo (meno punti azioni richiesti, più preciso, meno danni), o in alcuni casi a raffica (più punti azione richiesti, meno preciso, più danni).

Non tutte le armi hanno possibilità di fuoco multiple, ed in ogni caso l’ammontare del danno sarà sempre circostanziato in base a distanza, statistiche del personaggio, eventuali resistenze (e/o posizioni difensive) del nemico, tipo di arma che stiamo utilizzando. Ogni arma ha anche una portata massima, quindi il nostro splendido fucile a canne mozze già visto in Doom e nell’Armata dei Morti Viventi (film splatter 99% ma è divertente) non ci servirà ad una mazza se il nemico è troppo distante. Interessante anche la possibilità di colpire varie parti del corpo (gambe/torso/testa) che a seconda del nemico affrontato avranno un ammontare di danno e/o malus (stordito ad esempio) differenti.

Andando avanti con la mappa del tutorial e proseguendo al contempo con la storia, arriveremo a possedere (finalmente) la nostra nave. Purtroppo un taglio è necessario in quanto parlando delle mappe andremo ad incappare in spoiler necessari alla comprensione delle stesse.

Presa la nave, la schermata cambia, passando da un rpg in isometrica ad uno space sim in terza persona. La schermata è ruotabile anche qui di 360 gradi ed il movimento della nave avverrà attraverso i tasti “A” e “S” che andranno a controllare i propulsori, e i tasti “W” e “D” che andranno a controllare la rotazione. Potremo anche decidere di usare direttamente il puntatore del mouse, ma ci sembra che la prima soluzione sia la più immediata e semplice da usare. Sulla parte sinistra della schermata troveremo una lista dei pianeti del sistema e dei punti d’interesse, e cliccando con il tasto sinistro su uno di questi, verrà evidenziato a destra con due scorciatoie in basso che ci permetteranno di selezionarlo per avere subito un’informazione circa il suo posizionamento sul piano di gioco, così da raggiungerlo senza troppa difficoltà.

Avvicinandoci ad un pianeta, ad una nave, o ad una stazione, avremo la possibilità di attraccare/atterrare tramite un’icona di richiamo. Il viaggio nello spazio è reso più veloce grazie anche alla modalità sub-warp che facendo accelerare la nave ad una velocità superiore, renderà l’esplorazione dei vari sistemi solari più veloce.

Il combattimento spaziale è in tempo reale, quindi all’avvicinarsi di una nave nemica inizieranno a partire le bordate. Questa fase è divertente e frenetica… ed il posizionamento della nave è fondamentale. Avendo ad esempio, solo cannoni anteriori, dovremo necessariamente porci in modo da avere la nave nemica rivolta frontalmente alla nostra posizione, perché in caso contrario non spareremo un colpo. I valori che si ripercuoteranno sul combattimento sono i classici: Scudi, Corazza e Velocità.

Prima di combattere potremo anche decidere di dare più energia agli scudi, o ai motori giusto per fare un esempio. È anche importante non prendere troppi colpi in quanto con l’aumentare del danno, i sistemi inizieranno a cedere, quindi potremo ritrovarci con la nave a motori spenti, immobili e pronti a fare da buon bersaglio al pirata di turno.

La schermata relativa alla gestione della nave, ci permetterà di decidere le posizioni occupate dai vari personaggi della nostra squadra, modificare l’inventario della nave per aggiornarla con nuove tecnologie, e consultare il carico stipato nella stiva.

IL LATO TECNICO: GRAFICA E SONORO

Il gioco, tradisce sia il fatto di essere ancora in sviluppo, che la sua natura indie. La grafica è discreta ma non fa certo gridare al miracolo, soprattutto l’acqua. Le texture delle stazioni e delle rovine sono un po’ ripetitive e vanno ripulite, mentre quella delle navi, seppur varia, necessita di qualche lavoro in più così da rendere il titolo più distintivo e meno abbozzato (nota: negli ultimi update lo sviluppatore sta lavorando anche su questo aspetto, quindi aspettiamoci novità). Anche il comparto audio si attesta su livelli discreti, con una certa varietà ma senza raggiungere la bellezza di brani indimenticabili come Kingdom Ends (X3 Reunion).

COMMENTO FINALE

Stellar Tactics è davvero un buon prodotto, soprattutto se consideriamo che anche se non l’avrete notato leggendo l’articolo, stiamo parlando di un early access. Il titolo è in continuo sviluppo dal 23 settembre 2016, e la software house sforna update, bugfix, e aggiunte al gameplay a ripetizione, tenendo la community in altissima considerazione, tanto da portare in gioco i suggerimenti considerati più utili. Per dire, l’update che ci ha fatto tenere d’occhio il titolo con grande interesse è stata l’aggiunta di un universo sandbox da più 160.000 sistemi stellari. Avete letto bene. Tutto procedurale, tra l’altro. A questo si somma una grafica da rifinire ed un sonoro da variare un po’ a parte. Ad ogni modo, Stellar Tactics ha davvero moltissimo da offrire, sia a chi cerca uno space sim leggero con un po’ di avventura, sia chi vorrebbe godersi un bel gioco di ruolo di fantascienza.

E considerando che lo sviluppatore ha più volte dichiarato che il gioco uscirà dall’early access solo quando sarà pronto (It’s done, when it’s done. Se più sviluppatori e Big del settore la pensassero così, il mondo videoludico non conoscerebbe la parola “superficiale”. In realtà ne conosce anche altre ma lasciamo stare le cose così), possiamo tranquillamente aspettarci un nutrito numero di nuove aggiunte, per far si che lo Sheppard che è in noi, possa scorrazzare per una galassia varia (procedurale), misteriosa, e ricca d’avventure.

 

Quizzone del DannyDSC. Chi ha provato in precedenza a fondere per bene queste meccaniche?

Risposta: X-Bow Software con la serie Star Wolves ed SNK Games con la serie ben più conosciuta Space Rangers. Quest’ultima è stata una pioniera, perchè anche se la grafica nello spazio è in 2d, la controparte a terra è in 3D, cosa che non si era vista in precedenza. Soprattutto Space Rangers a War Apart è considerato il capitolo migliore, con logenvità e profondità assicurate. Purtroppo la curva d’apprendimento ed il fatto che siano titoli “only english” (come del resto Star Wolves e lo stesso Stellar Tactics) hanno fatto si che qui da noi siano praticamente passati inosservati.

 

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